<?xml version="1.0" encoding="windows-1252"?><feed version="0.3" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/" xmlns="http://purl.org/atom/ns#" xml:lang="it-it">
	<title>C.O.M.I.D.A.D.</title>
	<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.comidad.org/dblog/" />
	<tagline type="text/html">C.O.M.I.D.A.D.</tagline>
	<id>http://www.comidad.org/dblog/</id>
	<generator url="http://www.comidad.org/dblog/feedatom.asp" version="C.O.M.I.D.A.D.">C.O.M.I.D.A.D. 2.0</generator>
	<author>
		<name>C.O.M.I.D.A.D.</name>
		<url>http://www.comidad.org/dblog/</url>
	</author>
	<modified>2026-06-04T00:05:11+01:00</modified>
	<entry>
		<title><![CDATA[SUPREMATISMO OCCIDENTALE PER TUTTI I GUSTI]]></title>
		<id>http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1331</id>
		<created>2026-06-04T00:05:11+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Mai sottovalutare la futilit&agrave;; perci&ograve; pu&ograve; valere la pena di occuparsi persino di uno come Vannacci, se occuparsene serve a demistificare un po’ l’ambiente. C’&egrave; chi sostiene che il generale sia l’ennesima esca lanciata dall’establishment per manipolare e fuorviare le istanze di opposizione. Certamente le cose stanno anche cos&igrave;, ma non &egrave; l’unico aspetto del problema, che si presenta pi&ugrave; complicato. Gran parte dell’elettorato ha sicuramente metabolizzato la fintocrazia e ne ha interiorizzato i rituali, perci&ograve; in personaggi come Vannacci l’elettore non scorge tanto una alternativa politica concreta, bens&igrave; cerca un personaggio con il quale identificarsi;  si tratta di un voto del tutto simile a quello che gli spettatori esprimono per i reality show come il Grande Fratello o l’Isola dei Famosi. La “sinistra” mainstream si identifica con una serie di tab&ugrave;: magistratolatria, eurolatria e vaccinolatria; perci&ograve; molti cittadini la percepiscono come quella che li vuole colpevolizzare, quella che cerca di farli sentire brutti e cattivi se non si fanno piacere i migranti, i gay e le tasse ecologiche.<br/>
In questo contesto di frustrazione e di colpevolizzazione, si pu&ograve; facilmente vendere agli elettori una figura di spregiudicato istrione in guerra contro la tirannia del politicamente corretto. Anche il Buffone di Arcore e l’attuale cialtrone della Casa Bianca si sono venduti all’elettorato come liberi e selvaggi iconoclasti nei confronti dei tab&ugrave; del politicamente corretto. Insomma, l’elettore fintocratico non cerca soluzioni ai suoi problemi materiali, bens&igrave; psicodrammi che lo aiutino a liberarsi dall’oppressione della polizia del pensiero. Il guaio &egrave; che l’esca pi&ugrave; avvelenata sta proprio nello psicodramma del falso anticonformismo di destra, che i sensi di colpa te li fa venire pi&ugrave; e peggio di prima.<br/>
<a href=https://www.youtube.com/watch?v=3JXgWj9V0Xk>Il generale infatti si &egrave; presentato a Napoli a parlare contro il reddito di cittadinanza</a> e a dire che lui sta con chi rifiuta le elemosine di Stato. Intanto Vannacci dovrebbe spiegare la scelta razzista di venire proprio a Napoli a parlare contro le elemosine di Stato. A proposito di elemosine, Vannacci poteva prendersela con i sussidi pubblici che vanno agli imprenditori privati del nord. Se Vannacci &egrave; davvero contro l’assistenzialismo, cominci a togliere l’assistenzialismo a favore dei ricchi. La fiaba ufficiale secondo cui i soldi che i governi elargiscono alle imprese diventano investimenti e posti di lavoro, non ha mai trovato alcun riscontro, eppure i “furbetti” sono solo quelli del reddito di cittadinanza. Secondo la vulgata sarebbe la “sinistra” ad idolatrare le organizzazioni sovranazionali, mentre la destra sarebbe scettica e diffidente nei confronti di tutto ci&ograve; che limita la sovranit&agrave; nazionale. Ovviamente sono chiacchiere e diversivi, che non sfiorano la questione dell’immunit&agrave; penale della Commissione Europea, la quale pu&ograve; permettersi di manipolare impunemente i mercati finanziari imponendo a discrezione vincoli, scadenze e procedure d’infrazione. Chiamare tutto questo “globalismo” e poi contrapporgli un fantomatico “sovranismo”, &egrave; un escamotage per non dire che si tratta di associazioni a delinquere. La realt&agrave; &egrave; che il vocabolario lo controlla il Fondo Monetario Internazionale e non glielo contesta nessuno. In base al lessico FMI, imposto fin dagli anni ’40, l’assistenzialismo per ricchi si chiama “pragmatismo”, mentre l’assistenzialismo per poveri si becca l’appellativo sprezzante di “populismo”.<br/><br/>
