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"Se la pace fosse un valore in sé, allora chi resistesse all'aggressore, anche opponendosi in modo non violento, sarebbe colpevole di lesa pace quanto l'aggressore stesso. Perciò il pacifismo è impotente contro la prepotenza colonialistica che consiste nel fomentare conflitti locali, per poi presentarsi come pacificatrice."

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Di comidad (del 26/03/2015 @ 03:21:01, in Commentario 2015, linkato 336 volte)
Come molti avevano previsto, il DDL renziano di "riforma" della Scuola presenta le caratteristiche inconfondibili della colonna di fumo costellata di esche e contraddizioni. Paradossalmente, l'unico articolo concreto è il 21, nel quale il governo rinnega tutto ciò che ha scritto, riservandosi di integrare e modificare nei prossimi mesi - ovviamente alla chetichella - il decreto. La tattica non cambia: infiniti dibattiti preliminari a vuoto, per poi essere messi silenziosamente, e senza alcun preavviso, di fronte al fatto compiuto.
Le vere finalità del DDL sono di propaganda e di manipolazione psicologica. Si suscitano una sorta di euforia di cambiamento e, contemporaneamente, opposizioni astratte, all'insegna del rifiuto della "aziendalizzazione" della Scuola e della difesa della "democrazia" degli Organi Collegiali. In realtà, prima della questione della mitica "libertà" di insegnamento, c'è quella dell'attuale delegittimazione della funzione docente, attuata da decenni con una pretestuosa idealizzazione della figura dell'insegnante, utile a trasformare gli insegnanti reali in bersagli fissi. Gli Organi Collegiali sono inoltre da sempre il paravento dello strapotere delle dirigenze. La figura del "preside padrone e signore assoluto" - di cui si parla da venti anni, e che viene ripresentata nel DDL Renzi -, probabilmente non è gestibile da parte degli stessi dirigenti scolastici, abituati ormai a comandare alla maniera dei Savoia, mandando avanti qualcun altro a prendersi le responsabilità.
L'immagine illusoria che si vuole offrire al personale docente, è quella di una "occasione" da non mancare. La "aziendalizzazione" è lo slogan che legittima l'ingresso delle aziende private nella Scuola; e, dietro la cosiddetta "azienda", si fa aleggiare il miraggio della Scuola-business, con progetti didattici dal budget illimitato. La falsa idea che si vuol suggerire agli insegnanti, è che i privati portino soldi, mentre l'esperienza insegna il contrario, e cioè che i privati usano il pubblico come terreno di saccheggio di risorse finanziarie.
Manzoni, nel capitolo XV de "I Promessi Sposi", diceva che la furbizia in fondo è un'illusione, e che i trucchi che il "furbo" adopera con tanta disinvoltura, sono dovuti non alla sua abilità, ma solo alla sua posizione di forza. I trucchi che Renzi usa in casa contro gli insegnanti, pare infatti che funzionino anche contro di lui a livello internazionale. La notizia della partecipazione italiana al progetto cinese di una contro-banca mondiale, ha suscitato molti commenti entusiastici, poiché questa decisione del governo Renzi sembrerebbe improntata ad un'autonomia nei confronti di Washington. Si pensa infatti che l'iniziativa cinese possa insidiare proprio quel sistema finanziario allestito dagli Usa a Bretton Woods nel 1944, un sistema fondato sul potere sovranazionale delle due banche che hanno sede a Washington, cioè il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.
In effetti di concreto in questa notizia per ora vi è solo che l'Italia sborserà altri soldi per poter partecipare a questa iniziativa cinese, e la presenza della City londinese in questa iniziativa asiatica non ha nulla di rassicurante. Il fatto avrebbe potuto assumere una diversa rilevanza se l'Italia avesse deciso contestualmente di cessare la partecipazione - e l'onerosa contribuzione - al Fondo Monetario ed alla Banca Mondiale, ma nulla lascia supporlo. Farsi abbindolare anche dai Cinesi non è di per sé una prova di indipendenza nazionale, tanto più che oggi il capitale cinese si insedia in Italia in condizioni di controllo crescente. Il caso Pirelli è solo il più eclatante, e liquidare sbrigativamente le diffidenze, come fa Tronchetti Provera, parlando di "nazionalismo" ed "antindustrialismo", costituisce un evidente indizio di coscienza sporca.
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Di comidad (del 19/03/2015 @ 01:06:02, in Commentario 2015, linkato 410 volte)
Il punto debole delle cosiddette teorie del complotto sta quasi sempre nell'eccesso di dimostrazione, cioè nell'affannosa ricerca di "prove" per demolire le versioni ufficiali e proporne di alternative. In realtà, in uno "Stato di Diritto" (ammesso che possa esistere) il criterio della responsabilità politica funziona - o dovrebbe funzionare - in modo opposto a quello della responsabilità penale, perciò un governo può essere legittimamente considerato colpevole sino a prova contraria.
