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<title>C.O.M.I.D.A.D.</title><link>http://www.comidad.org/dblog/</link>
<description>C.O.M.I.D.A.D.</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[BURQA E ANTISEMITISMO, PUR DI DISTRARRE DAL GIRO DEI SOLDI]]></title>
	<description><![CDATA[Le norme anti-burqa contenute nell’ultimo decreto del governo sulla Scuola rappresentano un espediente per prendere i classici due piccioni con una fava. Su un problema inesistente il governo allestisce per la sua base elettorale uno spot pubblicitario a sfondo pornografico; anzi, sadomaso, lasciando fantasticare su chiss&agrave; quale calvario di vessazioni a carico degli odiati mussulmani.<br/>
Ma il risultato pi&ugrave; sostanzioso del diversivo burqa &egrave; quello di far perdere di vista il vero scopo della ennesima “riforma” della Scuola, che porta abusivamente il nome del fantoccio di turno al ministero della ex Istruzione. <a href=https://www.orizzontescuola.it/riforma-degli-istituti-tecnici-con-il-decreto-scuola-via-libera-definitivo-con-nuovi-quadri-orari-e-risparmi-per-245-milioni-di-euro-i-numeri/#:~:text=Riforma%20degli%20Istituti,milioni%20di%20euro.>La sedicente riforma</a> cerca infatti di avviare il meccanismo per ridurre il corso di studi superiore a soli quattro anni, in modo da tagliare in termini di personale e di edilizia scolastica. Con le modifiche al sistema dell’istruzione tecnica i soldi pubblici rimasti potranno essere regalati alle imprese private in nome della mitica FSL (Formazione Scuola Lavoro). Grazie alla FSL gli imprenditori privati hanno il doppio vantaggio di incassare soldi pubblici e di poter utilizzare manodopera a costo zero (schiavi). Si dice imprese “private”, ma in realt&agrave; &egrave; un sistema che dipende dal rapporto organico con istituzioni pubbliche. Pubblico e privato sono finzioni giuridiche, cortine fumogene di lobby trasversali che si creano il loro giro di affari.<br/>
A proposito di diversivi e di finzioni giuridiche, arriva a proposito la discussione sul DDL antisemitismo, peraltro gi&agrave; approvato al senato. Scopo dichiarato del DDL &egrave; vietare di mettere in questione il diritto all’esistenza dello Stato di Israele. Va dato atto al DDL di non vietare di fare obiezioni sul diritto all’elusione fiscale ed al riciclaggio di denaro, cio&egrave; esattamente ci&ograve; che regge la baracca del sionismo. Tutto il sistema degli insediamenti coloniali in Cisgiordania si finanzia attraverso <a href=https://www.timesofisrael.com/us-nonprofits-gave-220m-to-settlements-over-five-years-report/>un giro di societ&agrave; non profit</a>. Il governo statunitense &egrave; ufficialmente contrario agli insediamenti coloniali in Cisgiordania. Con Trump la posizione &egrave; diventata pi&ugrave; ambigua, ma all’epoca di Obama l’amministrazione USA chiedeva al governo israeliano di non espandere gli insediamenti. Sta di fatto che anche durante la presidenza Obama il regime fiscale consentiva di detrarre le donazioni a favore delle societ&agrave; non profit che finanziano gli insediamenti coloniali. Il fascino del non profit sta nelle detrazioni fiscali di cui beneficiano i donatori, per cui non c’&egrave; da stupirsi che sorgano centinaia di associazioni non profit per sostenere Israele. Non sorprende neppure il fatto che il sionismo sia diventato un business, alimentando il sionismo cristiano, che ha come principale attivit&agrave; la raccolta di donazioni pro Israele. Il mito religioso di supporto &egrave; che la riconquista della Terrasanta da parte degli ebrei preluderebbe all’Armageddon ed al ritorno di Cristo. Pi&ugrave; soldi arrivano e pi&ugrave; la nozione geografica di Israele si dilata, quindi ora non si colloca pi&ugrave; dal mare al Giordano, bens&igrave; dal Nilo all’Eufrate. Dipender&agrave; dalla quantit&agrave; delle donazioni se si affermeranno letture ancora pi&ugrave; estensive della definizione biblica di Israele; non dovrebbero esserci difficolt&agrave; a riguardo, visto che il Nilo nasce in Burundi e l’Eufrate in Turchia. Se poi Cristo non tornasse, ci si potrebbe consolare in altro modo, poich&eacute; il non profit &egrave; pur sempre un paradiso. Paradiso fiscale, ovviamente. <br/>