Ogni sistema di dominio cerca di trasformare le gerarchie sociali in gerarchie morali e gerarchie antropologiche, cio&egrave; di far credere ai poveri di essere cattivi e inferiori. Sul tema del reddito di cittadinanza risulta in tutta la sua incongruenza la posizione di Vannacci sui migranti. L’odio dell’establishment contro il reddito di cittadinanza si spiega col fatto che i sussidi ai disoccupati impediscono la caduta dei salari, perch&eacute; rendono i lavoratori meno ricattabili, e quindi li proteggono dalla concorrenza al ribasso da parte dei migranti. In altre parole, il reddito di cittadinanza aiuta il lavoratore molto di pi&ugrave; di quanto protegga lo sfaticato. Il senso dello psicodramma di Vannacci &egrave; dire ai poveri che sono antropologicamente e moralmente inferiori ai ricchi, perci&ograve; sono i poveri a dover dimostrare di non essere fannulloni e parassiti; in compenso i poveri possono concedersi il lusso e la licenza di odiare i negri. Se i poveri diventano razzisti, poi non sapranno ribellarsi al razzismo dell’establishment verso i poveri. La riprova ulteriore della subdola contraddittoriet&agrave; di Vannacci sul tema migratorio sta nel suo <a href=https://www.youtube.com/watch?is=eSgFllg-50GV96eP&v=kCPOetRq8_Y&feature=youtu.be>avallo alle pulizie etniche che Israele sta operando in Palestina, Libano e Siria</a>. Una volta che tutti questi arabi saranno stati sloggiati da casa loro, dove potranno andare?<br/>
<a href=https://www.ilpost.it/2025/12/30/siriani-germania-ritorno/>Tra il 2015 e il 2016 la Germania si &egrave; presa quasi un milione di siriani</a>, mentre l’Italia poco pi&ugrave; di seimila. Attualmente l’Unione Europea &egrave; costretta a pagare la Turchia per tenersi circa tre milioni di siriani. Se Israele riuscir&agrave; a “ripulire” per intero il sud del Libano e della Siria, si pu&ograve; stimare, in base alla demografia dei territori, che in Europa arriveranno almeno dieci o quindici milioni di profughi. Secondo Vannacci le pulizie etniche in Palestina, Siria e Libano sarebbero “diritto di Israele a difendersi”, mentre quello che fa Hamas sarebbe terrorismo. Ma non potrebbero essere entrambi diritto a difendersi, o entrambi terrorismo? Quale sarebbe il discrimine oggettivo, se non il solito razzismo?<br/>
Su queste mistificazioni Vannacci ed altri hanno vita facile poich&eacute; non incontrano vere smentite; anzi, trovano chi gli fa da sponda. Il suprematismo occidentale infatti si declina in molti modi, anche di “sinistra”. <a href=https://www.fanpage.it/attualita/piu-terze-dosi-nei-paesi-ricchi-che-vaccini-nei-paesi-poveri-di-questo-passo-non-ne-usciremo-mai/>Lo abbiamo visto in epoca Covid con il colonialismo vaccinale</a>, quando ci &egrave; stato raccontato che le masse povere del mondo aspettavano ansiosamente i vaccini occidentali per salvarsi la vita. All’epoca venivamo colpevolizzati perch&eacute;, come il ricco epulone della parabola del vangelo di Luca, ci potevamo permettere tre, quattro, cinque dosi di vaccino (ma guai a non farsele), mentre al povero mendicante Lazzaro del sud globale non se ne mandavano a sufficienza. Ma se le cose stavano davvero cos&igrave;, non sarebbe stato pi&ugrave; semplice annullare da subito i brevetti dei vaccini? No, i sensi di colpa devono farseli venire solo le classi inferiori, non i CEO delle multinazionali. Ogni dubbio su questa narrazione salvifica sul vaccino redentore, &egrave; stato etichettato come “complottismo”. Abbiamo quindi visto persone che si dichiarano comuniste dimenticarsi del minimo sindacale della critica marxista, in base al quale &egrave; scontato che ogni sistema di interessi e di affari esprima una falsa coscienza, una percezione mitizzata di s&eacute;; perci&ograve; la mistificazione &egrave; una relazione sociale che non ha affatto necessit&agrave; di essere pianificata o “cospirata”.]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1331"/>
