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	<title>C.O.M.I.D.A.D.</title>
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		<title><![CDATA[ IL FUORVIANTE ACCOSTAMENTO TRA ISRAELE E LA GERMANIA NAZISTA]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Non c’&egrave; alcuna contraddizione nel fatto che in democrazia si ricorra sempre pi&ugrave; spesso a legislazioni che limitano la libert&agrave; di parola. La democrazia reale consiste in un costoso apparato di pubbliche relazioni, perci&ograve; risulta consequenziale che il controllo della narrazione diventi prioritario, tanto che spesso viene confuso col controllo dei dati di fatto. Va anche osservato che durante il medioevo e nella successiva epoca dell’assolutismo c’era un po’ pi&ugrave; di attenzione alla logica, quindi si preferiva zittire il dissenso con escamotage giuridici o con soluzioni extragiudiziali, in modo da evitare di incorrere nell’ingiunzione paradossale contenuta in una storiella molto popolare fino a qualche decennio fa: “Non pensare agli orsi bianchi”. Magari uno non ci aveva mai pensato in vita sua, ma, una volta che &egrave; arrivato questo comando, non si potr&agrave; pi&ugrave; fare a meno di pensare agli orsi bianchi.<br/>
<a href=https://www.agi.it/politica/news/2026-03-04/ddl-antisemitismo-dichiarazione-ihra-35941942/>Il DDL contro l’antisemitismo approvato in senato</a> lo scorso 5 marzo incorre esattamente nel paradosso del pubblicizzare proprio le tesi che si vorrebbe proibire, come il negare il diritto all’esistenza di Israele. Questo divieto diventa un modo per mettere la pulce nell’orecchio a tanti che finora avevano pensato che l’ovvia soluzione del conflitto israelo-palestinese fosse quella dei “due popoli, due Stati”. Ci sono anche altri paradossi innescati da questo divieto. Nel caso che il DDL contro l’antisemitismo venga approvato in via definitiva, chiunque volesse negare il diritto all’esistenza di Israele potrebbe richiamare questa tesi citando proprio la legge che la proibisce. Un altro paradosso &egrave; che non si pu&ograve; pi&ugrave; negare il diritto di Israele a esistere, ma risulta invece ancora lecito negare il diritto all’esistenza di tutti gli altri Stati, compresi quelli che vietano ai loro cittadini di negare il diritto di Israele ad esistere.<br/>
Un’altra delle tesi vietate dal DDL riguarda l’accostamento di Israele alla Germania nazista, per cui Israele sarebbe l’unico paese a cui non si possa applicare la “reductio ad Hitlerum”, senza la quale oggi risulta quasi impossibile parlare. Beninteso, la “reductio ad Hitlerum” pu&ograve; trovare fondamento nel fatto che il potere procede per stratificazioni, per cui nessun regime viene mai completamente superato. Lo stesso nazismo non fu un prodotto originale, bens&igrave; eredit&ograve; tecniche coloniali britanniche, come i campi di concentramento; ed anche le biopolitiche gi&agrave; applicate negli USA e nei paesi scandinavi nel corso degli anni’ 20, come la sterilizzazione dei malati di mente. In questo senso si pu&ograve; dire che il fascismo ed il nazismo non possono tornare perch&eacute; non se ne sono mai andati; cos&igrave; come non se ne sono mai del tutto andati neppure il feudalesimo e l’assolutismo. Ci&ograve; non toglie che l’accostamento tra Israele e la Germania nazista sia effettivamente fuorviante. La Germania nazista era un paese economicamente e militarmente indipendente; intrattenne molteplici collaborazioni con multinazionali americane, ma furono l’industria tedesca e, soprattutto, il fisco tedesco a reggere lo sforzo bellico ed anche le pratiche di sterminio e genocidio. Israele invece pu&ograve; commettere i suoi crimini solo grazie al contribuente americano, che &egrave; quello che da decenni gli garantisce flussi di armamenti e di finanziamenti. <a href=https://www.cfr.org/articles/us-aid-israel-four-charts>Del resto i dati a riguardo sono del tutto pubblici e dichiarati</a>.<br/><br/>
