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"Il vincolo statale funziona come un pastore che tiene unito il gregge, ma solo per metterlo a disposizione del predatore."

Comidad (2014)
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Di comidad (del 04/04/2020 @ 00:15:10, in Documenti, linkato 257 volte)
“LABORATORIO GRECIA” è un viaggio che attraversa la Storia greca ed europea passata e recente: dalla seconda guerra mondiale alla crisi che viviamo. Un documentario di Storia e di tante storie.

Segnalato dalla redazione di Comedonchisciotte.org

Link diretto Youtube
 
Di comidad (del 02/04/2020 @ 00:00:08, in Commentario 2020, linkato 3550 volte)
In queste settimane nelle quali si è registrato un esperimento sociale privo di qualsiasi precedente storico, molti commentatori hanno sottolineato il fatto che i media hanno offerto il loro “meglio” per diffondere paura, mettendo sistematicamente in ombra gli stessi dati ufficiali pur di raggiungere lo scopo di terrorizzare. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, i deceduti per Covid-19 che non avessero patologie pregresse, sarebbero in Italia soltanto dodici.
È vero, ma tale capacità di spaventare non è dovuta solo al potere di suggestione e mistificazione dei mezzi di comunicazione; infatti l’alternativa alla credulità nei confronti dell’emergenza-virus, è persino più spaventevole dell’emergenza sanitaria stessa. Si tratterebbe di constatare che si è alla completa mercé di un potere, anzi di uno strapotere, del tutto arbitrario che non esita a manipolare brutalmente la vita delle persone pur di fare il proprio tornaconto.
Nonostante tutto, e pur in questo contesto di crescente intimidazione mediatica e poliziesca, non tutti sono sufficientemente allenati a rinunciare al buonsenso e all’evidenza, perciò nei radi incontri a distanza consentiti dalle attese o dalle file, c’è ogni tanto una persona che lancia qualche frase prudente per sondare il terreno, in modo da capire se sia il solo a dubitare. Tra l’altro, per molti anziani risulta ostico credere ad un potere che si accora tanto per la loro sorte, vista la disinvoltura con la quale negli ultimi decenni sono state colpite la Previdenza e la Sanità, un fattore che aveva determinato un pesante calo della vita media, da molto prima che si parlasse di pandemie.

Come diceva quel tizio migliaia di anni fa, già il sapere di non sapere rappresenterebbe un buon punto di partenza, però ciò non toglie che qualche mollichina da seguire, qua e là, ci sia. Scavando negli anni passati, si scopre che nel 2015 già si stava preparando un clima emergenziale da virus Corona. Da tre anni prima, nel 2012, l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva registrato delle sindromi respiratorie in Medio Oriente; nel 2015 si segnalava una presunta esplosione di casi di contagio in Corea del Sud. Nel 2015 sembrava quindi che l’OMS fosse a un passo dal proclamare la pandemia su scala planetaria.
Nel gennaio del 2015 il “filantropo” Bill Gates aveva lanciato un allarme, secondo il quale bisognava prepararsi ad una guerra contro una pandemia mondiale (ma che uomo preveggente!). La dichiarazione era abile perché combinava il fascismo col politicamente corretto, la retorica bellicista con la retorica umanitaria.
Da bravo lobbista, Bill Gates considerava i vantaggi di un’emergenza pandemica in termini di business: non solo i miliardi e miliardi di dosi di vaccino da vendere, ma anche i profitti enormi per l’alta finanza, poiché la brusca recessione economica dovuta alla pandemia avrebbe determinato un’ancora più acuta dipendenza debitoria degli Stati e delle famiglie nei confronti delle multinazionali del credito (come si vede, business ed economia non sono la stessa cosa). Per non parlare poi della posizione monopolistica a livello commerciale che le quarantene concedono alle multinazionali digitali della distribuzione, come Amazon.
Nel 2015 tutto sembrava bello e pronto per far scattare il business della pandemia, ma qualcosa non funzionò. Il fatto è che non basta avere gli ingredienti giusti per fare il pasticcio, ci vuole anche qualcuno che te lo metta in forno....