		<issued>2026-06-04T00:05:11+01:00</issued>
		<modified>2026-06-04T00:05:11+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1331#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[TRAPPOLA DI TUCIDIDE O TRAPPOLE NARRATIVE?]]></title>
		<id>http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1330</id>
		<created>2026-05-28T00:05:03+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Non si sa abbastanza del dibattito interno al gruppo dirigente cinese per stabilire se il riferimento di Xi Jinping alla <a href=https://lavocedinewyork.com/opinioni/2026/05/23/la-trappola-di-tucidide-secondo-xi-jinping-la-cina-e-la-sfida-allordine-americano/>cosiddetta “trappola di Tucidide”</a> sia stato fatto seriamente oppure in chiave ironica. In effetti il contesto in cui il presidente cinese ha pronunciato quelle parole lascia adito a qualche dubbio, per cui potrebbe essersi trattato di uno sfott&ograve; alla leggendaria ignoranza di Trump, oppure di un dileggio nei confronti del vezzo occidentale di applicare pompose etichette storico-retoriche alle proprie teorie delle relazioni internazionali. La tesi secondo cui gli USA, in quanto potenza dominante, possano sentirsi minacciati e indotti a iniziare una guerra contro la emergente potenza cinese, potrebbe apparire realistica; ma, a proposito di trappole, ci sono anche le trappole narrative. Anzi, per essere pi&ugrave; precisi, le trappole dell’epica.<br/>
La narrazione sulla emergente potenza cinese &egrave; inquadrata in una narrazione pi&ugrave; ampia, che riguarda la fatidica “sfida multipolare” all’unipolarismo americano. Nel documento costitutivo del 2009 del <a href=http://www.brics.utoronto.ca/docs/090616-leaders.html>gruppo dei BRICS</a> (all’epoca ancora BRIC, poich&eacute; il Sudafrica si &egrave; aggiunto solo l’anno successivo), effettivamente c’&egrave; un richiamo esplicito ad un mondo multipolare, con rapporti pi&ugrave; equi tra gli Stati. Sta di fatto che i BRICS non si sono mai posti come contrappeso al dominio statunitense. Nel 2014 l’India &egrave; entrata nel <a href=https://www.epochtimes.it/il-quad-australia-india-giappone-stati-uniti-si-riunisce-per-affrontare-i-colli-di-bottiglia-della-connettivita-217024.html>QUAD, una partnership militare guidata dagli USA in funzione anticinese</a>. Inoltre, due attuali membri dei BRICS, l’Iran e gli Emirati Arabi Uniti, sono addirittura in guerra tra loro. Visto quanto gli USA sono ondivaghi, bizzosi, aggressivi e inaffidabili, &egrave; comprensibile che i regimi dei vari paesi cerchino qualche rete di protezione commerciale e finanziaria; ma da qui a raccontarci (o raccontarsi?) di sfida multipolare, ce ne corre.<br/>
<a href=https://www.washingtonpost.com/archive/opinions/1990/07/20/the-unipolar-moment/62867add-2fe9-493f-a0c9-4bfba1ec23bd/>L’opposto di multipolarismo, cio&egrave; il termine “unipolare”</a>, fu coniato nel 1990 dal politologo e psichiatra Charles Krauthammer. Lo stesso Krauthammer avvert&igrave; che il momento magico dell’unipolarismo, cio&egrave; degli USA come unica potenza egemone globale, non sarebbe durato a lungo. Da alcune affermazioni di Krauthammer viene per&ograve; il sospetto che questo mondo unipolare sia sempre stato una svista, o una illusione. <br/><br/>
Krauthammer presenta la riunificazione tedesca come principale prova del predominio globale degli USA, i quali l’avrebbero imposta ad un Gorbaciov del tutto contrario fino a qualche mese prima. Il ragionamento di Krauthammer d&agrave; per scontato che gli attori della scena globale siano gli Stati. Ma potrebbe anche non essere cos&igrave;; e che, nel caso specifico, a piegare la volont&agrave; contraria di Gorbaciov, siano stati non gli USA, bens&igrave; fattori interni all’URSS. <a href=https://www.jstor.org/stable/23280643>Nell’agosto del 1989 il ministero dell’energia della Unione Sovietica era stato riconvertito in Gazprom</a>, cio&egrave; una azienda nominalmente ancora di propriet&agrave; pubblica (come da noi ENI ed ENEL), ma a gestione privata e, soprattutto, a profitto dei privati. Nella storia sovietica non c’era mai stata una lobby commerciale e finanziaria cos&igrave; potente e dotata di tante risorse per comprare e corrompere. Che Gazprom sia la principale indiziata, &egrave; dimostrato dal fatto che il principale cliente di Gazprom dal 1990 al 2022 &egrave; stata proprio la Germania.<br/>
