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"La distruzione di ogni potere politico è il primo dovere del proletariato. Ogni organizzazione di un potere politico cosiddetto provvisorio e rivoluzionario per portare questa distruzione non può essere che un inganno ulteriore e sarebbe per il proletariato altrettanto pericoloso quanto tutti i governi esistenti oggi."

Congresso Antiautoritario Internazionale di Saint Imier, 1872
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Di comidad (del 18/09/2014 @ 00:20:54, in Commentario 2014, linkato 383 volte)
Come qualcuno aveva paventato, gli eccessi comunicativi di Renzi in campo europeo hanno contribuito ad inasprire il clima ed a renderlo più favorevole a strette della finanza pubblica sempre più drastiche. Le dichiarazioni ed i tweet a base dell'ossimoro: "non accettiamo lezioni, ma faremo ugualmente i bravi, anzi, i più bravi", non sono serviti a placare l'arroganza della burocrazia europea, come ha dimostrato la sortita del commissario finlandese; in compenso hanno contribuito, eccome, a rendere ancora più ineludibile per l'Italia l'osservanza del famoso vincolo del 3%, invece tranquillamente ignorato dalla Francia. Il classico mettersi nel sacco da soli.
Il continuo richiamo di Renzi alle promesse mancate di investimenti da parte del presidente della Commissione UE, Juncker, ha assunto poi un carattere patetico, dato che le promesse sono appunto promesse. Sarebbe inoltre tutto da dimostrare che gli "investimenti" creino davvero nuova occupazione, e non contribuiscano invece a mettere in forse quella che c'è, attraverso le solite "grandi opere" utili solo a distruggere storici tessuti sociali e produttivi.
Anche la comunicazione ufficiale pro-renziana ha assunto ormai uno strano doppio taglio. Ad articoli di apparente incitamento e sostegno, corrispondono piogge di commenti dei "lettori", che vanno in tutt'altro senso, cioè ad auspicare l'arrivo in Italia del castigamatti Troika. Questi finti commenti, chiaramente preconfezionati, servono a creare l'illusione di un moto spontaneo di opinione pubblica che si lamenta di un presunto "eccesso di democrazia" (l'eccesso di una cosa che non esiste), che si risolverebbe in eccesso di spesa.
C'è poi un Eugenio Scalfari sempre più vaniloquente, che non si limita ad invocare il commissariamento dell'Italia da parte della Troika UE-BCE-FMI, ma si lancia in elogi della "oligarchia", ritenuta la giusta e necessaria forma di governo. Per ora, secondo Scalfari, si tratterebbe ancora di una oligarchia "elettiva", forse come quella della Troika, che non è stata eletta da nessuno. Scalfari dimostra l'approssimazione dei suoi studi liceali, attribuendo l'auspicio del governo oligarchico a Platone (che semmai parlava di aristocrazia); ma è chiaro che si tratta di fumo pseudo-culturale che va nel senso di portare a compimento la delegittimazione dell'impianto costituzionale. Sarà un caso che Scalfari sia anche uno sperticato supporter di Giorgio Napolitano, il "custode della Costituzione"? Ma chi custodisce il custode? La NATO.
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Di comidad (del 13/09/2014 @ 14:55:35, in In evidenza, linkato 163 volte)
Locandina Convegno Bakunin
 
