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"La nozione di imperialismo americano non si deve intendere come dominio tout court degli Stati Uniti, ma come la guerra mondiale dei ricchi contro i poveri, nella quale gli USA costituiscono il riferimento ed il supporto ideologico-militare per gli affaristi e i reazionari di tutto il pianeta."

Comidad (2012)
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Di comidad (del 22/02/2024 @ 00:06:37, in Commentario 2024, linkato 6657 volte)
È davvero commovente lo zelo con il quale i nostri media ed i nostri politici cercano di convincerci che Putin è un tipo poco raccomandabile. Magari i suoi supporter ancora credono che Putin abbia preso il potere in Russia, e lo abbia mantenuto per quasi un quarto di secolo, grazie alla sua qualità di essere il più lesto ad aiutare le vecchiette ad attraversare la strada. In realtà nessuno pensa che Putin sia uno stinco di santo e sono altri i motivi per cui è diventato popolare tra i cosiddetti “populisti” o “sovranisti”.
Le attuali oligarchie euro-americane sono sempre più sradicate e ostili nei confronti delle proprie popolazioni, che trattano come cavie e immondizia. Si parte da questo dato oggettivo, ma poi scatta nuovamente il senso di gerarchia, la reverenza culturale nei confronti delle classi superiori. Invece di constatare che queste bolle oligarchiche sono composte da cleptocrati parassiti e pupazzi animati dal movimento dei soldi, si prendono sul serio le distopie globaliste e transumaniste dei vari Forum di Davos, che sono in realtà prodotti dei loro addetti alle pubbliche relazioni, cioè pubblicità confezionata con materiali eterogenei. Allo stesso tempo si sogna l’avvento di un messia del nazionalismo e del tradizionalismo, e lo si identifica con Putin a causa della criminalizzazione di cui è fatto oggetto dai media occidentali. Lo stesso Putin però fa di tutto per deludere coloro che lo ritengono una cima ed un avversario dell’Occidente; infatti nelle ultime interviste ha più volte confessato di essersi fidato e di essere stato preso per i fondelli dalla Merkel e da Hollande nella vicenda degli accordi di Minsk, e di essere stato ancora raggirato nel 2022 da Macron durante le trattative di Istanbul. Ma probabilmente Putin non ha capito come funziona da noi. I leader politici nostrani non sono in grado di porsi il problema di ingannare o meno, poiché hanno la stessa capacità di comprensione e interlocuzione di un dispositivo automatico; persino la propaganda è una cosa troppo complessa per loro, per cui comunicano attraverso gli slogan sconnessi che gli vengono forniti dagli spin doctor.
In un discorso del 2021 la presidente della Corruzione Europea (pardon, Commissione Europea), Ursula von der Leyen, ha addirittura dichiarato di aver adottato il motto “I care” di don Lorenzo Milani come motivo ispiratore dell’Unione Europea. Secondo la von der Leyen infatti l’UE sarebbe stata l’unica a non tenere i mirabolanti vaccini soltanto per sé ma ad esportarli anche verso i paesi poveri. La von der Leyen ovviamente non sapeva neppure chi fosse don Milani, e la sua icona le era stata fornita come testimonial pubblicitario per i vaccini. Ci fu qualcuno che commentò sarcasticamente che, dopo aver fatto trenta, tanto valeva che la von der Leyen facesse trentuno, e come spot lanciasse direttamente il Discorso della Montagna nella nuova versione Bergoglio: beati i poveri perché saranno vaccinati. Come ulteriore dimostrazione della sua benevolenza, la von der Leyen dichiarò che si sarebbe potuto discutere dell’ipotesi di sospendere i brevetti dei vaccini perché ognuno potesse produrseli a basso costo. Ovviamente non era vero nulla, ma faceva bello dirlo. L’oligopolio farmaceutico multinazionale ha salvato così i suoi profitti; ed era anche giusto, visto quello che Pfizer dichiara sul proprio sito internet, cioè che è costretta a spendere un sacco di soldi in lobbying per supportare quei politici che si dimostrino sensibili al verbo della “scienza”. In gergo questa forma di lobbying si chiama “partenariato politico”; solo per chiarire le idee a quei trogloditi retrogradi che, di fronte a questo traffico di soldi, potrebbero definirlo come corruzione legalizzata. Pfizer avrebbe potuto essere ancora più generosa e farci i nomi di chi sta sul suo libro-paga; ma è pretendere troppo dalla vita.

