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"La condanna morale della violenza è sempre imposta in modo ambiguo, tale da suggerire che l'immoralità della violenza costituisca una garanzia della sua assoluta necessità pratica."

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Di comidad (del 23/05/2019 @ 00:40:54, in Commentario 2019, linkato 5269 volte)
Secondo la religione cristiana ogni bambino nasce con la macchia del peccato originale. Questa dottrina è stata aggiornata, infatti oggi in Italia, secondo la comunicazione mainstream, ciascun bambino nascerebbe sotto il peso di 3,5 milioni di euro di debito.
Il peccato è stato sostituito dal debito, mentre la parte di Dio è svolta dai “Mercati” (gli “investitori istituzionali”), i quali possono comprarti il debito solo se ti poni sulla retta via della penitenza e dei sacrifici umani, concetti riattualizzati come “risanamento dei conti pubblici” e “riforme strutturali”. È il “sentiero stretto” di Pier Carlo Padoan, che, non a caso, riecheggia l’immagine della “porta stretta” del Vangelo di Matteo (l’evangelista, non quegli altri).
Come ogni religione, anche quella del debito ha i suoi blasfemi ed i suoi bestemmiatori che, però, non cessano per questo di rimanere devoti. È un po’ la sorte dell’attuale governo “sovranista” che mentre mugugna, strepita e impreca contro la schiavitù del debito, non esita a vantarsi del fatto che i “Mercati” continuano ad avere fiducia in lui, visto che le ultime aste di titoli pubblici sarebbero andate benino.
La divinizzazione dei rapporti di dominio non rappresenta un mero accessorio subliminale della suggestione propagandistica; anzi, per l’attuale potere delle multinazionali del credito rappresenta una tendenza inevitabile. Una spiegazione parziale potrebbe essere che l’affermazione crescente della finanza ha condotto ad una crescente “de-territorializzazione” delle oligarchie attualmente dominanti. Non si tratta neppure di oligarchie in senso tradizionale, ma di lobby che si aggregano attorno ad un business; lobby che “galleggiano” sull’economia dei vari Stati razziando privilegi e che hanno bisogno di un surplus di mistificazione per dissimulare la loro natura.
La conformazione sradicata, a ”bolle”, delle attuali oligarchie viene spesso sintetizzata con l’appellativo di “finanza apolide”, un potere finanziario cosmopolita in contrapposizione ad un potere nazionale e patriottico. Non si tratta di una visione nuova e neppure specifica della destra, dato che era riscontrabile nell’ambito del marxismo-leninismo dell’era staliniana.

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Di comidad (del 16/05/2019 @ 00:24:04, in Commentario 2019, linkato 7632 volte)
Massimo D’Alema ha dichiarato di essere sorpreso dal fatto che una persona rozza come Matteo Salvini possa riscuotere tanti consensi. Una possibile spiegazione è che Salvini può permettersi di essere così rozzo perché i suoi antagonisti gli rendono la vita sin troppo facile.
Molti elettori del PD si sono affidati a Nicola Zingaretti sperando che con lui cessasse finalmente il tempo delle follie e iniziasse un periodo di buon senso. Al contrario, Zingaretti ha aperto la campagna elettorale del PD per le elezioni europee invitando come sponsor il commissario europeo Pierre Moscovici. Il PD poteva anche obiettare al governo che la sua demonizzazione di Moscovici era del tutto strumentale poiché, se si accetta di negoziare, si va a negoziare, senza atteggiarsi a vittime. Ma che senso ha adottare una controparte come nume tutelare? Perché, per fare l’europeista, devi per forza esporti all’accusa di essere anti-italiano?
Il problema è che la comunicazione europeistica è sempre eccessiva, esagerata, esasperata, grottesca, fuori dalle righe, non riesce mai a trovare una misura che la renda plausibile, se non per quella fascia di opinione pubblica, sempre più ristretta, disposta ad affrontare tutto in puri termini di “colpanostrismo”.
L’europeismo è condannato alla sguaiataggine ed alla vaniloquenza del “più-europeismo” per la stessa inconsistenza della costruzione europea. Nel dicembre scorso il quotidiano confindustriale ”il Sole-24 ore” ci faceva sapere che la Banca Centrale Europea affidava gli “stress test” sulle banche a consulenti privati, tra i quali il più grande fondo di investimento del mondo, Blackrock. Pare che l’evidenza del conflitto di interessi (Blackrock è uno dei soggetti più attivi nell’acquisto di banche) abbia suscitato l’indignazione di alcuni parlamentari tedeschi, tra cui il famigerato Wolfgang Schauble.
Allo scoop del quotidiano confindustriale sono state contestate varie imprecisioni, ma non è stata rivolta l’obiezione più importante, cioè di non essere uno scoop. È infatti almeno dal 2014 che vi sono notizie di agenzie di stampa sui servizi di consulenza che Blackrock fornisce alla BCE.
Possibile che la BCE sia una tale banda di incompetenti da aver bisogno di pagare profumatamente consulenze private? Possibile poi che debba rivolgersi proprio a quei privati per i quali è più plateale il conflitto di interessi? Alle richieste di chiarimenti, i vertici BCE distribuiscono risposte strafottenti: “Avevamo fretta!”.