Negli USA vige anche il diritto al completo anonimato delle donazioni alle fondazioni benefiche; un diritto ribadito in <a href=https://tnpa.org/get-involved/amicus-brief-background/#:~:text=Supreme%20Court%20ruled,associational%20rights>una sentenza della Corte Suprema del 2021</a>, che ha dichiarato le donazioni protette dal primo emendamento, quello che garantisce il diritto alla libert&agrave; di parola. L’anonimato non consente detrazioni fiscali, ma in compenso apre spazi per il riciclaggio di denaro. Una grande quantit&agrave; di soldi pu&ograve; sparire nell’anonimato delle donazioni e poi riapparire “lavata” per vie traverse, specialmente tramite sponde all’estero, che rendono quasi impossibile il tracciamento.<br/>
Sar&agrave; un caso, ma Israele attira moltissima beneficenza. Non &egrave; una barzelletta: ci sono persino <a href=https://ua.news/en/world/initsiativa-gal-gadot-vidilit-3-mln-na-psikhdopomogu-v-izrayili-jerusalem-post#:~:text=Gal%20Gadot%27s,and%20work%20with%20trauma >iniziative per raccogliere milioni di dollari in donazioni per sostenere la salute ed il benessere mentale degli israeliani</a>, che in questo periodo risultano particolarmente stressati. Ben Gvir quindi ha ragione a fare il pazzo, visti i soldi che attira.<br/>
<a href=https://www.theguardian.com/world/2009/jul/19/us-bingo-funding-israeli-settlements>Esiste anche un nesso preciso tra la beneficenza pro Israele e il gioco d’azzardo</a>. Il nome arcinoto in questo campo &egrave; quello di Miriam Adelson, un medico di origine israeliana che ha ereditato numerosi casin&ograve; ed &egrave; tra i principali finanziatori (“donors”) delle campagne elettorali di Trump. Siamo davanti ad uno schema ricorrente della cleptocrazia. Un altro esempio di medico, filantropo e magnate del gioco d’azzardo &egrave; quello di Irving Moskowitz, che &egrave; stato uno dei principali finanziatori dei coloni israeliani. Moskowitz &egrave; morto nel 2016, ma i suoi eredi hanno proseguito sia il business del gioco d’azzardo in California, sia l’attivit&agrave; filantropica pro Israele. <a href=https://www.latimes.com/california/story/2019-12-05/hawaiian-gardens-casino-settlement#:~:text=Irving%20Moskowitz%20%E2%80%94,baccarat%20and%20pai%20gow>Il Los Angeles Times del 2019 riportava la notizia secondo cui il casin&ograve; dei Moskowitz era stato effettivamente accusato di riciclaggio</a>, ma il contenzioso giudiziario si &egrave; concluso con una multa di poco pi&ugrave; di tre milioni di dollari. In precedenza il casin&ograve; aveva gi&agrave; ricevuto altre multe di entit&agrave; minore per lo stesso motivo, sebbene non ci sia nessun riscontro che le abbia effettivamente pagate. Grazie alle sue credenziali di esperto di riciclaggio internazionale, Moskowitz ha potuto riscuotere milioni di dollari in sussidi comunali; denaro pubblico elargito in pi&ugrave; occasioni e con le pi&ugrave; varie motivazioni. Il filantropo Moskowitz aveva avviato la sua attivit&agrave; di biscazziere nel 1995, ma non con denaro proprio, bens&igrave; grazie a cinque milioni e mezzo di dollari di fondi pubblici, di cui soltanto la met&agrave; da restituire.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1348]]></link>
