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<title>C.O.M.I.D.A.D.</title><link>http://www.comidad.org/dblog/</link>
<description>C.O.M.I.D.A.D.</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[L'IMPERIALISMO TRANSGENICO DI GEORGE SOROS E BILL GATES]]></title>
	<description><![CDATA[L'assegnazione del premio Tiziano Terzani al finanziere George Soros possiede una sua intrinseca logica, dato che l'attivit&agrave; giornalistica di Terzani ha rappresentato un fattore di notevole confusione negli anni '70 e '80. Pu&ograve; essere indicativo ricordare come <a href=http://www.youtube.com/watch?v=k6OECTVkCUM>Terzani dichiarasse</a>, con la massima disinvoltura, il modo in cui si era costruito un'intera teoria circa i presunti moventi utopistici dei massacri commessi dal regime di Pol Pot in Cambogia; una teoria poi affermatasi come luogo comune inattaccabile. Terzani avrebbe ottenuto questo risultato sulla base di una singola frase all'interno di una breve intervista rilasciatagli dal ministro degli Esteri del governo cambogiano dell'epoca.  <br/>  
In realt&agrave; &egrave; cosa sin troppo comune confondere le acque sparando frasi ad effetto e slogan idealistici per nascondere motivazioni opportunistiche, meschine o addirittura abiette. Ne sa qualcosa proprio il "filantropo" Soros, il quale ha contribuito anche lui a creare confusione scrivendo un libro sulla crisi, con una particolare attenzione alla questione europea. Soros ha palesato nel libro le sue superiori doti intellettuali, esibendosi in intuizioni fulminanti e originali, come quella secondo cui il progetto monetario dell'euro presentava contraddizioni sin dall'inizio. Certo, chi ci avrebbe mai pensato.<br/>
Ma l'ingegnosit&agrave; di Soros &egrave; andata ben oltre. A chi gli contestava le sue responsabilit&agrave; nell'attacco speculativo alla lira nel 1992, Soros ha risposto che: ĞLa crisi non &egrave; degli speculatori, ma sono le norme dei governi a rendere possibili gli speculatori come messaggeri di cattive notizieğ. Quindi la speculazione finanziaria potrebbe rientrare tra i lavori socialmente utili.<br/>
Su "Il Fatto Quotidiano" del 13 maggio, in soccorso delle tesi di Soros &egrave; arrivato addirittura l'economista di "opposizione" Alberto Bagnai, a ribadire le esclusive responsabilit&agrave; della politica nella sopravvalutazione della lira che rese possibile la speculazione del '92. La sortita di Bagnai appare per&ograve; eccessivamente ingenua e imprudente nel momento in cui, nell'attuale governo italiano, si riscontra la presenza di una lobbista dello stesso Soros, cio&egrave; la ministra degli Esteri Emma Bonino. <br/>
Soros per&ograve; non si &egrave; mai accontentato di agire soltanto attraverso il lobbying, ed ha assunto spesso un ruolo politico diretto. Non c'&egrave; neppure bisogno di ipotesi di complotto, dato che le operazioni politiche di Soros sono del tutto manifeste, persino ostentate. Nel 1997 Soros, con la sua Open Society Foundation, era in prima linea nella destabilizzazione della Serbia. Le fondazioni private costituiscono uno strumento di penetrazione imperialistica di tipo nuovo e sofisticato, in grado di distruggere le societ&agrave; attraverso il colonialismo di una pseudo-beneficenza che &egrave;, in realt&agrave;, un veicolo di corruzione e di affarismo. L'impegno di Soros per portare la "democrazia" in Serbia, fu propagandato con entusiastici toni celebrativi in un <a href=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/01/05/miliardi-di-soros-sostengono-la-rivolta.html>articolo de "La Repubblica"</a> dell'epoca, dal titolo esplosivo: "I miliardi di Soros sostengono la rivolta". <br/> 
L'anno dopo Soros, insieme con la Bonino, era a Dakar per sostenere la <a href=http://archiviostorico.corriere.it/1998/febbraio/06/Soros_Bonino_tribunale_mondiale_co_0_9802068717.shtml>fondazione della Corte penale per i crimini di guerra</a>, che avrebbe avuto poi sede all'Aja, in modo da creare nella pubblica opinione un'opportuna confusione con l'altro Tribunale, quello dell'ONU, situato nella stessa citt&agrave;. Quindi Soros, mentre destabilizzava, la Serbia, gi&agrave; si preoccupava di istituire il tribunale con cui avrebbe fatto processare e condannare i leader serbi da lui abbattuti. Un uomo previdente.  <br/> 
