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<title>C.O.M.I.D.A.D.</title><link>http://www.comidad.org/dblog/</link>
<description>C.O.M.I.D.A.D.</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[ISRAELE IN LIBANO COL PASSAPORTO TURCO]]></title>
	<description><![CDATA[La questione di chi sia effettivamente al comando tra USA e Israele nell’aggressione americano-sionista all’Iran e al Libano, &egrave; basata su un presupposto erroneo, cio&egrave; credere ancora che siano i governi o gli Stati a guidare le politiche di un paese. In realt&agrave; oggi nell’area euro-americana i veri attori in campo sono le lobby d’affari. Attori non vuol dire decisori, poich&eacute; le lobby sono dispositivi automatici e unidirezionali, senza sterzo e retromarcia. Le lobby sono trasversali ai governi e agli Stati, e possono cos&igrave; occupare le organizzazioni sovranazionali come la NATO e la UE. Israele stesso non ha le caratteristiche formali per essere considerato uno Stato, ed esiste soltanto in funzione della proiezione lobbistica esterna. <a href=https://elnetwork.eu/>Il caso di ELNET (European Leadership Network) &egrave; piuttosto istruttivo</a>, dato che si tratta di una organizzazione “non governativa” che persegue specificamente gli interessi di una entit&agrave; coloniale, quella israeliana, e ne cura i rapporti tra la NATO e la UE; e si tratta di attivit&agrave; che non solo in base al diritto internazionale, ma alla legalit&agrave; tout court, dovrebbero essere esclusiva delle diplomazie ufficiali. Nel momento in cui la politica estera dei vari paesi viene privatizzata tramite le ONG e le fondazioni, non esiste pi&ugrave; un confine che possa indicare ci&ograve; che &egrave; corruzione e ci&ograve; che non lo &egrave;. Insomma, un paradiso per cleptocrati. <br/>
A rinforzare questa condizione di extra-legalit&agrave;, c’&egrave; infatti il dettaglio che ONG e fondazioni hanno uno status di non profit, quindi i loro giri di denaro sono esentasse; l’ideale per l’evasione fiscale ed il riciclaggio di denaro; ci&ograve; che in inglese si chiama “money laundering”. Per favorire i passaggi in lavatrice, ELNET ha un suo doppio, <a href=https://elnetwork.fr/donate-president/>un’altra fondazione non profit, Friends of ELNET</a>, che convoglia fiumi di soldi verso il suo alter ego. A sua volta Friends of ELNET &egrave; il collettore di denaro di altre innumerevoli fondazioni non profit. Una volta che il denaro &egrave; stato immesso in questo circuito, &egrave; impossibile accertarne la provenienza e la destinazione. <br/>
In tale contesto capita di sentire ammettere dai governi di non contare nulla. Pochi giorni fa in parlamento il ministro della Difesa, <a href=https://www.youtube.com/watch?is=skc23zD_wlRcdNnZ&v=W0q1XxPnigw&feature=youtu.be>Guido Crosetto, si &egrave; esibito in una sorta di “fintocrazia pride”</a>, cio&egrave; ha rivendicato orgogliosamente di essersi regolato esattamente come tutti i governi italiani che lo hanno preceduto rispetto alla questione delle basi militari statunitensi. In realt&agrave; il fatto che esistano dei trattati internazionali, segreti o riservati, che regolano l’uso delle basi militari statunitensi, di per s&eacute; non implica che dal punto di vista giuridico non ci sia adito per una interpretazione del trattato caso per caso. Invece Crosetto sembrava persino vantarsi in parlamento della propria irrilevanza. <br/><br/>
Il problema &egrave; che i paesi che vengono invece indicati come esempi di gelosa custodia delle propria sovranit&agrave; e dei propri interessi, non esprimono performance molto pi&ugrave; brillanti di Crosetto o Meloni. <a href=https://www.turkiyetoday.com/nation/erdogan-tells-macron-lebanon-attacks-must-not-sabotage-ceasefire-3217901?s=1>Qualche giorno fa il presidente turco Erdogan, insieme con il presidente francese Macron</a>, ha ribadito che il cessate il fuoco debba riguardare anche il Libano, che &egrave; da decenni sotto i bombardamenti israeliani; bombardamenti che per&ograve; negli ultimi giorni hanno raggiunto livelli parossistici, tali da determinare circa un milione di profughi. Le aggressioni israeliane al Libano, con i pi&ugrave; vari pretesti, sono cominciate negli anni ’70, ma non si erano mai spinte fino a configurare una pulizia etnica dei libanesi, prospettando loro la scelta tra sfollare o andare incontro al genocidio. <br/>
