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"Feuerbach aveva in parte ragione quando diceva che l'Uomo proietta nel fantasma divino i suoi propri fantasmi, attribuendogli la sua ansia di dominio, la sua invadenza camuffata di bontà, la sua ondivaga morale. Anche quando dubita dell'esistenza di Dio, in realtà l'Uomo non fa altro che dubitare della propria stessa esistenza."

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Di comidad (del 22/08/2019 @ 00:15:36, in Commentario 2019, linkato 27 volte)
La minoranza antieuropeista della Lega ha cercato di presentare come principale causa della caduta del governo Conte il dissidio che sarebbe sorto tra i partner di governo durante le trattative per la costituzione di un Fondo Monetario Europeo. La posizione dei 5 Stelle si sarebbe troppo appiattita sull’atteggiamento remissivo del ministro dell’Economia Tria.
Si tratterebbe allora di capire perché mai Salvini non lo abbia detto immediatamente e chiaramente, dato che la prospettiva di un Fondo Monetario Europeo, una volta spiegato cosa sia, spaventerebbe a morte la maggioranza degli Italiani e quindi avrebbe garantito a Salvini quella popolarità che invece sta perdendo. Al contrario, Salvini ha condotto la crisi di governo dimostrando ad ogni passo il massimo di confusione mentale, scegliendo la tattica dell’attacco personale al Presidente del Consiglio ed esponendosi troppo scoperto ai suoi contrattacchi.
È comprensibile poi che Conte sia particolarmente invelenito, visto che aveva ceduto alle pressioni della banda del buco in Val di Susa nella speranza che ciò potesse far sopravvivere il suo governo. La scelta di Salvini dello scontro personale con Conte ha avuto anche altri effetti poco favorevoli alla Lega: attenuare i contrasti che c’erano stati tra il Presidente del Consiglio ed i 5 Stelle, e predisporre la base degli stessi 5 Stelle ad accettare un accordo col PD.
È chiaro perciò che la versione messa in giro dalla sparuta, per quanto visibilissima, pattuglia antieuropeista della Lega, è solo una balla. Il presidente del Consiglio Conte nel giugno scorso aveva espresso il proprio dissenso contro il Fondo Monetario Europeo, denunciandone il carattere di comitato di controllo da parte di Germania e Francia sulle economie di tutta l’area UE. Se la priorità della Lega fosse stata davvero di bloccare il Fondo Monetario Europeo, quella esternazione di Conte sarebbe stata l’occasione per metterlo di fronte alle sue responsabilità e indurlo a liberarsi di Tria.
Il vero terreno su cui si è consumata la rottura, è stato invece l’autonomia differenziata, cioè l’aspirazione del gruppo dirigente leghista ad integrare la sedicente “Padania” in quella sorta di svizzerona per riccastri che è la Macroregione Alpina, a trazione bavarese e sotto la tutela della UE. Per l’obbiettivo dell’autonomia differenziata il gruppo dirigente leghista ha sacrificato non solo il governo ma anche lo stesso Salvini; e si è trattato per di più di un sacrificio alla cieca, operato su ordine dei propri referenti esteri, senza neppure avere ben chiare le prospettive. Ammesso che per la Lega il percorso della crisi vada tutto liscio, con una vittoria alle elezioni anticipate, potrebbero sorgere problemi persino con i nuovi partner di Fratelli d’Italia. Per quanto sia furbacchiona e opportunista la Meloni, sarebbe molto difficile per lei far digerire l’autonomia differenziata al proprio elettorato. Per capire come Salvini abbia potuto cacciarsi in questo ginepraio, occorre considerare che attualmente la presidenza di turno della Macroregione è della Lombardia e quindi si può immaginare che grado di euforia (e di conseguente perdita di lucidità), stia vivendo il vertice leghista.