Questa corte penale &egrave; uno strumento della NATO, ma a scanso di pericoli, il Paese che commette pi&ugrave; crimini di guerra, cio&egrave; gli USA, non la riconoscono, in modo da non rischiare di essere continuamente denunciato presso di essa. Nelle sedi NATO Soros &egrave; regolarmente accolto con gli onori di un capo di Stato, anzi, molto meglio di tanti capi di Stato. Soros pu&ograve; permettersi di andare alla NATO a discutere e pianificare sulle sorti non solo dell'Europa dell'Est, ma del mondo intero, dato che la sua fondazione agisce e mesta dappertutto, anche se con gradi diversi di influenza. Non vi &egrave; nulla di segreto a riguardo, poich&egrave; &egrave; lo stesso <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.nato.int/cps/en/SID-D4458380-127877AC/natolive/news_17918.htm&prev=/search%3Fq%3Dsoros%2Bnato%2Botan%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493>sito della NATO</a> ad informarci dettagliatamente sul ruolo atlantico di Soros, definito il "benefattore". <br/> 
Durante la manifestazione di Dakar del '98 pro Corte penale internazionale, Emma Bonino fece appello anche al miliardario Bill Gates per ottenere il suo appoggio nell'iniziativa. Le cronache successive non permettono di stabilire con certezza se questo appoggio vi sia stato, per&ograve; vi &egrave; certamente un campo in cui la collaborazione fra Soros, Gates e la Bonino va a pienissimo regime, e cio&egrave; gli OGM. Se la Bonino &egrave; una semplice lobbista (almeno per ci&ograve; che ne sappiamo), Soros e Gates sono invece fra i principali azionisti della Monsanto, la pi&ugrave; tentacolare e aggressiva delle multinazionali del transgenico.  La Bill &amp; Melinda Gates Foundation - la pi&ugrave; grande fondazione privata del mondo - non &egrave; soltanto l'istituzione che maggiormente spinge per l'adozione del geneticamente modificato in agricoltura, ma si &egrave; fatta notare anche per i suoi massicci acquisti di azioni Monsanto. I legami finanziari tra Gates e la Monsanto hanno messo in evidenza un clamoroso conflitto di interessi, segnalato anche dal quotidiano britannico <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.guardian.co.uk/global-development/poverty-matters/2010/sep/29/gates-foundation-gm-monsanto&prev=/search%3Fq%3Dbill%2Bgates%2Bmonsanto%2Binvestments%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493>"The Guardian"</a>. <br/> 
Neppure i continui acquisti di azioni Monsanto da parte di Soros costituiscono un  mistero, anzi, le notizie si possono trovare tranquillamente nei <a href=http://blogs.wsj.com/marketbeat/2010/11/16/george-soros-whats-his-fund-been-buying/>notiziari finanziari</a>. Le due principali fondazioni private del mondo agiscono quindi come una falange compatta, non solo dal punto di vista politico, ma anche da quello finanziario. <br/> 
Con il passare del tempo, il prestigio scientifico e tecnologico degli OGM tende sempre pi&ugrave; a decadere, mentre si rivela il loro carattere meramente truffaldino. Infatti gli OGM spesso non rappresentano vere innovazioni tecnologiche, ma solo espedienti per realizzare dei brevetti che permettano di monopolizzare determinate sementi.  Ovviamente tutto questo non potrebbe avvenire senza la complicit&agrave; e la corruzione delle autorit&agrave; preposte al controllo dell'agricoltura. In Europa il lobbying OGM &egrave; in piena attivit&agrave;, e l'aver inserito la Bonino nel governo italiano &egrave; certamente un punto a suo favore. Viste le protezioni internazionali di cui beneficia la Bonino, non ci sarebbe da sorprendersi se di qui a poco ce la ritrovassimo davvero alla Presidenza della Repubblica. 
A sostegno della reputazione di progressista di Soros, molti ricordano il suo impegno per la legalizzazione della marijuana. Soros &egrave; effettivamente il <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.guardian.co.uk/politics/2010/oct/26/soros-marijuana-donation&prev=/search%3Fq%3Dgeorge%2Bsoros%2Bmarijuana.cannabis%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493>maggior finanziatore</a> delle associazioni impegnate a chiedere la legalizzazione della cannabis. <br/> 
Questo interesse di Soros per la legalizzazione della marijuana potrebbe per&ograve; essere spiegato considerando il business che costituirebbe il monopolio di una cannabis geneticamente modificata, e quindi brevettata. In base alle informazioni fornite dagli inquirenti, questo tipo di cannabis gi&agrave; esiste. Lo scorso anno il quotidiano "Il Sole - 24 ore" dava la notizia di un <a href=http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-19/bologna-sequestrati-marijuana-143322.shtml?uuid=Ab0vkvuF>mega-sequestro di marijuana OGM</a> proveniente dall'Albania. <br/> 
Del tutto casualmente, <a href=http://www.opensocietyfoundations.org/about/offices-foundations/open-society-foundation-albania>l'Albania &egrave; sotto la tutela</a> della "Open Society Foundation" di Soros, che si adopera anche per far ammettere questo Paese nell'Unione Europea.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=549]]></link>
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	<dc:date>2013-05-23T01:46:59+01:00</dc:date>
	<dc:creator>comidad</dc:creator>
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	<title><![CDATA[SACCOMANNI RICONVERTE LA SCUOLA ALL'ASSISTENZIALISMO PER BANCHIERI]]></title>
