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<title>C.O.M.I.D.A.D.</title><link>http://www.comidad.org/dblog/</link>
<description>C.O.M.I.D.A.D.</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[GIANNI DE GENNARO: UNA CARRIERA COL MARCHIO FBI]]></title>
	<description><![CDATA[Pare che anche a Monti possa capitare di dire la verit&agrave;. Secondo alcuni organi d'informazione, Monti avrebbe infatti dichiarato che l'Italia non &egrave; una colonia dell'Unione Europea. [1] <br/>
L'Italia, e anche la stessa Unione Europea, sono infatti colonie della NATO. Monti, prima di diventare Presidente del Consiglio, era un advisor del Consiglio Atlantico della NATO; lo stesso vale per l'attuale ministro della Difesa, Di Paola, che &egrave; stato presidente del Comitato militare della NATO sino al novembre scorso. <br/>
Ma c'era bisogno di rafforzare la presenza americana nel governo, cos&igrave; Monti ha nominato Gianni De Gennaro a sottosegretario, con incarico di Autorit&agrave; sulla "intelligence", cio&egrave; sui servizi segreti. Gi&agrave; prima della nomina a sottosegretario, De Gennaro era il supercapo dei servizi segreti, ed ora ne diventa una sorta di divinit&agrave;. De Gennaro &egrave; l'uomo la cui fama &egrave; legata soprattutto alla vicenda del massacro nella scuola Diaz di Genova, ma che avrebbe anche altri motivi per essere giustamente famoso. <br/>
De Gennaro &egrave; infatti l'uomo di fiducia del Federal Bureau of Investigation. Dal sito dello stesso FBI, si apprende infatti che De Gennaro nel 2006 &egrave; stato insignito della medaglia per "Meritorious Achievement", una delle maggiori onorificenze concesse dal Bureau. [2] <br/>
Tra le imprese meritorie di De Gennaro di cui si parla nella motivazione ufficiale del premio, c'&egrave; anche quella di aver operato per pi&ugrave; di trenta anni da "consigliere informale" degli ambasciatori statunitensi in Italia. Gli "informali" potrebbero quindi adottare De Gennaro addirittura come loro maestro. Qualcuno direbbe che De Gennaro fa la spia per conto degli ambasciatori americani, ma si tratterebbe chiaramente di calunnie senza fondamento. <br/>
A confermare l'assoluta affidabilit&agrave; di De Gennaro provvedono infatti gli stessi Americani. Quando, nel 2010, Ciancimino figlio ha tirato in ballo il nome di De Gennaro a proposito di favoreggiamento nei confronti della mafia, il soccorso &egrave; immediatamente arrivato dal direttore FBI, Robert S. Mueller, che ci ha garantito che De Gennaro &egrave; un insospettabile, poich&eacute; egli ha collaborato per "quasi" trenta anni con la superpolizia federale statunitense. C'&egrave; questa piccola dissonanza tra le due dichiarazioni di fonte FBI: pi&ugrave; di trenta anni nella motivazione ufficiale del premio, quasi trenta anni nella dichiarazione a sostegno. Forse non significa nulla, ma potrebbe anche indicare che la collaborazione di De Gennaro con gli USA era cominciata molto prima che avesse il crisma dell'ufficialit&agrave;. [3] <br/>
Non c'&egrave; quindi da sorprendersi che sia stato Ciancimino a finire nei guai dopo le sue accuse a De Gennaro. A sua volta nel 2000 De Gennaro si era fatto garante di un altro poliziotto accusato di rapporti con la mafia, Ignazio D'Antone. In quell'occasione De Gennaro aveva agito facendo squadra con Antonio Manganelli (attuale capo della polizia, divenuto leggendario per il suo mega-stipendio) e, infine, con Arnaldo La Barbera. [4] <br/>
La Barbera &egrave; morto nel 2002, prima di dover rispondere di depistaggio per la strage di Borsellino e della sua scorta. A proposito di La Barbera &egrave; risultato anche che fosse al contempo capo della Squadra Mobile di Palermo ed agente del SISDE.[5] <br/>
Manco a dirlo, il trio De Gennaro-Manganelli-La Barbera &egrave; lo stesso che stava dietro i fatti di Genova. Insomma, ci si dava una mano quando era necessario. Il tutto per&ograve; sotto la sacra tutela del Federal Bureau of Investigation. <br/>
