"
"L'abolizione dello Stato e del diritto giuridico avrà necessariamente per effetto l'abolizione della proprietà privata e della famiglia giuridica fondata su questa proprietà."

Programma della Federazione Slava, 1872
"
 
\\ Home Page
Benvenuto nel blog del COMIDAD:

Home Page
 
Di comidad (del 19/07/2018 @ 00:45:44, in Commentario 2018, linkato 334 volte)
Dopo aver oscurato per anni il dato secondo il quale i conti previdenziali si giovano del fatto che molti immigrati regolari versano i contributi all’INPS senza poi avvalersi dei benefici pensionistici, la stessa INPS, per voce del suo presidente Tito Boeri, ha usato quel dato per cercare di dimostrare la necessità della migrazione. Dall’altra parte si potrebbe obiettare che i benefici sui conti previdenziali hanno come contraltare sia l’aggravio dei costi sanitari, sia gli effetti depressivi sulla domanda interna dovuti all’abbassamento del costo del lavoro - causato dalla concorrenza dei migranti con i lavoratori interni - e dalle rimesse all’estero degli stessi migranti.
La vera questione quindi non è migrazione sì o migrazione no, ma l’uso che se ne fa oggi, un uso in funzione deflazionistica. L’Europa usa i migranti per deprimere la domanda interna ed aumentare i flussi finanziari (indebitamento personale, rimesse) legati alla migrazione. Il buco nero della deflazione europea inghiotte le potenzialità di sviluppo dell’Africa e quindi favorisce sia l’indebitamento delle masse africane, sia la migrazione in quanto unica chance per ripagare i debiti. L’Africa è stata massacrata non solo dai servizi segreti americani, francesi e britannici che hanno ucciso i leader africani; non solo dalle multinazionali che depredano le risorse; ma anche dalla deflazione europea che impedisce la formazione di ceti sociali solidi, per creare invece una poltiglia sociale che faccia da target ai servizi finanziari. Accade così che milioni di Africani che non hanno mai visto un’industria, siano però già “banchizzati” e che il Paese africano più “banchizzato”, la Nigeria, sia anche quello che fornisce il maggior numero di migranti.
Anche prima di Maastricht la deflazione è stata il convitato di pietra dell’economia italiana, con il nome di “difesa della lira”, cioè difesa dei tuoi creditori. Nel 1964 e nel 1975 la deflazione si è presentata così ad esigere la liquidazione dell’industria meridionale. Il Sud è stato storicamente una colonia deflazionistica interna molto prima di diventare una colonia deflazionistica della Germania.
Boeri è andato all’attacco del timidissimo decreto “Dignità” paventandone i rischi per l’occupazione. Evidentemente Boeri non vuol convincersi che il lavoro non è una merce come le altre, perché il lavoratore spende, cioè domanda altre merci. Leggi come il “Jobs Act” vanno poi ben al di sotto dello standard del lavoro merce, in quanto considerano il lavoro una servitù. Se il governo avesse voluto fare sul serio, avrebbe eliminato tout court il “Jobs Act” con annessi i suoi effetti deflazionistici e depressivi.

...

Continua a leggere...