	<description><![CDATA[La morte di Giulio Andreotti avrebbe potuto essere un'occasione per ridimensionare e demitizzare non solo l'immagine di "Belzeb&ugrave;" del personaggio, ma anche il complesso della sua storia di uomo di governo, e ci&ograve; proprio alla luce degli avvenimenti successivi al suo tramonto politico. La vicenda della cosiddetta "trattativa Stato-mafia", protrattasi per tutti gli anni '90, ha dimostrato infatti che la dibattuta questione del rapporto delle istituzioni col crimine organizzato non riguardava le scelte di questo o di quell'uomo politico, e neppure di questo o quel partito, bens&igrave; il contesto internazionale. In questi giorni la lotta al super-impianto radar che gli USA stanno installando in Sicilia, ha dimostrato ancora una volta che la mafia ha ben altri protettori che i nostri uomini politici, visto che nella costruzione dell'impianto MUOS sono utilizzate <a href=http://inchieste.repubblica.it/it/espresso/2011/10/31/news/un_azienda_in_odore_di_cosa_nostra_nel_cantiere_dell_antenna_americana-24201930/>imprese edilizie</a> che hanno una ben nota copertura mafiosa. <br/>  
Al contrario, alle scontate operazioni nostalgia di alcuni, hanno fatto riscontro, da parte di commentatori di "opposizione", operazioni ancora pi&ugrave; improbabili, le quali, per giungere alla condanna politica e morale di Andreotti, hanno finito per coinvolgere nella condanna l'intera Storia italiana. Si tratta di un approccio pseudo-storiografico che ha riguardato a suo tempo anche una  parte dell'antifascismo, che fin&igrave; per santificare il fascismo stesso, considerandolo lo sbocco inevitabile delle contraddizioni del Risorgimento italiano. Antonio Padellaro - che &egrave; un commentatore che a volte esprime persino dei momenti di lucidit&agrave; -, stavolta &egrave; arrivato al punto di contrapporre al cinismo guicciardiniano di Andreotti il presunto "idealismo" della Thatcher, cio&egrave; una fiaba propagandistica bella e buona, costruita su misura per conferire un alone di credibilit&agrave; ad una sfacciata lobbista delle multinazionali legate al business dell'importazione del carbone dall'estero. Con la chiusura delle miniere britanniche, imposta dalla Thatcher, il Regno Unito &egrave; infatti diventato il Paese maggior <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.coalimp.org.uk/3.html&prev=/search%3Fq%3Dcorporation%2Bcoal%2B%2Bimport%2Bengland%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493>importatore di carbone</a> del mondo, con circa cinquanta milioni di tonnellate all'anno. <br/>
In realt&agrave; nessuna nazione &egrave; una monade, tanto pi&ugrave; se si tratta di una piccola-media potenza, e non &egrave; serio trattare le sue vicende come se avessero soltanto un'origine interna. Gli Stati sono sempre inseriti in una gerarchia coloniale, e i loro governi si barcamenano in questo contesto. Il problema &egrave; che la fine dell'Unione Sovietica, e del suo contrappeso politico-militare, comport&ograve; un azzeramento dei margini di manovra dell'Italia in politica estera, perci&ograve; anche la troppo mitizzata scaltrezza di Andreotti, di fronte a questi nuovi scenari, si rivel&ograve; del tutto insufficiente. La fine degli equilibri di potenza ha comportato la fine della politica.<br/>
In questo senso, anche chi rimpiange il presunto professionismo politico degli Andreotti o dei Craxi, dovrebbe domandarsi come mai proprio quel ceto di governo consegn&ograve; l'Italia alla morsa del Trattato di Maastricht, cio&egrave; allo strapotere delle lobby delle privatizzazioni e della finanziarizzazione. Se oggi ci ritroviamo al ministero dell'Economia un lobbista come Fabrizio Saccomanni lo dobbiamo anche al servilismo di quel ceto politico. <br/>
Qualche giorno fa sono stati pubblicati i dati di una ricerca, da cui risulterebbe che l'Italia ha il maggior numero di "unbanked", cio&egrave; di cittadini ancora privi di un conto corrente e di una carta di credito. Quindici milioni di unbanked italiani da inserire a forza nel sistema dello sfruttamento finanziario, costituiscono un bel business. L'aspetto pi&ugrave; interessante della <a href=http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-11/allitalia-record-europeo-unbanked-120115.shtml?uuid=AbsXD0uH>ricerca</a> &egrave; che fra gli unbanked vengono considerati anche i minorenni tra i quindici ed i diciotto anni, cio&egrave; dei ragazzi, che vanno precocemente addestrati a versare l'elemosina ai banchieri. <br/>
Forse &egrave; per questo che l'attuale ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, &egrave; da parecchi anni un fervido sostenitore dell'educazione finanziaria nelle scuole superiori; un <a href=http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-691431/bankitalia-saccomanni-piu-educazione/