Il bello &egrave; che non c'&egrave; assolutamente nulla di segreto, poich&egrave; l'FBI certe notizie su De Gennaro te le sbatte in faccia addirittura dal suo sito ufficiale. Tanto nessun giornalista andrebbe mai a recuperare certe informazioni sulle ingerenze USA in Italia per metterle nella opportuna evidenza. Eccoli invece gli opinionisti ufficiali, tutti seri e impegnati, a fare l'esegesi delle elucubrazioni di un poetastro mitomane, che chiaramente non ha nessun legame con l'attentato al manager di Ansaldo Nucleare.[6]  <br/>
Il primo a rivelare agli Italiani che De Gennaro &egrave; un "manutengolo dell'FBI" &egrave; stato Francesco Cossiga, in un discorso in senato in seguito a delle sue interpellanze presentate al governo Prodi. Il discorso di Cossiga fu mandato suo tempo in tv, ed &egrave; reperibile ora su Youtube.  [7]  <br/>
Ci&ograve; non imped&igrave; allo stesso governo Prodi di nominare, nel gennaio 2008, De Gennaro alla carica di commissario straordinario all'emergenza-rifiuti in Campania, cos&igrave; che non fu difficile capire che in quella strana emergenza c'era di mezzo qualche interesse statunitense. [8] <br/>
In quella circostanza i due partiti comunisti al governo con Prodi ingoiarono il rospo, e qualche loro esponente farfugli&ograve; come scusa che l'incarico di commissario per l'emergenza-rifiuti avrebbe potuto costituire per De Gennaro l'occasione per riscattarsi dai fatti di Genova. In realt&agrave; la costante di tutti i passi della vicenda di De Gennaro &egrave; la presenza dei servizi segreti, che con lui sono andati a gestire direttamente l'emergenza- rifiuti. <br/>
Ma l'impronta dei servizi segreti non manc&ograve; neppure nei fatti di Genova.  Pochi giorni prima del G8, il 23 giugno, il quotidiano "La Repubblica" infatti pubblic&ograve; un'allarmante informativa del SISDE, che narrava una di quelle fiabe inquietanti che fanno parte del tipico repertorio del vittimismo preventivo e pretestuoso del potere. Secondo il SISDE, i manifestanti di Genova avrebbero avuto l'intenzione di sequestrare dei poliziotti per usarli come "scudi umani". Quindi il massacro di Genova era stato non solo preordinato, ma anche annunciato.[9]   <br/><br/>

[1] http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/bot-rehn-monti-manovra-1228464/<br/>
[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.fbi.gov/news/pressrel/press-releases/fbis-medal-of-meritorious-achievement&ei=Qi-xT-kskZazBoumzY4E&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CCkQ7gEwAA&prev=/search%3Fq%3Dgianni%2Bde%2Bgennaro%2Bfbi%26hl%3Dit%26prmd%3Dimvns<br/>
[3] http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/articolo497500.shtml<br/>
[4] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/11/28/de-gennaro-manganelli-la-barbera-difendono-investigatore.html<br/>
[5] http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/09/news/la_barbera_servizi-4684087/<br/>
[6] http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10091<br/>
[7] http://www.youtube.com/watch?v=7Bp4GttxHqE<br/>
[8] http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=77417<br/>
[9] http://www.repubblica.it/online/politica/gottodue/sisde/sisde.html

]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=487]]></link>
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	<dc:date>2012-05-17T08:05:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>comidad</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ATTENTATI FALSE FLAG, ATTENTATI TRUE FLAG E ATTENTATI FLAGLESS]]></title>