A consentire la pulizia etnica da parte di Israele in Libano, &egrave; stata la scomparsa del paese che faceva da contrappeso e da fattore di stabilizzazione nell’area, cio&egrave; la Siria degli Assad. <a href=https://www.ticinonews.ch/estero/siria-presidente-turco-vorrebbe-cambiare-politica-su-damasco-157916>L’atteggiamento di Erdogan riguardo alla Siria &egrave; sempre stato all’insegna della doppiezza</a>: da un lato il presidente turco ha armato le milizie ribelli di Al Qaeda e Al Nusra (e ha condotto anche lucrosi traffici di contrabbando con loro); dall’altro lato Erdogan ha continuamente intorbidato le acque con finte offerte di dialogo e collaborazione verso Assad. <br/>
Una volta caduto Assad e insediato in Siria un governo fantoccio di Ankara, Erdogan &egrave; diventato oggettivamente il responsabile dell’equilibrio dell’area; una responsabilit&agrave; dalla quale si &egrave; sistematicamente sottratto, consentendo a Israele di occupare senza ostacoli il sud della Siria fino alle porte di Damasco. Le milizie jihadiste (o pseudo tali) agli ordini di Erdogan non si sono mai difese da Israele, ma hanno costantemente rivolto la propria ostilit&agrave; verso Hezbollah, che si &egrave; trovato tra due fuochi. I media ci avevano raccontato che Israele aveva praticamente stroncato Hezbollah; ora invece scopriamo che Hezbollah &egrave; vivo e vegeto. Oggi infatti sono le milizie filo-turche al governo a Damasco a temere di essere prese alle spalle dagli sciiti iracheni.<br/>
Il ministro degli Esteri turco ha scoperto improvvisamente che, nonostante tutti i favori elargiti a Israele, anche <a href=https://www.timesofisrael.com/turkish-fm-israel-trying-to-declare-turkey-the-new-enemy-after-iran/>la Turchia &egrave; finita nella lista nera degli obiettivi da eliminare</a>; e non soltanto nella lista nera di Netanyahu, ma dell’intera classe politica israeliana, sia maggioranza che opposizione. A questo punto sorge il sospetto che il velleitarismo imperiale di Erdogan, ed anche il suo compulsivo doppiogiochismo, non siano una strategia, bens&igrave; il mero riflesso della confusione mentale di un mitomane.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1324]]></link>
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	<dc:date>2026-04-16T00:05:10+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[IL RUOLO DI PREVOST NELL’IMPERIALISMO NARRATIVO]]></title>
	<description><![CDATA[Il concetto di ateismo &egrave; filosoficamente difficile da maneggiare, poich&eacute; per negare l’esistenza di qualcosa occorrerebbe preliminarmente definire quel qualcosa. Insomma, per diventare atei bisognerebbe prima essere teologi. Forse non vale la pena di fare tutto questo sforzo, visto che la religione &egrave; anzitutto un fenomeno umano; anzi, un po’ troppo umano. L’inattendibilit&agrave; umana scredita la religione molto di pi&ugrave; della inattendibilit&agrave; divina, perci&ograve; &egrave; risultato ancor pi&ugrave; velleitario voler sostituire la religione trascendente con una religione dell’uomo. Ogni religione &egrave; infatti una relazione tra esseri umani, i quali di solito provvedono a smentirsi da soli.<br/>
Il 12 dicembre scorso il “Santo Padre” ha concesso una udienza ai “membri del Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica”, ovvero i servizi segreti, quelli che oggi si fanno chiamare AISI ed AISE. <a href=<a href=https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2025/12/12/0977/01771.html>La notizia &egrave; riportata dal Bollettino della Santa Sede</a>.<br/>