 
Di comidad (del 12/07/2018 @ 00:09:28, in Commentario 2018, linkato 1075 volte)
Il Buffone di Arcore ha condotto la sua carriera politica all’insegna della polemica contro la magistratura, nonostante ogni evidenza contraria per ciò che riguarda le sue fortune personali. Lanciato in politica nel 1994 dagli esiti dell’inchiesta giudiziaria passata alla Storia come “Mani Pulite”, il Buffone è stato rilanciato nel 2008 da un’altra inchiesta giudiziaria che segnò la fine del secondo governo Prodi: l’inchiesta contro l’allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie; un’inchiesta che poteva vantare, come unico fondamento oggettivo, la facies lombrosiana dello stesso Mastella.
Il Buffone ha quindi indirettamente contribuito al consolidarsi della mitologia politicorretta della magistratura come potere “indipendente”. Forse grata di ciò, la magistratura ricambia con un ennesimo favore al Buffone, riconsegnando nelle sue grinfie un Salvini ridotto finanziariamente in mutande. La Lega aveva appena tentato di affrancarsi dalla dipendenza del contratto finanziario che la legava alle sorti del Buffone, che immediatamente una sentenza della Cassazione, del tutto priva di agganci nella legge e nel buonsenso, l’ha fatta piombare in una dipendenza ancora peggiore.
Il fatto di lasciare alle destre la polemica contro i giudici, ha condotto le “sinistre” a sorvolare sul rapporto organico che la magistratura ha stretto con le multinazionali. Le sentenze a favore delle multinazionali non si contano nemmeno più. Ultima è arrivata la sentenza che dà torto ai “riders” nel rivendicare il proprio rapporto di lavoro dipendente nei confronti delle multinazionali del caporalato digitale. Il cavillo in base al quale questo rapporto di dipendenza è stato negato, riguarda la discrezionalità dei “riders” nell’accettare o meno una commissione. In realtà questa discrezionalità è parte integrante del rapporto di dipendenza, poiché sta al singolo “rider” di valutare la possibilità di accettare o meno una consegna in base alle condizioni di distanza e di traffico. La multinazionale si avvale quindi anche della funzione di informazione sul campo svolta dai “riders”, in base alla quale distribuire le consegne nel modo più tempestivo ed efficiente.
Nella vicenda della sentenza contro la Lega, c’è da considerare anche l’altro lato della medaglia, cioè che un Salvini già prossimo ad esaurire le sue cartucce propagandistiche potrebbe nuovamente rivendicare a pieno titolo il ruolo di capopopolo e di alternativa ad un sistema che per questo lo perseguita. Il mantra politicorretto secondo cui “le sentenze vanno rispettate” consegna infatti governo e parlamento nelle mani di una burocrazia la cui formazione e riproduzione rimangono oscure, al di là del paravento dei concorsi. L’ideale del politicorretto sarebbe una politica eternamente minorenne e perennemente sotto la tutela della magistratura e delle organizzazioni sovranazionali come il FMI e l’OCSE, ma è chiaro che questo ideale provoca sempre più insofferenza.

...

Continua a leggere...

 
Di comidad (del 05/07/2018 @ 00:40:40, in Commentario 2018, linkato 1245 volte)
Il modello di narrazione del politicorretto ha ormai disgustato un’opinione pubblica che vi identifica un modello comunicativo a carattere fiabesco ed edificante, privo di agganci con la realtà e con le istanze popolari. Ciò finisce indirettamente per accreditare il modello comunicativo opposto, quello del politicamente scorretto, a cui si rischia di riconoscere sempre di più una presunta aderenza ai dati reali. Oggi la casa madre del politicamente scorretto è Washington, perciò è ancora una volta dagli USA che partono i dettami della nuova narrazione.
Di recente uno degli alfieri del politicamente scorretto Made in Usa, l’economista Edward Luttwak, ha tracciato in un’intervista radiofonica le linee narrative ufficiali per ciò che riguarda le ONG. Secondo Luttwak si tratterebbe non di “Organizzazioni Non Governative”, bensì di “Organizzazioni Non Controllate”, orde di scalmanati figli di papà che usano avventuristicamente il pianeta come palcoscenico del proprio buonismo, magari per non affrontare i problemi di casa loro.
Questa narrazione è anche più falsa di quella del politicamente corretto. Anzitutto a finanziare le ONG non c’è soltanto George Soros ma anche fondazioni legate all’establishment repubblicano, come la Rockefeller Foundation. Se si consulta il sito “Funds for NGOs” si scopre inoltre che a finanziare le ONG sono praticamente tutte le fondazioni legate alle grandi multinazionali, da Nike a Monsanto.
L’interesse delle multinazionali per le ONG non è semplicemente di dare di sé un’immagine “buonista”, ma soprattutto di promuovere quel processo di “inclusione finanziaria” delle masse povere di cui le ONG sono le principali agenzie sul campo. Lo scopo è di sviluppare un modello di piccola impresa sottocapitalizzata e cronicamente indebitata che si specializzi nella concorrenza al ribasso.
Un microcredito aperto anche ai lavoratori consente di produrre con salari ancora più bassi. Agli imprenditori ed agli operai che rimangono ciclicamente sul lastrico a causa del continuo ingresso sul mercato di piccole imprese che producono a costi sempre più bassi, per sperare di ripagare i debiti resta solo la via della migrazione. E sono previsti prestiti anche per favorire la possibilità di migrare.

