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	<title>C.O.M.I.D.A.D.</title>
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		<title><![CDATA[CROSETTO CI INSEGNA COME DIFENDERE UN PAESE CHE NON È STATO ATTACCATO]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Si richiama spesso quell’aforisma, di incerta attribuzione, secondo cui la prima vittima della guerra &egrave; la verit&agrave;. Il problema &egrave; che anche in quei rari casi in cui la verit&agrave; riesce parzialmente a scamparla, la logica non se la passa liscia comunque. Si pu&ograve; essere pietosamente comprensivi finch&eacute; si tratta dei soliti deliri del suprematismo bianco alias occidentalismo. Ad esempio: USA e Israele hanno scatenato i bombardamenti sull’Iran quando il tavolo delle trattative era ancora aperto e l’Oman, che mediava tra i delegati, si diceva ottimista sull’esito dei negoziati. L’attacco a negoziato in corso era gi&agrave; stato sperimentato nella guerra dei dodici giorni e per Israele la perfidia &egrave; sempre stata prassi consueta; i media occidentali l’hanno ogni volta presentata come componente essenziale del diritto di Israele a difendersi. I commentatori occidentali hanno perci&ograve; sottolineato l’arroganza dei dirigenti iraniani che osavano riunirsi in quei frangenti, e quindi meritavano di essere bombardati. Sono farneticazioni razziste, ma almeno sono un vaniloquio dall’inizio alla fine, per cui non c’&egrave; difetto di conseguenza.<br/>
Pi&ugrave; preoccupante &egrave; quando si esce, si rientra e si esce di nuovo dalla realt&agrave; come se nulla fosse. Pochi giorni fa i media ci avevano raccontato che un drone iraniano aveva attaccato una base britannica a Cipro. <a href=https://www.laregione.ch/estero/estero/1909038/ministro-gb-a-cipro-attacco-con-drone-non-lanciato-dall-iran#:~:text=Ministro%20Gb%20a%20Cipro%2C%20%22attacco,laRegione.ch>Lo scorso 5 marzo la notizia veniva smentita dal ministro della Difesa britannico</a>: il drone in questione non era affatto partito dall’Iran; inoltre non si riscontrava neppure alcuna conferma dell’ipotesi che il drone fosse partito dal Libano, perci&ograve; anche l’attribuzione del presunto attacco ad Hezbollah rimane del tutto aleatoria.<br/>
Dopo le prime approssimazioni informative, che parlavano genericamente di una base britannica a Cipro, anche la notizia veniva meglio contestualizzata: <a href=https://www.agi.it/estero/news/2026-03-02/akrotiri-ex-colonia-gb-ancora-sotto-sua-maesta-35894364/>quella base militare britannica non &egrave; in territorio della repubblica cipriota, bens&igrave; in territorio britannico</a>; cio&egrave; si tratterebbe di una ex (?) colonia, che per&ograve; &egrave; ancora sotto la completa sovranit&agrave; del Regno Unito, un residuo del vecchio impero britannico.<br/>
Siamo quindi di fronte ad un attacco di incerta provenienza, e che comunque non ha riguardato Cipro, ma solo il Regno Unito. Ma, visto che Cipro non &egrave; stata attaccata, cosa poteva fare il nostro governo? Ovviamente <a href=https://www.open.online/2026/03/08/fregata-marinengo-inviata-italia-cipro-cosa-puo-fare-come-e-fatta/>ha mandato la fregata “Martinengo” a difendere … Cipro</a>. La decisione &egrave; stata presa in base ad una clausola di difesa UE assolutamente inapplicabile in questo caso, dato che il Regno Unito non fa pi&ugrave; parte dell’Unione Europea. Nella loro frivola euforia bellicista, Crosetto e i suoi aedi mediatici hanno voluto fare le cose in grande, infatti non si sono limitati ad ammazzare la logica, ma hanno voluto persino fare strame del suo cadavere. L’obiettivo ufficiale della missione navale italiana sarebbe quello di “contenere l’escalation”. In realt&agrave; mandare delle navi a difendere uno Stato che non &egrave; stato attaccato, &egrave; gi&agrave; un’escalation immotivata; tanto pi&ugrave; immotivata, perch&eacute; lo Stato che risulta effettivamente attaccato (il Regno Unito), &egrave; capace benissimo di difendersi da solo. Sarebbe per&ograve; inesatto dire che non si capisce che cosa sia andata a fare la fregata “Martinengo” a Cipro, perch&eacute; due cose le sta sicuramente facendo: la prima &egrave; la vetrina per la nostra cantieristica militare; la seconda &egrave; rappresentare un bersaglio per altri attacchi false flag come quel drone inizialmente attribuito all’Iran. Se la nave venisse effettivamente colpita, ci&ograve; comporterebbe un’ulteriore escalation, e quindi anche la nostrana euforia bellicista crescerebbe a dismisura.<br/><br/>