<a href=https://www.governo.it/it/media/centenario-della-nascita-del-primo-servizio-di-intelligence-nazionale/30047>Il 15 ottobre 2025 si &egrave; celebrato il centenario della fondazione del sistema unificato di “intelligence”</a>. Il Servizio Informazioni Militare &egrave; stato fondato all’epoca delle cosiddette Leggi fascistissime, e infatti fu largamente coinvolto nella persecuzione degli antifascisti. Il governo ha conferito ampio risalto a questa imbarazzante ricorrenza, e sul sito del governo si trova anche la conferma della notizia dell’udienza papale del 12 dicembre scorso.<br/>
Va riconosciuto che il ghost writer che ha scritto il discorso a papa Prevost ha fatto veramente salti mortali per evitare di cadere nel ridicolo, ma forse l’impresa era al di l&agrave; delle capacit&agrave; di chiunque. Per quanto nel discorso vi siano qua e l&agrave; richiami realistici alle “tentazioni” che possono derivare dalla gestione di un enorme potere di ricatto, per di pi&ugrave; avvolto dal segreto di Stato, poi ogni cautela del linguaggio papale viene oggettivamente smentita dal contesto celebrativo, che finisce per avallare quel potere eccessivo. Nel corso dell’udienza il papa ha detto anche che in alcuni paesi spesso la Chiesa &egrave; “vittima” dei servizi di intelligence; allora tanto pi&ugrave; occorreva evitare l’impressione di stare a compiacere un potenziale carnefice. Per quanto possa apparire paradossale, l’evidenza di un condizionamento o di una infiltrazione della gerarchia cattolica da parte di servizi segreti, sarebbe una scoperta dell’acqua calda; ma, al tempo stesso, una catastrofe comunicativa, dato che anche la gran parte dell’opinione pubblica cosiddetta laica sta al gioco delle parti di fingere di credere che la Chiesa cattolica sia una autorit&agrave; morale dotata di autonomia. Il rituale comporta infatti che pezzi di establishment, come la Chiesa, o anche la magistratura, si pongano di tanto in tanto in posa di contropotere. Questa narrazione dei poteri separati che si fanno da contrappeso a vicenda, ovviamente non &egrave; realistica, dato che i ricatti incrociati e i conflitti di interesse riconducono tutto ad un’unica melma; per&ograve; la narrativa &egrave; tale poich&eacute; pu&ograve; attingere alla realt&agrave;, ma non se ne fa vincolare.<br/><br/>
C’&egrave; inoltre nel testo letto da Prevost durante l’udienza una serie di richiami al rispetto della dignit&agrave; umana, ma alla fine le esortazioni morali lasciano il tempo che trovano, mentre il messaggio prevalente &egrave; che la Chiesa e i servizi segreti fanno parte del medesimo establishment. Non per niente alla fine del discorso arriva anche il ringraziamento per i tanti servigi che i servizi hanno reso al Vaticano.<br/>
I media enfatizzano gli episodici appelli di Prevost alla pace o al diritto internazionale, o il fatto che l’altro giorno abbia <a href=https://www.agensir.it/quotidiano/2026/4/7/leone-xiv-la-minaccia-di-trump-e-inaccettabile/>stigmatizzato le iperboli scurrili e sanguinarie di Trump</a>. Ma se si guarda alle relazioni tra i vari potentati, ci si accorge che papa Prevost &egrave; molto meno impegnato dei suoi predecessori a far finta di essere in polemica con l’establishment di cui fa parte; anzi, non ci prova nemmeno, per cui traspare il suo sfacciato cameratismo verso i potenti; come a ribadire che fanno tutti parte dello stesso club. Dato che i sionisti sono sempre pi&ugrave; suscettibili, e si allarmano facilmente anche per le critiche di facciata, Prevost &egrave; corso immediatamente ai ripari invitando personalmente alla inaugurazione del suo pontificato il rabbino Noam E. Marans, il direttore degli affari interreligiosi dell’American Jewish Committee. Qui non c’entrano le relazioni interreligiose: se metti insieme “american” e “jewish”, <a href=https://x.com/AJCGlobal/status/1921959204908048569>il senso dell’invito di Prevost &egrave; una resa incondizionata al colonialismo sionista</a>, anche se Netanyahu da anni sta maltrattando i prelati cattolici.<br/>
