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"Ridurre l'anarchismo alla nozione di "autogoverno", significa depotenziarlo come critica sociale e come alternativa sociale, che consistono nella demistificazione della funzione di governo, individuata come fattore di disordine."

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Di comidad (del 26/02/2015 @ 01:55:36, in Commentario 2015, linkato 224 volte)
La propaganda di Renzi è basata su espedienti piuttosto elementari, tra cui il dire ad ognuno ciò che vorrebbe sentire. Per compiacere un po' gli insegnanti prima di rifilargli il bidone, Renzi ha anche dichiarato che bisogna smetterla di dare sempre la colpa agli insegnanti e mai ai ragazzi che non studiano. Con questo generico appello al rigore degli studi, Renzi può rifilare la fregatura, attraverso il solito slogan della "meritocrazia". Basta con l'ugualitarismo fra gli insegnanti, occorre premiare il "merito". Sapere cosa sia il "merito" non è affatto importante. Anzi, l'ineffabilità del concetto favorisce ancora di più la competizione fra i docenti, i quali imparano alla svelta che possono emergere soltanto cercando di mettere nei guai i loro colleghi, magari strumentalizzando allo scopo anche gli studenti, sempre entusiasti di accedere alla sensazione di potere offerta dall'opportunità di inserirsi nelle beghe degli adulti. La metafisica del merito riconduce quindi ad una pratica molto concreta: il mobbing reciproco.
Dalla Scuola pseudo-idillio di venti anni fa, si è passati all'attuale Scuola/inferno, inaugurata dal ministro Luigi Berlinguer con le leggi sulla autonomia scolastica e sullo "Statuto degli Studenti". Gli insegnanti si scannano fra di loro nella speranza di accedere allo staff dirigenziale, al quale si prospetta il futuro privilegio non solo di maggiori guadagni, ma soprattutto di non entrare in classe; oppure si scannano nella vana illusione di essere cooptati nell'Olimpo dell'istruzione para-universitaria.
Gli scopi di Renzi sono infatti chiaramente lobbistici. Si tratta di distruggere l'istruzione superiore pubblica e gratuita, per sostituirla con quei doppioni dei licei che sono i college all'americana, in modo che la vera istruzione di preparazione all'Università sia a pagamento o, meglio, a credito, per far sì che anche gli studenti italiani si riducano indebitati come quelli americani. Secondo la Federal Reserve, l'indebitamento studentesco negli USA ha raggiunto vette stratosferiche.
Se poi il business dell'istruzione finanziarizzata all'americana in Italia, te lo viene a gestire direttamente il Dipartimento di Stato USA, ancora meglio. Sarà rassicurante per molti sapere che l'ambasciata americana non sta lì solo per organizzare colpi di Stato, ma anche per venderci istruzione.
Un altro facile espediente per turlupinare gli insegnanti, è di alimentare la loro mitomania, facendo appello alle loro mirabolanti capacità di educatori. Renzi ha detto infatti che se tanti giovani europei si fanno attrarre dal terrorismo, è perché la Scuola non ha saputo integrarli ed educarli. Ecco una nobile missione su cui impegnare la "Buona Scuola": salvare i ragazzi dalla perfida influenza dell'ISIS, plasmando degli ideali cittadini "occidentali".
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Di comidad (del 18/02/2015 @ 01:07:31, in Commentario 2015, linkato 702 volte)
La democrazia è un po' come la Scuola, che non fa crescere i ragazzi, ma in compenso infantilizza gli insegnanti. La "crescita democratica" consiste infatti in un percorso di regressione all'infanzia, nel quale non si distingue più tra la realtà ed il "reality show", e il "dibattito democratico" si risolve in puro allenamento alla credulità. Ma la chiave del successo della propaganda ufficiale consiste appunto nel suo aspetto ludico, nella sua capacità di creare intrattenimento e divertimento.
Persino la guerra all'ISIS diventa un giocare a fare gli "Occidentali" (pensavi di essere un fesso qualsiasi, e invece sei un "occidentale"); ed anche un giocare a fare le vittime e gli "attaccati", sebbene per ora a bombardare sia sempre e solo il Sacro Occidente. Il Buffone di Arcore non ha voluto mancare neppure lui alla kermesse bellicistica allestita dal fiero condottiero Renzi. E lo spasso per l'opinione pubblica continuerà, almeno finché non dovesse tornare il servizio militare obbligatorio.