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Di comidad (del 09/05/2019 @ 00:55:18, in Commentario 2019, linkato 8163 volte)
La vendita di Magneti Marelli da parte di FCA ha suscitato l’indignazione di Romano Prodi che l’ha sfogata in un articolo sul quotidiano “il Messaggero”. Uno dei gioielli del gruppo ex torinese è stato ceduto ad una multinazionale giapponese per un bel pacchetto di miliardi e il dettaglio dispiaciuto a Prodi (e molti altri) è che il malloppo verrà quasi completamente “pappato” dagli azionisti di FCA. Di investimenti nemmeno l’ombra. Qualcuno potrebbe supporre che i valorosi manager abbiano le mani legate dagli avidi azionisti; sennonché nelle multinazionali ormai tra i principali azionisti ci sono proprio i manager.
Nel suo articolo Prodi ha anche trovato il modo di prendersela con l’attuale governo che, a suo dire, non avrebbe una “politica industriale”. Le repliche che perverranno dai sostenitori del governo sono abbastanza scontate, in quanto si baseranno sul rinfacciare allo stesso Prodi i suoi trascorsi di privatizzatore, come il “regalo” dell’Alfa Romero alla FIAT e lo smantellamento dell’IRI.
Più interessante di queste ovvie polemiche, sarebbe però capire cosa si intenda per “politica industriale”. La risposta la diede nel 2012 Sergio Marchionne buonanima in uno scambio di battute con l’allora ministro per lo Sviluppo Economico del governo Monti, il banchiere Corrado Passera. Alle lamentele di Passera sul progressivo disimpegno dell’ex FIAT dall’Italia, Marchionne replicava fornendo le cifre delle agevolazioni da lui ricevute per aprire uno stabilimento nello Stato di Pernambuco in Brasile. Lo Stato brasiliano aveva versato l’85% dell’investimento e, non soddisfatto di tanta prodigalità, aveva concesso ulteriori agevolazioni e sgravi fiscali. Lo stabilimento era stato in pratica pagato per intero dalle casse brasiliane, perciò non si capisce perché il Brasile non se lo fosse fatto da sé, dato che non si stava parlando di tecnologie avveniristiche ma di semplici automobili. Marchionne concludeva amaramente facendo notare al ministro che le attuali regole europee non avrebbero consentito altrettanta generosità all’Italia. La considerazione finale di Marchionne rappresentava un esplicito invito al governo italiano a mettersi in concorrenza con gli altri Stati per offrirgli di più. Il testo di Marchionne aveva la potenza rivelatoria di un vero e proprio manifesto del welfare per ricchi.

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Di comidad (del 05/05/2019 @ 00:56:45, in In evidenza, linkato 5190 volte)
Il ricordo affettuoso di Massimo Ortalli

Cari compagni,
Gianni Costanza ha rappresentato, assieme ai compagni e alle compagne dello storico gruppo Machno di Palermo, un momento importantissimo della vita della nostra Federazione. Gli anni 70, quelli che lo hanno visto maggiormente impegnato, sono stati gli anni della profonda trasformazione sociale e generazionale della Fai. Il contributo suo, del Machno, di tanti altri gruppi nati o rinati in quegli anni hanno creato le premesse perché la Federazione continuasse a vivere e ad avere un ruolo nelle lotte sociali. Gianni come e più di tanti ha dato un contributo fondamentale per questa trasformazione. Ed è anche stato un compagno profondamente umano, solidale e fraterno. Grande il mio rimpianto per la sua scomparsa.
Un forte abbraccio a chi gli è stato vicino soprattutto in questi ultimi, difficili, momenti.
Fraterni saluti
 

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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


25/05/2019 @ 17:57:03
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