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	<dc:date>2026-10-01T00:05:00+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[DALL’IDEOLOGIA LIBERALE ALLA MISTIFICAZIONE NEOLIBERALE]]></title>
	<description><![CDATA[Il mitico accordo ottenuto da Trump sulla Groenlandia non aggiunge assolutamente nulla a quanto gi&agrave; era pienamente nella disponibilit&agrave; degli USA. Nulla di strano che i danesi abbiano celebrato l’accordo come una loro vittoria, visto che lascia invariato il dato attuale; infatti la Groenlandia &egrave; sotto l’esclusivo controllo militare degli USA da pi&ugrave; di ottanta anni. Per quanto riguarda poi le terre rare e le altre risorse minerarie, quelle sono sempre state a disposizione delle multinazionali USA; sennonch&eacute; investire in ricerche ed estrazioni minerarie in Groenlandia &egrave; particolarmente costoso e rischioso a causa dello spessore della crosta glaciale. Vale per la Groenlandia ci&ograve; che vale per il Venezuela: le corporation multinazionali sono disposte ad investire soltanto se il governo federale sussidia l’operazione e garantisce finanziariamente per costi e rischi. L’attitudine delle corporation a privatizzare i profitti e socializzare costi e perdite, &egrave; ormai talmente sgamata che nessuno si &egrave; bevuto la retorica distopica e catastrofista dei CEO delle aziende dell’IA; si &egrave; capito invece all’istante dove andavano a parare, cio&egrave; pretendere che i governi elargiscano sussidi e protezioni alle aziende dell’IA col pretesto della sicurezza nazionale.<br/>
Se si analizzano i risultati effettivi dell’aggressione di Trump al Venezuela al di l&agrave; delle suggestioni mediatiche, anche in quel caso ci si accorge che gli USA non hanno ottenuto nulla di pi&ugrave; di ci&ograve; che Maduro aveva gi&agrave; offerto prima di essere sequestrato; persino la vendita del petrolio in dollari era impedita dalle sanzioni USA e non dalle fisime del governo di Caracas. La propaganda non &egrave; pi&ugrave; una delle componenti della politica, ma soppianta integralmente la politica, per cui le iniziative non sono mirate a ottenere un risultato reale, ma per l’effetto scenico: uno spot pubblicitario per vendere il mito della superpotenza americana. L’esibizione di una immagine vincente pu&ograve; essere in parte funzionale a spingere gli investitori esteri a continuare a comprare i titoli del Tesoro USA; ma &egrave; soprattutto il diversivo esterno di una cleptocrazia concentrata al suo interno a spremere i contribuenti poveri.<br/>
Sarebbe interessante individuare il periodo in cui nel cosiddetto Occidente il ruolo delle pubbliche relazioni ha cominciato a debordare. L’ideologia liberale &egrave; nata tra il ’600 e il ’700 per tutelare gli interessi dei ceti proprietari contro la pressione fiscale dei monarchi; quindi niente tasse senza rappresentanza parlamentare. I vari apologeti della propriet&agrave; privata, come John Locke, ci narravano di un parlamento “buono” a difesa della libert&agrave; contro l’assolutismo dei monarchi. Fin qui niente di strano; anzi, &egrave; del tutto fisiologico che una ideologia offra una rappresentazione idealizzata degli interessi di una parte. Del resto c’era un po’ di fondamento nel vittimismo dei proprietari fondiari che si lamentavano dell’avidit&agrave; e della arroganza di sovrani pronti a sperperare denaro in guerre dinastiche e in sfarzo regale. Il problema quindi non sta nel liberalismo classico, ma nel cosiddetto neoliberalismo (o neoliberismo: i due termini sono alternati e ormai usati come sinonimi). Il cosiddetto neoliberalismo si affaccia alla met&agrave; degli anni ’70 del secolo scorso con Milton Friedman, che pu&ograve; essere considerato l’autore che fa da anello di passaggio dalla rappresentazione idealizzata degli interessi di una parte al vero e proprio imbonimento fraudolento che sovverte completamente i fatti. Friedman avalla la spregiudicatezza narrativa affermando che per “cambiare”, cio&egrave; per privatizzare e concentrare la ricchezza, &egrave; necessario approfittare delle crisi, che siano reali o “percepite”. Insomma per saccheggiare le risorse pubbliche va benissimo inventare emergenze fittizie.<br/><br/>