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Di comidad (del 15/08/2019 @ 00:11:04, in Commentario 2019, linkato 6143 volte)
Matteo Salvini come politico ha manifestato un profilo da elettoralista puro, di inseguitore degli umori dell’opinione pubblica. In questo senso la sua scelta di affossare adesso il governo Conte, contraddirebbe tale profilo. Anzitutto Salvini non può essere certo che la crisi di governo sbocchi in elezioni anticipate, poiché i 5 Stelle potrebbero avvitarsi nell’istinto di sopravvivenza, così da arrivare ad allearsi anche con il diavolo Renzi.
Anche se Salvini ottenesse le elezioni anticipate, rischierebbe di arrivarci troppo spostato al centro. Attualmente i sondaggi gli attribuirebbero circa un 40%. Sinora Salvini ha occupato il centro della scena mediatica, avendo però tutti i media contro, intenti a farlo passare per fascista e dittatore in pectore. Salvini ha potuto così costruirsi un alone anti-establishment, che è quello che gli ha consentito di sfondare elettoralmente. La rottura con i 5 Stelle gli sta ora procurando qualche simpatia e consenso nella stampa mainstream ed ogni leccata dei giornalisti potrebbe erodere il suo carisma di presunto avversario del sistema. Persino il casus belli scelto da Salvini per far cadere il governo, cioè l’appoggio alla banda del buco in Val di Susa, fa troppo Forza Italia, quindi non è uno dei pretesti più adatti a fargli mantenere l’immagine di nemico dell’establishment. È vero che nella banda del buco è coinvolta gran parte dell’imprenditoria lombarda che fa riferimento alla Lega, ma si sarebbe potuto comunque puntare su tattiche dilatorie. Del resto la questione del buco in Val di Susa va avanti da quasi trenta anni. Nel 2013 il ministro dello Sviluppo Economico dell’epoca, Corrado Passera, pronunciò il fatidico “ormai è fatta”; invece si è andati avanti ancora per altri sei anni a forellini di assaggio.
C’è anche l’incognita Mattarella da considerare, con l’allarmismo sulla necessità di “disinnescare l’aumento dell’IVA”, perciò potrebbe arrivare un governo tecnico ad imporre i soliti tagli (ma non i soldi per la banda del buco, quelli non si possono tagliare). A Salvini in passato non si è mai potuto negare un discreto talento di animatore: magari aveva tutti contro, ma tutti esattamente a fare il suo gioco. Stavolta invece Salvini appare spiazzato, smarrendo anche la sua tattica consueta, cioè atteggiarsi a vittima dei “tipi furbi ed arroganti” di turno, come la Carola Rackete, Richard Gere e i magistrati. Stavolta invece il ruolo della vittima lo lascia lucrare a Di Maio, che può permettersi di dargli del traditore e persino di costringerlo ad inseguirlo sull’irrilevante proposta della riduzione del numero dei parlamentari.
È evidente perciò che Salvini è stato spinto e, in un certo senso, sacrificato, dalla cupola della Lega: i Maroni, gli Zaia e i Giorgetti, dato che ci sono altre priorità, tali da prevalere anche sulle prospettive elettorali. Nel 2016 il parlamento europeo infatti ha dato il via definitivo alla costituzione della Macroregione Alpina, che riguarda la cosiddetta “Padania”, parte della Francia e dell’Austria e, soprattutto, la Regione più ricca d’Europa, la Baviera.
Chi pensa che l’Italia sia un Paese allo sbando, aspetti di saperne di più sulla Germania. Nel maggio del 2018 il parlamento bavarese ha approvato una legge regionale che conferisce non solo poteri straordinari alla polizia, ma anche la possibilità di dotarsi di armamenti sofisticati. Se si considera che l’esercito nazionale tedesco è piuttosto inconsistente, ciò crea il paradosso di una polizia locale che compete in armamento con le forze armate ufficiali. Il fatto ha suscitato l’ironica curiosità di un organo d’informazione online delle forze di occupazione americane in Germania.