	<description><![CDATA[L'attentato avvenuto luned&igrave; scorso a Genova contro l'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, non possiede i crismi inconfondibili dell'autoattentato "false flag", come i vari pacchi-bomba, utili a distribuire a buon mercato patenti di vittima ai potenti di turno. Intanto, in questo caso non c'&egrave; neppure la "flag", dato che l'attentato di Genova non &egrave; stato rivendicato; e comunicati giunti a distanza di tanto tempo non hanno pi&ugrave; alcuna attendibilit&agrave;. In particolare il comunicato a firma GAP appare come un tentativo di "false flag" confezionato a posteriori e con eccessiva approssimazione, giusto per fare un po' di fumo.[1] <br/>
Stavolta ad essere colpito - anche se con la chiara determinazione di non uccidere, n&eacute; di infliggere ferite irreparabili - non &egrave; stato il solito capro espiatorio di turno. Nel 2002 il giuslavorista Marco Biagi, ucciso in un presunto attentato delle Brigate Rosse, fu presentato dai media come l'autore della Legge 30 sulla precarizzazione, che venne emanata dal governo l'anno successivo. In realt&agrave; Biagi era solo uno dei tanti consulenti del Ministero del Lavoro e quella legge era stata ricalcata su protocolli dell'OCSE; perci&ograve; la morte di Biagi fu per il governo un'ottima opportunit&agrave; per mettere la precarizzazione del lavoro sotto il sacro alone della memoria di una vittima del terrorismo. Il supermanager di Ansaldo Nucleare, invece, non &egrave; affatto una mezza figura.    <br/>
C'&egrave; anche la circostanza, indubbiamente molto strana, che il massimo dirigente di un'azienda cos&igrave; direttamente - ed intimamente - connessa, al Segreto di Stato, andasse in giro senza alcuna protezione. D'altro canto, l'attentato &egrave; risultato immediatamente poco gestibile dal punto di vista mediatico e del tipico vittimismo del potere; anzi per l'informazione ufficiale c'&egrave; stato l'imbarazzo di dover spiegare cosa ci faccia un'azienda del gruppo Finmeccanica - a maggioranza di capitale pubblico - in un settore come il nucleare, che era stato liquidato alla fine degli anni '80 da un referendum, peraltro pilotato nel risultato anche da gran parte della stessa maggioranza di governo di allora. <br/>
Per questo motivo, nonostante le evidenti somiglianze con la tecnica BR, una parte degli inquirenti ha ipotizzato una pista diversa dal brigatismo, magari legata al business degli appalti. Potrebbe per&ograve; anche darsi che gli attentatori non mirassero al proprio protagonismo, ma volessero che tutte le attenzioni fossero puntate esclusivamente sul bersaglio dell'attentato. <br/>
Ansaldo Nucleare sinora era riuscita a conquistarsi un barlume di minima notoriet&agrave; solo per la pubblicazione di un codice etico, un testo che costituisce un prezioso saggio di umorismo involontario.[2] <br/>
Ora invece, a causa della improvvisa accensione dei riflettori sull'azienda, qualcuno potrebbe domandarsi in cosa consista la vera attivit&agrave; di Ansaldo Nucleare. Un'agenzia ufficiale come l'Ansa &egrave; venuta a rivelarci che si tratta praticamente di un'affiliata della multinazionale americana Westinghouse, per di pi&ugrave; finanziata da un'altra multinazionale USA interessata al settore dell'energia, la First Reserve.[3] <br/>
La stessa agenzia Ansa, prodiga di rivelazioni, ci fa sapere che: "Ansaldo Nucleare insieme all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare &egrave; impegnata in ricerche che riguardano la sicurezza e lo smaltimento delle scorie".  Insomma, un'azienda para-americana che si occupa dello smaltimento di scorie radioattive in Italia. C'&egrave; di che stare allegri. Inutile dire che questa notizia Ansa non ha avuto grande risonanza nei telegiornali. <br/>
Uno degli argomenti pi&ugrave; frequenti e speciosi contro la denuncia degli attentati "false flag", &egrave; che queste denunce accrediterebbero l'idea di un potere onnipotente che non potrebbe essere colpito da altri che da se stesso. Insomma, secondo questa pseudo-argomentazione, la prova che il potere non &egrave; onnipotente consisterebbe nel fatto che sarebbe possibile attaccarlo con degli attentati che fanno comodo alla sua propaganda. <br/>
