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"La nozione di imperialismo americano non si deve intendere come dominio tout court degli Stati Uniti, ma come la guerra mondiale dei ricchi contro i poveri, nella quale gli USA costituiscono il riferimento ed il supporto ideologico-militare per gli affaristi e i reazionari di tutto il pianeta."

Comidad (2012)
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Di comidad (del 25/11/2021 @ 00:26:16, in Commentario 2021, linkato 5508 volte)
L’Italietta è troppo angusta per le ambizioni esagerate dell’oligarchia nostrana, di qui il suo europeismo sfrenato, la sua aspirazione di spingere e di condizionare la sorte dell’UE, a volte nascondendosi all’ombra della Germania, a volte agendo allo scoperto. Il governo italiano è stato il primo del Sacro Occidente a puntare sull’emergenza pandemica come occasione di grandeur, secondo la tesi dello stesso Romano Prodi. Il risultato è stato un altro tassello nell’edificio dei vincoli europei, cioè la nascita di un altro super-MES, il Recovery Fund. Non importa se, a dispetto della propaganda ufficiale, i soldi del Recovery sono pochi, perché i vincoli sono invece illimitati.
Il governo Conte bis è stato il primo al mondo ad imporre il lockdown, ed anche nella vicenda del Green Pass, si è visto come l’Italia sia stata ancora una volta la prima a voler imporre ai propri cittadini il certificato sanitario, quindi la prima a stringere ferrei rapporti d’affari con le multinazionali del digitale. Solo che non lo ha fatto “alla tedesca”, distribuendo tamponi gratuiti a tutti, senza discriminare tra vaccinati e non vaccinati, in modo da imporre il controllo (ora sanitario, domani fiscale) rassicurando la popolazione. Lo ha fatto invece con la tipica avarizia italica, risparmiando sui tamponi e cercando di imporre la disciplina con il “divide et impera” del conflitto tra vaccinati e non vaccinati. Ma le nozze con i fichi secchi non sempre riescono bene. Il fronte dei vaccinati si è spaccato, perdendo per strada anche intellettuali prestigiosi che sino a poco tempo fa avevano fatto muro con l’establishment. La propaganda ufficiale continua a catalogare le resistenze popolari sotto l’etichetta “no-vax”, ma la narrazione fa acqua da tutte le parti. La “sinistra” che ha aderito alla narrativa emergenziale si trova oggi costretta a bollare come fascisti e terrapiattisti i renitenti al vaccino ed al Green Pass, poiché soltanto un’emergenza fascismo/oscurantismo può giustificare la collaborazione di questa “sinistra” con l’establishment. Per giustificarsi l’emergenzialismo ha bisogno dell’alibi di altre emergenze, perciò anche il dissenso deve essere spacciato come una nuova emergenza. Oltre la “reductio ad Hitlerum”, anche la “reductio ad complottismum” è una strada obbligata per chi non vuole prendere atto che l’emergenzialismo è una vera e propria istituzionalizzazione del conflitto di interessi, poiché a proclamare l’eventuale fine dell’emergenza dovrebbero essere proprio coloro che dall’emergenza traggono i maggiori vantaggi.

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Di comidad (del 18/11/2021 @ 00:08:32, in Commentario 2021, linkato 5976 volte)
Nel 1925, in un discorso alla Camera, il “fascista critico” Massimo Rocca ammonì Mussolini circa i rischi dell’instaurazione in Italia di una dittatura formale, che sarebbe stata vista all’estero come una sfida ideologica. Poi le cose andarono come andarono e Rocca fu costretto all’esilio, salvo poi aderire nel 1943 alla Repubblica Sociale. L’analisi di Rocca aveva comunque un fondamento: sino al 1925 il fascismo era stato interpretato dalle cancellerie straniere come un regolamento di conti interno, quindi considerato con occhio benevolo. Il tentativo fascista di irreggimentare la popolazione avrebbe invece ben presto messo in allarme i governi stranieri, che avrebbero compreso che l’oligarchia italiana si stava preparando ad una competizione imperialistica più accentuata. Le aspirazioni imperialistiche delle oligarchie comportano infatti un inasprimento dell’oppressione di classe.
In questa fase c’è, pur nella diversità del contesto, qualche analogia col passato. Il tentativo dell’oligarchia italiana di formalizzare il regime emergenzialista in un nuovo modello di “governance”, pare stia cominciando a suscitare sospetti all’estero. Dopo la visita in Germania ed il discorso tenuto a Berlino il 29 agosto del 2020, Robert Kennedy Jr. è venuto anche in Italia il 13 novembre scorso a parlare alla folla dei No-Green Pass di Milano. Per comprendere appieno il senso di una tale visita, occorre considerare come avrebbe reagito il governo italiano se ad essere invitato a parlare in Italia non fosse stato un esponente, per quanto atipico, dell’oligarchia americana come Robert Kennedy Jr., ma, ad esempio, un personaggio come l’ex presidente boliviano Evo Morales, magari ad esporre le sue tesi sui propositi del Fondo Monetario Internazionale di ridurre il numero dei poveri, ma non aumentando il loro reddito, bensì facendoli fuori con armi biologiche. Difficilmente a Morales sarebbe stato consentito di parlare e sobillare le folle, e probabilmente gli sarebbe stato inflitto ben altro che un DASPO.
Come già in Germania, la venuta di Kennedy in Italia è servita perciò a ribadire le gerarchie internazionali. Un esponente dell’oligarchia americana può permettersi da noi cose che non sarebbero concesse a persone di altri Paesi. In definitiva conta relativamente la sincerità o meno del personaggio Kennedy; anzi, non c’è incompatibilità tra il tenere alla salute dei bambini ed essere convinti che siano gli USA a dover guidare il mondo. Conta invece il messaggio implicito nella sua visita, come a dire ai nostri oligarchi: voi state facendo i vostri giochi, ma oltre Atlantico vi teniamo d’occhio, non pensate di usare il vostro emergenzialismo per progetti di grandeur e non vi illudete di continuare a nascondere le vostre velleità riparandovi dietro la Germania. Sarà un caso, ma dopo il discorso di Kennedy a Berlino, il governo tedesco aveva man mano rinunciato a spingere sull’acceleratore emergenziale. C’è invece da dubitare che nell’attuale stato di euforia l’oligarchia italiana colga il senso del messaggio e diventi più prudente, tanto più che adesso c’è l’Austria che rischia di strapparci la palma di primo laboratorio delle multinazionali. Persino la Germania ora appare nuovamente intenzionata a rimettersi in gara ed ad usare anch’essa l’emergenzialismo per imporre la digitalizzazione di massa.