Ma Milton Friedman &egrave; famoso anche per un altro aforisma: <a href=https://it.pearson.com/content/dam/region-core/italy/pearson-italy/pdf/diritto-economia/area-giuridico-economica/proposte-didattiche/approfondimenti/AREE%20DISCIPLINARI%20-%20PARAMOND%20-%20GIUREC%20-%202016%20-%20PDF%20-%20Non%20esistono%20pasti%20gratis.pdf>“Non ci sono pasti gratis”</a>. Con il cosiddetto neoliberalismo il vittimismo dei ricchi non &egrave; pi&ugrave; rivolto verso monarchi che li vorrebbero tassare, bens&igrave; verso i poveri che pagano per reggere il sistema. In altre parole, il neoliberalismo, alias neoliberismo, &egrave;l’assistenzialismo per i ricchi che si lamenta di un presunto assistenzialismo per i poveri. L’aforisma di Friedman infatti &egrave; incompleto; la forma compiuta dovrebbe essere: non ci sono pasti gratis per i poveri; in compenso ci sono abbuffate gratis per i ricchi. Vediamo come funziona il gioco.<br/>
Friedman ha scritto lo spot pubblicitario, ma Margaret Thatcher ne fu la prima interprete; non solo interprete, ma anche personaggio confezionato ad uso dei media. La rivoluzione “neoliberista” della Thatcher fu spacciata dai media come un taglio delle spese e una riduzione delle tasse. In realt&agrave; il taglio delle tasse fu attuato soltanto a favore dei ricchi; mentre il carico fiscale, nel complesso aumentato, fu spostato sull’IVA e sulle accise, quindi a carico dei contribuenti pi&ugrave; poveri. Il dominio della Thatcher fin&igrave; a causa del suo eccesso di zelo. La sedicente nemica delle tasse cadde nel 1990 per aver introdotto un’altra tassa: <a href=https://istitutoliberale.it/poll-tax-esperimento-liberale/>la Poll Tax, che era una riedizione della antica tassa di capitazione</a>, cio&egrave; una tassa comunale fissa e uguale per tutti, da pagare per il mero fatto di esistere. Le rivolte contro la Poll Tax coinvolsero anche molti elettori conservatori; perci&ograve; il governo conservatore di Major, succeduto alla Thatcher, sostitu&igrave; la Poll Tax con la Council Tax, una specie di IMU. Due anni dopo in Italia, durante il periodo natalizio, il governo Amato introdusse lo stesso tipo di tassa (all’epoca si chiamava ICI); ci&ograve; a riprova del fatto che le contrapposizioni tra destra e sinistra sono pantomime da campagna elettorale.<br/>
Ma il capolavoro della Thatcher fu il modo in cui vennero attuate le privatizzazioni dei monopoli pubblici, praticamente regalati ai privati. Con il pretesto fumoso di favorire un “capitalismo popolare”, le azioni dei monopoli pubblici furono gettate sul mercato sotto prezzo. Con la consueta faccia tosta che li caratterizza, gli agiografi della cosiddetta “Lady di Ferro” ci narrano che <a href=https://www.amsr.org.uk/what-happened-to-margaret-thatchers-dream-of-a-share-owning-public/#:~:text=Some%20reasons%20for%20this,assets%20increased%20in%20value>il generoso sogno della Thatcher di creare un capitalismo popolare purtroppo si infranse</a>: i monopoli pubblici finirono nelle grinfie dei grandi gruppi finanziari privati, che sono i soli ad avere il tempo e le risorse per poter rastrellare con tutta calma le azioni a basso prezzo, fino a quando non sia conveniente farne risalire il valore. Secondo la fiaba della Thatcher, il fantomatico “capitalismo popolare” avrebbe dovuto rendere irreversibili le privatizzazioni, impedendo ai governi laburisti di nazionalizzare nuovamente. In realt&agrave; a rendere irreversibile il processo &egrave; il fatto che le istituzioni del cosiddetto “Stato” si sono strutturate in lobby trasversali tra pubblico e privato e tra legale ed illegale: &egrave; la funzione pubblica stessa a diventare lobby delle privatizzazioni.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1347]]></link>