Chiunque non sia completamente obnubilato dal timore di essere additato come un complottista, ammetter&agrave;, a lume di semplice buonsenso, che le attuali tecniche di controllo e di infiltrazione poliziesca rendono i veri attentati un evento molto improbabile. Ormai la figura dell'agente provocatore &egrave; talmente codificata da aver dato vita non solo ad una specifica legislazione, ma persino ad una variegata giurisprudenza.[4] <br/>
D'altra parte, il fatto che un vero attentato sia molto improbabile, non vuol dire che sia del tutto impossibile, perci&ograve; possono esistere sia attentati finti che attentati veri. E forse &egrave; anche possibile avere, caso per caso, un criterio di discernimento. <br/>
Ci&ograve; che caratterizza gli attentati "false flag" &egrave; la loro lunga e fortunata vita mediatica, mentre gli attentati veri vengono sospinti nel dimenticatoio. Il pi&ugrave; importante attentato avvenuto in Medio Oriente negli ultimi decenni &egrave; proprio uno di quegli attentati colpiti dall'oblio mediatico: fu attuato a Gaza il 15 ottobre del 2003, contro un convoglio di "diplomatici" americani. [5] <br/>
Nell'attentato furono uccisi tre agenti della CIA, la cui presenza massiccia a Gaza fu cos&igrave; resa nota al mondo per qualche giorno. L'attentato fu inoltre compiuto con un'esplosione comandata a distanza, cosa che comport&ograve; anche la demistificazione dei tanti attentati kamikaze che avvenivano in Israele in quel periodo, e che avevano gi&agrave; suscitato qualche sospetto di manipolazione. <br/>
Secondo la stampa israeliana i morti in realt&agrave; furono quattro, ma di uno di loro si sono perse le tracce e l'identit&agrave;. A queste "vittime del terrorismo" &egrave; stata quindi tolta la memoria e la gloria che i media sono soliti riservare alle vittime degli attentati che fanno comodo al potere. <br/><br/>

[1] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-09/gruppi-armati-proletari-rivendicano-113718.shtml?uuid=Abw8wyZF<br/>
[2] http://www.ansaldonucleare.it/CODICE_ETICO_ANN.pdf<br/>
[3] http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/05/07/Ansaldo-nucleare-polo-atomo-Finmeccanica_6830083.html  <br/>
http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.firstreserve.com/&ei=jvynT_GbC5HOswb_ksH7BQ&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CG0Q7gEwAA&prev=/search%3Fq%3Dusa%2Bfirst%2Breserve%26hl%3Dit%26prmd%3Dimvns<br/>
[4] http://www.penalecontemporaneo.it/tipologia/1-/-/-/667-agente_infiltrato__agente_provocatore_e_utilizzabilit___delle_prove__spunti_dalla_giurisprudenza_della_corte_edu/<br/>
[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.commondreams.org/headlines03/1015-02.htm&ei=YA6kT_qOB4mi4gTCjdXCCQ&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CCoQ7gEwAA&prev=/search%3Fq%3D15%2Boctober%2B2003%2Bgaza%2Bcia%26hl%3Dit%26prmd%3Dimvns <br/>
http://www.guardian.co.uk/world/2003/oct/15/israel.usa<br/>
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=42430

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	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=486]]></link>
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	<dc:date>2012-05-10T01:40:21+01:00</dc:date>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'ORCO DI ZINGALES]]></title>
	<description><![CDATA[Luigi Zingales, editorialista de "Il Sole 24ore", &egrave; uno degli economisti pi&ugrave; fantasiosi e inventivi; non a caso su "l'Espresso" cura una rubrica che &egrave; un vero libro di fiabe a puntate, nel cui titolo si evoca una mitica figura, una sorta di Elfo o di Folletto (qualcuno dice di Orco), che si fa chiamare "Libero Mercato". Zingales &egrave; anche Ph. D. al Massachussetts Institute of Technology, titolo che in Italia corrisponde a Dottore di Ricerca, ma che, tradotto alla lettera, sta per "Dottore in Filosofia". Zingales ha infatti la tempra del filosofo e non solo dell'economista.<br/>
