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"La nozione di imperialismo americano non si deve intendere come dominio tout court degli Stati Uniti, ma come la guerra mondiale dei ricchi contro i poveri, nella quale gli USA costituiscono il riferimento ed il supporto ideologico-militare per gli affaristi e i reazionari di tutto il pianeta."

Comidad (2012)
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Di comidad (del 18/07/2024 @ 00:05:02, in Commentario 2024, linkato 5820 volte)
Gli Stati Uniti sono certamente la più grande cleptocrazia della storia, un modello di riferimento per tutti gli altri paesi. Il sistema cleptocratico si è consolidato negli ultimi quarant’anni tramite i processi di deindustrializzazione e finanziarizzazione che hanno consentito alle oligarchie di sradicarsi da ogni contesto sociale e territoriale, diventando bolle autoreferenziali. Ciò ha reso superflua la mediazione politica, per cui i politici riescono a svolgere un ruolo soltanto se fanno parte di lobby d’affari, che sono trasversali al pubblico ed al privato, ed anche al legale e all’illegale. Le lobby d’affari comunicano con un registro imbonitorio e manipolatorio da televendita, quindi cercano di sfruttare simultaneamente tutte le pulsioni e le velleità del potenziale cliente. I popoli sono un po’ come degli schizofrenici dalle personalità multiple; cioè hanno propensioni culturali diverse che si sono succedute, dissociate e sovrapposte nel corso dei secoli. Il compito della politica dovrebbe essere quello di mediare, cercando di assecondare maggiormente quella personalità - quella tendenza culturale - che meglio corrisponda alle effettive possibilità di un dato momento. Le lobby d’affari invece non si pongono di questi problemi; anzi, dato che comunicano con una logica pubblicitaria, tendono ad attivare contemporaneamente tutte le pulsioni, anche le più contraddittorie. Per questo motivo oggi gli USA ci appaiono come un grande caso psichiatrico, nel quale le pulsioni imperiali, isolazioniste e palingenetiche (la “cancel culture”) si esprimono in una gigantesca cacofonia ed in una rissa permanente che spappola ogni mediazione politica.
Lo spettacolo sempre più squallido e cialtronesco offerto dagli Stati Uniti però può essere fuorviante, poiché rischia di sollecitare negli altri un illusorio senso di superiorità. Da certe schizofrenie invece nessuno è completamente immune. Vediamo oggi il Nord Italia affetto da una febbre separatista e transalpina, all’inseguimento del sogno di aggregarsi ad una sorta di grande Baviera, cioè la macroregione dell’Eusalp (EU Strategy for Alpine region). Tutto ciò si è espresso nella legge sull’autonomia differenziata, che al di là della sua indeterminatezza di contenuti, ha il senso certo di santificare la disuguaglianza tra le regioni.

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Di comidad (del 11/07/2024 @ 00:07:10, in Commentario 2024, linkato 6444 volte)
Non c’è evento che non abbia qualche precedente storico, e ciò vale anche per la penosa esibizione di Joe Biden nel suo dibattito con Donald Trump. Nel 1984 l’allora presidente in carica, Ronald Reagan, affrontò in un primo dibattito il suo sfidante, Walter Mondale. In quella circostanza Reagan si dimostrò senile, impacciato, confuso e smemorato, con effetti di comicità involontaria, come quando attribuì le eccessive spese militari al cibo ed al vestiario. Nel secondo dibattito con il rivale Mondale la situazione si rovesciò a favore di Reagan, che si presentò vivace e pronto alla battuta; perciò a chi gli chiedeva se potesse essere un problema la sua età avanzata, Reagan rispose di non avere intenzione di usare a proprio vantaggio la giovinezza e inesperienza di Mondale. Al pubblico e ai media piacciono molto questi colpi di scena in cui lo sfavorito rovescia il pronostico, e con una grassa risata tutte le perplessità sullo stato mentale di Reagan furono resettate in un attimo.
Può darsi perciò che anche Biden, come il suo predecessore Reagan, si presenti “bombato” di anfetamine al prossimo dibattito con Trump e riesca a rimediare al primo disastro. Magari nel campo avverso qualche “double agent” sottrarrà le anfetamine a Trump e le parti si invertiranno con grande spasso del pubblico. Nel caso di Reagan la vicenda ebbe però un risvolto patetico, poiché il povero Ronald, una volta lasciato l’incarico, non andò a monetizzare la sua presidenza con i soliti giri di conferenze strapagate. In un paese di etica protestante come gli Stati Uniti si tiene molto al fatto che la corruzione sia al 100% legalizzata, perciò i presidenti non possono incassare tangenti mentre sono in carica. Agli ex presidenti è invece consentito di arricchirsi andando a riscuotere la percentuale per gli appalti elargiti; una riscossione che avviene attraverso i lauti compensi per le conferenze. La strana assenza di Reagan a questi tour milionari trovò una spiegazione nel 1995 con una pubblica dichiarazione sui sintomi di una sua malattia mentale, indicata ufficialmente come Alzheimer. A suo tempo però in molti sospettarono che Reagan stesse scontando i danni cerebrali dovuti agli eccessi farmacologici che gli avevano consentito quei suoi incredibili “risvegli”.

