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	<title>C.O.M.I.D.A.D.</title>
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	<tagline type="text/html">C.O.M.I.D.A.D.</tagline>
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		<title><![CDATA[NSA-PRISM: UNO SCANDALO FALSE FLAG PER COPRIRE IL BUSINESS]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Il modo in cui l'opinione pubblica europea viene "informata" dello scandalo che riguarda la pi&ugrave; grande agenzia statunitense di "intelligence", la National Security Agency, presenta i consueti risvolti ambiguamente celebrativi che caratterizzano qualsiasi notizia proveniente dagli USA. Questo scandalo pare infatti risolversi anch'esso nell'ennesimo "trionfo della democrazia americana". I media ci dipingono un Obama sotto attacco da parte di un'opinione pubblica americana che si dimostra gelosa delle proprie libert&agrave;, mentre il dibattito si sposta sui massimi sistemi, sullo scontro di due diverse idealit&agrave;: da una parte la tutela della sicurezza dei cittadini, dall'altra la garanzia della loro privacy.<br/>
La presa in giro si completa sugli organi di stampa della finta opposizione, come <a href=http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/08/usa-scandalo-prism-ma-litalia-fa-anche-peggio/620151/>"Il Fatto Quotidiano"</a>, dove vi sono anche commentatori che giungono ad affermare che in Italia la situazione della violazione della privacy sarebbe persino peggiore che negli USA;  cio&egrave; il tutto viene risolto in un astratto confronto, basato sulla falsa premessa che si tratti di questioni interne ai vari Paesi; questo come se la NSA si limitasse a spiare il territorio statunitense e non tenesse sotto controllo anche noi. <br/>
Il problema &egrave; che le attuali tecnologie rendono la privacy un'illusione, e questo modo di dibattere sembra pi&ugrave; che altro finalizzato all'idea di abituare l'opinione pubblica a rassegnarsi a vivere sotto controllo. Qualche commentatore meno allineato ha fatto notare che questo scandalo sollevato dal quotidiano britannico "The Guardian" costituisce una gigantesca scoperta dell'acqua calda, dato che da anni si sapeva praticamente tutto a riguardo. In effetti, gi&agrave; nel 2009 la NSA fu al centro di una polemica per casi di spionaggio ai danni di alcuni <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.huffingtonpost.com/2009/04/17/dem-senator-speculated-ns_n_188183.html&prev=/search%3Fq%3Dnational%2Bsecurity%2Bagency%2B%2Brockefeller%26biw%3D960%26bih%3D493>parlamentari statunitensi</a>; pare ci fosse sotto osservazione un deputato del Congresso, non individuato con certezza dai media; e persino il senatore Jay Rockefeller avanz&ograve; il sospetto di essere spiato. <br/> 
Va sottolineato che per&ograve; in Europa di questo scandalo del 2009 non si seppe a suo tempo praticamente nulla. Meno di nulla i media europei ci hanno detto su una vicenda successiva ancora pi&ugrave; clamorosa, che riguard&ograve; le rivelazioni di un "insider" della NSA, l'agente Thomas Drake, che sub&igrave; anche una persecuzione giudiziaria per "tradimento" da parte dell'amministrazione Obama. Alla fine Drake riusc&igrave; in parte a scamparla ed a cavarsela con una condanna minore, perch&eacute; il tribunale riconobbe che le sue informazioni non compromettevano la sicurezza nazionale, ma scoperchiavano il gigantesco giro d'affari, di corruzione e di frodi che avviene all'interno della NSA. A rendere ancora pi&ugrave; strano il silenzio dei nostri media, c'&egrave; la circostanza che Drake fu intervistato nella pi&ugrave; importante trasmissione televisiva di informazione degli USA, <a href=http://www.cbsnews.com/video/watch/?id=7366912n>"Sessanta Minuti" della CBS</a>. <br/>
