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 anarchismo punto... di comidad
 
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"Propaganda e guerra psicologica sono concetti distinti, anche se non separabili. La funzione della guerra psicologica è di far crollare il morale del nemico, provocargli uno stato confusionale tale da abbassare le sue difese e la sua volontà di resistenza all’aggressione. La guerra psicologica ha raggiunto il suo scopo, quando l’aggressore viene percepito come un salvatore."

Comidad (2009)
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Di comidad (del 24/04/2014 @ 00:29:22, in Commentario 2014, linkato 166 volte)
Nelle scorse settimane sono cominciate ad arrivare al governo Renzi le prime "critiche" per la mancata enfasi sul tema della lotta all'evasione fiscale. Più che di vere critiche si trattava però del consueto "porgere la battuta" su una questione che appare sempre al centro dell'attuale parodia di dibattito politico.
La lotta all'evasione fiscale sembrerebbe addirittura al centro dell'attenzione mondiale, con un diretto interessamento del G-20, imbeccato da alcuni rapporti stilati a riguardo dall'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) nello scorso anno, sulla questione della "concorrenza fiscale dannosa".
I costosissimi "rapporti" OCSE non erano altro che la solita rimasticatura di notizie già risapute, ma hanno ugualmente suscitato recriminazioni da parte di ambienti del sedicente "liberismo", che hanno persino paventato il pericolo di una omologazione delle legislazioni fiscali dei vari Stati, con la conseguenza di togliere quella presunta remora alla voracità del fisco costituita dall'esistenza di paradisi fiscali con cui doversi confrontare. La propaganda dei ricchi (anzi, il loro monopolio ideologico) tende sempre a presentarli come vittime di un fisco ingordo, posto al servizio delle esorbitanti pretese dei poveri. Ed ecco che anche una lobby delle privatizzazioni al servizio delle multinazionali, come è notoriamente l'OCSE, viene fatta apparire dal vittimismo dei ricchi come una insidiosa congrega di comunisti.
Si parla molto in questo periodo del caso della legislazione fiscale irlandese, che, sebbene leggermente modificata, consente ancora - anzi, meglio di prima - alle multinazionali del Web, come Google o Apple, di eludere la tassazione dei Paesi in cui fanno i loro affari.
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Di comidad (del 17/04/2014 @ 01:39:50, in Commentario 2014, linkato 529 volte)
La campagna elettorale per il parlamento europeo è stata l'occasione per inflazionare nuovamente il termine "populismo", come accusa di facile presa, a causa dell'incertezza ed ambiguità della parola. Per il Fondo Monetario Internazionale sono "populisti" tutti coloro che rifiutano le sue politiche economiche tendenti a creare disoccupazione, a comprimere i consumi ed a privatizzare i servizi pubblici. In questo senso, una espressione che fa da sinonimo di populismo, e che risulta frequente nel lessico di fede fondomonetarista, è quello di "resistenza corporativa".
Ma con il termine "populismo" viene spesso etichettata anche una politica tendente a screditare e delegittimare l'ordine costituzionale vigente in nome di un presunto rapporto diretto con la volontà popolare. Giocando sui due significati della parola "populismo", si può praticare un vero e proprio opportunismo acrobatico, facendo contemporaneamente il tifo per il Fondo Monetario Internazionale e per la "nostra bellissima Costituzione".
Per questo secondo significato del termine "populismo" già esisterebbe in effetti una definizione molto meno equivoca e più precisa: golpismo strisciante. Tale definizione pare però adattarsi perfettamente all'attuale esperienza di governo. Si era detto che Bersani non poteva governare poiché non aveva ricevuto abbastanza voti; in compenso oggi governa Renzi, che di voti non ne ha avuto nessuno. Renzi vorrebbe abolire l'attuale senato, sempre in nome di una volontà popolare di cui lui sarebbe il depositario, in base a quelle mirabilie di attendibilità che sono i sondaggi ed i post su twitter. Il golpista ovviamente non è Renzi in persona, ma la lobby che lo controlla, e non c'è molto da indagare per scoprire quale sia.
Il "Jobs Act" del governo Renzi costituisce un buon esempio di come l'assistenzialismo a favore dei ricchi riesca a camuffarsi di intenti sociali. L'espressione "Jobs Act" è stata rubata alla propaganda di Obama, che nel 2011 spacciò come legge a favore dell'occupazione la solita fumosa serie di provvedimenti un po' patetici, che servono a nascondere il vero nocciolo della questione.