Le "notizie" sull'ultimo attentato in Danimarca hanno riconfermato lo stile allusivo ed evocativo della propaganda ufficiale, che preferisce spesso alle menzogne dirette le narrazioni al condizionale, ed i più suggestivi "forse", che lasciano immaginare e fantasticare, ingigantendo ancora di più le ipotesi. Sinora nulla dimostra che il recente attentato danese abbia qualcosa a che fare con l'estremismo di etichetta islamica, ma bastano i "forse" per giustificare l'allarmismo dei titoli dei giornali.
L'altro ipotetico attentato alla sinagoga danese, secondo i media, avrebbe avuto, "forse", come obiettivo un vignettista. Che i vignettisti diventino i nuovi eroi della libertà occidentale, risulta coerente con questo contesto ludico. La satira, per definizione, dovrebbe appuntarsi sui potenti; se colpisce invece bersagli deboli, privi di una vera possibilità di replica, come nel caso dell'Islam, allora non è più satira, ma diventa mero dileggio. Non a caso il "Je suis Charlie" ha riscosso tanto successo fra gli under 18. I vignettisti di "Charlie Hebdo" diventano icone e martiri, poiché il dileggio costituisce un valore aggregativo fondamentale per il gruppo adolescenziale; tanto che tutte le sere molti ragazzi si dimostrano pronti a rischiare una coltellata pur di condurre sino in fondo uno sfottò.
Se non si tratta più di "forse", ma di fatti accertati, invece ci si può tranquillamente sorvolare. La ministra della Difesa Pinotti è volata in Qatar a concertare con l'emirato la collaborazione per la prossima impresa militare in Libia. L'emirato del Qatar può vantare lo status internazionale di collaboratore esterno della NATO, ma ci sarebbe anche da considerare il trascurabile dettaglio che è proprio il Qatar il maggior finanziatore dell'ISIS.
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Di comidad (del 12/02/2015 @ 01:36:12, in Commentario 2015, linkato 593 volte)
Il famoso aforisma di Von Clausewitz ("la guerra è la prosecuzione della politica con altri mezzi") è stato molte volte oggetto di parafrasi. Una delle parafrasi più efficaci - e sconcertanti - fu quella di Georges Clemenceau, in un discorso parlamentare che tenne da primo ministro francese alla fine della prima guerra mondiale. Clemenceau affermò che la guerra è l'unica realtà dei rapporti tra i popoli, e che la stessa pace non è altro che la continuazione della guerra con altri mezzi. Clemenceau si riferiva al Trattato di Versailles, ma la sua osservazione potrebbe essere applicata anche all'ONU. I cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU - quelli dotati non solo del diritto di voto, ma anche di veto -, sono infatti le cinque potenze vincitrici della seconda guerra mondiale: USA, Russia, Cina, Regno Unito e Francia. Si potrebbe concludere perciò che l'ONU non sia altro che la prosecuzione della seconda guerra mondiale con altri mezzi.
Con il suo consueto opportunismo, Stalin aderì all'ideologia "mondialista" (cioè imperialista) alla base dell'ONU; ma, se fosse stato per Stalin, l'Unione Sovietica avrebbe aderito anche al Piano Marshall, solo che in quel caso furono gli USA a rifiutare. Il risultato di questi trascorsi opportunistici, è che per decenni la "sinistra" è stata incapace di distinguere tra internazionalismo e mondialismo, considerando "progressivo" tutto ciò che irreggimentava gli Stati nazionali.
Gli schieramenti dello scontro imperialistico nel tempo sono cambiati, e le "alleanze" continuano a mutare a seconda delle esigenze, ma l'idea di una istituzione sovranazionale incaricata di "mantenere la pace", non ha mancato al suo compito di far persistere lo stato di guerra per settanta anni. L'umanitarismo dell'ONU, basato sul considerare l'umanità eternamente minorenne e bisognosa di tutela, costituisce sempre un ottimo alibi per giustificare ingerenze e destabilizzazioni. L'ecumenismo massonico, cioè l'ideologia puerile secondo cui basterebbe riunire i potenti del mondo a discutere, per risolvere così tutti i problemi, ha contributo ad un'ulteriore infantilizzazione delle masse, tutte contente che il papà e la mamma non litighino più. Che poi le guerre continuino lo stesso, diventa in tal modo un accidente trascurabile, che si può tranquillamente attribuire ogni volta ad un "cattivo" fuori del coro.
