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"Politically correct" è l'etichetta sarcastica che la destra americana riserva a coloro che evitano gli eccessi del razzismo verbale. "Politicamente corretto" è diventata la locuzione spregiativa preferita ovunque dalla destra. In un periodo in cui non c'è più differenza pratica tra destra e "sinistra", la destra rivendica almeno la sguaiataggine come proprio tratto distintivo."

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Di comidad (del 07/12/2017 @ 00:01:43, in Commentario 2017, linkato 5579 volte)
L’ondata mediatica di fake news sulle fake news ha trovato finalmente un punto fermo. Si è infatti individuata la fonte dell’allarme; si tratta inoltre di una fonte insospettabile e al di sopra delle parti: il Dipartimento di Stato USA. Prima ancora che il quotidiano “New York Times” si facesse latore dell’allarme, al nostro governo era giunta un’informativa a riguardo proprio dal Dipartimento di Stato americano. Con ammirevole senso della legalità ci viene anche spiegato che la fonte (o la fonte della fonte?) non può addentrarsi nei dettagli delle prove per non violare la legge.
I contenuti dell’informativa risultano abbastanza sconcertanti, tanto da far supporre che al Dipartimento di Stato USA si rubino lo stipendio. Il nostro governo viene infatti “avvisato” del pericolo che dalla Russia provengano fake news tendenti a favorire le formazioni politiche più orientate ad un avvicinamento con la stessa Russia, cioè la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle. L’irrealismo dell’informativa appare abbastanza evidente, dato che in Italia non esiste una classe politica in grado di mettere minimamente in discussione la collocazione “atlantica e occidentale” del Paese; e non c’era neppure bisogno dei pellegrinaggi di Di Maio a Washington e di Salvini in Israele per accorgersene. Che poi la propaganda russa cerchi di tirare l’acqua al proprio mulino, è prevedibile e fisiologico, ma la Russia rimane un Paese povero, con un PIL addirittura inferiore a quello dell’Italia, perciò non può permettersi di “investire” più di tanto per destabilizzare la politica di altri Stati.
La pseudo-informativa del Dipartimento di Stato USA non va però considerata un semplice controsenso, poiché deve essere collocata nel vero contesto. Da qualche anno la Russia ha avviato una legislazione contro le ingerenze esterne, ponendo limiti alle ONG, al movimento di personaggi indesiderabili ed al finanziamento dall’estero di organi di informazione. Si tratta di una legislazione difensiva a costo zero, adeguata ad uno Stato con scarse risorse; una legislazione che sta diventando un modello anche per altri Paesi, persino di collocazione “atlantica”, tra cui l’Ungheria e, pare, anche la Romania.
Innescare una psicosi mediatica sulle fake news e sulle “ingerenze” russe svolge quindi una precisa funzione, cioè creare un “rumore di fondo” che impedisca alla notizia vera di pervenire alle opinioni pubbliche. La notizia vera è appunto il fatto che dalle ONG e dalle altre ingerenze ci si può difendere senza eccessivo sforzo.

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Di comidad (del 30/11/2017 @ 01:07:33, in Commentario 2017, linkato 1255 volte)
Prendersi una testata in faccia per un insegnante è routine ma, se capita ad un giornalista, diventa uno scandalo. Scandalismo e giornalismo del resto sono praticamente sinonimi: oggi i giornalisti si scandalizzano persino per la pretesa di avere una pensione o uno stipendio. Ammesso che l’episodio di Ostia non sia una combine, esso si è concluso con reciproco vantaggio per i due protagonisti, in quanto il giornalista è diventato un eroe mediatico del “politicamente corretto” ed il fascio-teppista è diventato un eroe mediatico del “politicamente scorretto”. Se per una persona per bene alcune settimane di galera costituiscono una tragedia che può stroncare un’esistenza, per quelli come Spada possono assumere il colore di una rimpatriata e di un’occasione per ritrovarsi fra amici, perciò non sono un gran prezzo da pagare.
L’ambiguità dell’effetto mediatico dell’episodio sta appunto nel riproporre l’immagine di un’antropologia di destra “libera e selvaggia” a fronte di un’antropologia di sinistra irretita nelle spire del bigottismo e del perfettinismo morale. È un paradigma che consente alla destra una spregiudicatezza di temi e di comportamenti che, peraltro, non compromette le relazioni e le complicità con l’establishment. Anche senza sposare la tesi secondo cui CasaPound sarebbe una costruzione parapoliziesca, sta di fatto che certe “opposizioni” di destra si giovano di una tolleranza dal sistema di potere che è spiegabile con il loro essere percepite pur sempre come “persone di famiglia”.
Avviene così che oggi anche l’imperialismo trovi i suoi contrasti in governi di destra come quello di Orban in Ungheria. Attualmente i rapporti tra Washington e Budapest appaiono ai ferri corti, specialmente dopo la decisione statunitense di finanziare con settecento milioni di dollari i giornali dell’opposizione ungherese. Il governo di Orban ha sottolineato la scorrettezza di tale comportamento nei confronti di un “alleato” della NATO.
Pur provenendo dalla “scuola” di George Soros, il Primo Ministro Orban ha spinto il conflitto con il finanziere ungherese-americano sino a denunciare il ruolo delle sue ONG nell’organizzare e finanziare l’ondata migratoria in Europa. D’altra parte lo stesso Orban continua a far finta di non accorgersi che Soros non è un semplice privato ma un “funzionario informale”, un agente esterno, della CIA. Le ambiguità e le ipocrisie quindi rimangono: si fa della propaganda antimperialista, ma senza denunciarne tutto il sistema di relazioni tra agenzie private e pubbliche, ci si lamenta apertamente delle ingerenze americane, ma pur sempre rivendicando il ruolo di “alleati”.

