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<title>C.O.M.I.D.A.D.</title><link>http://www.comidad.org/dblog/</link>
<description>C.O.M.I.D.A.D.</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[LA MACCHINA DEL PRIVILEGIO NON HA STERZO, RETROMARCIA E FRENO]]></title>
	<description><![CDATA[L’ex analista della CIA Larry Johnson ha affermato che l’unica spiegazione plausibile del viaggio a Mosca del direttore della CIA, John Ratcliffe, &egrave; quella che si sia trattato di andare a recuperare le salme di appartenenti all’agenzia che sono caduti nei combattimenti in Ucraina. Un dettaglio che conferma questa ipotesi &egrave; quello delle dimensioni del Boeing che ha portato Ratcliffe a Mosca; si tratta infatti di un velivolo militare in grado di reggere carichi pesanti come i carri armati, quindi anche il peso di un certo numero di bare. Un ulteriore dettaglio a sostegno dell’ipotesi dell’operazione umanitaria, &egrave; la contestuale presenza a Mosca di un diplomatico del Vaticano, che potrebbe aver svolto un ruolo di trattativa presso il ministero degli Esteri russo per favorire il rilascio delle salme degli agenti della CIA, in modo da restituirle alle loro famiglie. La presenza massiccia di personale CIA in Ucraina non &egrave; una supposizione, bens&igrave; <a href=https://tracxn.com/d/venture-capital/inqtel/__ncyOatblZk9suUG1SKwkii9UoqRqgFQIbGfAjkGRY-M>un dato di fatto pi&ugrave; volte riferito dalla comunicazione ufficiale</a>, spesso legata alla stessa CIA, come il quotidiano New York Times; <a href=https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/02/25/nyt-basi-e-addestramento-cosi-la-cia-aiuta-lucraina_8b6e0ad4-1713-48e5-a952-d1b059bf4c3f.html>in Italia la principale agenzia di stampa, l’ANSA, ha ripreso con dovizia di dettagli le notizie sul radicamento della CIA in Ucraina</a> fin dal 2014 (anche se c’&egrave; una documentazione desecretata che fa risalire la penetrazione della CIA in Ucraina addirittura agli anni ’50). Del resto non sarebbe realistico ritenere che, con un numero cos&igrave; elevato di addetti all’intelligence dislocati sul campo, la CIA non abbia dovuto subire delle perdite in Ucraina. Certo, si tratta di bazzecole rispetto ai milioni e milioni di soldati russi morti di cui ci narrano i nostri media. <br/><br/>
Si potrebbe obiettare che Ratcliffe &egrave; il maggiore esponente di quello che viene chiamato “Deep State”, quindi potrebbe essere considerato il vero presidente degli Stati Uniti, certamente pi&ugrave; importante degli uomini di paglia che si alternano alla Casa Bianca; perci&ograve; nessuno pi&ugrave; di Ratcliffe avrebbe i titoli per avviare un negoziato con il Cremlino. L’obiezione parte da una premessa vera, ma poi travisa il ruolo del “Deep State”, che non &egrave; quello di scegliere e decidere, bens&igrave; di assicurare la continuit&agrave;, la routine. Per sua definizione la burocrazia ostacola le politiche non omogenee con la perpetuazione del sistema; se poi la burocrazia si costituisce anche come lobby d’affari, allora l’ingranaggio si rafforza con l’influenza del denaro e si costituisce come establishment che conosce solo il moto inerziale. Palantir &egrave; soltanto la pi&ugrave; importante delle aziende create e finanziate dalla CIA tramite la sua agenzia di investimenti, la In-Q-Tel. In effetti le aziende create e finanziate dalla CIA sono centinaia; tra l’altro l’elenco &egrave; stato reso noto soltanto in parte. Secondo la legge e il suo stesso statuto, la CIA non potrebbe operare sul suolo americano; evidentemente gli affari non sono considerati un modo di “operare”; il che ovviamente &egrave; ridicolo e d&agrave; l’idea dell’effettivo livello di seriet&agrave; del sedicente controllo di legalit&agrave; negli USA. <a href=https://www.sicurezzanazionale.gov.it/cosa-facciamo/sicurezza-economica/asset>Il nesso tra le aziende e il settore dello spionaggio e controspionaggio industriale, &egrave; inestricabile</a>, almeno a quanto dichiara la legge 124/2007, varata dal governo Prodi. Non pu&ograve; esserci un confine tra il “proteggere” gli interessi economici e crearli, cio&egrave; fare affari. Inoltre nessuno meglio di un servizio segreto pu&ograve; manipolare i mercati finanziari usando notizie riservate, oppure creando notizie false. <br/>