Anche in altre interviste Drake port&ograve; a conoscenza dell'opinione pubblica dei fatti clamorosi. La sicurezza nazionale &egrave; diventata negli USA il settore in maggiore crescita, con un'enorme redistribuzione della ricchezza: il solito capitalismo sedicente privato ed imprenditoriale che invece parassita i soldi pubblici. Agli agenti della NSA &egrave; data la possibilit&agrave; di diventare milionari procurando appalti alle ditte private. <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.salon.com/2012/03/07/nsa_whistle_blower_obama_worse_than_bush/&prev=/search%3Fq%3Dnational%2Bsecurity%2Bagency%2Brevolving%2Bdoors%26rlz%3D1G1GGLQ_ITIT293%26biw%3D1394%26bih%3D752>Drake dichiarava</a> testualmente: <<Il revolving door &egrave; un eufemismo. Il numero di milionari prodotti dalla NSA, uno di questi oscuri segreti aperti, &egrave; fenomenale. Molti grandi appaltatori della difesa hanno cercato di coinvolgermi e cooptarmi: "Tom, avete tutto questo spazio di manovra adesso. Cavolo, potremmo andare oltre. Potresti guidare il nostro ufficio commerciale NSA." >>. <br/> 
Da profondo conoscitore del sistema, Drake parl&ograve; anche delle tecniche di "false flag", di depistaggio, usate dall'amministrazione Obama per affrontare il suo caso, cercando di farlo passare per qualcosa che attentava alla sicurezza nazionale. In realt&agrave; attentava soltanto ai business ed agli arricchimenti fraudolenti che avvengono sotto l'alibi della sicurezza nazionale. Anche l'attuale scandalo sul sistema di spionaggio informatico Prism sembra proprio inquadrarsi in questo tipo di operazioni di depistaggio e distrazione. Facciamoli pure discutere nei talk show di libert&agrave;, di privacy, di sicurezza; l'importante &egrave; non parlare di appalti e di corruzione. Tanto ci sar&agrave; sempre una parte dell'opinione pubblica disposta ad avallare qualsiasi liberticidio in nome dello stato di necessit&agrave;, perci&ograve; il dibattito si sposter&agrave; invariabilmente sull'opinabile. Ci si potr&agrave; quindi domandare quale sia stato il <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.guardian.co.uk/world/2013/jun/09/technology-giants-nsa-prism-surveillance&prev=/search%3Fq%3Dnsa%2Bprism%26rlz%3D1G1GGLQ_ITIT293>ruolo di Apple, Google e Facebook</a> nel sistema di spionaggio Prism, ma non a quale grado sia arrivata la commistione affaristica di queste multinazionali con la NSA.  <br/>
Nei Paesi sudditi deve rimanere la convinzione che la corruzione e le tangenti siano roba da popoli inferiori, mentre negli USA ci si scontra sul modo pi&ugrave; giusto di combattere il terrorismo. Alla beffa si aggiungono il danno e l'ulteriore beffa, poich&eacute; le aziende italiane sono diventate <a href=http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/04/spionaggio-007-della-kroll-hanno-scoperto-lamerica-in-italia/592332/>terreno di caccia</a> per ex-agenti CIA ed FBI specializzati in presunti servizi anti-hackeraggio; dei "servizi" che in realt&agrave; appaiono come la riscossione di un "pizzo" per essere protetti dalle  stesse minacce di spionaggio industriale di provenienza statunitense. Con l'immancabile ipocrita arroganza dei colonialisti, questi pseudo-detective informatici affermano anche di fornire alle aziende americane che vogliano fare affari in Italia, delle certificazioni anti-corruzione sugli eventuali partner commerciali italiani. <br/>  
Il <a href=http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2013/20130605_video_09351796/00012277-ministro-mauro-muos-serve-a-garantire-pace-e-sicurezza-globale.php>ministro della Difesa Mauro</a> pu&ograve; oggi permettersi di dichiarare che il MUOS in costruzione a Sigonella sarebbe un impianto che serve alla pace ed alla sicurezza globale, e tutto il problema starebbe nello stabilire se sia inquinante o no (e non lo sar&agrave;, c'&egrave; da scommetterci). Quindi, se i nostri media ci informassero sulle vere funzioni della NSA e di tutto l'apparato della "sicurezza" USA,  l'effetto non sarebbe soltanto quello di un banale e consolatorio "tutto il  mondo &egrave; paese", bens&igrave; lo smascheramento del carattere affaristico-criminale dell'imperialismo, per il quale inventarsi un nemico significa creare appalti e business. Un business, ovviamente, sempre e rigorosamente basato sul saccheggio della spesa pubblica.]]></content>