La rappresentazione mediatica dei conflitti globali &egrave; quella cialtronesca delle democrazie assediate dai dittatori pazzi. Accademici pi&ugrave; seri si rifanno invece alla concezione classica delle relazioni internazionali, che si basa sulla idea della inevitabilit&agrave; della competizione tra gli Stati. Gli Stati sono per&ograve; astrazioni giuridiche (o finzioni giuridiche), mentre la corruzione (o, per meglio dire, la cleptocrazia) si articola in lobby e cosche specifiche, che possono comprarsi la legge e la giurisprudenza, e tendono a internazionalizzarsi, dato che i capitali si lavano meglio utilizzando sponde estere. Sempre per la serie delle narrazioni epiche, si parla molto di sfida al dominio del dollaro da parte dei soliti BRICS. Ma, in base a quanto riportato da <a href=https://www.washingtonpost.com/business/interactive/2024/us-sanctions-lobbying-money-washington-lebanon-venezuela/>inchieste del Washington Post</a>, sembrerebbe che il caos interno agli USA si esporti nelle relazioni internazionali. La sfida al dollaro non proviene dall’esterno; anzi, pare proprio che il dominio del dollaro si sia sfidato da solo a causa dell’esplodere della pratica delle sanzioni da parte degli USA. L’imposizione di continue sanzioni ha ormai reso precarie tutte le transazioni finanziarie e commerciali a livello globale. Attorno alle sanzioni c’&egrave; a Washington un gigantesco lobbying, con tanto di porte girevoli, per cui funzionari pubblici si assicurano lucrose carriere trasferendosi nel settore privato. Il lobbying guadagna sul convincere parlamentari e amministrazioni federali a mettere sanzioni contro paesi nemici o persone sgradite; ma il lobbying guadagna anche per farle alleggerire, o per trovare escamotage, una volta che le sanzioni sono state messe.]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1330"/>
		<issued>2026-05-28T00:05:03+01:00</issued>
		<modified>2026-05-28T00:05:03+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1330#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[LA VERA MINACCIA VIENE DALLE FONDAZIONI NON PROFIT]]></title>
		<id>http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1329</id>
		<created>2026-05-21T00:05:04+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Il recentissimo caso fantavirus dimostra come ci sia in giro una gran sete di “normalit&agrave;”, cio&egrave; di quelle finte emergenze sanitarie che si auto-alimentano attraverso l’effetto sponda tra l’allarmismo mediatico e i movimenti di denaro. Non per niente le Borse e i media (le prime “gazzette”) sono nati e cresciuti praticamente insieme nel corso del XVII secolo, in base al meccanismo per cui si droga il mercato azionario drogando l’informazione, e viceversa. Un’ulteriore variabile &egrave; il capitalismo “filantropico”, cio&egrave; <a href=https://www.gavi.org/investing-gavi/funding/donor-profiles/rockefeller-foundation>il capitalismo delle fondazioni “non profit”, come la Rockefeller Foundation</a>, che ormai svolgono un ruolo decisivo nel condizionare la politica sanitaria. Si determina cos&igrave; una combinazione esplosiva tra i profitti di Borsa delle corporation farmaceutiche e la possibilit&agrave; di evadere le tasse grazie alle immunit&agrave; fiscali che la legislazione accorda al non profit.<br/>
Oltretutto le sentenze della Corte Suprema statunitense hanno pi&ugrave; volte confermato che le donazioni in denaro sono protette dal Primo Emendamento della Costituzione, quello che garantisce la libert&agrave; di espressione e di parola. Lo diceva anche Eduardo Scarpetta: il denaro &egrave; la voce dell’uomo. <a href=https://www.ropesgray.com/en/insights/alerts/2026/05/supreme-court-reinforces-donor-privacy-protections-permitting-immediate-federal-court-challenge>Secondo la giurisprudenza della Corte Suprema, le donazioni possono addirittura avvalersi della protezione dell’anonimato</a>. Ci&ograve; comporta non soltanto la possibilit&agrave; di evadere il fisco, ma persino di riciclare denaro; e tutto legalmente. <br/>
