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Commentario / News

IL BUSINESS DEL "FEDERALISMO FISCALE"

Il punto qualificante del programma di governo della Lega Nord è il cosiddetto "federalismo fiscale", cioè lo spostamento verso gli enti amministrativi locali di gran parte della esazione fiscale, comprese le imposte sul reddito e sul valore aggiunto. Il 28 giugno ultimo scorso è stato annunciato dal governo che ormai il federalismo fiscale fa parte del disegno della prossima legge finanziaria.Ancora non è chiaro quale sia l'entità di questo spostamento, sta di fatto che, in questa fase di crisi finanziaria galoppante, si sta aprendo un nuovo sbocco affaristico, e cioè la privatizzazione della esazione fiscale, che già oggi copre la quasi totalità del prelievo a livello locale.

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GOMORRONE


Documenti
Manuale del piccolo colonialista (10)

10 - BLACKWATER: the KILLERS' COMPANY

Che l'esercito di occupazione USA in Iraq sia in difficoltà è cosa evidente; che non abbia il controllo del territorio è altrettanto chiaro. Eppure l'eventualità di un ritiro continua ad essere rinviata, nonostante continui annunci di riduzione delle truppe.
Il 31 marzo 2004, quattro contractor civili furono uccisi dalla popolazione di Falluja; la risposta dell'aviazione e dell'esercito di Bush fu di una violenza inaudita: la città fu messa a ferro e fuoco e in buona parte rasa al suolo; il numero dei morti fu elevatissimo, forse decine di migliaia, oltre ai superstiti messi in fuga. Il fatto è che le compagnie di mercenari svolgono un ruolo decisivo in questa guerra e l'amministrazione Bush non può permettersi di far trasparire la loro vulnerabilità.

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Testi di riferimento

IL PRIMO MISCREDENTE DELLA RELIGIONE DEL CAPITALE

Presentiamo un breve testo di Piercy Ravenstone, economista inglese, il cui vero nome era Richard Puller. Il testo è ancora valido per una serie di motivi: demolisce la mitologia del Capitale, rivela l'aspetto magico/religioso del concetto, mette in ridicolo i suoi profeti e cantori, lo pone in concreta relazione con la spesa pubblica e con la rendita, lo oppone al lavoro umano, dimostrando che non c'è capitalismo senza appropriazione e gestione a fini privati del pubblico denaro. Soprattutto, è un testo del 1821, quindi il carattere mistificatorio del capitalismo era già chiaro allora, per chi lo voleva vedere. Anche Marx conosceva Ravenstone, perché lo ha citato in nota nel "Capitale"(Libro I, sez. IV, cap. 13, nota n.° 196), però per questioni diverse, quindi è stata una precisa scelta di Marx quella di non tenere conto della sua denuncia del capitalismo, e della "scienza" economica che lo supporta, come fenomeni ideologici. Nell'attuale retorica ufficiale il dio Capitale è stato in parte soppiantato dal dio Mercato, un'altra astrazione mitologica, utile ad attribuire tutti i problemi ad una presunta necessità superiore e impersonale, contro la quale sarebbe vano opporsi, distraendo così l'attenzione dalla vera questione: gli interessi affaristici di precise oligarchie finanziarie e commerciali.

Comidad,  dicembre 2007

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