Nel 1940 il Duce si affacci&ograve; a Palazzo Venezia e, dopo la famosa premessa retorica sull’ora segnata dal destino che batteva nel cielo della patria, afferm&ograve; esplicitamente che la dichiarazione di guerra era stata consegnata agli ambasciatori di Francia e Inghilterra. Oggi invece entriamo in guerra mentre il governo ci assicura che ne stiamo rimanendo fuori. L’ovvia considerazione &egrave; che questi sono i vantaggi della democrazia, che &egrave; appunto una tecnica di pubbliche relazioni basata sul nonsenso. Ma mentre la democrazia riguarda gli slogan, &egrave; il movimento di denaro a determinare i fatti compiuti. Crosetto pu&ograve; presentare la giustifica, poich&eacute; l’azienda di cui &egrave; lobbista, Leonardo SpA, ormai &egrave; italiana per modo di dire. Per respingere le accuse di Francesca Albanese, il CEO di Leonardo SpA, <a href=https://www.open.online/2025/09/30/leonardo-armi-israele-genocidio-cingolani/>Roberto Cingolani, ha di fatto ammesso di non avere alcun controllo sulla DRS Technologies</a>, l’azienda americana di elettronica degli armamenti di cui Leonardo SpA detiene la quota di maggioranza. La DRS a sua volta ha acquistato l’azienda israeliana Rada, che opera nello stesso settore. Cingolani riconosce tranquillamente che la sua effettiva influenza su queste aziende del gruppo Leonardo si limita alla “moral suasion”; il che, tradotto in italiano, vuol dire prendersi sberleffi ogni volta che cerchi di interloquire. Povero Cingolani: se questa era la fine che gli toccava, tanto valeva che facesse l’insegnante.<br/>
Fino all’arrivo del drone misterioso, la preoccupazione pi&ugrave; grave per i ciprioti era il crescente numero di israeliani che vi si stanno insediando. Attualmente sono pi&ugrave; di quindicimila, e questo esodo &egrave; favorito non soltanto dalla disponibilit&agrave; di soldi dei nuovi residenti, ma anche da <a href=https://www.eastjournal.net/archives/144267>meccanismi di agevolazione finanziaria-immobiliare</a>. <a href=https://bari.repubblica.it/cronaca/2025/09/24/news/costruiamo_una_colonia_in_salento_il_progetto_di_un_immobiliarista_israeliana_cerca_investitori-424867789/;>Un fenomeno analogo di colonizzazione immobiliare israeliana riguarda oggi anche la Puglia</a>; e chi conosce un po’ di storia &egrave; giustamente preoccupato, poich&eacute; si tratta degli stessi sistemi che adoperavano i sionisti in Palestina nei primi tre decenni del secolo scorso, prima di passare decisamente alla pulizia etnica. A causa della politica israeliana oggi Israele &egrave; uno dei posti pi&ugrave; insicuri del mondo, perci&ograve; il fenomeno di ricollocazione del colonialismo sionista probabilmente crescer&agrave; nei prossimi anni. Ma ci&ograve; che dimostra l’attuale escalation che investe Cipro, &egrave; che da un lato il colonialismo sionista si espande in base a motivazioni (o pretesti) di sicurezza, ma dall’altro lato non fa altro che esportare insicurezza e destabilizzazione. Non ci sarebbe quindi da sorprendersi se da un momento all’altro arrivassero droni anche in Puglia.]]></content>
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		<title><![CDATA[LA GUERRA SANTA TRA IL PARADISO ISLAMICO E IL PARADISO FISCALE]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[LA GUERRA SANTA TRA IL PARADISO ISLAMICO E IL PARADISO FISCALE