<a href=https://www.independent.co.uk/news/world/americas/american-cardinals-papal-conclave-catholic-church-b2740290.html>La stampa americana era possibilista sulla eventualit&agrave; dell’elezione di un papa statunitense</a>, ma le probabilit&agrave; a riguardo erano considerate scarse a causa dell’influenza imperialistica degli USA. Il gioco delle parti prevedeva infatti che si seguisse un cerimoniale dei pesi e contrappesi, per cui i papi dovevano provenire da nazioni minori, in modo da esprimere figure in grado di muoversi sul filo della ambiguit&agrave; comunicativa, come Bergoglio. Una spiegazione di ci&ograve; &egrave; che oggi vi &egrave; da parte dell’imperialismo americano-sionista una crescente difficolt&agrave; nell’esercitare un controllo materiale, e quindi si ripiega ossessivamente sul controllo della narrazione; al punto da non sopportare neppure una finta opposizione. Un’altra spiegazione &egrave; che i principali attori non sono gli Stati o i governi, bens&igrave; le lobby; in particolare la lobby degli appalti militari, che ha come agenzia di pubbliche relazioni i neocon, e la lobby del riciclaggio di denaro, che ha trovato il suo alibi mitologico nel sionismo. Le due lobby si sono saldate, diventando quasi indistinguibili. Come tutte le lobby, esse si fondano sul movimento di denaro, il quale percepisce come impedimento ogni rituale che possa ritardarne, anche di poco, la velocit&agrave; di circolazione. Vi &egrave; comunque una evidente contraddizione in questa impazienza, dato che le finte opposizioni sono fondamentali proprio per mantenere il controllo della narrazione.<br/><br/>
Ringraziamo Cassandre]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1323]]></link>
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	<dc:date>2026-04-09T00:06:06+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[ IL FUORVIANTE ACCOSTAMENTO TRA ISRAELE E LA GERMANIA NAZISTA]]></title>
	<description><![CDATA[Non c’&egrave; alcuna contraddizione nel fatto che in democrazia si ricorra sempre pi&ugrave; spesso a legislazioni che limitano la libert&agrave; di parola. La democrazia reale consiste in un costoso apparato di pubbliche relazioni, perci&ograve; risulta consequenziale che il controllo della narrazione diventi prioritario, tanto che spesso viene confuso col controllo dei dati di fatto. Va anche osservato che durante il medioevo e nella successiva epoca dell’assolutismo c’era un po’ pi&ugrave; di attenzione alla logica, quindi si preferiva zittire il dissenso con escamotage giuridici o con soluzioni extragiudiziali, in modo da evitare di incorrere nell’ingiunzione paradossale contenuta in una storiella molto popolare fino a qualche decennio fa: “Non pensare agli orsi bianchi”. Magari uno non ci aveva mai pensato in vita sua, ma, una volta che &egrave; arrivato questo comando, non si potr&agrave; pi&ugrave; fare a meno di pensare agli orsi bianchi.<br/>
<a href=https://www.agi.it/politica/news/2026-03-04/ddl-antisemitismo-dichiarazione-ihra-35941942/>Il DDL contro l’antisemitismo approvato in senato</a> lo scorso 5 marzo incorre esattamente nel paradosso del pubblicizzare proprio le tesi che si vorrebbe proibire, come il negare il diritto all’esistenza di Israele. Questo divieto diventa un modo per mettere la pulce nell’orecchio a tanti che finora avevano pensato che l’ovvia soluzione del conflitto israelo-palestinese fosse quella dei “due popoli, due Stati”. Ci sono anche altri paradossi innescati da questo divieto. Nel caso che il DDL contro l’antisemitismo venga approvato in via definitiva, chiunque volesse negare il diritto all’esistenza di Israele potrebbe richiamare questa tesi citando proprio la legge che la proibisce. Un altro paradosso &egrave; che non si pu&ograve; pi&ugrave; negare il diritto di Israele a esistere, ma risulta invece ancora lecito negare il diritto all’esistenza di tutti gli altri Stati, compresi quelli che vietano ai loro cittadini di negare il diritto di Israele ad esistere.<br/>