<a href=https://www.youtube.com/watch?v=ELg4-WnX7QQ>Quasi tutti conoscono la fiaba su Jeff Bezos, che avrebbe fondato nel 1994 la sua azienda, poi chiamata Amazon</a>, soltanto con gli spiccioli del suo salvadanaio. Nelle fiabe americane il luogo magico non &egrave; il bosco, ma il garage; infatti anche la fiaba di Bezos, come quella di tutti gli altri magnati del web, parte da un garage. Grazie alle vibrazioni positive del garage, nel 2013 Amazon ha ottenuto un contratto dalla CIA per la fornitura di servizi informatici. Quello &egrave; stato soltanto il primo dei contratti di Amazon con agenzie governative; ed &egrave; stato anche l’avvio di un carosello di porte girevoli di funzionari governativi verso carriere strapagate in Amazon. Tutta la storia del capitalismo va quindi demistificata e riletta in chiave di lobbying trasversale tra pubblico e privato; un lobbying di cui i servizi segreti costituiscono il perno ed il principale punto di aggregazione.<br/>
I servizi segreti sono una burocrazia particolare, che non solo catalizza il lobbying d’affari, ma pu&ograve; anche riprodurlo all’infinito; perci&ograve; i servizi segreti moltiplicano le opportunit&agrave; per i conflitti di interesse ed anche per le porte girevoli tra carriere nel settore pubblico e nel settore privato. A differenza delle altre burocrazie, i servizi segreti non si limitano a tutelare i privilegi, ma li possono produrre in serie. La macchina del privilegio non pu&ograve; accettare mediazione, non prevede lo sterzo o la retromarcia; neppure il freno, poich&eacute; con lo stesso privilegio &egrave; in grado di fagocitare e corrompere, oppure isolare, qualsiasi tentativo di sottometterla ad una direzione politica.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1344]]></link>
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	<dc:date>2026-09-03T00:05:48+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[L’EUROPEISMO: LA FOGLIA DI FICO DELLA NATO E DEL FMI]]></title>
	<description><![CDATA[Il povero Massimo Giannini &egrave; stato subissato di sghignazzi e sberleffi per la sua frase sullo scontro con la Russia, da lui indicato come una occasione per forgiare nel fuoco della battaglia un vero progetto di difesa europea. Lo svolazzo retorico del “forgiare nel fuoco della battaglia”, ha catturato quasi tutta l’attenzione, mentre invece la questione &egrave; un po’ pi&ugrave; insidiosa. In realt&agrave; la tesi dell’articolo pubblicato il 15 agosto scorso da Giannini sul quotidiano “la Repubblica”, &egrave; che la guerra in Ucraina avrebbe potuto rappresentare un’occasione di integrazione europea, ma i vari paesi non l’hanno saputa cogliere e procedono ancora una volta in ordine sparso. La posizione di Giannini potrebbe quindi sembrare realistica e pessimistica. Si parte dalla concezione, gi&agrave; cara a Prodi e Monti, delle crisi viste come preziose occasioni per l’UE di procedere in avanti; salvo concludere, gozzanianamente, che la rosa non fu colta.<br/>
Ma il vero problema &egrave; che non soltanto le crisi non hanno portato avanti il processo di integrazione europea, ma, al contrario, hanno addirittura messo in evidenza quale fosse l’autentico sottostante dell’impalcatura UE. Il Trattato di Maastricht del 1992 non faceva alcun riferimento alla NATO ed al Fondo Monetario Internazionale, quindi sembrava delineare una Unione Europea autonoma da queste organizzazioni internazionali. C’&egrave; chi ha osservato che la mancanza di riferimenti espliciti al FMI &egrave; stata una mera ipocrisia, perch&eacute; l’ideologia alla base del Trattato di Maastricht &egrave; la stessa del FMI, cio&egrave; quella di privilegiare il punto di vista e l’interesse della lobby dei creditori. La “stabilit&agrave; dei prezzi” di cui si parla nel Trattato di Maastricht, significa in effetti stabilit&agrave; del valore dei crediti. In altri termini, non si esita a sacrificare lo sviluppo economico pur di evitare l’inflazione. Verissimo, ma almeno nel 1992 l’UE si preoccupava ancora di salvare la finzione. Quando invece dal 2008 &egrave; scoppiata la crisi dei debiti sovrani