Invitato in una trasmissione di Santoro, Servizio Pubblico, Zingales ci ha spiegato perch&eacute; il governo Monti si ostina a tartassare i pensionati, a spremere i precari, a ridurre allo stato servile gli operai e, allo stesso tempo, a proteggere la rendita parassitaria, le banche, le grandi imprese, insomma i ricchi. Zingales ha argomentato con molto acume che i ricchi in realt&agrave; sono davvero pochi, quindi tassandoli si ricaverebbero delle briciole, mentre bisogna cercare i soldi dove ci sono. Insomma, tassare i ricchi sarebbe solo un esercizio di sterile sadismo populista; tassare i poveri, cio&egrave; i veri detentori della ricchezza, oltre a corroborare le casse vuote dello Stato, farebbe sentire ai ricchi quel calore umano della solidariet&agrave; di cui tanto hanno bisogno per partorire, nella loro magnanimit&agrave;, qualche iniziativa d'impresa.<br/> 
Sembra proprio che Zingales si sia costruito le sue dottrine economico-filosofiche plagiando l'aforisma di Ettore Petrolini: "Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti." Scopriamo cos&igrave; che il nome autentico dell'Orco di Zingales non &egrave; "Libero Mercato", ma "Assistenzialismo per Ricchi", oppure "Elemosina dei Poveri per i Ricchi".
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	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=485]]></link>
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	<dc:date>2012-05-07T14:00:57+01:00</dc:date>
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<item>
	<title><![CDATA[L'ANTIPOLITICA LA FANNO LE PRIVATIZZAZIONI]]></title>
	<description><![CDATA[
Era scontato che il grillismo conquistasse il centro dell'arena mediatica proprio nel momento in cui esso &egrave; diventato marginale rispetto alla questione dei veri equilibri del potere coloniale che domina sull'Italia. Venti anni fa Beppe Grillo nei suoi spettacoli parlava dello strapotere e degli abusi delle multinazionali; poi, mangiato vivo dalle cause civili per danni di immagine intentategli dalle stesse multinazionali, Grillo ha progressivamente spostato la sua polemica sui partiti, cio&egrave; sul nulla. In democrazia la libert&agrave; di parola &egrave; strettamente condizionata alla sua ininfluenza; quando invece si parla in televisione, allora nominare una multinazionale pu&ograve; mandarti sul lastrico.<br/>
Strano poi che l'emergenza dell'antipolitica venga associata alla figura di Grillo, quando alla Presidenza del Consiglio vi &egrave; un ex advisor di Goldman Sachs e del Consiglio Atlantico della NATO. Mario Monti rappresenta infatti la personificazione di quell'intreccio tra militarismo e finanza che &egrave; alla base del colonialismo. <br/>
In un'intervista al "Corriere della Sera", Claudio Costamagna, un ex di Goldman Sachs, ha gridato al complottismo per l'allarme che hanno causato i precedenti di Monti. Secondo Costamagna, quella di Monti era una semplice funzione di consulente, ed il meschino non aveva neppure un ufficio a Goldman Sachs, magari si sedeva pure per terra; &egrave; la linea di Goldman Sachs quella di assicurarsi la consulenza dei pi&ugrave; competenti, e questi danno il loro contributo disinteressatamente, per la pura soddisfazione morale di condurre Goldman Sachs per i retti sentieri. [1] <br/>
Insomma, anche Monti sarebbe una vittima del pregiudizio e dell'invidia sociale, quasi a confermare che il governo Monti si pone, anche sul piano del vittimismo, in continuit&agrave; con Berlusconi. Nella sua conferenza del 30 aprile, Monti ha rivendicato una sorta di rottura con il berlusconismo, di fatto da lui appoggiato negli anni scorsi, in veste di opinionista dalle colonne del "Corriere della Sera". Ma non basta questa polemica strumentale dell'ultim'ora per poter negare che il governo Monti non sia altro che la prosecuzione del berlusconismo con altri mezzi. <br/>