Se gli schieramenti sono mutati, una costante riguarda invece gli scenari dove la guerra si svolge, tra cui l'area di confine della Russia e, ovviamente, il Nord-Africa. Nel 2011 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha autorizzato la NATO a stabilire in Libia una "no fly zone" in base ad una presunta repressione scatenata dal "dittatore" Gheddafi. Le notizie a riguardo non furono assolutamente verificate e l'unica fonte era rappresentata dall'emittente Al Jazeera, di proprietà dell'emiro del Qatar, alleato della NATO. Il segretario generale dell'ONU, il sud coreano Ban Ki-moon, assunse sin dall'inizio della crisi libica un atteggiamento apertamente favorevole ai cosiddetti "ribelli", e tutta la macchina propagandistica della stessa ONU fu dispiegata per accreditare l'immagine di un'emergenza umanitaria e di un popolo in lotta per la democrazia contro il tiranno Gheddafi.
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Di comidad (del 05/02/2015 @ 00:20:48, in Commentario 2015, linkato 845 volte)
Il fumo mediatico ha spacciato l'elezione di Mattarella come l'ennesimo trionfo personale di Matteo Renzi. In realtà in Italia non si diventa presidenti della Repubblica senza l'investitura della NATO. La prova la si può trovare nella nostra "bellissima Costituzione", la nostra "Costituzione Fiaba", come dice Benigni. Dietro le fatine ed i principi azzurri, vi si annidano però non solo mefitici "Draghi", ma anche terribili orchi. Come nell'articolo 87, dove ci viene detto che, tra le altre cose, il presidente della Repubblica presiede il Consiglio Supremo di Difesa, "costituito secondo la Legge". Le leggi in oggetto sono quelle del 1950, del 1999 e del 2010, e configurano una commissione mista, costituita dai principali ministri e dai vertici militari. Lo stesso segretario del Consiglio è un militare. Davvero una bella trovata quella di inserire di straforo nella Carta Costituzionale un organismo dai poteri imprecisati, che configura una specie di governo di emergenza che non ha alcun obbligo di rispondere al parlamento. Alla faccia degli "equilibri istituzionali".
E come sarebbe venuta ai nostri "Padri Costituenti" questa bella ponzata? Non dovevano sforzare molto la fantasia, perchè nello stesso anno in cui veniva scritta la nostra "bellissima Costituzione", il 1947, il presidente Truman aveva inventato negli USA un organismo analogo. Il National Security Act del luglio del 1947 istituiva infatti il National Security Council, un supergoverno composto dai vertici civili e militari. La NATO sarebbe stata costituita solo due anni dopo, nel 1949, eppure pare che aleggiasse nell'aria, visto che i "Padri Costituenti" già adeguavano la forma istituzionale della Repubblica italiana alle esigenze dell'alleanza militare con gli USA.
Quindi sarà del tutto casuale che l'attuale presidente della Repubblica sia anche il ministro della Difesa che aveva gestito l'aggressione della NATO contro la Serbia nel 1999. Deve considerarsi assolutamente casuale anche il fatto che Mattarella appartenga ad una delle dinastie più importanti del potere in Sicilia, cioè la regione più militarizzata d'Italia e d'Europa. Come pure è una mera coincidenza che le sue prime parole da neo-eletto siano state sulla questione del "terrorismo" e delle "dittature" che minaccerebbero il Sacro Occidente. Anche in questa circostanza Sergio Mattarella non doveva sforzare granché la fantasia, visto che la priorità della "minaccia terroristica" era già stata individuata dal Consiglio Supremo di Difesa, nella sua riunione del 15 ottobre scorso. Non ci vuol molto sforzo neppure a prevedere che, in una delle prossime riunioni del Consiglio di difesa, ad essere evocato sarà il fantasma del "dittatore" Putin.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si ť formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si ť evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


28/02/2015 @ 6.17.21
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