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Di comidad (del 15/02/2024 @ 00:10:28, in Commentario 2024, linkato 7182 volte)
In molti hanno ritenuto di liquidare l’intervista rilasciata da Putin a Tucker Carlson come propaganda. Certo che si tratta di propaganda, e non si capisce cos’altro avrebbe dovuto essere. Ciò non esimerebbe però i nostri governi dal replicare a delle specifiche dichiarazioni piuttosto imbarazzanti. In particolare Putin ha riconfermato quanto già si era detto immediatamente dopo l’attentato al gasdotto North Stream, e cioè che il pur grave sabotaggio non aveva del tutto compromesso la possibilità di approvvigionamento di gas russo, in quanto un tubo è rimasto funzionante, perciò la Germania, se volesse, potrebbe ancora servirsene; cosa che invece non sta facendo. La carenza energetica, dovuta al mancato approvvigionamento di gas russo, ha determinato in Germania un drammatico incremento dei costi di produzione, con la conseguente chiusura di numerosi impianti di aziende come Basf, Michelin, Ford, Goodyear, ed ora anche Volkswagen. Secondo alcuni commentatori il partito dei Verdi, ora al governo a Berlino, non considera la deindustrializzazione un problema; anzi, essa andrebbe nel senso di un’auspicabile decrescita. In realtà nulla assicura che la decrescita sia “felice”, poiché la deindustrializzazione e la carenza energetica comportano il rilancio di produzioni obsolete e maggiormente inquinanti; infatti il governo tedesco ha lasciato in funzione centrali a carbone che avrebbero dovuto essere già dismesse.
Anche la rigassificazione in appositi impianti del GNL o del GPL comporta un notevole spreco di energia e molto inquinamento in più. Si farà così almeno contenta la "Democrazia"? Neanche quello, dato che le forniture di gas liquefatto (sia gas naturale, sia gas di petrolio) dalla Norvegia e dagli USA non sono sufficienti. Gli USA non hanno aumentato la loro produzione poiché per farlo dovrebbero spendere per nuovi investimenti, che nel fracking sono particolarmente onerosi; mentre invece la minore produzione comporta una comoda situazione di prezzi più alti e maggiori profitti. La cosa più ridicola è che la Germania risulta costretta a continuare a rifornirsi di gas liquefatto di produzione russa, però attraverso l’intermediazione di imprese indiane, quindi con un sovrapprezzo da pagare.

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Di comidad (del 08/02/2024 @ 00:11:22, in Commentario 2024, linkato 7444 volte)
Il bello dei nostri oligarchi sta nel fatto che non c’è bisogno di fare troppi sforzi di immaginazione per capirli, dato che ci dicono tutto loro. Andando sul sito della NATO si trova un discorso che il segretario generale, Jens Stoltenberg, ha pronunciato alla Heritage Foundation il 31 gennaio scorso allo scopo di convincere i parlamentari statunitensi a votare per un’ulteriore “dose” di aiuti finanziari all’Ucraina. Il bilancio strategico delineato da Stoltenberg è piuttosto interessante. Si apprende infatti che i vari nemici dell’Occidente democratico (Russia, Cina, Iran e Corea del Nord) hanno superato le loro storiche divergenze e ostilità costituendo un unico blocco del male. La cooperazione tra i malvagi non riguarda solo l’aspetto strategico-militare ma anche la resistenza alle sanzioni economiche occidentali; anzi, i maligni stanno persino contrattaccando, sfruttando le sanzioni per cercare di minare la supremazia finanziaria degli Stati Uniti. Che potessero allearsi potenze da sempre rivali come Russia, Cina e Iran, era un’ipotesi che sino a qualche tempo fa qualsiasi storico avrebbe considerato inverosimile, ma pare che gli USA e la NATO siano invece riusciti nel miracolo. Dopo aver illustrato, tutto gongolante, questo disastro strategico, Stoltenberg arriva finalmente al dunque ed esorta i parlamentari statunitensi a votare per finanziare l’Ucraina perché è un affare. Stoltenberg afferma che la NATO ha creato un enorme mercato per le armi (“NATO creates a market for defence sales.”), ed i maggiori beneficiari del business sono le multinazionali americane, con oltre centoventi miliardi di dollari di vendite agli alleati europei. Stoltenberg accenna ai vantaggi che possono derivare ai congressmen dalle fabbriche di armi insediate nei loro distretti elettorali; tace però sugli aspetti più sordidi della corruzione legalizzata statunitense, come le porte girevoli tra carriere pubbliche e private, oltre che le mazzette camuffate da contributi elettorali. D’altra parte i congressmen repubblicani ritengono di potersi arricchire anche di più concentrando i finanziamenti su Israele, perciò c’è ancora incertezza. Meno male che c’è l’Unione Europea, che toglie i sussidi per il carburante agli agricoltori mentre invia altri cinquanta miliardi a Zelensky.
Se la strategia tradizionale consisteva nel non avere troppi nemici in una volta, e comunque evitare che si unissero, la filosofia esposta da Stoltenberg è invece opposta: più nemici ben vengano perché significano più soldi. L’ex primo ministro britannico Boris Johnson condivide questa concezione della NATO come centro commerciale per le armi, e si è esibito persino in uno spot pubblicitario per le spese militari, dichiarandosi in piena forma e pronto ad arruolarsi per andare al fronte a combattere i russi, prostata permettendo. Dall’articolo pubblicato sul quotidiano “The Telegraph” si apprende che negli ultimi decenni l’esercito britannico si è ridotto ad un organico di settantamila uomini e persino la mitica Marina di Sua Maestà se la passa molto male; infatti non si trova più nessun fesso disposto ad arruolarsi, perciò ci si poteva rivolgere solo a Boris Johnson. Ovviamente si pensa ad una leva militare ed intanto urge aumentare le spese per la “difesa”, così da portarle almeno al 3% del PIL. La cosa strana però è che in questi ultimi vent’anni non ci si era accorti che Putin rappresentava una minaccia ed un potenziale invasore; anzi, ci si raccontava che le forze armate russe erano una barzelletta, mentre adesso potrebbero invadere l’intera Europa. La NATO si espandeva, e intanto si spendeva e spandeva per le armi, visti i centoventi miliardi di dollari ricordati da Stoltenberg; ma le forze armate della NATO sono rimaste striminzite ed inefficienti, come se non si dovesse mai combattere davvero. C’è un po’ di contraddizione. L’unico punto fermo, l’unica costante in tanta confusione, è la spesa per le armi.