>progetto</a> da lui caldeggiato in varie iniziative ed interviste, promuovendo accordi di collaborazione tra il Ministero dell'Istruzione e la Banca d'Italia. C'&egrave; di che sospettare che la ministra Maria Chiara Carrozza stia l&igrave; solo come diversivo, come distrazione, e che alla Scuola in realt&agrave; provveda Saccomanni. <br/> 
Nel giugno del 2011, Saccomanni infatti scrisse di persona un <a href=http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-06-18/educazione-finanziaria-sfida-vincere-123027.shtml?uuid=Aa6Qg6gD&fromSearch>articolo</a> per il "Sole-24 ore", nel quale ribadiva questa importanza del portare l'annuncio della buona novella finanziaria agli unbanked; ed ovviamente, gi&agrave; allora, gli studenti della Scuola superiore erano al centro dei suoi pensieri e dei suoi desideri. <br/> 
L'assistenzialismo per banchieri &egrave; il denominatore comune di tutte le iniziative di governo e di tutte le "riforme strutturali", e per accorgersene basta appena scostare il velo della retorica ufficiale. Il lobbismo finanziario &egrave; infatti diventato sempre pi&ugrave; aggressivo, invadente ed evidente, e l'arrivo al governo del banchiere Saccomanni ne costituisce un'ulteriore dimostrazione. Saccomanni proviene dalla Banca d'Italia, ma la sua formazione &egrave; dovuta al Fondo Monetario Internazionale, che, insieme con la Banca Mondiale, ha <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://fas.imf.org/misc/G20%2520Toronto%2520Principles%2520for%2520Innovative%2520Financial%2520Inclusion.pdf&prev=/search%3Fq%3Dimf%2Bfinancial%2Binclusion%2Bdatabase%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493&sa=X&ei=JdCRUde4OezT7AbJ0YCgDQ&ved=0CHsQ7gEwBw>l'inclusione finanziaria</a> dei poveri unbanked come obiettivo prioritario da imporre ai governi. <br/>
L'inclusione finanziaria &egrave; strettamente connessa all'abolizione del contante ed all'adozione dei mezzi di pagamento elettronici. A livello mondiale il pi&ugrave; illustre nemico del contante non &egrave; Milena Gabanelli, ma il miliardario Bill Gates. Non si diventa miliardari a caso: il trucco consiste nel trattare la povert&agrave; non come un problema, ma come un business. Bill Gates infatti promuove la diffusione dei mezzi di pagamento elettronici persino fra i poveri del continente africano, dove ha in corso un <a href=http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&hl=it&prev=/search%3Fq%3Dbill%2Bgates%2Bunbanked%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493&rurl=translate.google.it&sl=en&u=http://www.businessweek.com/articles/2013-01-23/bill-gates-hates-cash-dot-heres-why&usg=ALkJrhiK9xfgafMHOFk0cKNwTYG81IGa6Q>esperimento-pilota</a> localizzato in Kenia. <br/> 
In questo tipo di scelte di "inclusione finanziaria" c'&egrave; da riscontrare una continuit&agrave; che va oltre il succedersi dei ministri, e che configura un contesto di obblighi coloniali. Nell'aprile del 2010 la <a href=http://salonedelrisparmio.com/edizione2010/programma-del-salone/agenda-23-aprile.html>ministra Gelmini</a> andava a Piazza Affari per garantire agli operatori della finanza che la Scuola era a loro disposizione per l'allevamento di futuri clienti. <br/>
Ma il primo <a href=https://www.bancaditalia.it/serv_pubblico/cultura-finanziaria/conoscere/edufin-scuola/progetto-miur-bi>protocollo d'intesa</a> tra Banca d'Italia e Ministero dell'Istruzione per il progetto di educazione finanziaria nelle scuole fu siglato nel 2007, dal ministro Fioroni durante il governo Prodi. Insomma, se Saccomanni &egrave; il messia dell'educazione finanziaria nella Scuola, ha pur avuto parecchi Giovanni Battista ad annunciarne la venuta.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=548]]></link>
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	<dc:date>2013-05-16T02:53:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>comidad</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[LA LOBBY DI BILL GATES SI INSEDIA NELLA SCUOLA]]></title>
	<description><![CDATA[Pu&ograve; risultare istruttivo notare come nell'attuale dibattito politico si siano creati degli strani ibridi, come, ad esempio, il "grillorenzismo". Da posizioni politiche apparentemente opposte, derivano infatti proposte simili, come il limite di due legislature per i parlamentari. Il proposito apparentemente moralizzatore della proposta si configura come una porta spalancata al lobbying. Il parlamentare che sappia in anticipo di avere a disposizione solo due legislature, si sentir&agrave; infatti ulteriormente incentivato a cercarsi una via di salvezza personale fuori del parlamento, magari facendosi accogliere da uno di quelli che le sue leggi hanno beneficato.<br/>