Un’altra delle tesi vietate dal DDL riguarda l’accostamento di Israele alla Germania nazista, per cui Israele sarebbe l’unico paese a cui non si possa applicare la “reductio ad Hitlerum”, senza la quale oggi risulta quasi impossibile parlare. Beninteso, la “reductio ad Hitlerum” pu&ograve; trovare fondamento nel fatto che il potere procede per stratificazioni, per cui nessun regime viene mai completamente superato. Lo stesso nazismo non fu un prodotto originale, bens&igrave; eredit&ograve; tecniche coloniali britanniche, come i campi di concentramento; ed anche le biopolitiche gi&agrave; applicate negli USA e nei paesi scandinavi nel corso degli anni’ 20, come la sterilizzazione dei malati di mente. In questo senso si pu&ograve; dire che il fascismo ed il nazismo non possono tornare perch&eacute; non se ne sono mai andati; cos&igrave; come non se ne sono mai del tutto andati neppure il feudalesimo e l’assolutismo. Ci&ograve; non toglie che l’accostamento tra Israele e la Germania nazista sia effettivamente fuorviante. La Germania nazista era un paese economicamente e militarmente indipendente; intrattenne molteplici collaborazioni con multinazionali americane, ma furono l’industria tedesca e, soprattutto, il fisco tedesco a reggere lo sforzo bellico ed anche le pratiche di sterminio e genocidio. Israele invece pu&ograve; commettere i suoi crimini solo grazie al contribuente americano, che &egrave; quello che da decenni gli garantisce flussi di armamenti e di finanziamenti. <a href=https://www.cfr.org/articles/us-aid-israel-four-charts>Del resto i dati a riguardo sono del tutto pubblici e dichiarati</a>.<br/><br/>
In questo senso &egrave; persino pleonastico parlare di lobby israeliana, poich&eacute; Israele stesso &egrave; una lobby, cio&egrave; non pu&ograve; fare a meno di diramarsi in altri paesi e condizionarne la politica. Anche in questo caso non c’&egrave; nulla di segreto o di riservato. Dal 2024 in Italia abbiamo una nostra versione locale dell’AIPAC statunitense, cio&egrave; la <a href=https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2024/02/07/nasce-elnet-italia-per-promuovere-il-dialogo-con-israele_482453ff-acae-4203-9639-a0e074b6e6dd.html>ELNET (European Leadership Network)</a>, la cui “mission” ufficiale &egrave; quella di “allevare” i politici italiani a ritenere indispensabile il rapporto con Israele. In questa opera educativa nei confronti dei nostri parlamentari rientrano i viaggi in Israele ed i soggiorni in hotel di lusso.<br/>
Il lobbying &egrave; un sistema di corruzione, cio&egrave; crimine organizzato, ma si avvale di un livello legale che, oltre alla lobby propriamente detta, si estende alla forma della ONG o della fondazione non profit. <a href=https://elnetwork.eu/elnet-emergency-matching-challenge/>Le donazioni ad ELNET sono infatti deducibili dalle tasse, sono quindi equiparate alla beneficenza</a>. Ogni emergenza, come quella del 7 ottobre, ha ovviamente incrementato le donazioni. Il lobbying non &egrave; uno strumento neutro che possa essere ugualmente utilizzato per fini diversi. Il lobbying &egrave; intrinsecamente bellicista ed emergenzialista, poich&eacute; soltanto guerre ed emergenze possono mobilitare denaro velocemente allentando i controlli. Lo Stato come soggetto politico-istituzionale rimane una chimera, perci&ograve; esso si riduce a una finzione giuridica che dovrebbe conferire sintesi ad un coacervo di apparati, a loro volta disomogenei e disfunzionali al proprio interno. La lobby invece &egrave; un dispositivo automatico direzionato ad un unico scopo, cio&egrave; mobilitare denaro; quindi le lobby sono i veri attori in campo.<br/>