In questo senso &egrave; persino pleonastico parlare di lobby israeliana, poich&eacute; Israele stesso &egrave; una lobby, cio&egrave; non pu&ograve; fare a meno di diramarsi in altri paesi e condizionarne la politica. Anche in questo caso non c’&egrave; nulla di segreto o di riservato. Dal 2024 in Italia abbiamo una nostra versione locale dell’AIPAC statunitense, cio&egrave; la <a href=https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2024/02/07/nasce-elnet-italia-per-promuovere-il-dialogo-con-israele_482453ff-acae-4203-9639-a0e074b6e6dd.html>ELNET (European Leadership Network)</a>, la cui “mission” ufficiale &egrave; quella di “allevare” i politici italiani a ritenere indispensabile il rapporto con Israele. In questa opera educativa nei confronti dei nostri parlamentari rientrano i viaggi in Israele ed i soggiorni in hotel di lusso.<br/>
Il lobbying &egrave; un sistema di corruzione, cio&egrave; crimine organizzato, ma si avvale di un livello legale che, oltre alla lobby propriamente detta, si estende alla forma della ONG o della fondazione non profit. <a href=https://elnetwork.eu/elnet-emergency-matching-challenge/>Le donazioni ad ELNET sono infatti deducibili dalle tasse, sono quindi equiparate alla beneficenza</a>. Ogni emergenza, come quella del 7 ottobre, ha ovviamente incrementato le donazioni. Il lobbying non &egrave; uno strumento neutro che possa essere ugualmente utilizzato per fini diversi. Il lobbying &egrave; intrinsecamente bellicista ed emergenzialista, poich&eacute; soltanto guerre ed emergenze possono mobilitare denaro velocemente allentando i controlli. Lo Stato come soggetto politico-istituzionale rimane una chimera, perci&ograve; esso si riduce a una finzione giuridica che dovrebbe conferire sintesi ad un coacervo di apparati, a loro volta disomogenei e disfunzionali al proprio interno. La lobby invece &egrave; un dispositivo automatico direzionato ad un unico scopo, cio&egrave; mobilitare denaro; quindi le lobby sono i veri attori in campo.<br/>
L’emergenza cronica attira verso Israele sempre pi&ugrave; fondi; d’altra parte se da un lato la condizione di continua insicurezza attira fondi, dall’altro lato questa stessa insicurezza non rende conveniente reinvestire tutto in Israele. Accade cos&igrave; che i fondi esteri che vanno verso Israele, tornano all’estero come investimenti israeliani. <a href=https://www.energiaitalia.news/news/solare/israele-investe-in-italia-progetti-agro-fotovoltaici-da-300-mw/16800/>La Puglia, la Sicilia e la Toscana sono coinvolte in questi investimenti israeliani</a>, che riguardano non solo il settore immobiliare, ma anche l’agricoltura e l’energia fotovoltaica. La disponibilit&agrave; finanziaria degli investitori israeliani determina un divario di potenza nei confronti della popolazione locale, e quindi oggettivamente un processo di colonizzazione.<br/>
Ringraziamo Mario C. “Passatempo”]]></content>
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		<title><![CDATA[DAL BUCO NERO DEL 41BIS STAVOLTA EMERGE UNA GALASSIA DI AFFARI]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri, nel 2023 ha contribuito a divulgare dei <a href=https://www.youtube.com/watch?v=EU9YpYg-5L8>verbali di conversazioni tra detenuti al regime dell’articolo 41bis</a>. Secondo Delmastro quei verbali dimostrerebbero la connivenza tra un detenuto per terrorismo, l’anarchico Alfredo Cospito, e dei detenuti per mafia nel contrastare il 41bis. Ora, che dei detenuti condannati per motivi diversi abbiano in comune un’avversione al regime carcerario al quale sono tutti costretti, non &egrave; una di quelle scoperte decisive nella storia dell’umanit&agrave;; anzi, pare pi&ugrave; un’ovviet&agrave;. La vera scoperta per la gran parte della pubblica opinione &egrave; stata che il regime carcerario del 41bis prevede da un lato l’isolamento dei detenuti, dall’altro lato la possibilit&agrave; di combinare i loro incontri durante le ore d’aria, tenendo anche sotto controllo le loro conversazioni. Un detenuto pi&ugrave; isolato diventa per forza di cose pi&ugrave; dipendente dai pochi incontri che gli vengono concessi con altri detenuti. Risulta quindi improprio definire il 41bis soltanto come carcere duro, poich&eacute; vi si riscontra anche una condizione di maggiore manipolabilit&agrave; del detenuto; una manipolazione che per di pi&ugrave; avviene in termini non trasparenti, poich&eacute; non &egrave; dato di sapere con quale criterio i detenuti vengano messi insieme nelle ore d’aria.<br/>