Il denaro non ha bisogno di pianificare, organizzare o cospirare, poich&eacute; &egrave; come il Pifferaio di Hamelin: gli basta suonare e muoversi per incantare e farsi seguire. A questo punto non deve sorprendere che le fondazioni private siano diventate dei soggetti di politica estera in funzione del business. La scorsa settimana <a href=https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-urso-incontra-roberts-heritage-foundation-focus-su-collaborazione-scientifica-produttiva-e-tecnologica-tra-italia-usa>il presidente della Heritage Foundation &egrave; andato dal nostro ministro dello Sviluppo Economico per promuovere “collaborazione scientifica, culturale, tecnologica, economica e produttiva”</a>, cio&egrave; affari; il che sembrerebbe contraddittorio per una “non profit”. Non lo &egrave; affatto, poich&eacute; le fondazioni riconoscono di essere delle lobby con lo scopo di condizionare la politica e la spesa pubblica. Rispetto ai partiti politici, le fondazioni hanno per&ograve; il vantaggio di poter mobilitare e riciclare denaro esentasse in piena disinvoltura e senza il rischio di incorrere in sanzioni legali. Il politico che riscuote la tangente sugli appalti mantiene un certo ruolo preminente; mentre col sistema delle donazioni la politica diventa a norma di legge una cinghia di trasmissione del lobbying.<br/><br/>
Peccato che in questo momento in cui c’&egrave; tanta nostalgia delle emergenze fittizie, stia invece incombendo una vera emergenza a causa dell’aggressione di USA e Israele all’Iran. Per lo Stretto di Hormuz infatti passano non soltanto petrolio e gas, ma anche altre materie prime essenziali; perci&ograve; ad ogni ora che passa, aumenta il rischio di una recessione economica e di una carestia globale. D’altra parte le emergenze vere possono essere causate da emergenze fittizie, e anche stavolta c’entra il “non profit”.<br/>
La Foundation for Defence of Democracies (FDD) &egrave; un “think tank” non profit che si dichiara apartitico e specializzato su temi di politica estera e di sicurezza. Questa “specializzazione” dei think tank non profit come la FDD consiste nell’inventare nemici, e nel promuovere guerre e appalti per armamenti. Mentre la pace &egrave; a costo zero e quindi non interessa ai lobbisti, la guerra comporta invece un flusso di denaro pubblico; e il bello &egrave; che il fatto di essere guerrafondai viene premiato con esenzioni fiscali e l’opportunit&agrave; di sottrarsi ai tracciamenti di denaro. Insomma, se partecipi alla crociata, ti guadagni il paradiso … fiscale. La FDD dichiara di non accettare donazioni da governi stranieri; ma, in base alle sentenze della Corte Suprema, le donazioni sono anonime e non possono essere tracciate. La FDD &egrave; un think tank neoconservatore, ma collabora spesso e volentieri con la Heritage Foundation, che si ispira al conservatorismo tradizionale. Negli ultimi decenni i think tank neoconservatori come la FDD sono stati determinanti nel creare <a href=https://www.fdd.org/issue/iran/>il mito della minaccia nucleare iraniana</a>, e sin dall’inizio hanno fatto lobbying contro l’accordo di Obama sul nucleare iraniano del 2015 (il JPCOA), convincendo alla fine Trump a uscire dall’accordo nel 2018.<br/>
I legami della FDD con Israele sono fin troppo noti e conclamati, ma nel lobbying il denaro non &egrave; solo un mezzo; anzi, il fascino che esercita Israele &egrave; indissociabile dall’enorme flusso di denaro che la sopravvivenza di Israele comporta. I soldi statunitensi indirizzati a Israele tornano in gran parte alla base di partenza, sia con appalti per armamenti,<br/>