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	<dc:date>2026-09-24T00:05:03+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[PER I NEOCON I NEMICI E LE MINACCE SONO BUSINESS]]></title>
	<description><![CDATA[Una delle tecniche pi&ugrave; usate e abusate dai media per bloccare una informazione che possa disturbare la narrativa ufficiale, &egrave; quella di enfatizzare gli aspetti gi&agrave; risaputi per distrarre dal dato inedito. Che il governo israeliano fosse stato messo al corrente da pi&ugrave; parti di un imminente attacco di Hamas, risult&ograve; evidente immediatamente dopo il 7 ottobre del 2023. Altri aspetti della narrativa ufficiale sul 7 ottobre si sono sgonfiati immediatamente, come la storia degli sgozzamenti di bambini e degli stupri; inoltre &egrave; risultato che molte delle uccisioni la cui responsabilit&agrave; era attribuita ad Hamas, erano invece state causate della famigerata “direttiva Hannibal”, applicata dall’IDF anche ai civili israeliani e non soltanto ai militari. La vera novit&agrave; rappresentata dalla <a href=https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-09-08/ty-article-magazine/.highlight/netanyahu-got-an-explicit-warning-before-oct-7-he-didnt-brief-security-chiefs/000001a0-7a3b-d7d5-a9fc-7eff3d0f0000>inchiesta del quotidiano israeliano Haaretz</a> di qualche giorno fa, consiste nello smontare uno dei maggiori alibi per giustificare il genocidio a Gaza. Nei giorni immediatamente successivi il Qatar aveva gi&agrave; prospettato al governo israeliano la possibilit&agrave; di un rilascio senza condizioni da parte di Hamas di tutti gli ostaggi civili (che poi erano i soli ostaggi, dato che i militari andavano considerati prigionieri di guerra). L’attacco israeliano a Gaza non aveva quindi nulla a che vedere con la liberazione degli ostaggi. Le modalit&agrave; dell’attacco israeliano a Gaza gi&agrave; indicavano un totale disprezzo per la vita dei cosiddetti ostaggi; oggi per&ograve; i nostri media hanno una evidenza in pi&ugrave; da omettere.<br/>
Va detto che &egrave; del tutto inutile chiedersi quale effetto politico possano sortire queste notizie, poich&eacute; la risposta sarebbe fin troppo ovvia: nessun effetto. Non esiste l’eventualit&agrave; che prove contrarie possano in qualche modo disturbare la narrativa ufficiale, come si &egrave; visto nel caso dell’attentato al gasdotto North Stream. Sempre contro l’evidenza, in Germania l’AFD viene rappresentata dai media come un partito antisistema. <a href=https://www.avvenire.it/mondo/noi-ebrei-tedeschi-attaccati-da-destra-e-da-sinistra-ma-sono-fiducioso_85460>Il fatto che l’AFD abbia pi&ugrave; volte preso posizioni esplicitamente filoisraeliane e sioniste, &egrave; del tutto irrilevante; anzi, dimostrerebbe addirittura che l’AFD &egrave; antisemita</a>. Quale sia invece la realt&agrave;, lo dimostra il modo in cui l’AFD ha contestato al governo Merkel la decisione di consentire l’ingresso in Germania di quasi un milione di profughi siriani. Per come la questione viene impostata, sembrerebbe che la Merkel abbia visto un milione di siriani passare da quelle parti e li abbia invitati di sua iniziativa. Ci si potrebbe figurare la conversazione, con la Merkel che invita i siriani in Germania esortandoli a non essere timidi e a non fare