Per la divulgazione di quei verbali <a href=https://www.giurisprudenzapenale.com/2025/05/30/la-sentenza-del-tribunale-di-roma-nel-caso-delmastro-rivelazione-di-segreto-dufficio-nella-vicenda-cospito/>Delmastro ha subito una condanna in primo grado per violazione di segreti d’ufficio.</a>  In precedenza lo stesso Delmastro aveva dovuto affrontare l’indignazione di coloro che, pur approvando il regime del 41bis, ritengono politicamente scorretto esprimere <a href=https://www.youtube.com/watch?v=ENR8pbuJMB0>eccessivo compiacimento per la sua durezza e per il disagio che pu&ograve; creare ai detenuti</a>.<br/>
Purtroppo per Delmastro questi due spiacevoli episodi erano solo <a href=https://tg24.sky.it/cronaca/2026/03/20/caso-delmastro-ristorante-caroccia?card=1>la premonizione del vero martirio che lo attendeva</a>. Oggi a Delmastro si contesta la frequentazione e l’associazione in affari con una famiglia, i Caroccia, la quale, in base alle sentenze, sarebbe stata individuata come prestanome del boss di un clan di Afragola che ha trapiantato le sue attivit&agrave; dalla Campania a Roma.<br/><br/>
<a href=https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/magliana_senese_41_bis_carlino-837047.html>Il boss in questione &egrave; Michele Senese</a>. A completare il quadro e a conferire una sorta di circolarit&agrave; alla vicenda, va rilevato che il Senese &egrave; detenuto in regime di 41bis. Un sottosegretario con delega alle carceri che si &egrave; particolarmente esposto per la difesa del regime del 41bis, si ritrova oggi a dover rendere conto di rapporti con dei prestanome di un detenuto al 41bis.<br/>
La cosa pu&ograve; apparire strana solo se si dimentica che molti dei detenuti al 41bis dispongono oggettivamente di un potere contrattuale; ci&ograve; in base ai beni ed ai patrimoni in loro possesso tramite affidatari o prestanome. L’entit&agrave; di questi beni e di questi patrimoni &egrave; tale che esiste addirittura <a href=https://benisequestraticonfiscati.it/>un’agenzia di diritto pubblico, vigilata dal ministero degli Interni</a>, che &egrave; specializzata nella loro riconversione e nel loro riutilizzo. Tanto per chiarire che si tratta di vero business, occorre considerare il ruolo di aziende come Lega delle Cooperative nella gestione dei beni sequestrati.<br/>
In nome dell’ideologia emergenzialista si &egrave; giustificato per decenni un buco nero come il 41bis, quindi non ci si pu&ograve; stupire se dall’emergenza cronica emergono dei liquami. Ovviamente queste emersioni sono dovute a motivi strumentali e occasionali di faida affaristica e, di conseguenza, nulla assicura che si faccia realmente chiarezza. Altrettanto strumentale ed estemporanea appare la scelta di cacciare Delmastro dal governo e di farne un capro espiatorio della sconfitta referendaria; come se il ruolo di kamikaze del 41bis fosse l’effetto di una mera vocazione personale di Delmastro. Basterebbe un po’ di realismo per osservare che <a href=https://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/speciali/altri_speciali/la_norma_di_cui_si_parla/speciale_11_17400.html>la mancanza di trasparenza del regime del 41bis</a>, combinandosi con la disponibilit&agrave; di beni occultati da parte di detenuti mafiosi, non poteva che condurre ad esiti del genere.<br/>