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Di comidad (del 23/11/2017 @ 02:50:18, in Commentario 2017, linkato 2378 volte)
A distanza di dieci anni dallo scoppio della bolla speculativa dei mutui ipotecari “subprime” negli USA, molti osservatori guardano con preoccupazione allo svilupparsi di altre “bolle”, invariabilmente collocate nell’ambito dei business “poveri”. La bolla dei mutui “subprime” non era basata su un business soltanto povero, ma poverissimo, se si considera che negli Stati Uniti la parola “casa” non indica un edificio di mattoni e cemento armato, bensì intelaiature in legno con pannelli prefabbricati appiccicate sopra, roba che una tromba d’aria si porta via come niente. Solo che, in quella circostanza, le case non furono portate via agli abitanti da un tornado ma dalle banche. Lo scoppio della bolla, in definitiva, non portò troppo male alle banche, ma solo alle vittime delle loro truffe finanziarie. Poco male, visto che già venti milioni di americani vivono “stabilmente” in roulotte e camper: se accadesse in Russia sarebbe un crimine di Putin, ma succede negli USA, perciò i media ci narrano che si tratta di uno stile di vita e di una scelta di libertà.
Oggi le bolle sotto osservazione sono soprattutto quelle del credito al consumo e del credito studentesco. In particolare, i debiti degli studenti statunitensi - e non solo statunitensi - hanno toccato vette non più ripagabili. Per compensare i creditori si dovrà pensare a forme aggiornate di schiavizzazione a vita dei laureati.
L’ex ministro tedesco dell’Economia, il famigerato Wolfgang Schauble, si è aggiunto recentemente al coro degli osservatori preoccupati di fronte a questa nuova lievitazione incontrollata (?) del debito privato. D’altra parte le parole di Schauble, più che indicare vera preoccupazione, fanno trapelare l’aspettativa fiduciosa di un’occasione per imporre un’ulteriore stretta finanziaria. Instancabile cantore delle virtù germaniche, Schauble fa la predica morale agli altri per assolvere se stesso ed i governi tedeschi da ogni responsabilità per il boom del debito privato.

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Di comidad (del 16/11/2017 @ 00:51:06, in Commentario 2017, linkato 3834 volte)
Era davvero difficile prevedere che, dopo dieci anni di feroce austerità - con annesso aumento della disoccupazione - e di tagli alla spesa sanitaria ed alle pensioni, l’aspettativa di vita degli Italiani aumentasse. E infatti quell’aumento non c’è stato. I dati pubblicati dal Rapporto Osserva Salute nel 2016 hanno indicato che, per la prima volta, la vita media in Italia è diminuita, ovviamente con un calo più pronunciato dove maggiori sono stati i tagli, cioè al Sud.
Era invece facilissimo prevedere che l’ISTAT avrebbe imbrogliato sui calcoli per spacciare un presunto aumento dell’aspettativa di vita in modo da giustificare un aumento dell’età pensionabile. Prevedibile anche che i sindacati non avrebbero contestato la falsità dei dati dell’ISTAT, visto che, in base alla vigente parodia del politicamente corretto, diffidenza ed incredulità sono colpe imperdonabili. Ancora più prevedibile il fatto che i sindacati avrebbero preferito dividere i lavoratori, invischiandosi in una trattativa col governo sulla questione dell’esenzioni per i lavori “usuranti”, come se esistessero lavori non usuranti. L’unico lavoro non usurante è quello di comandare, dato che ogni errore può essere scaricato sui dipendenti.
Altrettanto scontato era che l’invecchiamento medio della popolazione lavorativa e la precarizzazione del lavoro giovanile determinassero un calo della produttività in Italia. Un bel successo delle “riforme strutturali”, come se non si sapesse già in anticipo che aumentare eccessivamente l’offerta di lavoro avrebbe determinato uno scadimento della qualità della domanda di lavoro da parte delle imprese. In altre parole, quando il lavoro è troppo a buon mercato, il padronato non ha alcun incentivo a migliorare il ciclo produttivo ed a motivare il lavoratori con premi di produzione.
I tagli alle pensioni ed all’occupazione contribuiscono anche alla stagnazione della domanda interna, così che le aziende non hanno più alcuna spinta ad investire. Aver registrato un aumento del PIL a fronte di un calo della produttività, indica quindi che vi è stato un regresso tecnologico del sistema produttivo italiano. Se è vero che alcune imprese continuano ad esportare, quelle imprese che invece si rivolgono al mercato interno finiscono per giocare solo al ribasso.

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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


12/12/2017 @ 07:31:36
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