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"Gli errori dei poveri sono sempre crimini, mentre i crimini dei ricchi sono al massimo 'contraddizioni'."

Comidad (2010)
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Di comidad (del 02/10/2014 @ 02:28:38, in Commentario 2014, linkato 47 volte)
La vera notizia di questi giorni non riguarda i video-omicidi dell'ISIS, ma il fatto che, con il pretesto dell'ISIS, gli USA stiano bombardando la Siria. Da molti giorni gli aerei USA stanno colpendo le installazioni petrolifere siriane, con la giustificazione che sarebbero sotto il controllo dell'ISIS, ma nessuna prova è stata mai fornita a riguardo.
La campagna mediatica sull'ISIS denota le tipiche tecniche dell'infantilizzazione dell'opinione pubblica, costretta ad inseguire i fantasmi di fiabe/horror, mentre le notizie autentiche rimangono sullo sfondo. Ad esempio, il nuovo emiro del Qatar fa sapere al mondo che non vi è speranza di sconfiggere l'ISIS se non si liquida prima Assad.
Quale potrebbe essere il nesso tra le due cose, la sconfitta dell'ISIS e l'eliminazione di Assad? Il nesso è lo stesso Qatar. Infatti, in base alle notizie non di Russia-Today, ma della stessa stampa "occidentale", è tuttora proprio il Qatar il maggiore finanziatore dell'ISIS; e siamo sull'ordine dei miliardi di dollari. Il Qatar è, dopo Israele, il più importante alleato/complice degli USA nella regione del Vicino-Medio Oriente, e ciò deve pur indicare qualcosa riguardo la vera natura dell'ISIS.
Oggi per molti c'è di che spassarsi con dibattiti storici infiniti su quale sia il vero Islam; ma la fiaba-ISIS è fornita anche in una versione hard per un pubblico a cui piacciano le trame più intricate. Come già aveva fatto in passato per Al Qaeda, Hillary Clinton ha ammesso che i jihadisti dell'ISIS (o ISIL) sono una creazione degli USA, che poi sarebbe sfuggita di mano. L'ex segretario di Stato USA attribuisce però la colpa di tutto alla eccessiva prudenza di Obama, il quale non avrebbe saputo affondare il colpo contro Assad quando era il momento, ed ora si ritroverebbe con la grana ISIS da gestire. La Clinton fa ricorso a tutto il repertorio del machismo occidentalistico, arrivando ad indicare Netanyahu come il modello da imitare. Peccato che Netanyahu, nonostante il divario di forze a suo favore e la sua escalation criminale, non l'abbia affatto spuntata con Hamas.
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Di comidad (del 25/09/2014 @ 00:04:45, in Commentario 2014, linkato 489 volte)
Nelle scorse settimane è andato in scena lo psicodramma scozzese, con un referendum che, secondo la rappresentazione mediatica, avrebbe minacciato addirittura una disastrosa secessione del Regno una volta Unito. Il tutto però si è concluso con un immancabile "happy end", per la soddisfazione dei media e dei sedicenti "leader europei". Che la secessione scozzese costituisse un'opzione realmente sul tavolo, ci hanno creduto in molti. Infatti, ad onta delle continue smentite, il mito della "democrazia" e l'illusione dell'autenticità delle scadenze elettorali continuano a mietere vittime anche fra gli oppositori. Dovrebbe risultare evidente che se nel referendum scozzese vi fosse stata una seppur minima possibilità di vittoria del sì, lo stesso referendum non sarebbe stato consentito. Non si capisce perché il Regno Unito si sarebbe dovuto comportare con la Scozia diversamente da come si regola con l'Irlanda del Nord. Quanto a colonialismo, l'oligarchia britannica ha ben poco da imparare da chiunque.