A proposito degli innumerevoli affari della famiglia Caroccia, <a href=https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/cronaca/2026/03/21/grasso-indagini-in-corso-sul-caso-delmastro.-caroccia-padre-e-figlia-indagati_f4bc257f-16bd-45d9-af16-b861d5204e1a.html>l’agenzia ANSA ha riciclato il termine di “galassia”</a>; un termine che tre anni or sono fu molto inflazionato per descrivere l’ambiente anarchico da cui Cospito proveniva e di cui, secondo i media, sarebbe stato ideologo e leader. <a href=https://www.rainews.it/maratona/2026/03/crollo-in-un-casolare-al-parco-degli-acquedotti-morti-6ecd2908-5194-4f06-b632-bb320429aaae.html#62b06739-f570-4d70-8aba-a88c416ca691>Pochi giorni fa sono morti in circostanze misteriose due anarchici, Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, che a detta dei media sarebbero stati in relazione con Cospito</a>. Per definire i due anarchici morti come bombaroli ai media &egrave; bastato che gli investigatori dichiarassero che “non escludono” che i due stessero preparando un ordigno esplosivo. La storia dei bombaroli lascia quindi il tempo che trova. Come sia davvero andata, forse non lo sapremo mai. Isabelle Attard ricordava che nel periodo pi&ugrave; buio della scelta da parte di alcuni anarchici della cosiddetta “propaganda del fatto”, i morti furono meno di duecento; e ci&ograve; &egrave; bastato per screditare l’anarchismo. I milioni di morti causati dalla democrazia non fanno invece che renderla sempre pi&ugrave; amata; neppure il recente massacro delle bambine iraniane ne ha scalfito pi&ugrave; di tanto il mito. In base alla narrativa mediatica, quasi tutti gli iraniani sono felici e gioiosi per le bombe che gli piovono addosso, perch&eacute; gli portano la democrazia.]]></content>
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		<title><![CDATA[OTTANTA ANNI DI GRATITUDINE E NOVANTA GRADI DI ALIBI]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Il <a href=https://www.fanpage.it/politica/consiglio-supremo-di-difesa-con-mattarella-italia-non-entra-in-guerra-uso-basi-americane-secondo-accordi/>documento finale del Consiglio Supremo di Difesa</a> dello scorso venerd&igrave; 13 &egrave; stato oggetto di accuse ingiuste e ingenerose da parte di molti commentatori. In particolare si &egrave; rimproverato al documento di non prospettare scelte chiare. In realt&agrave;, al di l&agrave; dei rituali nonsensi della comunicazione ufficiale, il documento delinea una scelta precisa ed univoca: l’Italia entra nel conflitto, ma dichiarando di non entrarci, in modo da poter presentare la partecipazione al conflitto stesso come l’effetto inevitabile dell’aggressione russa e iraniana. Insomma, l’importante &egrave; che si possa dire: “Maestra, &egrave; stato lui a cominciare”. <br/>
La testata online “Open” svolge le funzioni di organo ideologico del Quirinale; e infatti ha gi&agrave; cominciato ad illustrare i termini della minaccia iraniana alla nostra sicurezza. Il caso in oggetto riguarda gli attacchi con <a href=https://www.open.online/2026/03/16/kuwait-base-italiana-ali-al-salem-perche/>droni contro la base aeronautica italiana di Ali Al Salem in Kuwait</a>. Il sottosegretario Mantovano, l’Ammiraglio Cavo Dragone e il generale Camporini attribuiscono gli attacchi all’Iran, il quale vorrebbe intimidirci in modo da dissuaderci dall’aiutare gli Stati Uniti e Israele. I tre intervistati quindi confermano che esiste da parte nostra l’intenzione di aiutare USA e Israele; e ci si fa anche capire che, lungi dal dissuaderci, questi attacchi rafforzeranno la nostra determinazione bellicistica. <br/>
Non sappiamo se i droni che hanno attaccato siano stati effettivamente lanciati dall’Iran oppure siano dei false flag. Sappiamo invece di un risvolto patetico, cio&egrave; che il comandante italiano della base &egrave; molto triste perch&eacute; gli <a href=https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/il-predator-italiano-distrutto-in-kuwait-usato-per-la-sorveglianza-e-ricognizione/ar-AA1YGfZ5>hanno distrutto un drone Predator di fabbricazione americana</a>, ma in forza all’aeronautica italiana. Un’altra cosa &egrave; certa, e cio&egrave; che l’attacco ha svolto una notevole funzione didascalica, dato che la stragrande maggioranza del popolo italiano non sapeva nulla del fatto che avessimo approfittato della guerra del Golfo del 1991 per piazzarci stabilmente in Kuwait insieme con gli americani, con i quali si condividono le basi; ci&ograve; senza neanche la foglia di fico giuridica di un peace keeping marca ONU. L’Italietta pacioccona si rivela ancora una volta sensibile al richiamo della foresta del caro vecchio imperialismo.<br/><br/>