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		<title><![CDATA[DISTANTI / DIVERSI per una cultura anticopyright]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[IL IA' JOLIE presenter&agrave; presso la SMSBiblio Biblioteca Comunale di Pisa in via S. Michele degli Scalzi alle ore 17,00 del giorno 22 giugno 2013 la manifestazione intitolata “DISTANTI / DIVERSI: per una cultura anticopyright” in occasione della presentazione del primo libro anticopyright FAI DA TE di Rosella Federigi intitolato “D'istanti di versi” (libro di poesie), stampato in casa con una normale stampante a getto d'inchiostro, rilegato a mano e rilasciato nel PDA - Pubblico Dominio Antiscadenza  (all rights renounced). Il libro &egrave; gratuitamente scaricabile (come tutte le altre opere degli autori aderenti al progetto PDA) in formato elettronico dal Forum di Anticopyrightpedia mentre in formato cartaceo il testo &egrave; ottenibile in prestito esterno presso la rete delle biblioteche della provincia di Pisa “Bibliolandia”.<br/>
Promotore del progetto Anticopyrightpedia &egrave; l’artista Domenico Vitiello, fondatore di IL IA' JOLIE, un gruppo di teatro postmoderno nato a Napoli alla fine degli anni “70, il quale &egrave; anche promotore del progetto BIOsCAMBIO (la comunit&agrave; degli autoproduttori/autocostruttori per l’autosostentamento) basato anch'esso sugli stessi principi dell'anticopyright del PDA . <br/>
Durante l'evento del prossimo 22/Giugno altri artisti, sostenitori dell'anticopyright, si affiancheranno a Rosella Federigi presentando ciascuno una propria opera rilasciata in anticopyright nel PDA – Pubblico Dominio Antiscadenza (all rights renounced) che, come dice la stessa parola, &egrave; contro l’idea di un Pubblico Dominio, qual &egrave; quello previsto dalla legge, fatto solo di opere dai diritti scaduti di autori morti da pi&ugrave; di 70 anni. <br/>
 Il nascente PDA – Pubblico Dominio Antiscadenza, partorito un paio di anni fa nell'ambito di Anarchopedia (l'enciclopedia anarchica online) dopo un'ampia e travagliata discussione,  incarna l'altro volto, ad oggi sconosciuto in quanto ancora inesistente, del Pubblico Dominio basato sulla “rinuncia volontaria ai diritti d'autore” come pratica contro la propriet&agrave; intellettuale. <br/>
Con la manifestazione del 22/giugno prossimo alla SMSBiblio di Pisa, il pubblico presente in sala, a partire dalle ore 17,00, avr&agrave; la possibilit&agrave; di partecipare all'autoproduzione di un libro collettivo anticopyright di AA. VV.: saranno infatti raccolte e rilegate a mano durante lo svolgersi della manifestazione, le prime cento pagine pervenute, a contenuto libero e che saranno in parte scritte in sala dal pubblico tramite un computer collegato a stampante e in parte pre-inviate online entro il giorno 20/giugno, a pda@anticopyrightpedia.org  e scritte su un modello writer (odt) oppure word (doc) entrambi scaricabili dal Forum di Anticopyrightpedia http://www.anticopopyrightpedia.org/forum.  Il libro, che varr&agrave; come testimonianza dell'evento, porter&agrave; il titolo della manifestazione e sar&agrave; consegnato alla SMSBiblio per la lettura al pubblico insieme alle opere anticopyright degli altri artisti partecipanti all’incontro, ivi compreso il primo quadro anticopyright “Macchia bianca” dell'artista Gianfranco Tognarelli, icona della manifestazione, opera donata al PDA e che rester&agrave; alla SMSBiblio di Pisa in esposizione permanente. Una copia del testo in formato digitale sar&agrave; depositata sul Forum di Anticopyrightpedia gratuitamente scaricabile. <br/>
<<Solo dagli artisti poteva rinascere l'anticopyright, cos&igrave; com’era gi&agrave; avvenuto in passato con l’Internazionale Situazionista di Guy Debord e Raoul Vaneigem con la loro formula “tutti i testi pubblicati possono essere liberamente riprodotti, tradotti o modificati senza citare l’origine”, o come l’anticopyright della multi-identit&agrave; (anonima) dei Luther Blisset, o prima ancora come la rinuncia ai diritti d’autore di L. Tolstoj o delle considerazioni contro il copyright di Pierre Joseph Proudhon nella sua opera “Les majorats litt&eacute;raires” del  1862. <br/>