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Di comidad (del 01/02/2024 @ 00:08:55, in Commentario 2024, linkato 7606 volte)
Fanpage è una testata giornalistica online che può essere considerata la Radio Maria della religione del politicamente corretto. Nella scorsa settimana Fanpage si è occupato del modo in cui le comunità ebraiche hanno affrontato mediaticamente la questione del confronto tra la Giornata della Memoria dell’Olocausto con quanto sta avvenendo a Gaza per opera delle bombe sganciate da Israele e pagate dal contribuente americano. Fanpage ci fa sapere che criticare quei massacri commessi da Israele a Gaza non è antisemitismo, quindi non si fa peccato contro il politicamente corretto; cosa che ci permetterà finalmente di dormire la notte. Ma forse quando si parla di Israele, “quella” Giornata della Memoria c’entra poco o nulla, mentre sarebbe il caso di coltivare la memoria di tutti i soldi statunitensi che mantengono artificiosamente gonfia una bolla sionista che da sola si affloscerebbe all’istante.
Per tutto il suo mandato Barack Obama è stato considerato uno dei presidenti statunitensi più critici nei confronti di Israele, perciò nel 2016, quando stava proprio lì per lasciare la Casa Bianca, il poverino pensò bene di redimersi e decise di riscattarsi da quella brutta fama. L’amministrazione Obama fece infatti approvare uno dei più sostanziosi pacchetti di aiuti finanziari e militari ad Israele. Nei 38 (trentotto) miliardi di dollari elargiti al governo israeliano c’era anche il finanziamento di un programma missilistico che avrebbe dovuto svolgere l’ulteriore funzione di scudo contro eventuali attacchi dall’aria. Si tratta dello stesso “scudo” che, sebbene ricco e costoso, ha miseramente fallito il 7 ottobre scorso contro i razzetti artigianali di Hamas.
Qualche mente cinica e prosaica avrebbe potuto farsi venire il meschino dubbio che quei soldi non siano stati spesi in base al criterio dell’efficacia bensì del massimo costo, in modo da riversarsi nelle tasche giuste. Fortunatamente dopo il 7 ottobre l’afflato ideale ha avuto il sopravvento su questi ingiusti sospetti, quindi Biden, con l’approvazione del congresso e del senato, è riuscito a far pervenire ad Israele altri 14 (quattordici) miliardi di dollari per scongiurare la mortale minaccia di Hamas. Si tratta di un bel po’ di soldi extra, se si considera che Israele è già armatissimo, mentre Hamas è solo una milizia e non l’esercito di uno Stato; ma non è il caso di fossilizzarsi su questi dettagli.

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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


28/02/2024 @ 08:01:12
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