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Di comidad (del 26/03/2020 @ 00:32:20, in Commentario 2020, linkato 6556 volte)
Si è ormai di fronte all’evidenza di un colpo di Stato in Italia. Si tratta però di un colpo di Stato atipico. Nei colpi di Stato “normali” è un governo centrale ad acquisire e gestire tutto il potere. Assistiamo invece ad una strana contraddizione, per cui le libertà fondamentali, e persino elementari, dei cittadini vengono azzerate, mentre le prerogative delle autonomie locali non solo non vengono toccate, ma si dilatano al punto da violare completamente l’ordinamento vigente. L’emergenza sanitaria ha impresso al regionalismo la più forte spinta dell’ultimo mezzo secolo, creando nuovi precedenti che hanno sovvertito l’assetto istituzionale in termini tali da rendere ormai obsolete e preistoriche le pur larghissime concessioni del ministro Boccia all’autonomia differenziata. Vediamo di ricostruire il quadro della situazione.
Se i dati sulla mortalità per Corona Virus della Regione Lombardia fossero stati riscontrati in qualche Regione meridionale, si sarebbe, del tutto giustamente, invocato ed attuato il commissariamento della Sanità di quella Regione per stabilire le cause di una tale anomalia. Al contrario, la Regione Lombardia non solo non è diventata oggetto di indagine da parte del governo, ma addirittura ha acquisito una posizione di privilegio, per cui può dettare la linea di condotta all’intero Paese. È stata infatti la Giunta regionale lombarda ad annunciare lo stato di emergenza e ad imporlo al governo.
Già dal febbraio scorso le cose avevano assunto questa piega paradossale. Di fronte alle perplessità del Presidente del Consiglio Conte per le “invasioni di campo” della Regione Lombardia, l’assessore alla Sanità di quella Regione reagiva in modo insolente, accusando Conte di ignoranza e intimandogli in pratica di conformarsi a quanto gli veniva imposto. Di fronte a tanta arroganza, Conte si è ritirato con la coda tra le gambe. Il governo, da Roma, si era spostato a Milano.
Si era creata infatti una di quelle situazioni in cui interessi diversi avevano trovato un comune denominatore emergenziale e si sono fatti da sponda l’uno con l’altro. La Cina aveva interesse ad enfatizzare il pericolo del contagio per sedare la rivolta interna di Hong Kong; l’Organizzazione Mondiale della Sanità (alias la lobby dei vaccini) non aspettava altro che l’occasione per proclamare lo stato di pandemia a livello planetario, perciò ha offerto agli allarmismi della Regione Lombardia tutto il credito possibile. A loro volta Fontana e soci avevano trovato l’occasione d’oro, quella che si presenta una sola volta nella vita, cioè veicolare e camuffare il proprio autonomismo/separatismo con l’alibi inattaccabile, “oggettivo”, dell’emergenza sanitaria, evitando di fare la fine ingloriosa del separatismo catalano, che aveva avuto l’ingenuità di uscire troppo allo scoperto. Forse è un caso ma il flirt del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, con la Cina era cominciato già da qualche mese, ufficialmente per viaggi d’affari.

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Di comidad (del 19/03/2020 @ 00:24:03, in Commentario 2020, linkato 6767 volte)
Nel 2017 i grandi quotidiani riportavano nelle pagine interne gli sconcertanti dati della mortalità per influenza: tremila morti, che superavano il record già registrato per la stessa malattia nel 2015, quando vi erano stati duemilacinquecento morti. Nel mostrare i preoccupanti dati, i media approfittavano ovviamente dell’occasione per fare propaganda alle vaccinazioni antiinfluenzali, senza peraltro fornire parallelamente il dato di quanti vaccinati avessero contratto ugualmente la malattia.
Nel 2014 la lobby dei vaccini aveva già spinto i giornali a fornire cifre inquietanti sulla mortalità dovuta a patologie connesse all’influenza: settemila morti l’anno. Forse la cifra era gonfiata in funzione della vendita di vaccini; sta di fatto che le statistiche sulla mortalità avevano assunto in quel periodo le stesse dimensioni che si attribuiscono adesso alla presunta emergenza virale. Ed in effetti sinora nulla prova che l’attuale virus rappresenti una minaccia maggiore delle consuete epidemie di influenza, che, quanto a mortalità, non sono affatto bazzecole.
Il 2015 era stato però l’anno in cui si era dovuto prendere atto che la mortalità della popolazione anziana, sia per influenza sia per altre malattie, aveva assunto i ritmi comparabili con quelli degli stenti dovuti a una guerra, oppure per un drastico passaggio da un modello sociale/economico ad un altro, come era avvenuto nella ex Unione Sovietica, dove la vita media era crollata in seguito alle privatizzazioni. Tutto ciò avrebbe dovuto liquidare come “bufale” e “fake news” le proiezioni dell’Istat sull’aumento della aspettativa di vita, con la conseguente “necessità” di strette pensionistiche; ma dai media non si può pretendere tanto.
Il dato che indirettamente si traeva dalle statistiche di mortalità del 2015 e del 2017 era, ed è, il decadimento del sistema sanitario pubblico, incapace ormai di far fronte alle normali epidemie stagionali. Le notizie sull’aumento della mortalità venivano passate dai media, senza però quella grancassa e quello strepito che avrebbero messo in evidenza clamorosamente che anni di tagli alla sanità pubblica e di assistenzialismo pubblico alla sanità privata ora presentavano il conto non ai responsabili, bensì ai soggetti più deboli. Tutte le notizie, anche le più scioccanti, erano infatti confinate alle pagine interne dei quotidiani.
L’epidemia di quest’anno è arrivata invece con l’accompagnamento del frastuono mediatico a causa dell’emergenza sanitaria denunciata dal governo cinese. Si sarebbe dovuto riflettere sul fatto che in Cina la vera emergenza era quella dell’ordine pubblico dovuta alla rivolta di Hong Kong; e sarebbe stato facile notare che le misure restrittive antivirus adottate dal governo cinese avevano impedito che il contagio della ribellione si propagasse a tutto il sud-est della Cina. Ma quelle riflessioni non sono state fatte. Evidentemente l’emergenza sanitaria conveniva anche qui. Se lo scopo del governo cinese era quello di bloccare il separatismo cantonese, al contrario in Italia l’emergenza virus è diventata uno strumento del separatismo delle Regioni del nord.

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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


04/04/2020 @ 20:23:40
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