Il tema dell’interesse nazionale &egrave; sempre fuorviante, poich&eacute; valuta gli eventi nell’ottica di un astratto interclassismo. Il conflitto con la Russia e le sanzioni verso di essa hanno certamente danneggiato le popolazioni europee, ma hanno entusiasmato le nostrane oligarchie affaristiche che hanno visto la possibilit&agrave; di partecipare alla spartizione della Russia. Con l’Iran non &egrave; diverso. Le oligarchie affaristiche non ragionano in termini di benessere e di crescita economica; anzi, negli schemi comportamentali delle cosche d’affari l’opportunit&agrave; del colonialismo predatorio prevale su qualsiasi altro stimolo. La guerra nel Golfo Persico comporta un disastro economico, ma anche l’appetito imperialistico di spartirsi l’Iran. Sul piano razionale i rischi non compensano i vantaggi, ma qui si tratta di comportamenti e non di ragionamenti. I ragionamenti possono semmai servire per cercarsi degli alibi o per allestire i soliti giochi delle parti. Per smascherare certe finzioni, &egrave; sufficiente constatare l’euforia bellicista che gi&agrave; pervade i media e la politica. Ora che Trump sta ordinando agli altri paesi NATO di entrare nel conflitto contro l’Iran, sembrerebbe che i “partner” gli stiano opponendo un diniego. Ma, <a href=https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/16/iran-trump-nato-stretto-hormuz>quando si tratta degli europei, il no non significa no</a>. Il cialtrone Trump per un verso fa il miles gloriosus e dall’altro lancia avvertimenti da gangster agli europei, pretendendo che, <a href=https://www.agi.it/estero/news/2026-03-11/mine-iran-golfo-stretto-hormuz-36058971/>in cambio della sua “protezione” lo aiutino a sbloccare Hormuz</a>. Non possono mancare i risvolti grotteschi: gli USA non hanno dragamine affidabili poich&eacute; la loro cantieristica navale &egrave; da tempo al disastro; ma, d’altro canto, non &egrave; neppure certo che le mine ci siano davvero, per cui la questione risulta fumosa. Non per niente ci si &egrave; infilato Macron, e infatti non si sa a fare cosa; forse a cercare pretesti e occasioni per entrare apertamente in guerra spacciandosi per l’aggredito.<br/>
Non solo gli USA, anche Israele si &egrave; buttato nell’impresa dell’attacco all’Iran senza adeguata preparazione. Ora pare che all’appello dell’IDF manchi qualcosa come <a href=https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/04/14/israele-esercito-in-crisi-piu-di-100-mila-riservisti-non-si-presentano-al-richiamo/7951995/>centomila riservisti che si rifiutano di andare a combattere Hezbollah</a>; proprio quello che, secondo i media occidentali, Israele aveva gi&agrave; eliminato nel 2024. Sembra proprio che USA e Israele diano per scontato che gli europei si faranno gradualmente coinvolgere nel conflitto contro l’Iran; e forse USA e Israele su questo non hanno torto. Per l’Europa l’approccio suprematista e colonialista non &egrave; una scelta, &egrave; un riflesso condizionato. <br/>
Alla fine l’Italietta potr&agrave; sempre giustificarsi seguendo il mistificatorio copione gi&agrave; imposto mediaticamente; un copione con le sue false opzioni e con le sue fasulle opposizioni dialettiche, che conducono tutte al medesimo risultato. Si pu&ograve; assecondare chi dice che gli USA sono i nostri principali complici … pardon, alleati; e che ci hanno occupato … pardon, liberato, ottanta anni fa. Sembra il titolo di un romanzo: ottanta anni di gratitudine. Come se la gratitudine fosse un movente consistente anche solo per otto secondi. Oppure si potr&agrave; dare retta a chi ribatte che gli USA ci hanno costretto, o che <a href=https://www.youtube.com/watch?is=TrMEmBYrwy9M1E06&v=rS3D7Yw5XFU&feature=youtu.be>ci siamo inchinati a novanta gradi</a>. Ma saranno comunque novanta gradi di alibi per il nostro colonialismo.]]></content>