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Di comidad (del 04/07/2024 @ 00:10:46, in Commentario 2024, linkato 6895 volte)
Non c’è nulla di strano nel fatto che oggi la gran parte della gioventù preferisca radicalizzarsi politicamente a destra invece che a sinistra. L’essere di destra consente infatti di recitare tutte le parti in commedia, di dichiararsi anti-establishment e di agire a difesa dell’establishment, di dire tutto ed il suo contrario. In questa ebbrezza di libertà illimitata, le destre si sono messe a cavalcare anche il politicamente corretto ed a processare Ilaria Salis dall’alto del pulpito della moralità e della legalità. Ma, come si è visto già in Ungheria, alla destra il prendersela con la Salis non porta fortuna, poiché, a furia di atteggiarti a campione del politicamente corretto, poi rischi di ritrovarti in casa gli esattori del politicamente corretto, cioè gli infiltrati di Fanpage, che si precipitano a scoprire l’acqua calda, cioè che sei fascio-nostalgico e antisemita. Comunque niente di grave.
La sinistra infatti se la passa molto peggio, poiché gli esattori del politicamente corretto vi si infiltrano senza alcun bisogno di avere mandanti; sono infiltrati autoprodotti ed autogestiti, agenti di una colonizzazione ideologica che si investono da soli della missione di scrutarti per capire se, sotto sotto, sei un cospirazionista, o un rossobrunista, o un dogmatico, o un sessista, o uno specista, o, meglio ancora, un antisemita. In questi mesi le destre si sono schierate senza esitazioni con Israele e si sono messe a caccia di antisemiti nella sinistra; cosa che ha consentito a Fanpage di rilevare la presunta contraddizione tra i proclami sionisti di Fratelli d’Italia e l’acrimonia antiebraica dei suoi militanti. In realtà a sbagliarsi è Fanpage, dato che non esiste alcuna contraddizione tra antisemitismo e filosionismo. L’antisemitismo politico nasce nella prima metà dell’800 come tentativo di critica del cosmopolitismo finanziario, sulla base dell’icona dell’ebreo internazionale Rothschild che schiavizza gli Stati nazionali con il debito. Ma, proprio perché identifica l’ebraismo con il cosmopolitismo, l’antisemita non è affatto disturbato dal sionismo, tutt’altro; poiché, diventando nazione, gli ebrei devono concentrarsi in una guerra di conquista a spese dei popoli vicini. All’antisemita va benissimo che arabi ed ebrei si ammazzino tra loro.
A rilanciare l’antisemitismo come critica dell’usurocrazia finanziaria fu l’industriale Henry Ford, con una serie di articoli, poi riuniti e ripubblicati col titolo “L’Ebreo Internazionale”. In quegli scritti Ford propinava l’epopea di un capitalismo “buono” e produttivo che conduceva l’eterna lotta contro un capitalismo “cattivo”, finanziario e speculativo, in mano agli ebrei. Per reggere questa rappresentazione deve giocare continuamente sulla confusione semantica, per cui l’ebreo è, a seconda delle esigenze retoriche del momento, un’etnia, o una cultura o un simbolo, o tutte e tre le cose insieme. Il banchiere Rothschild è ebreo, ma, visto che ci sono anche tanti banchieri cristiani, allora evidentemente il capitalismo finanziario è un ebraismo che funziona anche senza ebrei.

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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


25/07/2024 @ 00:09:07
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