Berlusconi &egrave; stato un'icona grottesca del vittimismo padronale, del "se mi lasciaste fare, allora vedreste". Ma, a ben vedere, anche il liberismo, di cui Monti &egrave; ideologo ed alfiere, non &egrave; affatto una dottrina economica, bens&igrave; la retorica vittimistica del ricco incompreso, sempre avviluppato nei lacci e lacciuoli dell'invidia sociale, soffocato dal parassitismo dei poveri che gli impedirebbero di muoversi. Sul piano ideologico il liberismo &egrave; il lamento del ricco che si sente perseguitato, mentre sul piano pratico il liberismo non significa concorrenza e libero mercato (che non esistono), ma soccorso ai ricchi contro la "minaccia" costituita dai poveri. <br/>
Il liberismo non &egrave; un vero antistatalismo, ma un alibi propagandistico per riconvertire la spesa pubblica e previdenziale in assistenzialismo per ricchi. Del tutto normale perci&ograve; che Elsa Cuornero si riveli la ministra del Welfare per Banchieri. Che i pensionati siano obbligati ad aprire un conto corrente e che i precari vengano vincolati ad una carta di credito, sono fatti che rientrano nella regola aurea del capitalismo, secondo la quale sono i poveri a dover dare l'elemosina ai ricchi.  <br/>
Il fenomeno Monti ha le stesse motivazioni del fenomeno Berlusconi: la marginalizzazione della mediazione politica e della funzione di governo, che, con le privatizzazioni, sono state private della possibilit&agrave; materiale di contare qualcosa, riducendosi a lobbismo, o ad agenzia di guerra psicologica contro i poveri. Non solo le provocazioni antioperaie della Cuornero sono risultate in totale continuit&agrave; con quelle del suo predecessore Sacconi, ma c'&egrave; di simile anche quella compiaciuta esibizione di cialtroneria che ha lo scopo di avvilire maggiormente gli animi. Non ci si aspettava certo che i ministri tecnici possedessero davvero anche solo una minima parte delle competenze che sono state loro attribuite, eppure l'inconsistenza di questi personaggi ha qualcosa di surreale. <br/>
Nel ricevimento al Quirinale del Primo Maggio, la ministra Cuornero ha elencato i dati appena sfornati dall'ISTAT, per rivelarci che la disoccupazione giovanile &egrave; in aumento e che le donne sono le pi&ugrave; penalizzate dalla mancanza di occupazione; e, infine, non poteva mancare nella rassegna l'alibi eterno e onnicomprensivo del sottosviluppo meridionale, con la terribile notizia che la crisi colpisce pi&ugrave; al Sud che al Nord. Tutta questa fiera della banalit&agrave; presentata come se fosse l'Oracolo di Delfi; se non ci fosse il fuoco di sbarramento della stampa calabrache, si dovrebbe ammettere che persino il Trota farebbe la sua brillante figura in un simile consesso. <br/>
Anche quaranta anni fa i ministri esibivano il proprio squallore e rimediavano le loro brave figuracce, ma questo non sembrava essere il loro unico mestiere. Ancora venti anni fa il ministero del Tesoro poteva incidere sull'economia poich&eacute;, ad esempio, possedeva una sua banca - piuttosto consistente - la Banca Nazionale del Lavoro, la cui privatizzazione fu avviata addirittura dal governo Ciampi. Dopo varie vicissitudini, la BNL &egrave; stata acquisita nel 2006 dalla multinazionale francese BNP Paribas. Sul sito dell'attuale BNL si plaude euforicamente alla scomparsa definitiva dello "Stato Banchiere". [2] <br/>