Il Congresso statunitense ha gi&agrave; pienamente legalizzato il lobbying, nella forma del "revolving door". Se prendi una tangente commetti un reato, ma se lasci il parlamento per andare a lavorare per l'azienda alla quale hai confezionato una legge ad hoc, allora sar&agrave; tutto legale. Il <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.washingtonpost.com/opinions/congresss-revolving-door/2012/12/08/c59de32c-40ae-11e2-a2d9-822f58ac9fd5_story.html%3Fwprss%3Drss_linkset&prev=/search%3Fq%3Drevolving%2Bdoors%2Bin%2Bcongress%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D513>"Washington Post"</a> del dicembre scorso riportava il caso di una deputata repubblicana che aveva lasciato il Congresso per diventare presidente dell'azienda elettrica della sua regione, un'azienda beneficiaria sia di concessioni che di sovvenzioni governative.<br/>
La deputata in oggetto era stata appena rieletta, quindi ha lasciato il Congresso volontariamente; ma negli USA il "revolving door" &egrave; ormai un costume consolidato, mentre in un Paese come il nostro, in cui la corruzione &egrave; ancora in gran parte ferma allo stato primitivo della tangente, occorre per i parlamentari un meccanismo di incentivi che li abitui a ricalcare le illustri orme di un Giuliano Amato, passato dal ruolo di ministro a quello di advisor di Deutsche Bank. Non c'&egrave; neppure bisogno che la proposta del limite delle due legislature diventi legge, poich&eacute; potrebbe bastare lanciare nella testa dei deputati l'idea che la pacchia potrebbe finire troppo presto, e perci&ograve; sarebbe urgente cercarsi nuove opportunit&agrave;. <br/>
Il lobbying si fonda sull'abilit&agrave; di saper presentare i propri interessi particolari come manifestazioni di interessi e valori superiori. Non &egrave; casuale che oggi la pi&ugrave; nota lobbista del business del denaro elettronico sia una giornalista d'assalto, una paladina della morale e della lotta all'evasione fiscale, che &egrave; investita di tanta stima da essere stata segnalata come possibile candidata alla presidenza della Repubblica (o, almeno, cos&igrave; ci &egrave; stato fatto credere). Il denaro elettronico non &egrave; certamente in grado di impedire l'evasione fiscale, ma &egrave; sicuramente capace di trasformare la microfinanza ed il microcredito in business talmente lucrosi da far impallidire persino i famigerati titoli derivati. Per le banche prestare denaro ai poveri non comporterebbe pi&ugrave; nessun rischio, perch&eacute; non s'intaccherebbe la riserva di banconote, ma si concederebbero a credito solo impulsi elettronici. Quindi non ci sarebbe pi&ugrave; nessun vero pericolo di insolvenza, mentre, in cambio di un po' di illusioni elettroniche, i poveri dovrebbero restituire per tutta la vita lavoro e beni. <br/>
Uno dei maggiori problemi attuali &egrave; che la natura del lobbying non viene affatto percepita dalla coscienza politica media. Una lobby non &egrave; altro che un gruppo che si aggrega attorno ad un business e preme con qualsiasi mezzo per realizzarlo. La lobby non si pone problemi di progetto politico o sociale, non ha una visione del mondo da proporre, se non quegli slogan che sono utili a confondere e sviare ogni possibile opposizione. Il lobbying pu&ograve; addirittura parassitare gli sforzi di razionalizzazione delle opposizioni, le quali tendono sempre a cercare un progetto o una concezione ideale, laddove invece vi sono solo propositi affaristici. Il lobbying fagocita il linguaggio e le idee degli oppositori e, attraverso un'opportuna distorsione, li riutilizza ai propri scopi affaristici. Per questo motivo, dei lobbisti delle multinazionali come la Thatcher o i Neocon americani, sono stati trattati dai loro oppositori come se fossero veri fenomeni ideologici. <br/>
Qualcosa del genere sta accadendo in seguito all'istituzione del sedicente Servizio di Valutazione Nazionale, che ha affidato la Scuola al rating dell'INVALSI. L'ex presidente della stessa INVALSI, <a href=http://www.banchedati.ilsole24ore.com/doc.get?uid=lunedi-LU20120521019AAA>Piero Cipollone</a>, attualmente direttore esecutivo della Banca Mondiale, ha rassicurato i docenti circa i propositi puramente efficientistici dei test per gli studenti. <br/>
Il dissenso di gran parte degli insegnanti sui quiz INVALSI riguarda le conseguenze didattiche di una valutazione che riduce il sapere a nozioni elementari e formule prestabilite escludendo la dimensione critica del sapere. Si &egrave; aperta cos&igrave; una di quelle belle discussioni infinite, nella quale si pu&ograve; avere tutti ragione, poich&eacute; se da un lato sono evidenti i difetti dei quiz, dall'altro si potr&agrave; sempre replicare che a questo mondo non c'&egrave; nulla di perfetto. Le opposte tesi pedagogiche possono quindi scontrarsi nell'arena del "dibattito", in nome di quella attrazione fatale per il futile da cui molti "oppositori" sono affetti. <br/>