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		<title><![CDATA[CROSETTO CI INSEGNA COME DIFENDERE UN PAESE CHE NON È STATO ATTACCATO]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Si richiama spesso quell’aforisma, di incerta attribuzione, secondo cui la prima vittima della guerra &egrave; la verit&agrave;. Il problema &egrave; che anche in quei rari casi in cui la verit&agrave; riesce parzialmente a scamparla, la logica non se la passa liscia comunque. Si pu&ograve; essere pietosamente comprensivi finch&eacute; si tratta dei soliti deliri del suprematismo bianco alias occidentalismo. Ad esempio: USA e Israele hanno scatenato i bombardamenti sull’Iran quando il tavolo delle trattative era ancora aperto e l’Oman, che mediava tra i delegati, si diceva ottimista sull’esito dei negoziati. L’attacco a negoziato in corso era gi&agrave; stato sperimentato nella guerra dei dodici giorni e per Israele la perfidia &egrave; sempre stata prassi consueta; i media occidentali l’hanno ogni volta presentata come componente essenziale del diritto di Israele a difendersi. I commentatori occidentali hanno perci&ograve; sottolineato l’arroganza dei dirigenti iraniani che osavano riunirsi in quei frangenti, e quindi meritavano di essere bombardati. Sono farneticazioni razziste, ma almeno sono un vaniloquio dall’inizio alla fine, per cui non c’&egrave; difetto di conseguenza.<br/>
Pi&ugrave; preoccupante &egrave; quando si esce, si rientra e si esce di nuovo dalla realt&agrave; come se nulla fosse. Pochi giorni fa i media ci avevano raccontato che un drone iraniano aveva attaccato una base britannica a Cipro. <a href=https://www.laregione.ch/estero/estero/1909038/ministro-gb-a-cipro-attacco-con-drone-non-lanciato-dall-iran#:~:text=Ministro%20Gb%20a%20Cipro%2C%20%22attacco,laRegione.ch>Lo scorso 5 marzo la notizia veniva smentita dal ministro della Difesa britannico</a>: il drone in questione non era affatto partito dall’Iran; inoltre non si riscontrava neppure alcuna conferma dell’ipotesi che il drone fosse partito dal Libano, perci&ograve; anche l’attribuzione del presunto attacco ad Hezbollah rimane del tutto aleatoria.<br/>
Dopo le prime approssimazioni informative, che parlavano genericamente di una base britannica a Cipro, anche la notizia veniva meglio contestualizzata: <a href=https://www.agi.it/estero/news/2026-03-02/akrotiri-ex-colonia-gb-ancora-sotto-sua-maesta-35894364/>quella base militare britannica non &egrave; in territorio della repubblica cipriota, bens&igrave; in territorio britannico</a>; cio&egrave; si tratterebbe di una ex (?) colonia, che per&ograve; &egrave; ancora sotto la completa sovranit&agrave; del Regno Unito, un residuo del vecchio impero britannico.<br/>
Siamo quindi di fronte ad un attacco di incerta provenienza, e che comunque non ha riguardato Cipro, ma solo il Regno Unito. Ma, visto che Cipro non &egrave; stata attaccata, cosa poteva fare il nostro governo? Ovviamente <a href=https://www.open.online/2026/03/08/fregata-marinengo-inviata-italia-cipro-cosa-puo-fare-come-e-fatta/>ha mandato la fregata “Martinengo” a difendere … Cipro</a>. La decisione &egrave; stata presa in base ad una clausola di difesa UE assolutamente inapplicabile in questo caso, dato che il Regno Unito non fa pi&ugrave; parte dell’Unione Europea. Nella loro frivola euforia bellicista, Crosetto e i suoi aedi mediatici hanno voluto fare le cose in grande, infatti non si sono limitati ad ammazzare la logica, ma hanno voluto persino fare strame del suo cadavere. L’obiettivo ufficiale della missione navale italiana sarebbe quello di “contenere