Anticopyrightpedia e gli artisti aderenti al progetto PDA, ripropongono oggi l’anticopyright attraverso la pratica della “rinuncia volontaria ai diritti d’autore”, come unica autentica forma di evoluzione, o direi meglio di utopia reale, che si concretizza e si risolve, finalmente, nel contesto ben definito e definitivo della libera e gratuita cultura considerata “bene comune” di tutti e da tutti praticabile. <br/>
Il copyright &egrave; letteralmente il “diritto di copia” ma il diritto cui fa riferimento il copyright &egrave; un “diritto legale” ben diverso dal diritto naturale di copia propugnato dall'anticopyright: il diritto legale &egrave; invece quel privilegio che scaturisce a sua volta da un “dovere legale” che si esercita come una imposizione ancor prima di essere un’esigenza di carattere naturale dell'individuo. <br/>
 L'anticopyright &egrave; invece il semplice esporsi, il mostrarsi al di l&agrave; di tutto (quindi anche al di l&agrave; delle ristrettezze legali della tutela del copyright), cos&igrave; come una esigenza collettiva laddove il copiare e l’imitare sono prerogative di ciascuno, che propositivamente permettono di aggiungere qualcosa di proprio al resto (non a caso la tecnica dell'imitazione &egrave; quella pratica naturale e spontanea adottata dai bambini per l'apprendimento), per reinventarsi e scoprirsi in questo modo originali. <br/>
Il copyright con la sua difesa del diritto di copia, in ultima analisi ha generato solo “business” e storicamente ha rappresentato il privilegio, a cominciare dai pochi della London Company of Stationers all’epoca dello Statuto di Anna del 1710 fino alle attuali case editrici, di quei pochi cio&eacute; che si sono imposti sulla moltitudine con la cultura populista della comunicazione uno a molti fin da quando la stampa, allora di fresca invenzione, fungeva gi&agrave; come una sorta di “televisione” del passato. Oggi, col restyling delle licenze del permesso d'autore del Copyleft e della Creative Commons, il copyright mostra di resistere ancora ai tempi e con la finzione del privilegio esteso a tutti come forma di “diritto legale”, continua a perpetrare e difendere la propriet&agrave; intellettuale permettendo tanto alle “major” quanto oserei dire anche alle “minor“ (case editrici cosiddette alternative), di farla da padroni sia sugli squattrinati autori che sui fruitori, ora pi&ugrave; che mai che la filosofia dell'economia in scala dell'industria editoriale &egrave; arrivata a spadroneggiare finanche nel terziario e nel settore no-profit. <br/>
L'anticopyright &egrave; invece l'esigenza di vivere a dimensione d'uomo e se &egrave; vero come faceva dire da Amleto, il maestro dei drammaturghi: “morire, dormire, sognare forse...”, allora vivere, per noi  tutti, artisti o meno,  “&egrave;” sognare, laddove i sogni sono quella esigenza di vivere senza alcuna imposizione, senza alcun limite (ai sogni e al cuore si sa non si comanda) e solo da questa premessa pu&ograve; nascere l'arte e svilupparsi la “vera” cultura: quella vera arte che nasce dalla e come libera cultura e non da quella pseudocultura che ci viene imposta dalla lobby del copyright come “tendenza” solo per soddisfare gli interessi commerciali di alcuni. <br/>
Arte e cultura (che sono pertanto legate insieme) vanno considerate insieme “bene comune” al pari dell'acqua, dell'aria, della luce e calore del sole e quindi direi della vita stessa e come tali non possono essere n&eacute; privatizzate e n&eacute; regolamentate da leggi, come quella del copyright, per quanto legittime possano apparentemente sembrare. E l'anticopyright della rinuncia ai diritti d'autore sta ad indicare proprio questo: che la produzione intellettuale non pu&ograve; essere condizione di propriet&agrave; di alcuno, perch&eacute; essa, essendo cultura, appartiene all’intera umanit&agrave; e dato che ci &egrave; stato insegnato dalla fisica che “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, per trasformare/si bisogna innanzitutto liberamente e incondizionatamente mostrare/rsi,  consentendo a chiunque di attingere liberamente dagli altri quel potenziale di conoscenza che, rielaborata, genera poi quelle che sono le proprie idee, la propria creativit&agrave; e la personalit&agrave; artistico-letteraria.>> (Domenico Vitiello) <br/><br/>