Di comidad (del 11/09/2014 @ 01:40:59, in Commentario 2014, linkato 475 volte)
L'ex ministro dell'Istruzione Gelmini ha rivendicato il copyright sulle proposte di "riforma" della Scuola avanzate in questi giorni da Matteo Renzi. La Gelmini ha fatto riferimento a quelli che, secondo lei, sarebbero i capisaldi della "riforma" che porta il suo nome: "il superamento del '68", il "merito", ecc.
Il ricordo del '68 ha sempre un notevole potenziale di distrazione, ed infatti la Gelmini si è dimenticata di ricordare l'effetto principale di quella "riforma" a lei attribuita, e cioè l'abolizione dell'istruzione tecnica. Col '68 l'istruzione tecnica non c'entrava nulla, dato che risaliva addirittura ai governi post-unitari. Se in Italia sono potuti nascere un ENI o un ENEL praticamente da un giorno all'altro, è stato perché era possibile attingere ai diplomati degli Istituti Tecnici. Quell'istruzione tecnica che prima lo Stato garantiva pressoché gratuitamente, oggi gli studenti sono costretti a comprarsela, spesso a credito, indebitandosi con banche e finanziarie; e poi magari iscrivendosi a quei corsi di laurea triennale che avrebbero dovuto sostituire la tradizionale figura del diplomato-perito. In realtà la figura del laureato triennale (l'ingegnere di serie B) interessa oggi alle aziende molto meno del diplomato del tipo pre-riforma Gelmini.
Con maggiore probabilità, però la Gelmini non ha dimenticato, ma semplicemente non ne ha mai saputo nulla, poiché la sua funzione di "ministro" consisteva appunto nel confondere le acque, mentre dietro di lei le lobby curavano i propri affari. Altrettanto probabilmente, ciò vale anche per Renzi, che forse non sa neppure di cosa parla, ma recita il copione che gli hanno affidato, composto inesorabilmente dai soliti luoghi comuni. Un altro slogan con specifica funzione fumogena e diversiva, è infatti quello del "merito". Per quanto possa essere relativo questo concetto (in ambito lavorativo significa servilismo verso i dirigenti e spionaggio verso i colleghi), fa sorridere la prospettiva di una valutazione del "merito", comunque concepito, affidata a personalità "borderline" come gli attuali dirigenti scolastici, reclutati nella feccia della categoria docente, fra i soggetti più affini alla criminalità comune.
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Di comidad (del 04/09/2014 @ 01:40:47, in Commentario 2014, linkato 802 volte)
Renzi aveva promesso di stupire per il 29 agosto con una nuova "riforma" della Scuola. Nessuno si è stupito invece per il fatto che la promessa sia stata mancata. La prematura anticipazione da parte di Renzi era in effetti funzionale a fare un po' di guerra psicologica contro gli insegnanti. Mentre li si tratta da bersaglio, si cerca allo stesso tempo di alimentare la loro mitomania, già ampiamente coltivata nei famigerati corsi di "formazione" e di "aggiornamento".
Renzi lancia affermazioni assurde, come quella secondo cui tra dieci anni l'Italia sarà come l'avranno fatta oggi gli insegnanti. Non come l'avrà fatta la Scuola, il che sarebbe potuto passare come una semplice iperbole retorica, ma proprio gli insegnanti. Si umilia una categoria, ed allo stesso tempo si alimentano i suoi deliri di onnipotenza. Sembra un esperimento di Asch, con messaggi atti a determinare confusione mentale per indurre artificialmente uno stato di schizofrenia. La dichiarazione di Renzi non è stata deformata dai giornalisti, ma deriva da un suo post su Twitter, a dimostrazione di un uso spregiudicato dei media a fini di psywar. Creare gerarchie ed innescare competizione sfrenata tra i docenti costituisce sicuramente il modo migliore per affossare definitivamente l'istruzione pubblica, in modo che la Scuola serva solo come luogo di merchandising di prodotti finanziari.
Renzi rappresenta un vero e proprio strumento di guerra psicologica, utile in certi casi anche a distrarre e deviare l'attenzione, sempre verso futili questioni di ego. La copertina di "The Economist" dedicata alla barca dell'euro che affonda, è così diventata per i media la questione del gelato di Renzi. Nella barca della vignetta ci sono però anche la Merkel e Hollande, che, insieme con Renzi rappresentano una sorta di famigliola ignara, avviata verso il naufragio. Più in basso nella vignetta c'è il presidente della BCE, Draghi, rappresentato come l'unico consapevole, ma impegnato a cercare di salvare la barca con strumenti inadeguati.
Nella famigliola europea raffigurata da "The Economist", Renzi viene visto come il figlioletto, il nuovo arrivato, e questo era il senso del gelato collocatogli in mano.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si ť formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si ť evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


22/09/2014 @ 20.12.36
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