L’emergenza cronica attira verso Israele sempre pi&ugrave; fondi; d’altra parte se da un lato la condizione di continua insicurezza attira fondi, dall’altro lato questa stessa insicurezza non rende conveniente reinvestire tutto in Israele. Accade cos&igrave; che i fondi esteri che vanno verso Israele, tornano all’estero come investimenti israeliani. <a href=https://www.energiaitalia.news/news/solare/israele-investe-in-italia-progetti-agro-fotovoltaici-da-300-mw/16800/>La Puglia, la Sicilia e la Toscana sono coinvolte in questi investimenti israeliani</a>, che riguardano non solo il settore immobiliare, ma anche l’agricoltura e l’energia fotovoltaica. La disponibilit&agrave; finanziaria degli investitori israeliani determina un divario di potenza nei confronti della popolazione locale, e quindi oggettivamente un processo di colonizzazione.<br/>
Ringraziamo Mario C. “Passatempo”]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1322]]></link>
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	<dc:date>2026-04-02T00:04:48+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[DAL BUCO NERO DEL 41BIS STAVOLTA EMERGE UNA GALASSIA DI AFFARI]]></title>
	<description><![CDATA[Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri, nel 2023 ha contribuito a divulgare dei <a href=https://www.youtube.com/watch?v=EU9YpYg-5L8>verbali di conversazioni tra detenuti al regime dell’articolo 41bis</a>. Secondo Delmastro quei verbali dimostrerebbero la connivenza tra un detenuto per terrorismo, l’anarchico Alfredo Cospito, e dei detenuti per mafia nel contrastare il 41bis. Ora, che dei detenuti condannati per motivi diversi abbiano in comune un’avversione al regime carcerario al quale sono tutti costretti, non &egrave; una di quelle scoperte decisive nella storia dell’umanit&agrave;; anzi, pare pi&ugrave; un’ovviet&agrave;. La vera scoperta per la gran parte della pubblica opinione &egrave; stata che il regime carcerario del 41bis prevede da un lato l’isolamento dei detenuti, dall’altro lato la possibilit&agrave; di combinare i loro incontri durante le ore d’aria, tenendo anche sotto controllo le loro conversazioni. Un detenuto pi&ugrave; isolato diventa per forza di cose pi&ugrave; dipendente dai pochi incontri che gli vengono concessi con altri detenuti. Risulta quindi improprio definire il 41bis soltanto come carcere duro, poich&eacute; vi si riscontra anche una condizione di maggiore manipolabilit&agrave; del detenuto; una manipolazione che per di pi&ugrave; avviene in termini non trasparenti, poich&eacute; non &egrave; dato di sapere con quale criterio i detenuti vengano messi insieme nelle ore d’aria.<br/>
Per la divulgazione di quei verbali <a href=https://www.giurisprudenzapenale.com/2025/05/30/la-sentenza-del-tribunale-di-roma-nel-caso-delmastro-rivelazione-di-segreto-dufficio-nella-vicenda-cospito/>Delmastro ha subito una condanna in primo grado per violazione di segreti d’ufficio.</a>  In precedenza lo stesso Delmastro aveva dovuto affrontare l’indignazione di coloro che, pur approvando il regime del 41bis, ritengono politicamente scorretto esprimere <a href=https://www.youtube.com/watch?v=ENR8pbuJMB0>eccessivo compiacimento per la sua durezza e per il disagio che pu&ograve; creare ai detenuti</a>.<br/>
Purtroppo per Delmastro questi due spiacevoli episodi erano solo <a href=https://tg24.sky.it/cronaca/2026/03/20/caso-delmastro-ristorante-caroccia?card=1>la premonizione del vero martirio che lo attendeva</a>. Oggi a Delmastro si contesta la frequentazione e l’associazione in affari con una famiglia, i Caroccia, la quale, in base alle sentenze, sarebbe stata individuata come prestanome del boss di un clan di Afragola che ha trapiantato le sue attivit&agrave; dalla Campania a Roma.<br/><br/>