In soccorso dei quiz sono arrivati anche due lobbisti della "flexsecurity" (cio&egrave; della carta di credito obbligatoria per precari e disoccupati), cio&egrave; i mitici fratelli Pietro e <a href=http://www.pietroichino.it/?p=15539>Andrea Ichino</a>. Quest'ultimo ha addirittura paragonato i test INVALSI ad un termometro. La metafora &egrave; abbastanza demenziale da potere far scorrere il dibattito a fiumi.  <br/>
Un articolo di <a href=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/10/03/il-rating-della-scuola.html>Raffaele Simone</a> su "La Repubblica" dello scorso dicembre per&ograve; gi&agrave; anticipava che la Scuola non sarebbe comunque scampata al rating, poich&eacute; nell'attuale societ&agrave; nulla dovr&agrave; sfuggire alla valutazione. Il rating viene quindi proposto come ideologia totalizzante, anzi, come esca pseudo-ideologica per nascondere qualcos'altro. <br/>
Infatti, allo stesso modo in cui sono emersi i conflitti di interessi delle grandi agenzie di rating finanziario, cos&igrave; potrebbero emergere analoghe magagne nel rating scolastico. Tanto per cominciare, l'INVALSI &egrave; una piccola organizzazione che conta una sessantina di dipendenti, di cui i due terzi sono precari. L'INVALSI &egrave; talmente <a href=http://www.invalsi.it/operazionetrasparenza/dotazione_organica/Dotazione_Organica_INVALSI_2013.pdf>"trasparente"</a> da permettersi di pubblicare l'organigramma sul proprio sito. Uno dei vantaggi del lobbying &egrave; quello di poter fare a meno dei segreti, tanto si &egrave; talmente distratti dagli slogan che non ci si accorge di niente. <br/>
Come potrebbe mai una simile struttura reggere il peso di un servizio di valutazione nazionale? Infatti &egrave; impossibile; perci&ograve; la somministrazione e la correzione dei test sono affidate agli insegnanti, cio&egrave; a quegli stessi che dovrebbero essere oggetto della valutazione. Il controsenso &egrave; talmente evidente da far supporre che il preteso "Servizio di Valutazione Nazionale" sia solo un pretesto, un raggiro. <br/>
A conferma di questa supposizione c'&egrave; da segnalare un recentissimo intervento del magnate di Microsoft, Bill Gates, sul "Washington Post", che ha avuto una vasta risonanza su tutta la stampa americana, la quale, senza alcuna ironia, definisce lo stesso Gates come il "miliardario filantropo". La Bill &amp; Melinda Gates Foundation (la pi&ugrave; grande fondazione privata del mondo) ha svolto un <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://articles.latimes.com/2013/apr/11/opinion/la-ed-gates-testing-teacher-evaluations-20130411&prev=/search%3Fq%3Dbill%2Bgates%2Btest%2Bschool%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493>ruolo decisivo</a> negli USA e nel mondo per imporre il rating degli studenti e degli insegnanti con lo strumento dei test. <br/>
I commentatori hanno per&ograve; notato che, nel suo articolo sul WS, Gates sembra aver ripreso il linguaggio dei sindacalisti della Scuola per correre anche lui a ridimensionare l'attendibilit&agrave; dei test come strumento di valutazione. Gates conclude perci&ograve; affermando che bisogner&agrave;  trovare anche altre forme di indagine. Il motivo di questo voltafaccia di Gates &egrave; abbastanza ovvio: gli insegnanti americani ormai hanno imparato ad usare lo strumento dei test, perci&ograve; i risultati delle valutazioni vanno invariabilmente a loro favore. Ma non era questo lo scopo del rating, semmai quello di delegittimare la Scuola e di legittimare una sua tutela da parte di organismi privati. <br/>
Il tutore privato della Scuola italiana, l'INVALSI ha anch'esso un suo tutore, infatti non &egrave; altro che un prestanome ed un passacarte dell'OCSE, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo, che &egrave; oggi il vero ministro dell'Istruzione in Italia. A darci il segno di questa sottomissione &egrave; la stessa INVALSI sul proprio sito, illustrando un progetto OCSE di <a href=http://www.invalsi.it/invalsi/ri/pif/eventi/Musti.pdf>"alfabetizzazione finanziaria"</a> degli studenti. Si tratta cio&egrave; di sapere attraverso opportuni test quanto questi studenti siano pronti a fruire dei servizi finanziari generosamente predisposti per loro dalle banche. <br/>
L'alfabetizzazione finanziaria &egrave; un piano mondiale predisposto dall' OCSE in coerenza con il piano di <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.oecd.org/finance/financial-education/oecdpisafinancialliteracyassessment.htm&prev=/search%3Fq%3Doecd%2Bpisa%2Bfinancial%2Bliteracy%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D513>"financial inclusion"</a> della Banca Mondiale, di cui proprio Cipollone &egrave; direttore esecutivo. Sar&agrave; un caso, ma tutte le "riforme" che l'OCSE suggerisce sul mercato del lavoro  e sull'istruzione presentano la solita costante, cio&egrave; la carta di credito per tutti. <br/>