sia con donazioni ai parlamentari. <a href=https://www.fdd.org/analysis/2026/05/18/netanyahu-pushes-for-us-military-aid-drawdown/>Di recente Netanyahu, in una intervista a “60 minuti”, ha affermato che Israele intende rendersi gradualmente indipendente dal finanziamento statunitense</a>. Ovviamente la dichiarazione &egrave; retorica e serve solo a raggirare quei contribuenti americani che sono stufi di finanziare le guerre sioniste. Il 18 maggio scorso sul sito della FDD un articolo rassicurava il popolo dei lobbisti pro-Israele, dimostrando che le dichiarazioni di Netanyahu sulla futura indipendenza economica e finanziaria della colonia sionista non avevano alcuna base realistica; per cui non c’&egrave; nulla da temere per il giro dei soldi tra Washington e Tel Aviv.]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1329"/>
		<issued>2026-05-21T00:05:04+01:00</issued>
		<modified>2026-05-21T00:05:04+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1329#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[IL PERICOLOSO MILITARISMO DEI GUERRIFINTI]]></title>
		<id>http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1328</id>
		<created>2026-05-14T00:05:38+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Abbiamo appena scoperto che l’amministrazione Trump ha attaccato l’Iran perch&eacute; non si aspettava di dover sostenere una vera guerra. Il fatto pu&ograve; sembrare strano per una amministrazione che aveva appena ribattezzato il dipartimento della Difesa in dipartimento della Guerra; ma strano non &egrave;, infatti vale lo schema per cui meno ci credi e pi&ugrave; la spari grossa, cio&egrave; si esagera per autosuggestionarsi cos&igrave; da suggestionare gli altri. Al di l&agrave; dei suoi intendimenti, uno come Trump &egrave; sempre stato un abitante dello spot neocon, dato che comunica per iperboli e agisce per rilanci e bluff. Il bullimperialismo USA non ha strategia, ma si riduce ad uno schema comportamentale.<br/>
Lo schema &egrave; rintracciabile in altri contesti, anche nella comunicazione di persone che affermano di disprezzare Trump, o addirittura, come Carlo Calenda, lo accusano di essere un asset russo. Calenda &egrave; generalmente considerato un imbecille, e ci&ograve; porta a sottovalutare quello che dice, o a replicargli in base a qualche luogo comune edificante. Nella vicenda della tentata censura ai danni degli artisti russi alla Biennale di Venezia, molti commentatori hanno reagito alla censura come se stessero giocando la partita del cuore, appellandosi alla libert&agrave; di espressione e alla libert&agrave; della cultura; tutte cose mitiche, mai esistite da nessuna parte. Se si fosse invece prestata attenzione alle <a href=https://www.lamescolanza.com/2026/03/13/carlo-calenda-critica-la-scelta-di-aprire-il-padiglione-russo-alla-biennale-un-insulto-agli-ucraini-secondo-buttafuoco/>tesi di Calenda</a>, si sarebbe individuato il vero bandolo della questione, cio&egrave; il trucco di dilatare a tal punto il concetto di guerra da poterci infilare tutto e il contrario di tutto. Si parla tanto di pacifinti, ma ci sono soprattutto i guerrifinti come Calenda, cio&egrave; quelli che possono interpretare la parte degli indomiti combattenti sempre in trincea, sparando per&ograve; a bersagli comodi e inermi come gli atleti handicappati russi, o i gatti russi o gli artisti russi; oppure, meglio ancora, i “putiniani”, cio&egrave; praticamente chiunque. Quando invece si tratta di rischiare di morire sul serio, allora ci si manda gli ucraini; magari pagando qualcuno per dare la caccia ai renitenti alla leva che si nascondono nelle cantine.<br/>
Il militarismo dei guerrifinti &egrave; comunque pericoloso, poich&eacute; &egrave; basato sul presupposto che la controparte stia al gioco e che non reagisca mai alle provocazioni. Finora ha funzionato, dato che Putin e soci hanno confinato il confronto militare con la NATO al solo territorio ucraino; ma non &egrave; detto che sia cos&igrave; per sempre. Il militarismo dei guerrifinti &egrave; pericoloso anche perch&eacute; crea un’industria degli armamenti funzionale agli arricchimenti delle cosche d’affari e disfunzionale alla vera guerra. L’ipertrofia finanziaria dell’industria degli armamenti alimenta con i suoi spot un’illusione di potenza che conduce a gettarsi irresponsabilmente in avventure belliche in base all’erroneo presupposto che si tratti di brevi passeggiate. Gli