cerimonie, mentre i siriani rispondono che non vorrebbero disturbare; ma, visto che la Merkel insiste, accettano l’invito. La realt&agrave; &egrave; che nel 2015 era in corso un'aggressione occidentale alla Siria per eliminare il regime di Assad, quindi prendersi il milione di siriani era necessario per non screditare la propaganda sulle finalit&agrave; umanitarie dell’aggressione occidentale. Che l’eliminazione di Assad fosse funzionale al Grande Israele, risulta palese oggi che l’esercito israeliano occupa il sud della Siria. Grazie alle posizioni acquisite in Siria, l’esercito israeliano sta occupando anche il sud del Libano ed effettuando una pulizia etnica; il che comporta la prospettiva di altri milioni di profughi che premono alle porte dell’Europa. Di tutto questo non c’&egrave; traccia nella comunicazione dell’AFD, il che indica la pretestuosit&agrave; della sua polemica sull’immigrazione; e dimostra che, seppure nell’AFD ci fossero antisemiti, sicuramente non ci sono antisionisti. Del resto &egrave; il sistema della fintocrazia, per cui vengono offerte all’elettorato alternative fittizie in modo che proceda indisturbato il pilota automatico del flusso dei soldi. <a href=https://www.ilmessaggero.it/economia/news/germania_economia_come_va_verita_numeri-9749411.html>Se Israele e l’Ucraina la finiscono con la guerra, finisce anche il giro dei soldi di cui sono al centro e che li mantiene in vita</a>.<br/><br/>
La narrativa ufficiale pu&ograve; fare a meno del riscontro dei fatti perch&eacute; &egrave; un’epica basata sui ruoli; quindi un roleplay indifferente agli eventi, poich&eacute; qualsiasi evento &egrave; riletto soltanto in base al ruolo. Una volta stabilito che tizio assume il ruolo del nemico, ci&ograve; che fa o dice non ha alcuna importanza, poich&eacute; tutto verr&agrave; interpretato come sfida e minaccia da parte sua. Questa visione epica finisce per contagiare anche ambienti del dissenso, i quali si sono affezionati alla rappresentazione di una presunta “sfida dei BRICS”, oppure delle aspirazioni della Cina a soppiantare il dominio del dollaro. Questa narrativa a base di nemici, sfide e minacce procede per conto proprio, indifferente agli eventi ed alla loro cronologia. La realt&agrave; &egrave; che gli USA fanno tutto da soli e che il dominio del dollaro &egrave; stato affossato dalle loro stesse sanzioni. Dopo la raffica di sanzioni alla Russia imposte da USA e UE nel 2014, la Cina ed altri paesi rischiavano di non poter pi&ugrave; approvvigionarsi di materie prime dalla Russia, quindi sono stati costretti ad escogitare <a href=https://it.finance.yahoo.com/notizie/russia-spunta-unalternativa-a-swift-cose-cips-il-sistema-di-pagamenti-cinese-093112142.html>metodi di pagamento alternativi alla rete SWIFT controllata dagli USA</a>. C’&egrave; anche l’ulteriore paradosso per cui le sanzioni USA e UE hanno bloccato molti affari degli oligarchi russi e indebolito i loro intrecci con gli USA e l’Europa, aumentando di riflesso l’influenza dei militari sul Cremlino.<br/>
All’interno delle artificiose rappresentazioni epiche, ci sono le altrettanto artificiose contrapposizioni etiche, come quella tra interventismo e affari. <a href=https://www.corriere.it/esteri/25_maggio_15/dottrina-trump-capitalismo-clientelare-scala-globale-3807af85-af7a-41a4-8103-0c096bc60xlk.shtml>I media hanno narrato il ritorno di Trump alla presidenza come una vittoria dell’affarismo sull’interventismo dei Neocon</a>. Si &egrave; visto invece che la presidenza Trump &egrave; stata la pi&ugrave; ligia ai voleri dei Neocon, tanto che a un certo punto il vero presidente USA era Lindsey Graham; il quale, tra l’altro, era un farneticatore pi&ugrave; performante persino di Trump. La morte di