PROGRAMMA<br/>
ore 17.00 - Inizio raccolta pagine scritte dal pubblico per libro autoprodotto AA.VV. <br/>
ore 17.30 - Presentazione del PDA, del progetto Anticopyrightpedia e degli autori sostenitori a cura del promotore Domenico Vitiello<br/>
ore 18.00 - Videoart “Caff&egrave; accordato” di IL IA’ JOLIE<br/>
ore 18.10 - Presentazione del primo libro autoprodotto anticopyright intitolato “D’istanti di versi” di Rosella Federigi e intervento critico dell’autore Gianni Ruggi<br/>
ore 18.25 - Videoart “On the wall” di Serge Hildebrandt<br/>
ore 18.30 - “Something around Prince (as copyright simbol)” brano musicale di Luca Leggero<br/>
ore 18.45 - “Serendipity” libro d’artista post-digitale del Collettivo Atypo <br/>
ore 19.00 - Intervento video-conferenza di Francione, il giudice anticopyright <br/>
ore 19.30 - Consegna in biblioteca del primo quadro anticopyright intitolato “Macchia bianca” e rilasciato in PDA dall’artista Gianfranco Tognarelli e del libro AA.VV. “Distanti / diversi: per una cultura anticopyright” redatto dal pubblico, autoprodotto e rilegato a mano durante l’incontro. 
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		<title><![CDATA[ANCHE ERDOGAN NEL MIRINO DI SOROS?]]></title>
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		<created>2013-06-06T02:35:29+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Meno di due settimane fa il Primo Ministro turco <a href=http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/05/25/Erdogan-se-Dio-vuole-Assad-presto-cadra-_8766089.html>Erdogan dichiarava</a> di prevedere una rapida caduta del regime di Assad in Siria, ad opera dei "ribelli". La dichiarazione era in linea con l'atteggiamento ostile verso Assad tenuto dal governo turco in tutta la crisi siriana; ma lanciarsi in auspici cos&igrave; plateali rappresentava sicuramente una chiusura a qualsiasi possibilit&agrave; di interlocuzione con un avversario presentato come politicamente gi&agrave; morto. <br/>
Il fatto che in questi giorni sia invece proprio Erdogan a veder messa in questione la propria legittimit&agrave; politica dalle manifestazioni di piazza, rappresenta qualcosa di pi&ugrave; di un'ironia del destino, ma potrebbe configurarsi come una logica conseguenza della politica anti-Assad. Ogni teatro di guerra tende ad esportare la propria instabilit&agrave; ai Paesi vicini, e ci&ograve; non avviene per un semplice "contagio", ma per il fatto che spesso la posizione di "alleato" si dimostra pi&ugrave; insidiosa di quella di nemico. <br/>
Riguardo alle motivazioni delle manifestazioni, appare strano questo concentrarsi della rivolta contro la presunta svolta "autoritaria, integralista e populista" di Erdogan, mentre soltanto da parte di gruppi dell'estrema sinistra si accenna al fatto pi&ugrave; macroscopico che la Turchia stia partecipando all'aggressione contro un Paese vicino e tradizionalmente amico. Mancano inoltre i riferimenti a tutti i pericoli che comporta l'interventismo in Siria. Togliere il divieto del velo islamico &egrave; certamente meno allarmante del fatto che Erdogan abbia deciso di asservire il proprio territorio alle esigenze dell'aggressione della NATO contro la Siria, lasciandolo trasformare in una base per le milizie mercenarie del Qatar e dell'Arabia Saudita, ed esponendolo cos&igrave; a tutte le possibili fregature connesse alla posizione di alleato troppo servile e servizievole.<br/>
Infatti una delle conseguenze pi&ugrave; gravi della posizione di alleato subordinato riguarda la perdita del controllo del proprio territorio a causa della crescente invadenza dei cosiddetti "alleati". Sar&agrave; una banalit&agrave; ricordarlo, ma mettersi in posizione supina &egrave; sempre un invito all'aggressione. Il colonialismo &egrave; sempre pi&ugrave; schematico che strategico, e spesso l'alleato pu&ograve; costituire una preda molto pi&ugrave; facile e disponibile del nemico. Non &egrave; un caso che la cosiddetta guerra in Afghanistan sia diventata (sempre che non lo fosse sin dall'inizio) soprattutto una guerra degli USA contro un loro "alleato" tradizionale come il Pakistan.  