dell’eurozona, la finzione &egrave; stata del tutto abbandonata ed il Fondo Monetario Internazionale &egrave; intervenuto direttamente a gestire la crisi insieme con la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea, formando la cosiddetta (e famigerata) “Troika”. Il FMI &egrave; stato fondato nel 1945 come strumento del neocolonialismo, un modo di sottomettere le ex colonie con i debiti invece che con le occupazioni militari; quindi l’Europa ha applicato a se stessa il modello neocoloniale della schiavit&ugrave; del debito e della criminalizzazione dell’insolvenza. Domenico Losurdo interpretava il nazismo come l’applicazione allo scenario europeo degli strumenti del dominio coloniale creati e sperimentati in Africa, in Asia e nelle due Americhe. In effetti anche l’Unione Europea &egrave; su quella linea, sebbene in questo caso si tratti di strumenti del neocolonialismo.<br/><br/>
Nel 2012 il FMI &egrave; entrato a pieno titolo nei trattati europei, con <a href=https://www.esm.europa.eu/sites/default/files/20150203_-_esm_treaty_-_it.pdf>l’istituzione del Meccanismo Europeo di Stabilit&agrave;, il sedicente Fondo salva-Stati</a>. Nel punto 8 del preambolo e nell’articolo 13 del trattato del 2012 (quello tuttora in vigore), la cooperazione col FMI viene posta come elemento fondante dell’istituzione del MES.<br/>
Il Fondo Monetario Internazionale ha la sua sede centrale a Washington D.C., e ci&ograve; non &egrave; per nulla casuale. Allo stesso modo gli uomini di mondo intuivano che non fosse stata una pura coincidenza il fatto che la NATO e l’UE avessero entrambe scelto di piazzare la propria sede nella stessa citt&agrave;, Bruxelles. L’articolo 2 del trattato istitutivo della NATO (che &egrave; del 1949) sollecitava l’integrazione economica tra i paesi dell’alleanza; ma nel Trattato di Maastricht non si fa alcun cenno alla NATO. Neppure nel Trattato di Roma del 1957 c’erano riferimenti all’alleanza atlantica. La crisi con la Russia del 2014 ha fatto s&igrave; che cadessero i veli pudichi mantenuti per tutta la guerra fredda. La prima dichiarazione congiunta tra NATO e UE &egrave; del 2016; ce n’&egrave; stata un’altra nel 2018. L’ultima dichiarazione &egrave; del 2023 e pretenderebbe di delineare una “bussola strategica” comune per le due organizzazioni; <a href=https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-nato-cooperation/>in realt&agrave; il documento formalizza il dato di fatto che la UE &egrave; una appendice della NATO</a>.<br/>
Non si pu&ograve; essere anti-europeisti, perch&eacute; l’europeismo non esiste e non &egrave; mai esistito; &egrave; sempre stato soltanto l’alibi per una dipendenza nei confronti della NATO e del FMI, cio&egrave; degli Stati Uniti. Le oligarchie europee hanno cercato una sponda oltre Atlantico in modo da opprimere e ricattare col “vincolo esterno” le proprie classi subalterne.<br/>
Oggi c’&egrave; il cialtrone Trump che fa la sceneggiata del marito che vuole abbandonare il tetto coniugale, ma di fatto in Europa nessuna delle basi militari statunitensi &egrave; stata abbandonata. <a href=https://www.repubblica.it/commenti/2026/08/15/news/il_buio_che_cala_sull_europa-425529337/>Sono proprio questi dettagli concreti che la dolente retorica pseudo-realistica e pseudo-pessimistica di Giannini vuole dissimulare</a>.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1343]]></link>
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	<dc:date>2026-08-27T00:05:18+01:00</dc:date>
	<dc:creator>comidad</dc:creator>
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	<title><![CDATA[SOLO LE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI SONO CLEPTOCRAZIE INTEGRALI]]></title>