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Di comidad (del 08/08/2019 @ 00:06:06, in Commentario 2019, linkato 6850 volte)
L’Italietta pacioccona del pareggio di bilancio in questi anni si è buttata in folli spese militari. L’ultima venuta è la portaerei Trieste, prodotta da Fincantieri e Finmeccanica, che è stata varata a Castellammare di Stabia il 25 maggio scorso, alla presenza del Presidente Mattarella e del ministro dello Sviluppo Economico Di Maio. Il costo dichiarato è circa di un miliardo e cento. La stampa ha dato la notizia concentrandosi sull’aspetto folcloristico della presenza di un ministro 5 Stelle a festeggiare una mega-spesa militare.
L’incoerenza dei 5 Stelle è però solo l’aspetto marginale della questione. La presenza di un ministro dello Sviluppo Economico al varo di una portaerei rappresenta il contrassegno di tutte le ambiguità che hanno disseminato il percorso di questa spesa militare, contrabbandata con il pretesto del “dual use”, cioè della doppia destinazione della nave, sia per difesa che per protezione civile. È la conferma di quanto si sapeva da tempo: le spese militari vengono dissimulate in altri capitoli di spesa.
A quanto pare non sarebbe neppure finita qui. Le notizie di stampa a riguardo sono rade e laconiche ma, in base a quanto riferito dal quotidiano “Il Messaggero”, l’anno scorso sarebbe stato effettuato un altro investimento per un’altra mega-nave, che Fincantieri e Finmeccanica dovrebbero consegnare nel 2022.
Se le cose stessero davvero così, si tratterebbe della quarta portaerei italiana, dopo il finto incrociatore Garibaldi, la Cavour e la Trieste. In base alle condizioni di pace dopo la seconda guerra mondiale, l’Italia non potrebbe avere portaerei, ma lo sviluppo tecnologico ha portato ad aerei a decollo verticale che possono essere allocati anche su quella che, ufficialmente, sarebbe solo una portaelicotteri.
In base a quanto circolato sui siti militari nel 2016, la terza portaerei avrebbe dovuto chiamarsi “Giulio Cesare”, un nome davvero inquietante, tanto che poi si sarebbe nuovamente ripiegato sulle suggestioni risorgimentali, chiamandola Trieste. A meno che non esista già, infrattata da qualche parte, anche una Giulio Cesare di cui il parlamento non è stato informato. L’ipotesi è azzardata ma non del tutto peregrina, se si considera l’assoluta mancanza di trasparenza che ha caratterizzato queste spese. Nel 2016 vi fu anche una specie di sfuriata dei parlamentari un po’ di tutti i partiti, i quali constatavano che, in tema di spese militari, erano stati presi per i fondelli e tenuti all’oscuro. Ovviamente il sussulto di indignazione non ha avuto alcun seguito e tutto è continuato come prima e peggio di prima.
Questa storia delle portaerei italiane rende finalmente più chiaro l’isterismo dimostrato dai governi francesi nei nostri confronti. La Francia ha o, per meglio dire avrebbe, una megaportaerei, la De Gaulle, che però si è rivelata ancora più disastrata di quella che l’ha preceduta, la Clemenceau, venuta agli onori delle cronache non per le sue battaglie, ma perché disseminava amianto per tutto il pianeta. La De Gaulle, a sua volta, è quasi sempre in riparazione o restauro, quindi inutilizzabile. La Francia, come il Regno Unito, ha adottato il modello della megaportaerei a trazione nucleare, un modello che funziona se di portaerei se ne hanno dieci, in modo da disporre sempre di tre o quattro realmente funzionanti.

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Di comidad (del 01/08/2019 @ 00:17:44, in Commentario 2019, linkato 7101 volte)
Qualche rara volta nella sua storia, il sindacato cattolico CISL ha persino svolto davvero la funzione di sindacato dei lavoratori; adesso però la CISL si è completamente riconvertita al ruolo di Chiesa del culto di Sergio Marchionne buonanima. In linea col sindacato cattolico, il quotidiano cattolico “Avvenire” ha celebrato la ricorrenza dell’oscura scomparsa di Marchionne pubblicando con deferenza il testo di un suo discorso davanti agli studenti della Bocconi.
Il testo si segnala come esempio di retorica denigratoria, in cui la FIAT e l’Italia pre-Marchionne sono descritte come una manica di inetti e parassiti. Magari sarà anche vero, ma allora occorrerebbe spiegare come mai, non avendo le spalle coperte da un sistema industriale all’altezza, lo stesso Marchionne sia riuscito ad ipnotizzare Obama, che gli avrebbe concesso una fiducia esclusivamente ad personam. Un po’ troppo difficile da credere.
Se il tono di Marchionne fosse stato meno denigratorio nei confronti della propria azienda e del suo Paese di riferimento, forse ci si sarebbe anche bevuta la storia del manager FIAT andato alla conquista degli USA; ma, messa così, tutta l’operazione assume un senso inverso: non è stata la FIAT a rilevare la Chrysler, bensì la Chrysler a fagocitare la FIAT, per usarla come serbatoio di risorse per la propria ristrutturazione.
Il bello è che l’Italia del dopo-Marchionne farebbe ancora più schifo di quella del prima, almeno stando a quanto affermano i seguaci del culto del manager buonanima. Marchionne sarebbe infatti rimasto un “incompreso”: l’Italia non se lo sarebbe saputo meritare.
In un articolo altrettanto celebrativo su “Forbes”, si narra di un giornalista italiano che avrebbe confidato al collega americano che Marchionne avrebbe salvato non solo la FIAT, ma l’intera economia italiana. L’articolista americano non ci fa il nome di quel cialtrone da lui incontrato, né si dilunga sui dettagli del presunto salvataggio dell’economia italiana. Tutto ciò che riguarda Marchionne, va creduto per fede.
La religione di Marchionne presenta le stesse contraddizioni di tutte le religioni, che ci salvano, ma poi in realtà non ci salvano, perché all’inferno ci finiamo lo stesso. Le contraddizioni e le menzogne però non implicano mancanza di senso; anzi, il senso è evidente. Pirandello diceva che non si è mai così sinceri come quando si mente, poiché mentendo si rivelano le intenzioni più profonde. La denigrazione di un Paese è in funzione della sua colonizzazione con il pretesto del salvataggio; ma il salvataggio non può realizzarsi mai, altrimenti non si giustificherebbe più la persistenza della colonizzazione.

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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


22/08/2019 @ 01:09:37
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