Il buffo caso del ministro Guido Crosetto, bloccato a Dubai dai missili iraniani, rischia di essere sottovalutato proprio a causa della sua comicit&agrave;. Ovviamente non ha alcun senso recriminare sul fatto che il governo italiano non fosse stato preavvertito dell’attacco all’Iran da parte del cosiddetto alleato USA o dal cosiddetto alleato israeliano, poich&eacute; questo era un dato scontato. Il punto &egrave; che erano di pubblico dominio sia l’eventualit&agrave; di un imminente attacco, sia il coinvolgimento nel conflitto di tutti i paesi del Golfo che ospitano basi statunitensi, visto che l’Iran lo aveva pi&ugrave; volte preannunciato. Era inoltre probabile che, rispetto allo scorso anno, il contrattacco iraniano partisse dopo pochi minuti, e non a molte ore dall’attacco israelo-americano, come invece era accaduto nel giugno scorso. Si deve quindi constatare che il nostro ministro della Difesa ha mancato a qualsiasi norma di prudenza e di buonsenso; tanto pi&ugrave; incauto perch&eacute; a Dubai ci aveva spedito anche la famiglia. Il ministro quindi non pu&ograve; pretendere che questa vicenda passi come una sua questione privata. Se Crosetto non ritiene di dare lui le dovute spiegazioni, star&agrave; agli altri cercarle. Crosetto &egrave; notoriamente un consulente del maggior appaltatore del ministero della Difesa, Leonardo SpA, che &egrave; presente in tutte le edizioni di quella grande vetrina delle armi che &egrave; l’Airshow che si svolge a Dubai. In base alle informazioni fornite dal sito della stessa azienda, sappiamo che dal novembre dello scorso anno <a href=https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/economia/2025/11/18/leonardo-pronti-ad-una-presenza-industriale-negli-emirati_d746361c-f664-4fee-9cf6-0dd403584a9a.html>Leonardo SpA sta allestendo un insediamento industriale negli Emirati Arabi Uniti</a>, insieme con investitori locali. Nulla di strano perci&ograve; che il ministro della Difesa Crosetto fosse a Dubai in veste informale per fornire i suoi buoni uffici per la conclusione del mega-affare. Se bisognava poi fornire una copertura al carattere ufficioso e riservato della missione d’affari di Crosetto, non appare tanto strana neppure la presenza della sua famiglia, a conferire l’apparenza di una vacanza.<br/>
Chi pensasse che Crosetto stesse a Dubai a gestire il flusso dei soldi, sarebbe fuori strada. In realt&agrave; &egrave; il flusso di soldi a gestire Crosetto. Se si sta in quel giro, non ci si pu&ograve; tirare indietro. In tutta la vicenda di questa assurda guerra, l’unico elemento costante &egrave; il flusso dei soldi. Uno dei maggiori donatori alle campagne elettorali di Donald Trump &egrave; <a href=<https://ejewishphilanthropy.com/miriam-adelson-on-publicly-giving-if-i-gave-my-name-others-would-donate-so-we-surrendered/>Miriam Adelson. Questa signora &egrave; un interessante ibrido mitologico</a>, poich&eacute; combina le caratteristiche di “imprenditore del gioco d’azzardo” (cio&egrave; proprietaria di casin&ograve;) e di “filantropo”, in quanto gestisce un giro di donazioni per organizzazioni non profit di “beneficenza” a favore degli insediamenti di coloni israeliani in Cisgiordania. Pare che il missilino iraniano che sabato scorso ha beccato nove coloni israeliani, abbia bruscamente interrotto proprio una riunione di beneficenza; il che confermerebbe ci&ograve; che dice Trump sulla malvagit&agrave; del regime iraniano. Ora, cosa hanno in comune il gioco d’azzardo e la beneficenza? Hanno in comune il fatto di essere strumenti privilegiati di riciclaggio di denaro, in quanto consentono entrambi di spostare grosse somme di denaro senza la pezza d’appoggio della fornitura di una merce o di un servizio a giustificare la transazione. Rispetto al gioco d’azzardo, la beneficenza ha pi&ugrave; virt&ugrave;, infatti si avvantaggia dell’immunit&agrave; fiscale.<br/><br/>
A conferma del fatto che Miriam Adelson non rappresenta un esempio isolato ma, al contrario, &egrave; l’esponente di uno schema ricorrente e consolidato, c’&egrave; il caso di un altro proprietario di casin&ograve; e filantropo, Irving Moskowitz, anche lui benefattore e donatore degli insediamenti dei coloni israeliani in Cisgiordania. <a href=https://www.timesofisrael.com/irving-moskowitz-us-jewish-philanthropist-dies-at-88/>Il quotidiano “Times of Israel” ha celebrato con toni accorati e nostalgici la memoria dell’illustre biscazziere/benefattore prematuramente scomparso</a> a soli ottantotto anni. Impressionante come siano commoventi i soldi.<br/>