	<description><![CDATA[Con il termine ”cleptocrazia” non si intende la semplice corruzione, bens&igrave; un sistema di corruzione legalizzata, un apparato di potere specificamente finalizzato alla predazione delle risorse pubbliche. Tutti i regimi manifestano aspetti e componenti di carattere cleptocratico, ma qui si tratta di capire quale tipo di regime possa essere considerato una cleptocrazia compiuta e integrale, cio&egrave; un sistema chiuso e automatico che non lasci spazio ad altre opzioni. Il termine “cleptocrazia” &egrave; stato applicato a regimi post-coloniali, come le petromonarchie del Golfo Persico; ci&ograve; che per&ograve; impedisce di considerare le petromonarchie delle cleptocrazie compiute e integrali, &egrave; il fatto che l’oggetto del furto legalizzato riguarda le risorse naturali e minerarie di quei paesi, per cui le risorse vengono utilizzate a vantaggio quasi esclusivo delle oligarchie familiari regnanti. Per parlare di cleptocrazia compiuta e integrale occorre invece che il sistema di potere predatorio abbia specificamente come “target” non una ricchezza naturale, bens&igrave; le tasche del contribuente povero, quello che non pu&ograve; accedere al privilegio cleptocratico dell’immunit&agrave; fiscale. Per questo motivo la nozione di cleptocrazia compiuta e integrale pu&ograve; essere applicata all’unico sistema di potere che sia in grado di mettere in campo un apparato di pubbliche relazioni tale da intrattenere il pubblico, facendolo partecipare attraverso l’adesione ai vari schieramenti politici. Ne consegue che i soli regimi che possono consentirsi di accedere allo status di cleptocrazia compiuta e integrale, sono le cosiddette “democrazie occidentali”; infatti soltanto la separazione dei poteri ed il pluralismo dei partiti possono alimentare quel gioco fazioso per cui l’opinione pubblica si divide, si schiera, si contrappone e si entusiasma per scelte fittizie.<br/>
L’opinione pubblica non &egrave; del tutto priva della capacit&agrave; di cogliere l’evidenza, per cui &egrave; chiaro a molti che l’IVA e le accise sui carburanti e sulle bollette di luce e gas costituiscono il cardine della spremitura del contribuente povero. Un demagogo pi&ugrave; spregiudicato pu&ograve; rendersi popolare predicando il taglio delle accise o l’approvvigionamento di materie prime presso il migliore offerente, senza preclusioni politiche. Lo ha fatto la Meloni, ed oggi lo sta facendo Vannacci. L’operazione logica per smascherare la menzogna consiste nel distinguere nelle promesse elettorali la parte difficile da quella facile. Sia la Meloni che Vannacci sono contro i sussidi ai poveri; ora, tagliare i sussidi ai poveri &egrave; facilissimo, mentre fronteggiare i vincoli fiscali e politici della Unione Europea e della NATO &egrave; molto difficile, per cui gli alibi per non farlo potranno essere innumerevoli. Oltretutto l’IVA sulle bollette la pagano anche i poveri che non lavorano, magari pagando con i soldi della vendita delle fedi matrimoniali ereditate dai genitori e dai nonni; per cui un sussidio costituirebbe comunque una restituzione. Insomma, chi fa il moralista con i deboli non &egrave; mai attendibile; e ci&ograve; per considerazioni logiche, non moralistiche.<br/><br/>
Un’altra evidenza che non sfugge alla maggioranza dell’opinione pubblica, &egrave; che le guerre e le spese militari sono un altro fondamento della spremitura del contribuente povero. Trump &egrave; diventato popolare in patria, e anche dalle nostre parti, con la sua promessa di non fare guerre. Il problema &egrave; che non &egrave; necessaria una vera guerra per giustificare l’aumento delle spese militari; bastano le provocazioni e le incursioni terroristiche per fabbricare la psicosi del nemico alle porte; infatti Trump aveva gi&agrave; previsto un raddoppio delle spese militari senza che fosse in vista alcuna guerra. Si pu&ograve; esser certi che Trump non avesse nessuna intenzione di ritrovarsi in una vera guerra con l’Iran, ma se ammazzi i leader di un paese, pu&ograve; capitare poi che quelli che prendono il loro posto pensino che sia il caso di prevenire l’eventualit&agrave; di fare la stessa fine dei loro predecessori.<br/>