Erdogan dovrebbe perci&ograve; cominciare a preoccuparsi del fatto che i media occidentali denotino un atteggiamento sin troppo "comprensivo" nei confronti dei tafferugli in Turchia, e si tratta degli stessi media che in Italia considerano il sampietrino di un manifestante come un caso di para-terrorismo. Altri commentatori ufficiali intanto gi&agrave; descrivono Erdogan come se fosse un Fratello Musulmano, mentre i rapporti di Amnesty International sono presi per oro colato, esattamente come per la Siria. Analogamente, i capi di governo occidentali, a cominciare da Angela Merkel, hanno espresso <a href=http://www.repubblica.it/esteri/2013/06/03/news/scontri_notte_turchia-60238845/
>posizioni "equidistantiste"</a> che rappresentano una mortificazione diplomatica per un alleato fedelissimo come il regime turco. Insomma, sembra mancare poco che persino ad Erdogan venga affibbiato quell'epiteto di "dittatore" che implica la morte civile a livello diplomatico. <br/> 
L'occupazione del territorio turco inoltre non ha riguardato soltanto la presenza di basi di truppe mercenarie straniere, ma anche di servizi segreti, e persino di quelle nuove agenzie della provocazione e dei colpi di Stato che sono le Organizzazioni Non Governative. La <a href=http://www.opensocietyfoundations.org/about/offices-foundations/open-society-foundation-turkey>Open Society Foundations</a> del finanziere "filantropo" George Soros - che si dimostr&ograve; decisiva nella destabilizzazione di tutta l'Europa dell'Est e dell'Asia ex sovietica -, risulta ora presente in modo massiccio anche in Turchia. <br/>
A scorrere i programmi ed i progetti della fondazione di Soros per la Turchia, impressiona il loro tono educazionistico e civilizzatore, come se la Turchia stessa andasse rapidamente convertita al vangelo occidentalista. Particolarmente pretestuosa appare la questione dell'estensione dei diritti della donna in un Paese che &egrave; stato tra i primi a riconoscere loro il diritto di voto; addirittura dal 1923. Il governo Erdogan inoltre non ha mai messo in questione i diritti acquisiti dalle donne nel periodo dei governi laici, n&eacute; vi &egrave; traccia di islamizzazioni forzate; persino le norme che limitano la vendita degli alcolici sono pi&ugrave; miti di quelle dei Paesi scandinavi. Non si capisce allora perch&eacute; Soros non vada a salvare la Svizzera, che ha concesso il voto alle donne soltanto nel 1971, o la Svezia, che raziona gli alcolici.<br/>
Come &egrave; gi&agrave; avvenuto in Tunisia ed in Egitto, ed all'inizio anche in Siria, non c'&egrave; dubbio che la rivolta in Turchia convogli, o fagociti, anche istanze e rivendicazioni autentiche di un Paese che ha attraversato una notevole fase di sviluppo economico a costi sociali durissimi. Ma occorre tener presente che la tecnica della "rivoluzione colorata" elaborata dal team di Soros, non implica solo aspetti di mistificazione, ma anche di manipolazione. Anche l'adesione alla rivolta turca di un grande scrittore come Orhan Pamuk &egrave; sicuramente sincera; ma lo stesso Pamuk, sempre lucidissimo nello smascherare le magagne interne alla Turchia, si dimostra troppo spesso <a href=http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=79>supinamente credulone</a> nei confronti dei miti del Sacro Occidente. <br/>
La fondazione di Soros afferma anche di adoperarsi per l'entrata della Turchia nell'Unione Europea, cosa che sino a qualche anno fa avrebbe potuto costituire l'ammissione ad un club di eletti, mentre oggi suona come una minaccia di ingresso in un campo di concentramento. La "deriva autoritaria" di Erdogan fa tenerezza se confrontata con l'attuale situazione europea, nella quale un organismo come il MES (Meccanismo Europeo di Stabilit&agrave;), vanta uno statuto che - agli articoli 32, 33, 34, 35 e 36 - conferisce ad una ristretta oligarchia finanziaria dei privilegi inauditi ed un'assoluta immunit&agrave; giudiziaria. Il tutto avviene nella completa disinformazione di una pubblica opinione convinta invece di sapere tutto grazie ai finti eroi del giornalismo d'assalto come i Santoro, le Gabanelli ed i Saviano. Tra l'altro il MES, mentre si arroga poteri assoluti sulle finanze e sui parlamenti dei Paesi europei, confessa nel suo stesso statuto - al <a href=http://www.european-council.europa.eu/media/582889/08-tesm2.it12.pdf>punto 8 del preambolo</a> - la propria totale dipendenza da un'istituzione come il Fondo Monetario Internazionale, controllata dagli USA che ne costituiscono il socio di maggioranza.  <br/>