Prima di vestire i comodi panni della vittima e di indire manifestazioni di piazza, il governo francese avrebbe dovuto anzitutto scaricarsi dai sospetti di essere in qualche modo implicato nell'attentato a "Charlie Hebdo", visto che sino a due anni fa Hollande e l'ISIS combattevano insieme contro lo stesso nemico, cioè il "laicissimo" presidente siriano Assad. In uno "Stato di Diritto", una "stampa indipendente" avrebbe preteso da Hollande di dar conto del grado di commistione del governo, dei servizi segreti e delle forze armate francesi con l'ISIS dopo anni di collaborazione, culminati con il riconoscimento diplomatico della cosiddetta "opposizione siriana", che può vantare una sede ufficiale a Parigi.
Macché. Contrariamente a ciò che diceva l'Uomo Ragno, a più potere corrisponde più irresponsabilità. E c'è sempre da stupirsi nel constatare di quanta irresponsabilità si tratti. Se Hollande ha potuto fare la vittima, sottraendosi tranquillamente alle sue pesanti responsabilità politiche, è stato grazie al solito senso di superiorità razziale del Sacro Occidente, a quel "noi-e-lorismo" di cui Ezio Mauro si è dimostrato il massimo ideologo. Sono "loro", gli islamici, a doversi discolpare dall'attentato, e spetta a "noi", i sacro-occidentali, di fargli il processetto per stabilire se si stiano discolpando abbastanza o no.
Ma se il "noi-e-lorismo" non fosse solo squallida propaganda, e se venisse applicato invece con un minimo senso di equità, neppure quello andrebbe a favore del Sacro Occidente. Attualmente infatti il peso dello scontro armato con il sedicente "Califfato" è sostenuto da islamici. In questi giorni l'esercito iracheno, sostenuto e armato dall'Iran, sta cercando di strappare la città di Tikrit all'ISIS. Lo sforzo bellico di Iraq e Iran non è invece sostenuto dagli Stati Uniti, che hanno fatto mancare il loro appoggio aereo alle operazioni di terra con il pretesto di non essere stati preavvisati. A quanto pare c'è chi non si fida degli Stati Uniti. Ma guarda un po'.
Giorni fa la notizia secondo cui uno o più aerei britannici sarebbero stati abbattuti in Iraq mentre rifornivano l'ISIS, non ha trovato conferma ed è stata troppo prontamente liquidata come una "bufala". La notizia dell'assenza degli USA nella più grossa offensiva contro l'ISIS, invece, non è sicuramente una bufala; anzi, ha tutti i riscontri ufficiali del caso. Sarà per noi motivo di orgoglio nazionale scoprire che il nostro leader, Renzi, riesca a dare prova della stessa sfrontata doppiezza esibita dagli USA. Mentre Renzi, dall'Egitto, tuonava contro l'ISIS e dichiarava l'urgente necessità di un intervento militare italiano prima che il "Califfato" occupasse le città della Libia, dalla stessa Libia il generale Haftar - quello che dirige l'offensiva contro l'ISIS - chiedeva a Renzi di togliere l'embargo sulle armi nei confronti del governo di Tobruk. La situazione reale infatti è proprio questa. Mentre l'ISIS si avvantaggia dell'appoggio del Qatar (collaboratore della NATO) e della Turchia (membro effettivo della stessa NATO), l'Italia, e l'Occidente tutto, negano le armi a chi combatte contro l'ISIS. A queste ragionevoli obiezioni, il governo italiano non è mica chiamato a rispondere. Ci mancherebbe altro.
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Di comidad (del 12/03/2015 @ 01:34:30, in Commentario 2015, linkato 492 volte)
Alcuni commentatori hanno già messo in evidenza l'ossimoro contenuto nello slogan renziano della "Buona Scuola". Idealizzare la Scuola è sempre stato infatti il modo più sicuro per delegittimarla. Per il resto nel "progetto di riforma" di Renzi non c'è nulla che non sia stato già fatto o detto dai governi precedenti. Uno studio diffuso dalla UIL ha posto in evidenza che anche i famosi, e fumosi, premi al "merito" dei docenti annunciati da Renzi si riducono in effetti a spiccioli.
Ma il concetto di premio al "merito" va valutato in base al contesto. In un lager il premio consisteva nel sopravvivere, e lo stesso vale per la "Buona Scuola", dove si è ormai accesa una guerra per bande per poter accedere all'olimpo dei "tutor", dei "mentor" e del mitico "staff" dirigenziale, in vista del consolidamento di una mafia carrieristica intenta a giudicare gli altri per non essere giudicata essa stessa.
Per pagare gli insegnanti il meno possibile si è sempre avvolto l'insegnamento di retorica missionaria, ma in passato un sistema di potere più interessato all'effettivo funzionamento dell'istruzione, aveva elaborato la tronfia espressione della "libertà di insegnamento", per garantire anche al più timido dei docenti quel minimo di autonomia che gli consentisse di sfuggire alle ingerenze di dirigenti, colleghi e genitori. Il demagogico slogan del "merito" si risolve invece in un generalizzato diritto all'ingerenza; ciò in nome di una finta didattica ideale che serva a distruggere quella reale.