La privatizzazione della BNL non ha risposto a nessuna logica economica, poich&eacute; lo Stato non vi ha guadagnato nulla; anzi, invece di rendere, le privatizzazioni si dimostrano costose per l'erario, dato che alla fine, per poter cedere una sua propriet&agrave;, lo Stato deve sempre assistere finanziariamente il privato che l'acquisisce. Eppure la privatizzazione della BNL &egrave; stata un grosso affare sia per chi l'ha acquisita, sia per i lobbisti interni alle Istituzioni che l'hanno favorita. <br/>
Affari ed economia sono cose ben distinte e spesso separate: pi&ugrave; un affare &egrave; antieconomico, pi&ugrave; risulta lucroso per gli affaristi, come nel caso del tunnel TAV, ma anche nel caso della politica depressiva dei tagli di bilancio. Numerosi economisti hanno rilevato la evidente antieconomicit&agrave; di questi provvedimenti di austerit&agrave; finanziaria; ma, mentre l'economia &egrave; un gioco di equilibri, al contrario il business pu&ograve; alimentarsi e giovarsi degli squilibri sociali. <br/>
Ci&ograve; che Naomi Klein chiama "Shock Economy" non &egrave; altro che il caro vecchio business della povert&agrave;, gi&agrave; teorizzato da Mandeville agli inizi del XVIII secolo. I poveri sono la principale materia prima degli affari. Basti pensare al nesso tra finanziarizzazione e migrazione: il migrante &egrave; sempre dipendente dal sistema finanziario, sia nel momento in cui contrae il debito che dovr&agrave; ripagare per anni andando a lavorare all'estero, sia quando dovr&agrave; passare per i circuiti finanziari per spedire soldi a casa. <br/>
Come teorico del capitalismo, Mandeville aveva il torto di essere troppo chiaro ed esplicito, perci&ograve; venne relegato nel dimenticatoio, lasciando spazio alle arti retoriche e fumogene di un Adam Smith, capace di mescolare abilmente verit&agrave; e mitologie in modo da confondere le acque. Gli schemi retorici di Adam Smith non sono affatto archeologia della propaganda: Smith denunciava i crimini delle compagnie commerciali, ma, al tempo stesso, raccomandava proprio i provvedimenti che avrebbero fatto pi&ugrave; comodo alle compagnie commerciali. Pare esattamente ci&ograve; che avviene oggi con le banche, condannate in astratto, ma poi difese punto per punto nelle scelte concrete; a cominciare dalla proposta del denaro elettronico, i cui vantaggi per il fisco sono del tutto ipotetici e astratti, mentre risultano evidenti e concreti i benefici per le banche.   <br/>
La politica ha smarrito il suo ruolo di mediazione sociale non perch&eacute; gestisca troppo denaro, ma perch&eacute; ormai, a causa delle privatizzazioni, ne gestisce troppo poco. Non sono la stessa cosa il fatto che in passato il governo controllasse delle banche, oppure il fatto che oggi i partiti stiano nei consigli di amministrazione delle banche: nel primo caso i partiti andavano a gestire un potere diretto, mentre nel secondo caso i politici assumono un ruolo di lobbisti delle banche. La politica povera &egrave; la politica che non conta nulla, cio&egrave; una semplice area di reclutamento del lobbying. <br/>
Carisma, organizzazione, consenso sono spesso solo pseudonimi del denaro. Strano che persino la Chiesa Cattolica sia d'accordo a riguardo. Nel medioevo la Chiesa Cattolica condannava per eresia non chi praticava la povert&agrave; (come Francesco d'Assisi), bens&igrave; coloro che invocavano una Chiesa povera. A questi eretici la gerarchia ecclesiastica replicava che una Chiesa povera avrebbe potuto lanciare precetti morali, ma non avrebbe avuto alcun potere reale. <br/>
Per non rimanere in una visione astratta della politica, occorre contestualizzare questo progressivo arretramento dello Stato banchiere ed imprenditore. Il processo non &egrave; cominciato venti anni fa con il famoso convegno del panfilo Britannia, ma molto prima. La sconfitta dell'Unione Sovietica nella guerra fredda va infatti retrodatata di almeno di sette o otto anni. <br/>