<a href=https://www.youtube.com/shorts uno/N8xcD5OoUbY>Il senatore Lindsey Graham ha esplicitato la formula della via cleptocratica al militarismo</a>, quando ha dichiarato che Trump era il suo presidente preferito perch&eacute; aveva tagliato le tasse (ai ricchi, ovviamente) e aveva ucciso le persone giuste. A pagare il conto della destabilizzazione e della corsa agli armamenti sono i contribuenti poveri. Nel militarismo cleptocratico la parola “uccidere” &egrave; strettamente collegata alla questione del giro dei soldi. Di recente un giornalista tedesco ha chiesto a Zelensky cosa potessero fare gli europei per aiutare l’Ucraina a uccidere pi&ugrave; soldati russi; e immancabilmente <a href=https://www.youtube.com/watch?v=QJRCPeknLiI>Zelensky ha risposto che bisognava mandargli pi&ugrave; soldi</a>. Il sogno dei cleptocrati guerrifinti della NATO e della UE &egrave; di tenere in piedi la rappresentazione di una guerra, con il relativo giro di soldi, senza affrontare i rischi di un conflitto simmetrico su larga scala. I cleptocrati guerrifinti sono ingabbiati nello schema comportamentale (tipico del bullismo) secondo cui la prudenza e il senso di responsabilit&agrave; degli avversari possono essere parassitati all’infinito. Non &egrave; un problema di pazienza che si esaurisce, ma del fatto che l’escalation delle provocazioni pu&ograve; finire per mettere l’avversario con le spalle al muro, senza altra alternativa che intensificare a propria volta il conflitto.<br/>
Sul piano delle effettive capacit&agrave; belliche, il militarismo delle cleptocrazie occidentali presenta crescenti manifestazioni di inettitudine, perch&eacute; si taglia sui settori dove c’&egrave; meno da guadagnare, come la logistica elementare (il cibo e il suo trasporto, ad esempio). Per poter rubare di pi&ugrave;, spesso si appalta la logistica a privati, <a href=https://www.ilpost.it/2026/08/15/condizioni-portaerei-uss-lincoln/>il che aumenta l’inefficienza e l’eventualit&agrave; che a bordo di portaerei dai costi stratosferici come la USS Lincoln</a>, poi manchino cibo e servizi igienici, configurando una sorta di catastrofe umanitaria.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1342]]></link>
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	<dc:date>2026-08-20T00:05:46+01:00</dc:date>
	<dc:creator>comidad</dc:creator>
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	<title><![CDATA[IL PANOPTICON IN CUI LE GUARDIE SONO I LADRI]]></title>
	<description><![CDATA[Fino a qualche decennio fa Carl Schmitt era un argomento da specialisti, ma da un po’ di tempo &egrave; diventato un autore “popolare”, anche se conosciuto sempre per le solite citazioni. In questa epoca di emergenzialismo cronico, ha avuto particolare diffusione una citazione tratta da un testo del 1922, in cui Schmitt afferma che il sovrano &egrave; colui che pu&ograve; decidere lo stato di eccezione, cio&egrave; sospendere la legge per adottare le misure atte ad affrontare un’emergenza. Circa cinquanta anni dopo, Michel Foucault disse che la scienza politica non ha ancora tagliato la testa al re, che si sta ancora a chiedersi chi sia il sovrano. Sono passati altri cinquanta anni e in effetti il tema della sovranit&agrave;, se riconquistarla o cederne sempre di pi&ugrave;, sembra centrale nel dibattito politico; ci&ograve; mentre la realt&agrave; va da un’altra parte. Per tentare di descrivere questa situazione, si potrebbe combinare Schmitt con Foucault, inventandosi un Carl Schmitt in versione “hard boiled”; un fantasmatico “Karl Schmidt” che proponga lo strano ossimoro di uno stato di eccezione permanente, che &egrave; diventato la norma, e che si riproduce automaticamente, senza che ci sia un “sovrano”, una figura istituzionale ben precisa, che lo decida. Ci&ograve; dissolve non solo la categoria di potere legale-razionale stabilita da Max Weber, ma anche la nozione dei “saperi” funzionali al sistema del “sorvegliare e punire” che Foucault ha descritto, e di cui ha trovato un paradigma nel Panopticon, il sistema di sorveglianza assoluta progettato da Jeremy Bentham nel 1791. <br/>
Oggi &egrave; l’azienda Palantir Technologies ad essere considerata l’erede del Panopticon; ma il problema riguarda la genesi di questa azienda ed anche il modo in cui essa si &egrave; affermata. Come &egrave; noto, Palantir &egrave; stata fondata dalla CIA nel 2003; fondata non direttamente, ma tramite In-Q-Tel, che &egrave; una agenzia di investimento della stessa CIA. <a href=https://www.cgai.ca/th_bn_iqt>In-Q-Tel &egrave; una societ&agrave; senza fini di lucro</a>; il che vuol dire semplicemente che non paga tasse.<br/>