<a href=https://www.courthousenews.com/adelson-others-face-34b-suit-over-israel-settlements/>Alcune organizzazioni palestinesi hanno obiettato</a> che questo palese e sfacciato giro di evasione fiscale e di riciclaggio di denaro va a finanziare l’apartheid e il genocidio in Cisgiordania, perci&ograve; non potrebbe essere considerato beneficenza. Ma &egrave; una questione di punti di vista.<br/>
Mentre gli sciiti retrogradi e oscurantisti aspirano al paradiso islamico, i sionisti si fabbricano il loro paradiso fiscale, costituito dalle non profit. In questi giorni una pattuglia di iraniani di mestiere fa la spola tra le citt&agrave; italiane per pregare di bombardare l’Iran in nome della libert&agrave;. Insomma, le bombe dovrebbero cadere l&igrave;, ma intanto questi “iraniani” se ne starebbero al sicuro qui; solo i nostri media non notano la stranezza della cosa. Ovviamente per la gran parte degli iraniani la vera minaccia &egrave; esistenziale, poich&eacute; non si tratta della fine del regime clepto-clericale, bens&igrave; di quello che &egrave; il vero obiettivo israeliano, cio&egrave; la balcanizzazione, la dissoluzione dell’Iran in tante entit&agrave; tribali in perenne conflitto tra loro; insomma, un'altra Siria, un'altra Libia. Ma per Israele preservare il flusso di denaro &egrave; altrettanto esistenziale. Qui infatti non si tratta di scelte da ponderare caso per caso in base al grado di consapevolezza e alla volont&agrave;: se stai nel giro del denaro, per te la pace rappresenta una minaccia esistenziale, perch&egrave; soltanto se la sopravvivenza di Israele &egrave; continuamente messa in pericolo da Israele stesso, si riesce a mobilitare una tale quantit&agrave; di soldi. La narrativa occidentalista ci fa credere che la minaccia alla pace provenga dal mitico dittatore pazzo, e forse invece il problema &egrave; il donatore pazzo. Infatti <a href=https://cividata.org/en/israel/>le ONG non profit che veicolano soldi verso Israele, proliferano come metastasi</a>. Sono centinaia e centinaia; e non si riesce nemmeno ad aggiornare il loro numero poich&eacute; se ne aggiungono sempre di nuove.]]></content>
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		<title><![CDATA[IL SOVRANISMO AUTOCOLONIALE]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Ha suscitato imbarazzo il fatto che all’ultima conferenza per la sicurezza di Monaco il segretario di Stato USA, Marco Rubio, abbia riciclato il concetto di colonialismo indicandolo come valore da recuperare. A parte le ovvie considerazioni sull’inconsistenza di Rubio (un personaggio degno di nota solo per essere cognato di un narcotrafficante), va anche detto che, al di l&agrave; delle ipocrisie ufficiali, il colonialismo non &egrave; mai tramontato. Sono state in parte superate le forme dirette di colonialismo, per&ograve; con la rilevantissima eccezione della colonia sionista in Medio Oriente. Il colonialismo di stampo ottocentesco &egrave; stato in gran parte superato non per eccesso di bont&agrave; da parte occidentale, come vorrebbe far credere Rubio, bens&igrave; a causa del costo eccessivo che comporta l’occupazione dei territori.<br/>
Lo stesso concetto di “Occidente” non &egrave; altro che un eufemismo che sta ad indicare il suprematismo e il colonialismo delle trib&ugrave; bianche su quelle di colore. C’&egrave; una tendenza a “sinistra” a immaginarsi un occidentalismo scevro da implicazioni razziste e colonialiste, ma purtroppo non si pu&ograve; maneggiare il concetto di Occidente senza prendersi tutto il pacchetto. Si &egrave; avuto un ulteriore riscontro di questa concezione suprematista e tribale <a href=https://ilmanifesto.it/archivio/2003180414>nel 2011, quando Rossana Rossanda ci inform&ograve;</a> che, non potendo essere considerato nostro amico, Gheddafi andava eliminato. Insomma, o con noi o contro di noi. Certo, la Rossanda si premur&ograve; di precisare che sarebbe stato preferibile eliminare Gheddafi senza un intervento militare, ma alla fine bisogna accontentarsi di quello che passa il convento. I mentecatti come Trump e Rubio dicono le scurrilit&agrave; gi&agrave; dall’incipit del loro discorso, e quindi si fanno sgamare subito; mentre con gli intellettuali di “sinistra”, come Rossanda e Flores d’Arcais, occorre aspettare qualche frase, ma alla fine l’esito &egrave; sempre quello. <br/>