Il piano di alfabetizzazione finanziaria delle masse studentesche &egrave; anche patrocinato dalla Banca d'Italia, da cui proveniva Cipollone prima di diventare presidente dell'INVALSI. Dal 2008 l'alfabetizzazione finanziaria &egrave; gi&agrave; in atto <a href=http://www.bancaditalia.it/serv_pubblico/cultura-finanziaria/conoscere/edufin-scuola/progetto-miur-bi/risultati/tavole_12.html>in via sperimentale</a> in alcune scuole. <br/>
Dall'aprile scorso il MIUR ha varato, in collaborazione con BancoPosta, una <a href=http://www.iltempo.it/economia/2013/04/10/accordo-miur-poste-per-pagare-con-la-carta-dello-studente-1.1128049>Carta dello Studente</a> che &egrave; diventata una carta di credito prepagata a tutti gli effetti, che i genitori potranno anche usare per la "paghetta" dei propri figli. Per il momento &egrave; una carta prepagata, ma, con il procedere della "educazione finanziaria", potr&agrave; diventare una credit card a tutti gli effetti. L'importante &egrave; inoculare il virus dell'indebitamento nei ragazzi.  <br/>
Tutto questo fervore di iniziative ha anche un altro sbocco pratico immediato. Infatti sul sito dell'INVALSI ci si mette al corrente del fatto che la soluzione pi&ugrave; educativa per gli studenti sarebbe quella di entrare nell'idea di <a href=http://www.invalsi.it/invalsi/ri/pisaedif/it/2.pdf>contrarre debiti</a> con le banche per pagarsi gli studi universitari. La laurea deve quindi diventare per i giovani il veicolo di un indebitamento crescente e duraturo.  <br/>
La Banca Mondiale ha lanciato un progetto mondiale di <a href=http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.worldbank.org/globalfindex&prev=/search%3Fq%3Dworld%2Bbank%2Bgates%2Bfoundation%2Bfinancial%2Binclusion%26hl%3Dit%26biw%3D960%26bih%3D493>"inclusione finanziaria"</a> delle masse povere, anzi, il progetto &egrave; stato adottato dalla stessa Banca Mondiale su diretta ispirazione della "Bill &amp; Melinda Gates Foundation", la stessa istituzione "filantropica" privata che, oltre che occuparsi di Scuola e Sanit&agrave;, si preoccupa anche di inserire le masse povere degli "unbanked" nei meccanismi del credito, ovviamente per il loro bene. Insomma, Bill Gates ha creato una sua lobby internazionale del credito elettronico che usa la Scuola come stia di allevamento per futuri indebitati.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=546]]></link>
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	<dc:date>2013-05-09T00:01:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>comidad</dc:creator>
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	<title><![CDATA[IL GOVERNICCHIO NATO-FMI SANTIFICATO DA UN ATTENTATINO ]]></title>
	<description><![CDATA[Nelle cosiddette societ&agrave; civili, moderne o post-moderne, lo spargimento di sangue sembra proprio possedere gli stessi effetti di consacrazione che ha nelle societ&agrave; primitive e tribali. L'attentatino di domenica scorsa, &egrave; quindi servito a conferire un po' di legittimit&agrave; emergenziale ad un "governissimo" che presentava il bassissimo profilo di un  governicchio, al quale la spruzzata di "politically correct" della massiccia presenza femminile - fra cui una donna di origine congolese -, non era riuscita ad attribuire alcuna credibilit&agrave; in pi&ugrave;. <br/>
Particolare sconcerto ha suscitato la nomina della guerrafondaia Emma Bonino a ministro degli Esteri; una scelta all'insegna del fanatismo americo-sionista, che si configura come un'esplicita rinuncia ad una propria politica estera, che viene ufficialmente delegata alla NATO. Dagli anni '90 la Bonino svolge questo ruolo di portavoce della NATO, ed ora potr&agrave; scorazzare per le televisioni addirittura in veste di ministro degli Esteri. Evidentemente c'&egrave; in vista qualche altra guerra della NATO: Siria, Iran, Sudan, Zimbabwe, Corea del Nord. Si tratta solo di scegliere. C'&egrave; da essere certi che, quando si tratter&agrave; di votare per finanziare le missioni militari, la gi&agrave; pletorica maggioranza attuale si dilater&agrave; ulteriormente. <br/>
L'impressione &egrave; che l'attuale soluzione governativa sia stata preparata nello stesso periodo in cui si fingeva di inviare il povero Bersani a compiere le sue "esplorazioni". Prospettare la candidatura di Emma Bonino alla Presidenza della Repubblica, ha costituito un espediente propagandistico per ripescare la sua immagine dal dimenticatoio, riverniciandola anche di quell'alone di prestigio che le mancava. Si &egrave; trattato di una manovra propagandistica analoga a quella di paventare la nomina di Giuliano Amato a Presidente del Consiglio, in modo da attribuire immediatamente ad Enrico Letta l'etichetta consolatoria del "meno peggio" di fronte alla pubblica opinione. <br/>