Graham non ha cambiato nulla, poich&eacute; i Neocon non sono degli “idealisti”, bens&igrave; una lobby d’affari che agisce in automatico seguendo i soldi. Chiedersi se sia Israele a comandare gli USA o viceversa, non ha senso, poich&eacute; gli Stati non sono soggetti politici e i veri attori sono le lobby. La lobby neocon e la lobby sionista sono un’unica cosca d’affari. Il “nemico” non &egrave; una categoria epica o etica; &egrave; una categoria affaristica, un modo di organizzare il business delle armi e del movimento di capitali attorno alla difesa da minacce immaginarie. La “minaccia” crea quel clima emergenziale atto a saccheggiare il denaro pubblico scavalcando le procedure e sorvolando sui conflitti di interesse della cleptocrazia. In un sistema drogato di “minaccia”, &egrave; la minaccia stessa, con l’emergenza che determina, ad essere il regolatore e il sovrano. Chi obietta che gli affari delle lobby destabilizzano l’economia, diventa a sua volta un nemico e una minaccia alla sicurezza nazionale; quindi ogni critica contraria viene riconvertita in un rinforzo del meccanismo emergenziale.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1346]]></link>
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	<title><![CDATA[INNOVAZIONE E SICUREZZA: LE PAROLE MAGICHE DELLA CLEPTOCRAZIA]]></title>
	<description><![CDATA[Il dibattito sulle prospettive dell’intelligenza artificiale spazia in un ventaglio piuttosto ampio, che va dal “palladivetrismo” da talk-show fino a proiezioni seriamente argomentate. Accerteremo nei prossimi anni se l’IA sar&agrave; stata capace di mantenere le sue promesse di spalancare nuove frontiere tecnologiche e, al tempo stesso, di attuare le sue minacce di distruzione di posti di lavoro. Per il momento ci tocca accontentarci delle evidenze, dei dati di fatto.<br/>
Secondo le <a href=https://www.ilsole24ore.com/art/mit-95percento-progetti-aziendali-genai-non-produce-valore-solo-5percento-porta-ritorni-AhiLvOFC>ricerche pubblicate dal Massachusetts Institute of Technology, soltanto il 5% delle aziende di IA &egrave; attualmente in grado di produrre profitti</a>. A fronte di profitti cos&igrave; esigui, le valutazioni dei titoli azionari di queste aziende risultano chiaramente gonfiate; infatti &egrave; entrata nell’uso comune l’espressione “bolla dell’intelligenza artificiale”.<br/>
Vedremo quando, oppure se, la bolla scoppier&agrave;. Il dato certo &egrave; che a gonfiare la bolla non sono semplicemente le manovre speculative e tantomeno le aspettative di futuri profitti delle aziende IA. Se Blackrock e il suo braccio nell’IA, Nvidia, continuano ad investire in queste aziende &egrave;, evidentemente, perch&eacute; ritengono che i mancati profitti saranno compensati da qualcos’altro. In realt&agrave; <a href=https://hai.stanford.edu/policy/what-the-chips-and-science-act-means-for-artificial-intelligence>alla base di tutto il castello speculativo c’&egrave; sempre il caro vecchio denaro pubblico</a>. Nel 2022 l’amministrazione Biden ha stanziato circa duecentocinquanta miliardi di dollari nel settore dei chip e dell’IA. Circa cinquanta miliardi di dollari sono stati dati alle imprese in forma esplicita di sgravi fiscali e di sussidi. Una cifra molto maggiore, duecento miliardi, &egrave; stata invece distribuita sotto l’etichetta generica di fondi pubblici per la ricerca. <br><br/>