Il cosiddetto diritto internazionale e le istituzioni sovranazionali sono considerati un patrimonio della civilt&agrave; occidentale, e infatti si sta parlando di strumenti del colonialismo o dell’autocolonialismo. Giorgia Meloni &egrave; stata giustamente sbertucciata per aver riconfermato l’aurea regola per la quale la missione segreta di ogni sovranista &egrave; la propria sottomissione. Ma, per quanto sia ripugnante che la Meloni vada a strisciare ogni volta alla corte dell’inquilino di turno alla Casa Bianca, neanche si pu&ograve; seriamente <a href=https://lespresso.it/c/politica/2026/1/20/meloni-board-peace-gaza-trump-partecipazione-italia-articolo-11-costituzione/59360>invocare l’articolo 11 della Costituzione</a> (secondo il quale ogni cessione di sovranit&agrave; andrebbe fatta in condizioni paritarie con gli altri paesi), come argomento per sostenere che non si pu&ograve; partecipare al Board of Peace di Trump. <br/><br/>
A parte il fatto che con un ministro degli Esteri come Tajani non puoi mica pretendere di partecipare al Congresso di Vienna, il vero problema &egrave; che il concetto di sovranit&agrave; risulta farlocco e funzionale ad operazioni surrettizie di autocolonialismo. Si parla di sovranit&agrave; soltanto in funzione della sua cessione senza condizioni; infatti le cessioni di sovranit&agrave; da parte dell’Italia in relazioni non paritarie sono gi&agrave; state fatte. L’ONU non &egrave; un’organizzazione paritaria, in quanto vi sono cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, i soli cinque dotati del diritto di veto: USA, Russia, Cina, Francia e Regno Unito; cio&egrave; i paesi vincitori della seconda guerra mondiale. Kaja Kallas non sapeva che la Cina &egrave; tra i paesi vincitori della seconda guerra mondiale e per questo &egrave; membro permanente del Consiglio di Sicurezza, ma va scusata perch&eacute; proprio quel giorno che se ne parlava ha fatto assenza alla lezione di educazione civica. Si dir&agrave; che l’ONU conta molto relativamente. S&igrave;, ma l’ONU serve a dare legittimit&agrave; e vernice giuridica ad agenzie coloniali molto pi&ugrave; potenti, come il Fondo Monetario Internazionale, che &egrave; appunto un’agenzia specializzata e autonoma dell’ONU, ma con sede a Washington e non a New York. Il FMI &egrave; creditore di centinaia di paesi e controlla l’economia dell’Africa e dell’America Latina; e persino dell’Europa, e infatti &egrave; parte (insieme con la Commissione europea e la BCE) della famigerata Troika che pu&ograve; commissariare per debiti tutti i paesi dell’UE. Mentre all’ONU ci sono cinque paesi con diritto di veto, nel FMI ce n’&egrave; uno solo con questa prerogativa; ovviamente si tratta degli USA, che, detenendo per statuto una quota di partecipazione superiore al 15%, possono bloccare ogni decisione sgradita, dato che per passare richiederebbe pi&ugrave; dell’85%. <a href=https://www.cadtm.org/IMF-Fake-Good-News>La continua invocazione dell’articolo 11 ricorda quindi la chiusura della stalla quando i buoi non ci sono mai stati</a>.]]></content>
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		<title><![CDATA[MENTRE IN ITALIA SI È ANCORA ALLA FAIDA TRA POLITICA E PROCURE, NEGLI USA LA CORRUZIONE È GIÀ LEGALIZZATA]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Nel febbraio del 2022 il conflitto tra NATO e Russia tramite Ucraina ha bruscamente interrotto il grande esperimento di business emergenziale, ed anche di grandeur nazionale dell’Italietta: il green pass. Venduto alla politica e all’opinione pubblica come un avveniristico strumento di controllo sociale, il green pass consisteva in effetti in una regressione ai lasciapassare interni da Ancien R&eacute;gime e alla cara vecchia tessera del Fascio. Il green pass era gestito dalla Sogei, una SpA posseduta interamente dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Circa un anno e mezzo fa <a href=https://www.ilpost.it/2025/03/21/lex-direttore-generale-di-sogei-paolino-iorio-ha-patteggiato-una-pena-di-tre-anni-per-corruzione/>il direttore generale della Sogei &egrave; stato arrestato in flagranza di reato</a> mentre percepiva una tangente di quindicimila euro da un imprenditore. Nelle perquisizioni dell’appartamento del direttore generale della Sogei sono stati trovati altri centomila euro in contanti. L’episodio &egrave; rimarchevole per la scarsa entit&agrave; delle cifre in gioco e per il metodo trogloditico della bustarella con il quale la corruzione veniva esercitata; il che contribuisce ulteriormente a smantellare il mitico alone futuristico-distopico costruito attorno alla Sogei nel 2021.<br/>
