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"La distruzione di ogni potere politico è il primo dovere del proletariato. Ogni organizzazione di un potere politico cosiddetto provvisorio e rivoluzionario per portare questa distruzione non può essere che un inganno ulteriore e sarebbe per il proletariato altrettanto pericoloso quanto tutti i governi esistenti oggi."

Congresso Antiautoritario Internazionale di Saint Imier, 1872
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Di comidad (del 16/10/2014 @ 00:50:05, in Commentario 2014, linkato 615 volte)
Il governo ha lanciato l'ennesimo allarme. In Italia si produce troppa energia elettrica e, dato che non c'è speranza in una rapida risalita dei consumi a causa della crisi, una centrale su quattro dovrà sparire. Ovviamente almeno la metà dei posti di lavoro del settore elettrico è a rischio. Appena sei anni fa ci era stato detto che senza la costruzione di centrali nucleari, il rischio sarebbe stato invece il black-out.
Stime sbagliate? Questa è la versione che ci viene imposta al momento. Persino il Fondo Monetario Internazionale si mette a fare l'autocritica, ammettendo di aver sbagliato le previsioni di crescita, offrendo un quadro molto più ottimistico di quanto i fatti avrebbero rivelato.
Qualcuno potrebbe rilevare il carattere ideologico di certe posizioni degli "organi competenti", che usano i loro errori passati per riconfermare la propria credibilità: visto che abbiamo sbagliato in passato, allora dateci ancora più retta per il futuro. Ma forse anche l'ideologia è un concetto sovrastimato; non c'è infatti la preoccupazione di provvedersi di una visione del mondo, ma soltanto di servirsi di volta in volta della pubblicità ingannevole più utile per ottenere certi vantaggi di business. Mentì il governo del 2008 per poter costruire le centrali nucleari, e mente il governo attuale, esagerando a proposito della sovrapproduzione di elettricità. Probabilmente i pubblicitari del governo stanno preparando la strada per spingere ad un'ulteriore privatizzazione dell'ENEL.
Ci sono sempre un'emergenza o una catastrofe annunciata che possano giustificare un business. Oggi il FMI e la sua consorella, la Banca Mondiale, "sposano" l'emergenza-Ebola. Le "previsioni" del FMI e della Banca Mondiale a proposito dell'Africa sono, naturalmente, apocalittiche. Il FMI veste i panni della longanimità e consente ai Paesi africani di sforare col deficit pur di finanziare il fronteggiamento dell'emergenza. Il direttore della Banca Mondiale incita i governi, compresi quelli europei, a spendere ora per non affrontare costi più elevati in futuro (sempre le solite attendibili previsioni!). Si tratta di versare miliardi nelle casse delle multinazionali farmaceutiche, altruisticamente già impegnate nella lotta contro il virus. Se i soldi non li hai, ci saranno pur sempre anime buone, come il FMI e la Banca Mondiale, disposte a prestarteli, chiaramente con adeguati interessi.
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Di comidad (del 09/10/2014 @ 00:06:25, in Commentario 2014, linkato 613 volte)
La prova definitiva che Renzi sia semplicemente un pupazzo, è arrivata con la "sua" proposta di seppellire il contratto collettivo di lavoro e di avviare contratti aziendali. I media hanno annunciato l'evento con i soliti toni trionfalistici e fuorvianti, come "sfida ai sindacati", presentando anche il solito Marchionne come l'alfiere ed il profeta dell'iniziativa.
Se i sindacati, per una volta tanto, non volessero stare al gioco delle parti, potrebbero facilmente rivelare chi è invece il vero autore della proposta della contrattazione aziendale in deroga ai contratti nazionali, e cioè il Fondo Monetario Internazionale. Lo scorso 18 settembre il quotidiano confindustriale "Il Sole-24 ore" aveva riportato con evidenza le "raccomandazioni" del FMI al governo italiano non solo sul restringimento della previdenza pubblica e sulle privatizzazioni, ma anche sull'avvio di una contrattazione aziendale a scapito del contratto collettivo.
In effetti il FMI aveva pubblicato un ampio documento/direttiva a riguardo già nel 2012, indirizzandolo all'intera Unione Europea. Il documento era stato oggetto di una discussione dei sindacati a livello internazionale. L'osservazione più ovvia era che il documento si dimostrava incapace di fornire qualsiasi sostegno statistico riguardo ai presunti effetti positivi dei contratti aziendali sulla produzione e sull'occupazione. Tutto il documento si avvita retoricamente intorno ad una tautologica riaffermazione della propria tesi: i contratti aziendali rilanciano la produzione e l'occupazione, e la prova consiste nel fatto che i contratti aziendali rilanceranno la produzione e l'occupazione.
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Di comidad (del 06/10/2014 @ 00:57:55, in Commenti Flash, linkato 837 volte)
La narrazione fiabesca passa ormai senza nessuna difficoltà nella comunicazione ufficiale. Le "Fiabe del Califfato" soppiantano "Le Mille e Una Notte".
I primi bombardamenti alle presunte "postazioni dell'ISIS" da parte dei francesi (svariate tonnellate di bombe) sono stati preceduti da discorsi del presidente alla nazione molto commoventi: la Francia avrebbe difeso con ogni mezzo la sua integrità territoriale, le sue istituzioni nazionali, la sua libertà, la sua gastronomia.
In effetti tre persone erano state arrestate a Marsiglia, si dice che fossero jihadisti, e pare volessero penetrare nel territorio francese. D'altra parte la popolarità di Hollande è in caduta libera, il libro pubblicato dalla sua ex compagna ha venduto milioni di copie e lo fa una merda (non che ci volesse molto); il lungo sciopero di Air France stava davvero mettendo in difficoltà la compagnia, quindi un bel bombardamento distrae e rinfocola lo spirito nazionale. La destra francese ("Le Figaro") cerca di incarognirsi (e ci riesce senza sforzo), rimproverando a Hollande di essere troppo tenero con i musulmani francesi: bisogna espellere subito anche i minorenni, se sospetti...
Su "l'Espresso" del 18 settembre, un'inchiesta a tutto campo per delineare, con dettagli di ammirevole precisione, l'inarrestabile avanzata del Califfato: ...

