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"Il denaro gode†di una sorta di privilegio morale che lo esenta dalla corvée delle legittimazioni e delle giustificazioni, mentre ogni altra motivazione non venale comporta il diritto/dovere di intasare la comunicazione con i propri dubbi e le proprie angosce esistenziali. Ma il denaro possiede anche un enorme potere illusionistico, per il quale a volte si crede di sostenere delle idee e delle istituzioni, mentre in realtà si sta seguendo il denaro che le foraggia."

Comidad (2013)
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Di comidad (del 29/01/2015 @ 00:22:08, in Commentario 2015, linkato 680 volte)
Pochi giorni prima delle elezioni greche e della prevista vittoria della formazione di sinistra Syriza, il quotidiano britannico "The Guardian" ha dedicato un ampio e circostanziato articolo alle attività "filantropiche" del finanziere George Soros in Grecia. I "centri di solidarietà" allestiti da Soros si sono occupati persino di fornire gasolio alle scuole lasciate al gelo dalla politica di austerità dei governi succedutisi dal 2010 in poi. La beneficenza di Soros ha peraltro suscitato l'indignazione e le proteste di alcune associazioni di genitori, irritati dall'ingerenza di un personaggio il cui arrivo in vari Paesi si è sempre accompagnato ad operazioni di manipolazione e destabilizzazione.
La notizia di queste iniziative di Soros in Grecia circolava in rete da almeno un anno, ed il fatto che "The Guardian" abbia scelto la vigilia elettorale per rilanciarla con risalto, è stato interpretato da alcuni come un qualche tipo di "messaggio" relativo al contesto in cui la vittoria di Syriza e del suo leader, Alexis Tsipras, si sono verificate. Ancora prima, nel 2013, ad occuparsi dei rapporti tra Soros e Tsipras, era stato un organo di stampa tedesco, specializzato in notizie economiche, "Wirtschafts-Woche". Il giornale in questione è ritenuto uno dei più "autorevoli" del settore a livello internazionale, tanto che è stato "onorato" dal presidente della BCE, Mario Draghi, che lo ha prescelto come interlocutore giornalistico privilegiato per rilasciare le sue interviste. Il lungo articolo, che si snoda per varie pagine, presenta un ritratto a tutto tondo del finanziere ungherese-statunitense, con toni in parte celebrativi ed in parte sarcastici, tanto che Soros viene definito come un aspirante "salvatore dell'Europa", qualcuno che vorrebbe passare alla storia come grande pensatore politico. Tra le altre cose, Wirtschafts-Woche fa sapere che Soros avrebbe finanziato un viaggio di esponenti di Syriza negli USA per promuovere l'immagine della nuova formazione politica.
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Di comidad (del 22/01/2015 @ 03:17:33, in Commentario 2015, linkato 514 volte)
Uno dei miti più sacri del Sacro Occidente riguarda il controllo che l'opinione pubblica eserciterebbe sui propri governanti. Come spesso capita, la realtà è l'esatto contrario; perciò tocca assistere a repentini cambi di alleanza e di nemico in base alle esigenze affaristiche del momento, e la gran parte dell'opinione pubblica si adatta al ruolo di banderuola. A far da collante nel caos delle contraddizioni della propaganda occidentale rimane, costante ed immutabile, il razzismo, la convinzione imperscrutabile, da trasmettere alle masse, di una missione da compiere per rieducare i barbari del pianeta. Un educazionismo a base di bombardamenti.
Dal vertice dei ministri degli Esteri di lunedì scorso, annunciato dal commissario UE, Federica Mogherini, è uscito il proclama secondo cui l'Islam non sarebbe il nemico. L'ipocrisia di queste viscide dichiarazioni ufficiali serve a lasciare il campo aperto ad una propaganda più subdola, che si spacci come "libera informazione". A presentare l'Islam come il nemico, provvedono infatti gli allarmismi e le notizie-fiaba dei media. La "notizia" della settimana riguarda i tredici ragazzi iracheni uccisi dall'ISIS per aver assistito ad una partita di calcio. Si tratta dello stesso schema narrativo con cui sono state allestite le storie degli stupri al Viagra di Gheddafi, o della nazionale di calcio nord-coreana condannata a morte in blocco, o certi serial del vittimacomunismo a posteriori, come la storia dei fans dei Beatles perseguitati in Unione Sovietica.
Per riuscire ad imporre e far sedimentare una visione del mondo basata su queste fiabe, non bastano ovviamente gli organi d'informazione, ma risulta fondamentale sorprendere ed aggirare le eventuali diffidenze del pubblico facendo passare le false notizie nei programmi di intrattenimento e nei talk-show. Il "dibattito" è il grande digestivo della propaganda ufficiale, poiché crea un alone "democratico" che allenta le difese e rende credibile qualsiasi assurdità. Il "dibattito" si dovrà anche cimentare con la spinosa questione del delicato equilibrio tra privacy ed esigenze di sicurezza; come se la privacy non fosse stata inventata come slogan proprio nel momento in cui era stata congedata per sempre nei fatti.