Ma la totale rinuncia dell'attuale governo a fare politica in proprio, &egrave; stata ufficializzata anche dalla nomina di Fabrizio Saccomanni al ministero dell'Economia. Che anche un governo che si pretende "politico", abbia accettato di affidare ancora una volta la guida dell'economia ad un sedicente "tecnico", costituisce un'automatica smentita di tale pretesa. Inoltre, il fatto che Saccomanni abbia ricevuto la sua  formazione nel Fondo Monetario Internazionale, autorizza allo scetticismo circa la sua autonomia da questo organismo sovranazionale. Non che lo stesso Saccomanni faccia molto per celare questo suo legame sentimentale col FMI, poich&eacute; nel 2009 elabor&ograve; un <a href=http://www.astrid-online.it/rassegna/Rassegna-27/12-03-2009/Saccomanni.pdf>documento di analisi</a> del sistema monetario internazionale, in cui affermava che la causa della crisi finanziaria consisteva nel non aver concesso abbastanza potere al FMI. L'ideale di Saccomanni era quindi rappresentato da un governo mondiale dell'economia sempre pi&ugrave; affidato al FMI. <br/>
Per consentire queste repentine conquiste di maggior potere, occorre una grave emergenza in grado di giustificare tutto. Lo scoppio della crisi finanziaria greca nel 2010 - l'anno successivo al profetico documento di Saccomanni -, avrebbe in effetti consentito una crescente ingerenza del FMI in Europa; ed all'epoca anche illustri commentatori dell'area "progressista" celebrarono questa <a href=http://rampini.blogautore.repubblica.it/2010/04/24/crisi-greca-una-rivincita-per-fmi-e-usa/>"rivincita" del FMI</a> e del suo principale azionista, cio&egrave; gli Stati Uniti. <br/>
Chiaramente la storiella propinata da Federico Rampini, secondo cui un FMI emarginato ed incompreso sarebbe ritornato alla ribalta per la sua capacit&agrave; di affrontare le crisi, &egrave; la solita propaganda vittimistica dei potenti, dato che il FMI ha tratto dalla  crisi greca solo pretesti per ampliare il suo storico strapotere. Qualche malpensante potrebbe persino sospettare che Saccomanni sia stato messo l&igrave; per preparare anche in Italia qualche emergenza finanziaria che consenta al FMI di farla ancora di pi&ugrave; da padrone, ma si tratterebbe di sospetti meschini e ingenerosi. Perch&eacute; mai un uomo del FMI dovrebbe comportarsi da uomo del FMI?   <br/>
Nel campo della cosiddetta opposizione, c'&egrave; da registrare il fatto che il M5S, una volta perso il centro della scena, sta diventando un bersaglio fisso per ogni genere di provocazione, dalle accuse pretestuose di favorire la violenza, al gioco di pretese rivelazioni fondato su banalit&agrave;. Si sta quindi prospettando una riedizione, un po' pi&ugrave; colorita, della "opposizione"-punching ball alla Bertinotti. <br/>
Il M5S ha perso la sua occasione quando non &egrave; andato a scoprire il bluff che Napolitano aveva allestito con il suo pseudo-incarico a Bersani. A Grillo sarebbe bastato accettare di discutere il programma di un eventuale governo con Bersani, e non appena si fosse parlato di TAV o MUOS, sia Napolitano che i doppiogiochisti interni al PD sarebbero stati costretti a smascherarsi pur di affossare la prospettiva di un governo di coalizione col M5S. <br/>
Invece Grillo ha scelto (o &egrave; stato costretto a scegliere) di addossarsi per intero la responsabilit&agrave; del fallimento di Bersani davanti alla pubblica opinione, ed ora si ritrova a non poter pi&ugrave; smentire l'etichetta mediatica di quello che protesta, ma non sa proporre nulla. Gli atteggiamenti da purista e bigotto possono benissimo servire a coprire un sostanziale conformismo nei confronti dell'ideologia dominante. Ora, anche grazie a  Grillo, persino uno come Enrico Letta potr&agrave;, per un po', spacciarsi come la strada obbligata, l'unica salvezza contro il disastro dell'ingovernabilit&agrave;. <br/>
Anche le dichiarazioni del M5S durante il voto di fiducia al governo non hanno tentato nulla per scalfire questa aureola dello stato di necessit&agrave;; in particolare, tutta la polemica si &egrave; rivolta su questioni strettamente interne, senza mettere in evidenza il fatto che il governo Letta manifesta i segni di un'ulteriore esasperazione della dipendenza dagli organismi sovranazionali. Ma, d'altra parte, prendersela con i "politici" &egrave; molto meno pericoloso che mettere al centro dell'attenzione le magagne della NATO e del FMI. ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=544]]></link>
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	<dc:date>2013-05-02T02:31:52+01:00</dc:date>
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