USA hanno speso centinaia di miliardi di dollari per delle portaerei che si stanno rivelando inadatte e inutili per la guerra moderna. L’Italietta non &egrave; affatto immune da questa sindrome. Nel nostro paese alligna una delle pi&ugrave; importanti industrie delle armi in Europa, cio&egrave; Leonardo SpA, di cui il governo detiene la quota azionaria di controllo. Come al solito, gli eccessi retorici indicano che qualcosa non torna. <a  href=https://www.leonardo.com/it/news-and-stories-detail/-/detail/il-futuro-si-costruisce-in-classe>Leonardo SpA ha invaso il settore dell’istruzione</a> non solo per razziare i fondi pubblici dell’Alternanza Scuola-Lavoro, ma anche per trasformare l’istruzione in un grande palcoscenico nel quale mandare in onda lo spot della “innovazione”.<br/><br/>
Nel 2024, insieme con Unicredit, Banco BPM, ENEL Italia e Autostrade per l’Italia, la Leonardo ha messo su una <a href=https://www.mim.gov.it/-/nasce-la-fondazione-per-la-scuola-italiana>Fondazione per la Scuola Italiana</a>. Si tratta ovviamente della solita non profit esentasse, che dovrebbe raccogliere finanziamenti privati da investire nell’istruzione in collaborazione col Ministero; infatti il ministro Valditara ha ufficialmente benedetto la Fondazione e la relativa partnership tra pubblico e privato. Sembra tutto idilliaco, ma il problema &egrave; che i privati fanno la Formazione Scuola-Lavoro riscuotendo a loro volta dei fondi pubblici; soldi che dovrebbero essere tassati, dato che figurano come pagamento di un servizio. Ma, attraverso il non profit, si crea un meccanismo di immunizzazione fiscale. Gli appassionati di fantadidattica disputano tra loro, dividendosi tra chi &egrave; convinto che l’istruzione pubblica sia andata in malora per colpa del buonismo e dell’inclusione, oppure chi sostiene che non si &egrave; stati capaci di includere abbastanza; ci&ograve; senza considerare che ormai siamo in piena cleptocrazia, quindi tutte le istituzioni pubbliche (ivi comprese le magistrature civili, penali, amministrative e contabili) vengono svuotate della loro funzione originaria e riconvertite a lobby d’affari, trasversali al pubblico e al privato. <br/>
Negli USA si sono accorti in parecchi che Trump fa dichiarazioni ai media in tempi e modi che consentono ai suoi complici di speculare in Borsa con l’insider trading. Certe manifestazioni di arroganza cleptocratica non sono per&ograve; esclusive degli USA. Le cosiddette “startup” sono nuove aziende che nascono col pretesto di qualche business attorno a presunte tecnologie innovative; e proprio questa estemporaneit&agrave; le rende particolarmente adatte al riciclaggio di denaro sporco. Ma ancora pi&ugrave; interessante &egrave; <a href=https://www.startupbusiness.it/startup-crash-bio-on-la-theranos-italiana/28123/>l’uso delle startup per manipolare il mercato azionario</a>; infatti &egrave; facilissimo gonfiare il valore di una startup se questa accredita la propria nascita in base a promesse di innovazione tecnologica; promesse che poi si rivelano del tutto fumose.<br/>
Un altro espediente per gonfiare artificialmente il valore delle startup consiste nel conferirgli pubblici riconoscimenti con premi prestigiosi. Manco a dirlo, proprio Leonardo SpA &egrave; specializzata in questo tipo di operazioni di pubbliche relazioni (qualcuno direbbe: manipolazione del mercato). <a href=https://www.comitatoleonardo.it/it/premi/premio-speciale-start-up/>Esiste un Premio Leonardo Startup</a> che conferisce riconoscimenti ad aziende nate da poco. Ovviamente questi riconoscimenti gonfiano il valore azionario delle startup premiate; oltretutto chi sapesse in anticipo quali siano le startup insignite dell’ambito premio Leonardo, potrebbe utilizzare l’informazione per comprarne le azioni appena prima che ne lieviti il valore.<br/>
Ringraziamo Mario C. Passatempo]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1328"/>
		<issued>2026-05-14T00:05:38+01:00</issued>
		<modified>2026-05-14T00:05:38+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<wfw:comments>http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1328#commenti</wfw:comments>
	</entry>
</feed>