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Di comidad (del 15/01/2015 @ 01:08:16, in Commentario 2015, linkato 759 volte)
L'attentato della scorsa settimana al giornale satirico parigino "Charlie Hebdo" è stato considerato da alcuni commentatori al di fuori dell'ufficialità, come un "11 settembre francese". In realtà l'11 settembre appare per molti versi un evento ancora unico per l'apertura di credito di cui ha potuto giovarsi l'amministrazione statunitense. Un terzo grattacielo non colpito da alcunché, che crolla senza un motivo apparente; una difesa aerea che fa cilecca clamorosamente, ed i cui responsabili vengono immediatamente promossi; un "Patriot Act" fatto approvare a scatola chiusa dal Congresso, con l'effetto di riversare fiumi di denaro pubblico nelle casse delle aziende legate al carro del vicepresidente Cheney e del segretario alla Difesa Rumsfeld; indagini sull'attentato sottratte alla magistratura e ad ogni procedura legale: soltanto agli Stati Uniti si sarebbe potuta concedere una così assoluta sospensione del senso critico. Una credulità confermata dalla grottesca coda della "uccisione" del presunto responsabile dell'attentato, un episodio di cui non è stata esibita alcuna prova.
Uno Stato figlio di un dio minore, come la Francia, non potrebbe mai godere di tali privilegi. Oltretutto l'attentato, dal punto di vista tecnico, rientra in quella tipologia dell'eccidio "facile", contro la quale nessuno Stato - neppure gli Stati Uniti d'Europa invocati da Eugenio Scalfari - potrebbe mai opporre alcuna difesa, ciò in base al rapporto esistente tra obiettivi inermi e diffusione di armi automatiche. Ciò nonostante la propaganda ufficiale è andata immediatamente in soccorso del presidente francese Hollande, con il consueto atteggiamento autocelebrativo ed autoassolutorio che è d'obbligo ogni volta che il Sacro Occidente si senta sotto attacco.
L'opinione pubblica viene così chiamata a partecipare a quel senso di superiorità morale e razziale nei confronti dei popoli inferiori, incapaci di apprezzare le "libertà" occidentali; tutto ciò con l'ovvia appendice di dibattiti demenziali sul carattere violento o meno dell'Islam. Ci si attende persino il riciclaggio in grande stile di Magdi Allam. L'opinione pubblica si lascia irretire nel razzismo occidentalista, senza considerare che il razzismo non è questione solo di bianchi e di neri, o di popoli di serie A e di serie B, ma funziona anche ad uso interno; e l'odio di classe che la propaganda ufficiale diffonde contro i lavoratori, assume i contorni di un avvilimento razziale dei lavoratori stessi.
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Di comidad (del 08/01/2015 @ 02:14:42, in Commentario 2015, linkato 548 volte)
I media "occidentali" non fanno mistero di sperare che l'Ungheria possa presto diventare una riedizione dell'Ucraina, ciò per la soddisfazione della NATO e di tutta l'opinione pubblica amante della libertà. Ci si fa sapere che addirittura cinquemila (sic!) manifestanti sono scesi in piazza contro il primo ministro Orban, colpevole nientemeno che di eccessive aperture nei confronti della Russia del "dittatore" Putin. L'accusa più specifica ad Orban è di "corruzione", cioè il fatto che preferisca prendere mazzette dalla multinazionale russa Gazprom, invece che da multinazionali anglo-americane come la BP o la Exxon.
Ce n'è abbastanza per catalogare anche Orban come un dittatore, un criminale da rimuovere con qualsiasi mezzo; sebbene in base agli standard "occidentali" egli, come del resto lo stesso Putin, risulti regolarmente eletto. Ma ciò non ha mai risparmiato ad alcuno la gogna mediatica, se considerato in qualche modo un intralcio agli affari. La vecchia e cara Ungheria, icona prediletta del "vittimacomunismo" dell'epoca della guerra fredda, sembra ormai un pallido ricordo. A quanto pare la piazza "occidentalista", specialmente se fomentata dal senatore McCain e dal finanziere Soros, può fregiarsi di una dignità morale e politica superiore, tale da additare al mondo come tiranno qualsiasi capo di governo venga preso a bersaglio.
Al contrario, in Italia un governo "occidentale" poche settimane fa non si è sentito minimamente delegittimato dal dissenso di un milione di manifestanti scesi in piazza contro i decreti sul lavoro. Il sacro discrimine tra il bene ed il male infatti non è la piazza, ma è l'Occidente; ed il Jobs Act è santo, visto che non ce lo impone Putin, bensì il Fondo Monetario Internazionale con i suoi lacchè della Commissione Europea. Se poi l'eventuale dissenso sindacale tocca nervi ancora più scoperti, allora non c'è più alcun limite alla criminalizzazione di ogni potenziale oppositore, tanto che i toni della propaganda contro il lavoro diventano apertamente quelli della guerra civile.
Nel novembre scorso i sindacati del pubblico impiego hanno fatto ricorso contro il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità. Dal 1993 il pubblico impiego è sottoposto infatti ad una normativa privatistica, eppure dal 2010 i contratti sono bloccati per legge. Di fronte alla palese incostituzionalità di questa situazione, che ha fatto il governo? Ha ritenuto di strumentalizzare un episodio inquadrabile nel contenzioso tra la giunta comunale romana ed i suoi vigili urbani. Se gli sbirri ammazzano gente inerme, allora li si può perdonare; ma se si mettono in malattia in massa, in questo caso non conta nulla che abbiano esercitato un proprio diritto nel rispetto dei regolamenti vigenti. Ogni diritto del lavoro soccombe infatti di fronte al diritto all'ingerenza morale che il potere rivendica. I media perciò non hanno esitato a bollare come criminali questi "tutori dell'ordine", parlando del tutto fuori luogo di "certificati medici falsi", sebbene tali certificati siano stati erogati nel quadro dei controlli previsti dalla mitica "cura Brunetta", a cui sei anni fa i media, tutti allineati, avevano attribuito effetti taumaturgici.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si ť formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si ť evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


01/02/2015 @ 17.34.22
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