Nella cosiddetta "democrazia occidentale" è però d'obbligo coltivare e consolidare nell'opinione pubblica la tendenza a sopravvalutare il ruolo del consenso sociale e dei "fattori interni" negli equilibri di potere. Per anni ci si è raccontato, ad esempio, che le scelte "rigoriste" della Merkel erano imposte dalla prossimità di scadenze elettorali regionali in Germania. Diventata insostenibile questa fiaba, si è oggi ripiegato sul mito del "Quarto Reich" tedesco sull'Europa, per perpetuare l'idea secondo cui l'attuale situazione europea sarebbe dovuta soprattutto a problemi interni alla stessa Unione Europea, e non allo sfacciato strapotere del Fondo Monetario Internazionale. In un raro momento di sincerità, la stessa Merkel era invece giunta al punto da chiedere al FMI di occupare direttamente la poltrona presidenziale della Unione Europea, senza la finzione di lasciarla ad una marionetta afflosciata come Juncker. La finzione democratica risulta però essenziale per rendere credibile, volta per volta, la litania fondomonetarista del Paese che "è vissuto al di sopra dei propri mezzi", e quindi sarebbe collettivamente colpevole, a causa delle sue "democratiche scelte", per le proprie sciagure finanziarie.
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Di comidad (del 18/09/2014 @ 00:20:54, in Commentario 2014, linkato 615 volte)
Come qualcuno aveva paventato, gli eccessi comunicativi di Renzi in campo europeo hanno contribuito ad inasprire il clima ed a renderlo più favorevole a strette della finanza pubblica sempre più drastiche. Le dichiarazioni ed i tweet a base dell'ossimoro: "non accettiamo lezioni, ma faremo ugualmente i bravi, anzi, i più bravi", non sono serviti a placare l'arroganza della burocrazia europea, come ha dimostrato la sortita del commissario finlandese; in compenso hanno contribuito, eccome, a rendere ancora più ineludibile per l'Italia l'osservanza del famoso vincolo del 3%, invece tranquillamente ignorato dalla Francia. Il classico mettersi nel sacco da soli.
Il continuo richiamo di Renzi alle promesse mancate di investimenti da parte del presidente della Commissione UE, Juncker, ha assunto poi un carattere patetico, dato che le promesse sono appunto promesse. Sarebbe inoltre tutto da dimostrare che gli "investimenti" creino davvero nuova occupazione, e non contribuiscano invece a mettere in forse quella che c'è, attraverso le solite "grandi opere" utili solo a distruggere storici tessuti sociali e produttivi.
Anche la comunicazione ufficiale pro-renziana ha assunto ormai uno strano doppio taglio. Ad articoli di apparente incitamento e sostegno, corrispondono piogge di commenti dei "lettori", che vanno in tutt'altro senso, cioè ad auspicare l'arrivo in Italia del castigamatti Troika. Questi finti commenti, chiaramente preconfezionati, servono a creare l'illusione di un moto spontaneo di opinione pubblica che si lamenta di un presunto "eccesso di democrazia" (l'eccesso di una cosa che non esiste), che si risolverebbe in eccesso di spesa.
C'è poi un Eugenio Scalfari sempre più vaniloquente, che non si limita ad invocare il commissariamento dell'Italia da parte della Troika UE-BCE-FMI, ma si lancia in elogi della "oligarchia", ritenuta la giusta e necessaria forma di governo. Per ora, secondo Scalfari, si tratterebbe ancora di una oligarchia "elettiva", forse come quella della Troika, che non è stata eletta da nessuno. Scalfari dimostra l'approssimazione dei suoi studi liceali, attribuendo l'auspicio del governo oligarchico a Platone (che semmai parlava di aristocrazia); ma è chiaro che si tratta di fumo pseudo-culturale che va nel senso di portare a compimento la delegittimazione dell'impianto costituzionale. Sarà un caso che Scalfari sia anche uno sperticato supporter di Giorgio Napolitano, il "custode della Costituzione"? Ma chi custodisce il custode? La NATO.
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Di comidad (del 13/09/2014 @ 14:55:35, in In evidenza, linkato 327 volte)
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si ť formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si ť evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


02/10/2014 @ 8.21.54
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