<a href=https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/magliana_senese_41_bis_carlino-837047.html>Il boss in questione &egrave; Michele Senese</a>. A completare il quadro e a conferire una sorta di circolarit&agrave; alla vicenda, va rilevato che il Senese &egrave; detenuto in regime di 41bis. Un sottosegretario con delega alle carceri che si &egrave; particolarmente esposto per la difesa del regime del 41bis, si ritrova oggi a dover rendere conto di rapporti con dei prestanome di un detenuto al 41bis.<br/>
La cosa pu&ograve; apparire strana solo se si dimentica che molti dei detenuti al 41bis dispongono oggettivamente di un potere contrattuale; ci&ograve; in base ai beni ed ai patrimoni in loro possesso tramite affidatari o prestanome. L’entit&agrave; di questi beni e di questi patrimoni &egrave; tale che esiste addirittura <a href=https://benisequestraticonfiscati.it/>un’agenzia di diritto pubblico, vigilata dal ministero degli Interni</a>, che &egrave; specializzata nella loro riconversione e nel loro riutilizzo. Tanto per chiarire che si tratta di vero business, occorre considerare il ruolo di aziende come Lega delle Cooperative nella gestione dei beni sequestrati.<br/>
In nome dell’ideologia emergenzialista si &egrave; giustificato per decenni un buco nero come il 41bis, quindi non ci si pu&ograve; stupire se dall’emergenza cronica emergono dei liquami. Ovviamente queste emersioni sono dovute a motivi strumentali e occasionali di faida affaristica e, di conseguenza, nulla assicura che si faccia realmente chiarezza. Altrettanto strumentale ed estemporanea appare la scelta di cacciare Delmastro dal governo e di farne un capro espiatorio della sconfitta referendaria; come se il ruolo di kamikaze del 41bis fosse l’effetto di una mera vocazione personale di Delmastro. Basterebbe un po’ di realismo per osservare che <a href=https://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/speciali/altri_speciali/la_norma_di_cui_si_parla/speciale_11_17400.html>la mancanza di trasparenza del regime del 41bis</a>, combinandosi con la disponibilit&agrave; di beni occultati da parte di detenuti mafiosi, non poteva che condurre ad esiti del genere.<br/>
A proposito degli innumerevoli affari della famiglia Caroccia, <a href=https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/cronaca/2026/03/21/grasso-indagini-in-corso-sul-caso-delmastro.-caroccia-padre-e-figlia-indagati_f4bc257f-16bd-45d9-af16-b861d5204e1a.html>l’agenzia ANSA ha riciclato il termine di “galassia”</a>; un termine che tre anni or sono fu molto inflazionato per descrivere l’ambiente anarchico da cui Cospito proveniva e di cui, secondo i media, sarebbe stato ideologo e leader. <a href=https://www.rainews.it/maratona/2026/03/crollo-in-un-casolare-al-parco-degli-acquedotti-morti-6ecd2908-5194-4f06-b632-bb320429aaae.html#62b06739-f570-4d70-8aba-a88c416ca691>Pochi giorni fa sono morti in circostanze misteriose due anarchici, Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, che a detta dei media sarebbero stati in relazione con Cospito</a>. Per definire i due anarchici morti come bombaroli ai media &egrave; bastato che gli investigatori dichiarassero che “non escludono” che i due stessero preparando un ordigno esplosivo. La storia dei bombaroli lascia quindi il tempo che trova. Come sia davvero andata, forse non lo sapremo mai. Isabelle Attard ricordava che nel periodo pi&ugrave; buio della scelta da parte di alcuni anarchici della cosiddetta “propaganda del fatto”, i morti furono meno di duecento; e ci&ograve; &egrave; bastato per screditare l’anarchismo. I milioni di morti causati dalla democrazia non fanno invece che renderla sempre pi&ugrave; amata; neppure il recente massacro delle bambine iraniane ne ha scalfito pi&ugrave; di tanto il mito. In base alla narrativa mediatica, quasi tutti gli iraniani sono felici e gioiosi per le bombe che gli piovono addosso, perch&eacute; gli portano la democrazia.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1321]]></link>
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