Mentre la gestione della risorsa docenti è affidata al basso costo del terrore mafioso all'interno delle scuole, i veri soldi, tanto per cambiare, vanno all'assistenzialismo per le imprese private. Le leggi e gli stanziamenti di fondi per i progetti per l'alternanza Scuola-Lavoro non sono neppure questi una novità introdotta da Renzi, il quale, anche per il settore-Scuola, si allinea sul percorso già tracciato da decenni dai protocolli del Fondo Monetario Internazionale e della sua filiazione OCSE, le grandi centrali del lobbying finanziario mondiale. Da notare il fatto che l'OCSE ha potuto rifarsi una verginità presso l'opinione degli insegnanti semplicemente con qualche generico appello ad aumentare gli stipendi degli stessi insegnanti; un richiamo ambiguo e del tutto funzionale alla linea dei premi al "merito".
Renzi non inventa nulla neppure quando si atteggia a vittima e incompreso ogni volta che deve varare una cosiddetta "riforma". La scomparsa della politica e di ogni progettualità sociale riduce i politici a lobbisti, che trovano nel vittimismo il paravento ideologico con cui mascherare le loro sordide intenzioni. La morte della politica in Italia risale addirittura al 1976, con il primo inchino del governo Andreotti di allora ai diktat del Fondo Monetario Internazionale.
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Di comidad (del 05/03/2015 @ 00:01:45, in Commentario 2015, linkato 491 volte)
La notizia della partenza alla fine di febbraio del reggimento S.Marco per le manovre davanti alle coste della Libia è stata diffusa dai media con molto fragore di fanfare militar-patriottiche. Questi toni enfatici risultano piuttosto fuori luogo se si considerano gli infausti precedenti.
Il caso dei due fucilieri di Marina, Girone e La Torre, entrambi provenienti dal S.Marco, e impegnati in un'oscura missione "anti-pirateria" a bordo di una nave mercantile nell'Oceano Indiano, non dovrebbe essere considerato un auspicio molto favorevole ad ulteriori imprese del genere. Tanto più se si osserva che, a distanza di tre anni dai fatti, ancora non è stata fornita da alcuno, neppure dalle autorità indiane, una versione della vicenda che possa vantare uno straccio di senso compiuto. Ed ancora di più se si considera che i "pirati dell'Oceano Indiano" sono un po' come l'ISIS, cioè fantasmi della falsa coscienza e della cattiva coscienza "occidentali", mostri mediatici di identità artificiosa ed incerta, a cui si attribuiscono inoltre legami con il jihadismo di marca somala. La situazione per il reggimento S.Marco assume risvolti persino inquietanti, in quanto anche l'impresa renziana in Libia, come già era accaduto per quella anti-pirateria nell'Oceano Indiano, sta incassando l'ambiguo imprimatur della NATO, pronto tanto a benedire le tue iniziative militari, quanto a lasciarti nei guai che ne derivano. Il segretario generale della NATO, il norvegese Jens Stoltenberg, si è spinto anche oltre, estendendo la propria benedizione al governo Renzi, celebrandone presunti successi economici, che sarebbero dovuti ovviamente alle "riforme" messe in atto dallo stesso governo.
Stoltenberg ha presentato questa sua ingerenza negli affari interni di un Paese membro della NATO come un'eccezione dettata da circostanze particolari. Ma, in effetti, queste "eccezioni" costituiscono la regola, e ciò in base all'articolo 2 del Patto Atlantico, che prevede che i Paesi membri dell'alleanza non solo eliminino i conflitti nelle rispettive politiche economiche, ma addirittura incoraggino le relazioni economiche tra di essi. Si tratta della teorizzazione dell'ingerenza imperialistica degli USA sui Paesi "alleati". Ed appare già delineato, nell'articolo 2, il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) prossimo venturo, del quale Renzi è uno strenuo sostenitore, a conferma del fatto che in Italia il vero Presidente del Consiglio (ed anche il vero Presidente della Repubblica) è la NATO.
In base alla toponomastica parlamentare corrente, anche Stoltenberg sarebbe, come Renzi, di "sinistra". Secondo la stampa di destra, Stoltenberg non è solo un esponente della mitica "socialdemocrazia scandinava", ma potrebbe vantare persino un passato marxista-leninista. Nel marzo dello scorso anno il quotidiano "Il Foglio" presentò la nomina di Stoltenberg a segretario generale della NATO come un pericolo per l'alleanza, a causa dei trascorsi del politico norvegese, indicato come pacifista, antiamericano e, nientemeno, sospettato di rapporti con il KGB.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si ť formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si ť evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


01/04/2015 @ 19.48.56
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