...

Continua a leggere...

 
Di comidad (del 28/06/2018 @ 00:22:25, in Commentario 2018, linkato 1353 volte)
Vi sono momenti storici in cui la propaganda avversaria può diventare, invece che un problema, addirittura un fattore di traino. È accaduto in questi anni a Putin, il quale è stato indirettamente santificato dalla propaganda occidentale che cercava di criminalizzarlo. Accadde al Partito Comunista Italiano tra il 1974 ed il 1975, quando la segreteria democristiana di Amintore Fanfani condusse la polemica anticomunista in modo così puntiglioso, astioso e destabilizzante da rendere simpatico il PCI ai settori dell’elettorato desiderosi di stabilità. Lega e 5 Stelle stanno oggi traendo un analogo vantaggio dal tipo di “opposizione” che il PD ed i media di contorno stanno conducendo contro l’attuale governo.
Nella propaganda piddina vi è un errore narratologico molto simile a quello dei telefilm polizieschi americani, nei quali si vedono i sospettati porsi nei confronti del poliziotto che li interroga come se fosse il loro psicanalista. Si tratta della rimozione del conflitto come effetto del confronto di interessi diversi e contrapposti, per proporre un’idea del conflitto come risultato di pura irrazionalità di una delle parti. Alcuni intellettuali della “sinistra” si ostinano a considerare il seguito elettorale e di opinione di Matteo Salvini come la conseguenza di un’ondata irrazionale. Più semplicemente invece l’opinione pubblica si limita a prendere atto con realismo che il quadro internazionale non è composto di afflati ideali da una parte e di spinte fanatiche o populiste dall’altra, bensì di interessi contrapposti e talora inconciliabili.
È vero che nell’elettorato tradizionale della Lega vi sono anche quelli che desidererebbero risolvere la questione migranti con i treni piombati e i forni crematori, ma se fosse per quelli la Lega sarebbe ancora il partitino del 4%. Poi non c’è bisogno di essere nazisti per restare scettici di fronte alla fiaba secondo cui centinaia e centinaia di ONG sarebbero animate da spirito filantropico. Più la propaganda insiste sulle fiabe del tipo il “Salvini nuovo Hitler”, più il segretario leghista sfonda al centro, poiché viene identificato da gran parte dell’opinione pubblica nel ruolo del politico realista e responsabile che almeno non racconta balle clamorose. È inutile, ad esempio, che il segretario del PD Martina insista ancora nel paventare “l’isolamento in Europa”, dato che ognuno si è accorto che in Europa l’Italia è sempre stata isolata e non è mai riuscita a fare squadra con nessun altro Paese. Martina ci fa la figura del cretino e basta; intanto, per riflesso, cresce l’immagine del Salvini statista.

...

Continua a leggere...

 

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Aforismi (2)
Bollettino (7)
Commentario 2005 (25)
Commentario 2006 (52)
Commentario 2007 (53)
Commentario 2008 (53)
Commentario 2009 (53)
Commentario 2010 (52)
Commentario 2011 (52)
Commentario 2012 (52)
Commentario 2013 (53)
Commentario 2014 (54)
Commentario 2015 (52)
Commentario 2016 (52)
Commentario 2017 (52)
Commentario 2018 (29)
Commenti Flash (61)
Documenti (46)
Fenêtre Francophone (6)
Finestra anglofona (1)
In evidenza (5)
Links (1)
Storia (6)
Testi di riferimento (9)



Titolo
Icone (13)


Titolo
FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


21/07/2018 @ 08:01:53
script eseguito in 67 ms