Home - Aggiornamenti
Commentario / News
LE ARMI DELLA PSYCHOLOGICAL WAR
L'ideologia elettoralistica possiede un tale potenziale
mistificatorio che finisce per coinvolgere anche parte di coloro che,
pur sinceramente, si ritengono degli astensionisti. A distanza di
settimane dall'ultima scadenza elettorale, continua infatti a mietere
vittime la cortina fumogena sparsa dai media con il doppio scopo, da un
lato, di dissimulare la rigida prevedibilità del meccanismo elettorale,
e, dall'altro lato, di far credere che le elezioni costituiscano un
indicatore attendibile circa i mutamenti sociali ed epocali in corso.
Negli
ultimi trenta anni i media ci hanno proposto innumerevoli, e presunte,
"svolte epocali": il Riflusso, il post-industriale, la scomparsa della
classe operaia, la società complessa, la fine del comunismo, il
tramonto delle ideologie, la fine della lotta di classe, la fine della
Storia, il risveglio etnico, la globalizzazione, ecc.; persino l'11
settembre 2001 ci è stato imposto come una data epocale, del tipo 476,
l'inizio del medioevo, o 1492, l'inizio dell'era moderna.
continua a leggere...
COMMENTI FLASH:
PSICOBROGLI ELETTORALI 2 - IL RITORNO
Documenti
Manuale del piccolo colonialista (8)
CONTROLLO MILITARE E CONTROLLO CRIMINALE DEL TERRITORIO:
BONDSTEEL, UN HUB PER IL TRAFFICO MILITARE E CRIMINALE
La dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo arriva al culmine di una strategia di occupazione USA-NATO, che presenta molti punti di interesse per come è stata in grado di utilizzare propaganda, soldi, criminalità, forza militare, droga, complicità politiche e mafiose. Fin dall'invasione della NATO del 1999, il Kosovo è diventato un territorio sottoposto a governo militare straniero. L'amministrazione delle Nazioni Unite è, come si sa, un paravento per il controllo NATO. Il progetto dello "Stato multietnico" per il futuro Kosovo, non è molto diverso dalla griglia che, in base agli accordi di Dayton 1995, è stata imposta alla Bosnia-Herzegovina. Questo schema garantisce che, dietro una parvenza di amministrazione indipendente, venga mantenuta una sostanziale occupazione militare, per cui tutte le decisioni importanti vengono prese dalla forza d'occupazione NATO-ONU.
Testi di riferimento
IL PRIMO MISCREDENTE DELLA RELIGIONE DEL CAPITALE
Presentiamo un breve testo di Piercy Ravenstone, economista inglese, il cui vero nome era Richard Puller. Il testo è ancora valido per una serie di motivi: demolisce la mitologia del Capitale, rivela l'aspetto magico/religioso del concetto, mette in ridicolo i suoi profeti e cantori, lo pone in concreta relazione con la spesa pubblica e con la rendita, lo oppone al lavoro umano, dimostrando che non c'è capitalismo senza appropriazione e gestione a fini privati del pubblico denaro. Soprattutto, è un testo del 1821, quindi il carattere mistificatorio del capitalismo era già chiaro allora, per chi lo voleva vedere. Anche Marx conosceva Ravenstone, perché lo ha citato in nota nel "Capitale"(Libro I, sez. IV, cap. 13, nota n.° 196), però per questioni diverse, quindi è stata una precisa scelta di Marx quella di non tenere conto della sua denuncia del capitalismo, e della "scienza" economica che lo supporta, come fenomeni ideologici. Nell'attuale retorica ufficiale il dio Capitale è stato in parte soppiantato dal dio Mercato, un'altra astrazione mitologica, utile ad attribuire tutti i problemi ad una presunta necessità superiore e impersonale, contro la quale sarebbe vano opporsi, distraendo così l'attenzione dalla vera questione: gli interessi affaristici di precise oligarchie finanziarie e commerciali.
Comidad, dicembre 2007
continua a leggere...