l’escalation”. In realt&agrave; mandare delle navi a difendere uno Stato che non &egrave; stato attaccato, &egrave; gi&agrave; un’escalation immotivata; tanto pi&ugrave; immotivata, perch&eacute; lo Stato che risulta effettivamente attaccato (il Regno Unito), &egrave; capace benissimo di difendersi da solo. Sarebbe per&ograve; inesatto dire che non si capisce che cosa sia andata a fare la fregata “Martinengo” a Cipro, perch&eacute; due cose le sta sicuramente facendo: la prima &egrave; la vetrina per la nostra cantieristica militare; la seconda &egrave; rappresentare un bersaglio per altri attacchi false flag come quel drone inizialmente attribuito all’Iran. Se la nave venisse effettivamente colpita, ci&ograve; comporterebbe un’ulteriore escalation, e quindi anche la nostrana euforia bellicista crescerebbe a dismisura.<br/><br/>
Nel 1940 il Duce si affacci&ograve; a Palazzo Venezia e, dopo la famosa premessa retorica sull’ora segnata dal destino che batteva nel cielo della patria, afferm&ograve; esplicitamente che la dichiarazione di guerra era stata consegnata agli ambasciatori di Francia e Inghilterra. Oggi invece entriamo in guerra mentre il governo ci assicura che ne stiamo rimanendo fuori. L’ovvia considerazione &egrave; che questi sono i vantaggi della democrazia, che &egrave; appunto una tecnica di pubbliche relazioni basata sul nonsenso. Ma mentre la democrazia riguarda gli slogan, &egrave; il movimento di denaro a determinare i fatti compiuti. Crosetto pu&ograve; presentare la giustifica, poich&eacute; l’azienda di cui &egrave; lobbista, Leonardo SpA, ormai &egrave; italiana per modo di dire. Per respingere le accuse di Francesca Albanese, il CEO di Leonardo SpA, <a href=https://www.open.online/2025/09/30/leonardo-armi-israele-genocidio-cingolani/>Roberto Cingolani, ha di fatto ammesso di non avere alcun controllo sulla DRS Technologies</a>, l’azienda americana di elettronica degli armamenti di cui Leonardo SpA detiene la quota di maggioranza. La DRS a sua volta ha acquistato l’azienda israeliana Rada, che opera nello stesso settore. Cingolani riconosce tranquillamente che la sua effettiva influenza su queste aziende del gruppo Leonardo si limita alla “moral suasion”; il che, tradotto in italiano, vuol dire prendersi sberleffi ogni volta che cerchi di interloquire. Povero Cingolani: se questa era la fine che gli toccava, tanto valeva che facesse l’insegnante.<br/>
Fino all’arrivo del drone misterioso, la preoccupazione pi&ugrave; grave per i ciprioti era il crescente numero di israeliani che vi si stanno insediando. Attualmente sono pi&ugrave; di quindicimila, e questo esodo &egrave; favorito non soltanto dalla disponibilit&agrave; di soldi dei nuovi residenti, ma anche da <a href=https://www.eastjournal.net/archives/144267>meccanismi di agevolazione finanziaria-immobiliare</a>. <a href=https://bari.repubblica.it/cronaca/2025/09/24/news/costruiamo_una_colonia_in_salento_il_progetto_di_un_immobiliarista_israeliana_cerca_investitori-424867789/;>Un fenomeno analogo di colonizzazione immobiliare israeliana riguarda oggi anche la Puglia</a>; e chi conosce un po’ di storia &egrave; giustamente preoccupato, poich&eacute; si tratta degli stessi sistemi che adoperavano i sionisti in Palestina nei primi tre decenni del secolo scorso, prima di passare decisamente alla pulizia etnica. A causa della politica israeliana oggi Israele &egrave; uno dei posti pi&ugrave; insicuri del mondo, perci&ograve; il fenomeno di ricollocazione del colonialismo sionista probabilmente crescer&agrave; nei prossimi anni. Ma ci&ograve; che dimostra l’attuale escalation che investe Cipro, &egrave; che da un lato il colonialismo sionista si espande in base a motivazioni (o pretesti) di sicurezza, ma dall’altro lato non fa altro che esportare insicurezza e destabilizzazione. Non ci sarebbe quindi da sorprendersi se da un momento all’altro arrivassero droni anche in Puglia.]]></content>
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