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Di comidad (del 02/10/2014 @ 02:28:38, in Commentario 2014, linkato 900 volte)
La vera notizia di questi giorni non riguarda i video-omicidi dell'ISIS, ma il fatto che, con il pretesto dell'ISIS, gli USA stiano bombardando la Siria. Da molti giorni gli aerei USA stanno colpendo le installazioni petrolifere siriane, con la giustificazione che sarebbero sotto il controllo dell'ISIS, ma nessuna prova è stata mai fornita a riguardo.
La campagna mediatica sull'ISIS denota le tipiche tecniche dell'infantilizzazione dell'opinione pubblica, costretta ad inseguire i fantasmi di fiabe/horror, mentre le notizie autentiche rimangono sullo sfondo. Ad esempio, il nuovo emiro del Qatar fa sapere al mondo che non vi è speranza di sconfiggere l'ISIS se non si liquida prima Assad.
Quale potrebbe essere il nesso tra le due cose, la sconfitta dell'ISIS e l'eliminazione di Assad? Il nesso è lo stesso Qatar. Infatti, in base alle notizie non di Russia-Today, ma della stessa stampa "occidentale", è tuttora proprio il Qatar il maggiore finanziatore dell'ISIS; e siamo sull'ordine dei miliardi di dollari. Il Qatar è, dopo Israele, il più importante alleato/complice degli USA nella regione del Vicino-Medio Oriente, e ciò deve pur indicare qualcosa riguardo la vera natura dell'ISIS.
Oggi per molti c'è di che spassarsi con dibattiti storici infiniti su quale sia il vero Islam; ma la fiaba-ISIS è fornita anche in una versione hard per un pubblico a cui piacciano le trame più intricate. Come già aveva fatto in passato per Al Qaeda, Hillary Clinton ha ammesso che i jihadisti dell'ISIS (o ISIL) sono una creazione degli USA, che poi sarebbe sfuggita di mano. L'ex segretario di Stato USA attribuisce però la colpa di tutto alla eccessiva prudenza di Obama, il quale non avrebbe saputo affondare il colpo contro Assad quando era il momento, ed ora si ritroverebbe con la grana ISIS da gestire. La Clinton fa ricorso a tutto il repertorio del machismo occidentalistico, arrivando ad indicare Netanyahu come il modello da imitare. Peccato che Netanyahu, nonostante il divario di forze a suo favore e la sua escalation criminale, non l'abbia affatto spuntata con Hamas.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


21/10/2014 @ 12.17.53
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