In compenso Palantir il lucro lo fa, e lo fa tramite gli appalti governativi che gli procura la CIA. Tanta generosit&agrave; viene premiata dal fatto che <a href=https://www.ft.com/content/a65c93af-abf9-427c-a2ee-a9f5b3d518b9?syn-25a6b1a6=1>i funzionari della CIA, e di altre agenzie governative, trasmigrano spesso e volentieri verso Palantir</a>; dove trovano carriere ben remunerate. Il conflitto di interessi &egrave; tanto pi&ugrave; stridente se si considera che Palantir &egrave; una societ&agrave; per azioni, e che la CIA &egrave; una entit&agrave; egemone nel campo delle informazioni riservate, perci&ograve; con la piena capacit&agrave; di manipolare il mercato. <br/><br/>
Si tratta quindi di un sistema che ufficializza il conflitto di interessi e la porta girevole tra carriere nel pubblico e nel privato, e anche la manipolazione del mercato azionario. Un sistema del genere pu&ograve; essere definito in vari modi: corruzione legalizzata, privilegificio, cleptocrazia. Non sembra che fosse quello a cui pensava Bentham quando ide&ograve; la sua utopia (o distopia) di controllo assoluto. Si potrebbe obiettare che il regime di controllo e il sistema degli arricchimenti personali non sono incompatibili, e che CIA e Palantir possono perseguirli entrambi. Effettivamente non sono incompatibili in assoluto, ma l’asse delle priorit&agrave; tende sempre a spostarsi verso gli arricchimenti, per cui non solo la sorveglianza diventa un pretesto, ma soprattutto pi&ugrave; nulla garantisce un ordine, per cui coloro che dovrebbero essere i “guardiani” si strutturano in bande di predoni per perseguire con qualsiasi mezzo il fine dell’arricchimento.<br/>
E gli esempi a riguardo sono tanti. Anche nella nostra bistrattata Italietta abbiamo una versione artigianal-casereccia del Panopticon, cio&egrave; il regime carcerario del 41bis, nel quale il detenuto &egrave; non solo isolato, ma anche costantemente monitorato. Di recente abbiamo scoperto che <a href=https://www.gnewsonline.it/carcere-delmastro-sul-41bis-italia-modello-per-leuropa/>il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che del 41bis svolgeva il ruolo di gestore e apologeta, era stato in rapporti di affari con un prestanome di un boss detenuto proprio al 41bis</a>. Il regime carcerario del 41bis &egrave; considerato una gloria nazionale (ce lo invidiano all’estero!) e quindi la magistratura e le opposizioni, a parte un po’ di pantomima, si sono ben guardate dal fare contestazioni puntuali.<br/>
Le cose non vanno meglio quando si tratta di stabilire le cosiddette “competenze”. Per quanto questo termine sia sempre da prendere con le molle, qui non c’&egrave; proprio nulla da afferrare, perch&eacute; in un sistema che istituzionalizza il conflitto di interessi e la porta girevole, la prova che sei “competente” diventa autoreferenziale, cio&egrave; sta proprio nel fatto di avere le mani in pasta da pi&ugrave; parti.<br/>
Nel clima emergenziale del dopo 11 settembre, in nome della sicurezza nazionale, negli USA si &egrave; potuto fare tutto quello che si voleva. L’allarme e il senso del pericolo furono rinforzati grazie all’episodio delle lettere all’antrace, che provocarono cinque morti. L’atto bio-terroristico al momento fu attribuito a Saddam Hussein; non perch&eacute; a riguardo ci fossero prove o indizi, ma solo perch&eacute; crederci era utile a smuovere pi&ugrave; soldi. Nel 2008 le indagini dell’agenzia FBI stabilirono che l’origine dell’antrace usato negli attentati era in realt&agrave; di laboratori della Difesa. <a href=https://www.latimes.com/nation/la-xpm-2011-may-29-la-na-anthrax-ivins-20110529-story.html>Il bio-ricercatore Bruce Ivins fu indagato come responsabile degli attentati</a>, ma il suo provvidenziale suicidio, e i suoi altrettanto provvidenziali trascorsi psichiatrici, consentirono di chiudere l’indagine senza aver chiarito nulla. L’unico dato certo &egrave; che gli attentati all’antrace comportarono lo stanziamento di enormi finanziamenti verso le ricerche sulla “difesa” contro armi biologiche. Quando si danno a qualcuno i mezzi per difenderci da una minaccia, in effetti gli stanno anche dando i mezzi per creare quella minaccia.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1341]]></link>
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