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La "Quarta guerra mondiale": per il Dominio bassi rischi e bassi costi, ma vantaggi illimitati.
Di comidad (del 20/08/2005 @ 21:43:49, in Commentario 2005, linkato 909 volte)
L'ipocrisia era ormai l'ultima spiaggia della civiltà occidentale. Il Primo Ministro britannico Blair si è incaricato, di recente, di liquidare anche ogni residua preoccupazione di salvare almeno le apparenze, proclamando che le priorità della "lotta al terrorismo" non consentono di applicare i diritti umani agli immigrati.
Risulta chiaro allora perchè Bush abbia scelto Londra come sede dell'attentato del 7 luglio: a proclamare la fine dell'era dei diritti umani, doveva essere proprio il Paese ritenuto la culla delle libertà occidentali, cioè l'Inghilterra (anche se non tutti avevano preso sul serio tale storica identificazione tra Inghilterra e libertà, come testimonia il paradosso degli Inglesi: "Gli Inglesi sono il popolo che nei secoli ha sempre mantenuto intatte le sue libertà, perchè non ha mai pensato di farne uso").

Il liberalismo storico (quello vero, non parliamo del liberismo economico) ha sempre dovuto fare marcia indietro di fronte all'emergenza bellica: quando il Paese è in guerra non ci sono più garanzie giuridiche e sociali che tengano.
Ma le guerre vere sono rischiose e costose, perciò le oligarchie occidentali si sono inventate una guerra finta: la guerra al terrorismo.
Una superpotenza in declino, come gli Stati Uniti, può oggi ancora accreditare la sua supremazia attraverso la "guerra al terrorimo".
Il "terrorismo" è un avversario così generico che gli consente di scegliersi e prepararsi guerre facili contro Paesi deboli e divisi. Si tratta persino di guerre che gli USA possono autofinanziarsi: con il traffico dell'oppio in Afganistan, con il saccheggio di petrolio in Iraq.
Gli USA hanno potuto agevolmente conquistare l'Afganistan e l'Iraq a causa delle faide etniche esistenti in quei Paesi.
Ciò dimostra che l'Islam come soggetto politico non esiste, che le cosiddette "masse islamiche" in realtà sono organizzate in base a gerarchie etniche.
In Iraq Sciiti e Sunniti si odiano per motivi etnici e non religiosi, tanto è vero che i Curdi - anche loro Sunniti - odiano gli Arabi Sunniti, loro vicini, molto di più di quanto non odino gli Arabi Sciiti.

Mai nella Storia una oligarchia dominante ha potuto beneficiare di una legittimazione così a basso costo:
- basta dire "fanatismo islamico", ed ecco che la superiorità morale dell'Occidente è assicurata;
- basta compiere qualche attentato, attribuirlo ad un generico nemico esterno, ed ecco che qualsiasi crimine e qualsiasi abuso di potere sono concessi.
A questo punto anche l'uccisone del povero elettricista brasiliano da parte della polizia britannica, diviene sospetta, appare cioè come una brutale esibizione del proprio arbitrio e del proprio incondizionato dominio: un assassinio premeditato, giustificato all'americana, con il solito "ops!".
Comidad, agosto 2005