Intanto, un'altra di quelle ONG no profit specializzate nella destabilizzazione internazionale, la <a herf=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.bfna.org/publication/bbrief-turkey-and-the-emerging-trans-atlantic-trade-order&prev=/search%3Fq%3Dbertelsmann%2Bfoundation%2Bturkey%26sa%3DX%26biw%3D879%26bih%3D513 
>Bertelsmann Foundation</a>, comincia a discutere di obiettivi molto pi&ugrave; ambiziosi, cio&egrave; l'inserimento della Turchia nel nuovo "ordine" transatlantico del commercio e della finanza, una forca caudina imposta dagli USA e contrassegnata dall'acronimo TTIP, che dovrebbe andare in vigore dal 2015, ma di cui l'opinione pubblica del libero Occidente non &egrave; stata ancora informata. <br/>
L'integrazione nell'ordine transnazionale - cio&egrave; il dominio incontrastato delle multinazionali - prevede l'eliminazione di quei meccanismi di mediazione sociale che sono tipici dello Stato nazionale; e si tratta di innocue politiche di garantismo sociale, che per&ograve; le organizzazioni transnazionali etichettano come "populismo". Tutto ci&ograve; che possa minimamente ostacolare lo strapotere delle multinazionali viene perci&ograve; catalogato come minaccia autoritaria e degenerazione morale. Il fatto di essere "alleati" non salva nessuno da questa sorte, anzi, espone ancora di pi&ugrave; all'aggressione coloniale. Se ne stanno accorgendo ora i Paesi del Sud Europa, ed anche la Turchia potrebbe rendersene conto di qui a poco.]]></content>
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		<title><![CDATA[THE WORLD STANDS ON  THE TALE OF THE MAD DICTATOR]]></title>
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		<created>2013-06-05T21:53:42+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[The case of North Korea is becoming a further demonstration of the fact that there is no opposition to U.S. imperialist system, either in the so-called West or in the context of the so-called emerging countries. The whole official propaganda was not matched by any element of criticism, even about he most obvious absurdities.<br/>

It is not explained to us how a country that would starve over sixty years, can have more than 24 million inhabitants in an area which is about  half of Italy. No one  notices the ridiculous fact that this propaganda on hunger in North Korea comes precisely from those who, for decades, have imposed more and more severe economic sanctions on that country. There is not even explained how it would be possible that a military caste, historically consolidated from half a century of anti-imperialist resistance, such as North Korea, could take orders from a virtually featherless"dictator", who seems to have a mere symbolic function of continuity . <br/>

The opinion that North Korea represents the lowest grade in the so-called human rights is taken for granted by the media, but no one seems to notice that this judgment is derived from reports from NGOs such as Human Rights Watch, which are reported to show an “inclusive” attitude to CIA operations like "secret rendition" (kidnapping and torture) . (1) <br/>

Also, the amount of military maneuvers put in place by the United States in the last months is not at all linked to the current increase in the paranoia of the North-Korean military regime , as if this paranoia was dictated solely by internal causes. Since March, the U.S. army has implemented three overflights on North Korea with their B-2 bombers plus countless naval movements and deployment of new aircraft and missiles. (2) <br/>

Nothing similar in amount and quality of intimidation can  be attributed to the North Korean regime. Nevertheless, even the so-called "threats" of the North Korean regime have never been contextualized within the framework of the combined military maneuvers between the U.S. and South Korea, maneuvers that also included the simulation of a nuclear bombing with the usual B-2. Of course, all of these movements would be dictated exclusively by U.S. military “defensive” reasons. (3) <br/>