Tra l’amministrazione Biden e l’amministrazione Trump c’&egrave; piena continuit&agrave; nel flusso di denaro pubblico, tanto che ormai si pu&ograve; parlare non di intelligenza artificiale, bens&igrave; di finanza artificiale. Le piattaforme per l’intelligenza artificiale sono state costruite con denaro pubblico e successivamente privatizzate, sempre a spese del contribuente; ovviamente il contribuente povero, visto che nei confronti delle aziende tutte le amministrazioni da un lato abbassano le aliquote fiscali e, dall’altro lato, consentono di eludere anche quel poco che rimane attraverso gli sgravi fiscali. Il governo federale finanzia anche l’export delle tecnologie IA e alimenta una serie di conflitti di interesse, dato che sono gli stessi manager delle aziende che beneficiano dei soldi pubblici a stabilire a chi e come indirizzarli. Per gonfiare i bilanci le aziende allestiscono delle partite di giro autoreferenziali creando ad hoc delle startup. Del resto &egrave; il motivo per cui esistono le startup, che sono aziende fittizie create sull’alibi dell’innovazione. Tutto ci&ograve; non pu&ograve; essere definito come intervento statale nell’economia; anzi, lo Stato si rivela inesistente come soggetto politico-istituzionale, dato che qui non c’&egrave; progettualit&agrave; economica, bens&igrave; soltanto affarismo. La dicotomia tra eccomia e affari non potrebbe essere pi&ugrave; stridente, visto che il criterio assoluto &egrave; il tornaconto immediato di lobby pronte a giustificare l’indecenza con la suggestione pubblicitaria. Le aziende private incassano soldi pubblici in nome della parola magica, “innovazione”, poi creano una sponda esterna (la startup) in cui investirli, in modo che alla fine i soldi possano rientrare a casa come se fossero profitti di mercato. Chiunque osi esprimere un accenno di perplessit&agrave; nei confronti di questo regime predatorio del denaro pubblico, viene immediatamente zittito e intimidito con altre parole magiche: “sicurezza nazionale”. <a href=https://prospect.org/2026/05/01/subsidize-build-export-repeat-ai-stack-national-security/#:~:text=Selected%20consortia,infrastructure%20for%20AI.>Gli slogan preferiti dalla cleptocrazia sono appunto “sicurezza” e “innovazione”</a>.<br/>
Negli anni ’60 e ’70 era ostico spiegare che la nozione di impresa capitalistica non poteva essere ridotta alla sola fabbrica, ma che occorreva coglierne anche le implicazioni finanziarie e di lobbying, cio&egrave; il rapporto delle imprese private col denaro pubblico. Oggi, grazie alla maggiore disponibilit&agrave; di dati, occorrerebbe addirittura andare oltre e riconoscere che non &egrave; l’impresa capitalistica a fare lobbying, bens&igrave; che ci sono lobby trasversali tra pubblico e privato che usano l’impresa capitalistica come elemento di canalizzazione e smistamento del denaro pubblico. La stessa impresa privata si rivela una finzione. In questo contesto la parola “liberismo” non &egrave; altro che una nuvola di oppio che avvolge una realt&agrave; molto pi&ugrave; prosaica, fatta di assistenzialismo per ricchi e di cleptocrazia. Non soltanto bolle speculative, ma anche bolle narrative: infatti <a href=https://www.editorialedomani.it/fatti/no-vax-le-radici-liberiste-e-individualiste-di-unideologia-d1i694yw>in epoca Covid abbiamo visto come la potenza narrativa del lobbying abbia potuto ancora una volta allestire i suoi psicodrammi e cambiare le carte in tavola</a>. Tutte le politiche adottate in nome dell’emergenza pandemica hanno favorito la concentrazione della ricchezza ed il trasferimento massiccio di denaro pubblico alle corporation multinazionali; eppure gran parte della “sinistra” ha vissuto il lockdown e la coercizione vaccinale come una rivalsa simbolica dell’interesse collettivo contro il mitico “liberismo”. Punire le presunte velleit&agrave; liberiste dei poveri era pi&ugrave; urgente che impedire ai ricchi di diventare pi&ugrave; ricchi.]]></description>
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	<dc:date>2026-09-10T00:06:43+01:00</dc:date>
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