La criminalit&agrave; dei colletti bianchi non &egrave; un elemento degenerativo del sistema, ma la fisiologia e la ragion d’essere di un potere che riconosce di non avere senso di esistere senza l’abuso di potere. Il problema &egrave; che in Italia la criminalit&agrave; dei colletti bianchi &egrave; rimasta al secolo scorso, al Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli e alla faida tra politica e procure, che infatti &egrave; alla base del prossimo referendum. Nel mondo avanzato la corruzione sperimenta invece nuove frontiere; negli USA &egrave; arrivata addirittura alla piena legalizzazione. Il sistema delle tangenti e della compravendita di appalti e di cariche pubbliche &egrave; stato ufficializzato grazie alla legalizzazione della pratica delle “donazioni”, protette in base all’artificio giuridico di equipararle alla libert&agrave; di parola. Sembra una citazione da Eduardo Scarpetta: il denaro &egrave; la voce dell’uomo. <a href=https://www.freedomfoundation.com/litigation/supreme-court-upholds-free-speech-rights-in-donor-disclosure-case/>Le ultime sentenze della Corte Suprema hanno inoltre esentato i “donors” da qualsiasi obbligo di trasparenza</a>, per cui gli si riconosce il diritto all’assoluto anonimato. Garantendo l’anonimato ai donors non solo si facilita la corruzione, ma anche il riciclaggio: &egrave; sufficiente creare una fondazione non profit e trasferirvi tutto il denaro che si vuole al riparo delle tasse e senza dover dichiararne la provenienza. <br/><br/>
Ma questo &egrave; ancora niente. Nel 1999 la CIA ha fondato una propria piattaforma di investimenti, <a href=https://www.iqt.org/about>la In-Q-Tel, che &egrave; una societ&agrave; senza fini di lucro</a>, quindi beneficia dell’immunit&agrave; fiscale. Molti analisti hanno notato che la fondazione della IQT ha legalizzato e istituzionalizzato il conflitto di interessi e la porta girevole tra carriere nel pubblico e nel privato. Tramite IQT la CIA pu&ograve; investire denaro pubblico in aziende private di “innovazione tecnologica”, spesso create ad hoc, cio&egrave; le startup. Un altro strumento di IQT sono le SPAC (special purpose acquisition company), che sono veicoli finanziari con la funzione di rastrellare finanziamenti sui mercati azionari per associarsi con altre aziende. In quanto organismo di “intelligence”, la CIA dispone delle informazioni atte a manipolare il mercato azionario e quindi a <a href=https://theintercept.com/2022/05/05/cia-venture-capital-inqtel-spac/>gonfiare il valore delle aziende fondate da IQT</a>. Con il suo braccio operativo la CIA &egrave; persino in grado di creare gli eventi utili a orientare i mercati dei titoli. I funzionari CIA possono inoltre trasmigrare verso carriere private nelle aziende fondate tramite gli investimenti IQT e, grazie ai contatti con l’agenzia governativa di provenienza, anche ottenere appalti pubblici. <br/>
Il modello CIA-IQT, sebbene con colpevole ritardo, &egrave; stato imitato da altri servizi segreti; ovviamente dal Mossad, che ha fondato nel 2017 una propria <a href=https://libertad.gov.il/>piattaforma di investimenti, dal nome suggestivo: Libertad</a>.  <a href=https://www.politico.eu/article/britain-secretive-spy-fund-out-shadows-nssif-gchq-mi5-mi6/>Nel Regno Unito le agenzie di intelligence MI5 e MI6, insieme con il meno noto GCHQ</a>, gi&agrave; disponevano da tempo di un loro fondo segreto per investire in aziende e nel mercato azionario, ma dallo scorso anno il fondo &egrave; stato ufficializzato in modo da poter godere pienamente di tutti i vantaggi che la legalit&agrave; pu&ograve; offrire alla corruzione.]]></content>
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