Even the diplomatic results achieved by the U.S. Secretary of State, John Kerry, in being able to engage China in order to isolate the North Korean regime, are interpreted solely as a result of the growing worldwide concern for the aggressiveness of dictator Kim Jong Un, whereas a more and more submissive attitude of the Chinese economic regime could be recognized just as the main cause of the increased U. S. aggressiveness . For China, the independence of North Korea is an indispensable strategic bastion, so much so that it should be supported even if the U.S. propaganda could have told the truth about the aggressiveness of the North Korean regime. The fall of North Korea in U.S. hands  would mean a further step in the encirclement of China. <br/>

In addition, to disprove the myth of the ideological purity of the"socialist" regime of North Korea, it could be observed that since many years this country has become one of the major areas of investment for Chinese businessmen. The story of the uncontrolled dictator, even by Beijing, therefore, is not based on any concrete response. (4) <br/>

Yet the Chinese government expresses its determination solely on theTibetan question, although Tibet is no longer considered an indispensable and strategic area, since in the 50s all potential sources of Kuo Min Tang  resistance were turned off in the Chinese territory. The uncompromising attitude on Tibet is therefore an alibi for the Chinese government, in order to overshadow the weakness demonstrated in the case of Libya, Syria, and just now in North Korea. <br/>

The prospect that the world may be on the brink of a nuclear war only because of a "mad dictator", appears quite realistic and plausible in the eyes of world public opinion. The official propaganda does not need to be based on any rational construct, indeed, the narrative is more fairy-tale, the more effective. The existence of these mythical "dictators" justifies then automatically every military aggression of the United States; justification endorsed even by those who do not feel themselves pro-American. For all the commentators the unique reasonable solution stands always and merely on a total collapse of the North Korean regime, while it is not at all taken into account the possibility that the United States can meanwhile cease their overflights and their nuclear maneuvers in North Korea. <br/>

The mystification of "Saddam’s weapons of mass destruction" has already been archived, so no one faces the problem that any North-Korean renounce over its nuclear program would not avoid an American aggression, on the contrary this one would be increased. Even Gaddafi had given up his chemical and nuclear weapons project, and for a while 'was also reinstated in the assembly of the so-called "international community", but then, to gain unconditional endorsement to his elimination, it was enough to call him a "tyrant" and "butcher of his people." In short, only those who are able to demonstrate an absolute moral perfection could have – maybe - the right to be exempted from the American bombing. <br/>

The undisputed and pervasive success of the mad dictator’s tale– crossing ideologies and parties-,  is so much so that undermines the same ideas of modernity and civil progress. It seems that at the bottom of the social world there is an archaic, primitive, tribal core, which feeds elementary mythologies. <br/>
April 11, 2013<br/><br/>

1) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.huffingtonpost.com/tom-hayden/cia-secret-rendition-poli_b_162916.html&prev=/search%3Fq%3Dcia%2Bsecret%2Brendition%2Bhuman%2Brights%2Bgroup%2Bhuffington%2Bpost%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D473&sa=X&ei=5p1lUey9BOiR4ASnzoDABA&sqi=2&ved=0CEIQ7gEwAg<br/>
2) http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&ei=GEJhUePMIOj24QSPsICgBQ&hl=it&prev=/search%3Fq%3DNorth%2BKorea%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D473&rurl=translate.google.it&sl=en&u=http://edition.cnn.com/2013/04/04/world/asia/korea-us-military-action-dates/index.html&usg=ALkJrhifCqFrH1ldy2SzRhLp8bVtBMxc0Q<br/>
3)  http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.cbsnews.com/8301-202_162-57576920/north-korea-orders-rockets-on-standby-following-u.s-b-2-drill/&prev=/search%3Fq%3Dnorth%2Bkorea%2Bb-2%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D473&sa=X&ei=UWxhUYWFBcjdPYyPgLAJ&ved=0CEIQ7gEwBA<br/>
4) http://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&u=http://rt.com/business/china-north-korea-investment-627/&prev=/search%3Fq%3Dchinese%2Binvestment%2Bnorth%2Bkorea%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D473&sa=X&ei=ubFjUZeWCKeP7AaW3YD4BQ&ved=0CEsQ7gEwAw]]></content>
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