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Di comidad (del 10/04/2014 @ 01:08:54, in Commentario 2014, linkato 380 volte)
La scelta di drammatizzare artificiosamente il fenomeno folkloristico del secessionismo veneto con improvvisi arresti ed imputazioni, corrisponde ad una precisa necessità attuale del lobbying euro-finanziario. Qualunque "evento" (vero o, ancor meglio, fasullo) possa distrarre da ciò che avviene effettivamente nell'Unione Europea, e sia in grado di ricondurre la conflittualità all'interno, deve considerarsi benvenuto dalla lobby finanziaria. Non c'è neppure bisogno di supporre un surplus di cospirazione, poiché i ROS avranno sicuramente ben chiara la loro specifica funzione poliziesca, che è quella di alternare la repressione con la provocazione ed il depistaggio. Proprio in questi giorni, sulla scena europea si affacciano infatti nuove sigle da far rimanere nell'ombra, come il minaccioso RSM, il Meccanismo Unico di Risoluzione, un'espressione criptica che corrisponde in concreto alle ulteriori misure di salvataggio bancario, ovviamente a spese dei contribuenti e - pare certo - anche dei depositanti.
A molti commentatori invece non è sembrato vero di poter tornare a parlare di "macroregioni", o del "Sud mantenuto a spese del Nord", insomma dell'annosa "Questione Meridionale". Ogni volta che si sente ripetere che sono i ricchi a mantenere i poveri, bisogna mettersi in sospetto, dato che il lamento vittimistico del ricco non è altro che l'ideologia di copertura dell'assistenzialismo per ricchi, un assistenzialismo di cui oggi sono i banchieri ad avvantaggiarsi maggiormente. Sulla cosiddetta "Questione Meridionale" si può fare anche qualche osservazione in più, per capire quanto sia storica e secolare l'opera di depistaggio a riguardo.
La locuzione "Questione Meridionale" è di incerta attribuzione, ma quel che è certo, è che appare negli atti parlamentari a partire dagli anni '70 dell'800. Ebbene, secondo i dati ISTAT, l'Italia era proprio in quegli anni ('70-'80) interessata da un massiccio fenomeno di emigrazione dal ... Nord Italia. La Regione che esprimeva il maggior numero di emigrati era il Friuli Venezia Giulia, seguito dal Veneto e dal Piemonte, cioè proprio la Regione che aveva attuato l'unificazione del Paese.
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Di comidad (del 03/04/2014 @ 01:57:17, in Commentario 2014, linkato 431 volte)
Due anni fa il quotidiano "Libero" narrava del "ravvedimento" del quotidiano avversario, "La Repubblica", a proposito del giudizio nei confronti dei provvedimenti del ministro Renato Brunetta contro le assenze dei lavoratori per malattia. Secondo "Libero", il giornale di Ezio Mauro sarebbe passato, dalla critica spietata e barricadiera, al riconoscimento del buon lavoro svolto da Brunetta. Ovviamente quelle di "Libero" erano le tipiche menzogne recriminatorie della propaganda di destra, tutte tendenti a creare il fantasma di una "sinistra" dedita all'inflessibile opposizione, ma che deve ogni tanto arrendersi di fronte ai dati della "realtà".
La realtà vera è invece che nel 2008 fu, più di tutti, proprio "La Repubblica" a contribuire a creare ed alimentare il mito di un Brunetta castigamatti dei "fannulloni" della Pubblica Amministrazione. Nell'agosto di quell'anno il quotidiano di punta della "sinistra" dedicò un articolone, smaccatamente celebrativo, alla "cura Brunetta", con appena qualche larvato dubbio, esibito giusto per salvare la faccia.
Non fu solo l'odio ed il pregiudizio contro il lavoro a motivare il panegirico de "La Repubblica", bensì l'instancabile opera di lobbista della multinazionale IBM che distinse Brunetta in quegli anni. Il mito del cacciatore di "fannulloni" doveva servire appunto a coprire la vera attività del ministro. Brunetta e "La Repubblica" quindi agivano con ruoli diversi per lo stesso padrone. Lo stesso sito della IBM commemora con malcelata commozione la collaborazione della multinazionale con il ministro Brunetta. Dallo stesso sito si ricava anche la notizia che attualmente l'IBM costituisce non solo il principale fornitore di tecnologia della Pubblica Amministrazione, ma soprattutto il vero manager di tutto il settore, riconvertito agli interessi privati della multinazionale.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


25/04/2014 @ 11.08.52
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