Nel 1981 ci veniva raccontato che in Afghanistan gli eroici mujaheddin contrastavano l'invasione sovietica volontaristicamente, con cariche di cavalleria e vecchi fucili. Nell'epoca di internet sono bastate poche settimane perch&eacute; almeno una minoranza venisse a conoscenza del fatto che la "rivoluzione libica" &egrave; stata tutta una mistificazione della NATO. Negli anni '80 invece non si avevano elementi per dubitare della fiaba ufficiale, che presentava l'Afghanistan schiacciato dallo strapotente tallone sovietico. <br/>
In realt&agrave; l'Armata Rossa si trovava di fronte un'enorme esercito mercenario con base in Pakistan, reclutato dalla CIA in tutto il Medio Oriente, e provvisto delle armi pi&ugrave; sofisticate, dai missili antiaerei a quelli anticarro. Niente di paragonabile all'attuale impasse della NATO in Afghanistan, poich&eacute; negli anni '80 l'Armata Rossa dovette subire una vera e propria distruzione del suo apparato bellico convenzionale. <br/>
La potenza sovietica quindi era gi&agrave; all'angolo otto anni prima della caduta del Muro di Berlino, e con quella data coincide l'inizio della finanziarizzazione a tappeto e dello smantellamento dell'imprenditoria di Stato in Europa. Non si &egrave; mai calcolato a sufficienza quali siano state le conseguenze della dismissione della siderurgia pubblica negli anni '80, che segn&ograve; il ritiro dello Stato da un settore allora etichettato come "arretrato", ma che in realt&agrave; &egrave; rimasto strategico per gli equilibri economici mondiali. <br/>
Il compromesso socialdemocratico che aveva retto l'Europa per trenta anni, ed anche il welfare e le garanzie del lavoro, erano solo l'effetto della prudenza dettata dalla minaccia del capitalismo di Stato sovietico. Il ruolo assunto dalla mediazione politica e sociale sino agli anni '70, era esclusivamente la conseguenza dell'equilibrio di potenza, e non di intrinseche qualit&agrave; del sistema dei partiti di allora. Non appena l'equilibrio di potenza &egrave; venuto a mancare, l'illusione del professionismo politico si &egrave; sfaldata, ed il gruppo dirigente comunista &egrave; stato quello che ha dimostrato la maggiore inconsistenza; tanto che il passaggio degli ex PCI al nuovo acronimo DS ha finito per rispecchiare pi&ugrave; adeguatamente il loro contenuto: Dilettanti allo Sbaraglio. Forse &egrave; persino possibile che il ceto politico degli anni '80 e '90 si sia adagiato davvero nel mito-alibi dell'Europa, perdendo di vista il fatto che l'Unione Europea era nata come propaggine della NATO - quindi dell'imperialismo USA -, e come diretta applicazione dell'articolo 2 del Trattato Nord-Atlantico del 1949. <br/>
La nozione di imperialismo americano non si deve intendere come dominio tout court degli Stati Uniti, ma come la guerra mondiale dei ricchi contro i poveri, nella quale gli USA costituiscono il riferimento ed il supporto ideologico-militare per gli affaristi e i reazionari di tutto il pianeta. Il procedere delle privatizzazioni e dei tagli di bilancio, fa intendere che l'aggressivit&agrave; imperial-coloniale non trova oggi dei veri contrappesi economico-militari che possano indurla alla prudenza; perci&ograve; i piagnistei sul "declino americano", sulla potenza emergente dei BRICS, sulla crescente minaccia ideologica/militare/economica costituita da Putin ecc., potrebbero essere soltanto una tattica vittimistica dei soliti filoamericani. Il fatto che ad alimentare il mito del pericolo-Putin siano dei filoamericani di sicura fede come Flores d'Arcais, Paolo Guzzanti e Roberto Saviano, rafforza questi sospetti. <br/><br/>

[1] http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/14/nostro_Paese_ammalato_complotti__co_8_111114020.shtml<br/>
[2] http://www.bnl.it/wps/portal/scopribnl/CHI-SIAMO/BNL-nel-gruppo/Storia/1971-ad-oggi]]></description>
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	<dc:date>2012-05-03T01:36:29+01:00</dc:date>
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