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Di comidad (del 11/11/2021 @ 00:27:22, in Commentario 2021, linkato 7512 volte)
L'emergenza è il doping del potere, ma anche l’emergenzialismo permanente ha i suoi inconvenienti. I “costituzionalisti” come Cassese e Zagrebelsky ci hanno fatto sapere che tutte le garanzie legali possono essere azzerate in base ad espedienti retorici come il richiamo alla “solidarietà” o al “giuridico indifferenziato”, perciò non ci sono più regole a cui riferirsi, solo arbitrio dispotico. Ma se si dichiara che non ci sono più regole da violare caso per caso, allora quello che chiamiamo “Stato” non può neanche più barare: è infatti la legalità a determinare la possibilità di quella rendita di posizione che è l’illegalità, principalmente l’illegalità di Stato. Se scompare il miraggio della legalità, il baro per antonomasia, lo Stato, non può più ingannare nessuno.
Con candore estremo la commissione parlamentare antimafia ci ha comunicato che i lockdown hanno determinato una concentrazione forzosa di capitali a favore del crimine organizzato; e quindi anche della finanza globale, dato che i proventi della criminalità mafiosa, per potersi “lavare”, devono rientrare nei circuiti finanziari internazionali. Lo Stato ha quindi usato le forze dell'ordine (?) per impedire alle persone per bene di lavorare e produrre reddito, consegnandole ai ricatti del crimine organizzato. Adesso con il Green Pass migliaia di piccole imprese sono costrette per sopravvivere a stare fuori della legge, e persino i vecchietti che non controllano la certificazione verde alle loro badanti, diventano dei criminali. Oggi risulta difficile per lo Stato evitare di essere percepito da gran parte della popolazione come un'astrazione giuridica che fa da alibi e paravento ad un'associazione a delinquere.
Per confondere le acque, i media dovrebbero propinarci la solita solfa sui governi incompetenti e incapaci; invece sono ancora impegnati a narrarci del migliore dei governi possibili. Ma fino a quando la narrazione entusiastica ed il culto della personalità potranno reggere, e Draghi sfuggire alla graticola del ludibrio? Nel frattempo ci hanno raccontato che Mario Draghi avrebbe scoperto l'acqua calda, e cioè che quello di Presidente del Consiglio è un mestiere da sfigato, perciò nel caso che non fosse eletto Presidente della Repubblica, pianterebbe baracca e burattini.
In realtà Draghi già lo sapeva, solo che Mattarella lo ha incastrato assegnandogli l'incarico di formare il governo: se Draghi avesse rifiutato o avesse fallito nel formare il governo, si sarebbe screditato per la corsa al Quirinale, dove risiede il vero monarca assoluto. Analizzare la questione della corsa al Quirinale secondo i canoni di venti o trent'anni fa, è pura finzione, poiché oggi in Italia il Presidente della Repubblica domina il governo e il parlamento.

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*1 In Israele, un paese laboratorio dove si è più vaccinato, una grande ricerca fatta sul 26% della popolazione totale (2.300.000 circa) ha mostrato che l’immunità dopo infezione naturale risulta molto più efficace e durevole di quella da vaccino con dose doppia.

*2  Si dice che vanno vaccinati tutti gli ultra 50enni, anche per evitare che il Coronavirus continui a circolare, infettando gli altri. L’infettività si ha in genere un paio di giorni prima dei sintomi e per 5-7 giorni dopo. In adulti ricoverati la media è stata 7 giorni. In una rasse­gna di 79 studi, nessuno ha trovato virus vivi, in­fettivi, oltre i 9 giorni di malattia: può persistere l’eliminazione di RNA virale, ma non infettante.

* 3 Stati Uniti: in merito ad adolescenti e bambini, i rischi importanti di Covid in età pediatrica sono minimi e gli effetti avversi dei vaccini fre­quenti e in potenza gravi, ma ancor più perché l’infezione naturale dà una protezione più robusta e duratura (anche) verso la variante Delta.

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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


29/11/2021 @ 01:32:45
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