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"La nozione di imperialismo americano non si deve intendere come dominio tout court degli Stati Uniti, ma come la guerra mondiale dei ricchi contro i poveri, nella quale gli USA costituiscono il riferimento ed il supporto ideologico-militare per gli affaristi e i reazionari di tutto il pianeta."

Comidad (2012)
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Di comidad (del 18/01/2018 @ 00:53:52, in Commentario 2018, linkato 257 volte)
In coincidenza con l’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale dei docenti, è cominciata la diffusione mediatica di “video-maltrattamenti” ambientati in ambito scolastico. Sino a qualche anno fa la produzione di questo tipo di video era appannaggio dell’Arma dei Carabinieri, ma ora anche la Polizia di Stato ha fatto il suo ingresso in grande stile nello show business. Nessun commentatore trova niente di strano nel fatto che delle istituzioni dello Stato come le “forze dell’ordine”, invece di limitarsi a svolgere indagini, usino un presunto materiale probatorio (peraltro ancora non accertato sul piano giudiziale) per eccitare e aizzare l’opinione pubblica contro un’altra istituzione dello Stato.
Risultano tanto più destabilizzanti questa delegittimazione e questa gogna mediatica nei confronti della Scuola pubblica, se si considera che questa viene gravata di obblighi di vigilanza sui minori sia da parte della Legge che della Giurisprudenza. In particolare, la Corte di Cassazione insiste sulla responsabilità penale e patrimoniale del docente anche in caso di danni autoinferti da parte degli studenti. La Corte di Cassazione ovviamente non precisa mai in cosa si concretizzerebbe questo obbligo così stringente di sorveglianza sul minore, dal momento che qualsiasi coercizione fisica è ormai equiparata al maltrattamento. Norme draconiane di vigilanza elaborate nella Scuola caserma di un secolo fa, vengono quindi imposte in un contesto del tutto diverso generando paradossi giuridici. Si richiede un controllo totale sul minore da parte di un docente vestito di pura “autorevolezza”, cioè di nulla, in quanto ormai privo di qualsiasi prerogativa disciplinare (demandata esclusivamente al Consiglio di Classe, cioè al Dirigente, quindi alla sua trattativa con i genitori).
La conseguenza pratica di tutto ciò è che oggi i docenti sono costretti a contrarre assicurazione per gli infortuni degli studenti. Sino a qualche anno fa l’assicurazione era un’iniziativa dei singoli docenti, mentre oggi sono gli stessi Istituti scolastici a mediarla. Considerato che i docenti sono più di un milione, si sta parlando di un discreto business per le compagnie assicurative; un business di cui non si sarebbe sentito il bisogno se non fosse stato generato dal caos legislativo e giurisprudenziale.
Si potrebbe dire: un disordine bene organizzato e ben finalizzato. I video-maltrattamenti possono quindi funzionare da spot pubblicitari per i docenti: se non vuoi diventare pazzo anche tu, allora fatti l’assicurazione. Si tratta degli inevitabili e scontati effetti di un lobbying che occupa le istituzioni: la lobby è infatti una cosa concreta, fatta di relazioni e interessi precisi che esigono fedeltà concrete, mentre lo Stato rimane soltanto un’astrazione giuridica.

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Di comidad (del 11/01/2018 @ 00:30:11, in Commentario 2018, linkato 3913 volte)
Il segreto di una buona campagna elettorale è scacciare il principio di realtà per sostituirlo con i “gusti”, cioè trasformare i programmi in menù. Per questo motivo nelle prossime elezioni non dovrà mancare il soggetto del “più-europeismo”. Per alimentare il mito del simulacro europeo, niente di più adatto di un simulacro di partito, quella girandola di sigle originata dal vecchio “Partito Radicale”. Già accusata di parassitismo dal Partito Radicale “madre”, la radicale Bonino non è stata neppure in grado di raccogliere le firme necessarie alla presentazione della lista e quindi ha dovuto ricorrere a soccorsi esterni parassitando il partito di Bruno Tabacci. Il pericolo in agguato in ogni campagna elettorale è che la realtà rifaccia capolino, perciò figure come Emma Bonino risultano preziose per la loro capacità innata di creare confusione con la loro stessa esistenza.
Il problema è che, mentre la Bonino ci propone le scorpacciate di Europa, vi sono altri soggetti che non si preoccupano nemmeno più di rispettare le apparenze della messinscena europea. La Polonia è beneficiaria netta dei fondi europei, cioè riceve molto di più di quanto non versi, ed è anche il primo Paese nella graduatoria dei beneficiari. Eppure il governo di Varsavia può permettersi di sfidare regolarmente la Commissione Europea su migrazione e giustizia, perché tanto a Bruxelles il vero potere non è la Commissione ma è la NATO. La Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro la Polonia per la questione della violazione dell’autonomia del potere giudiziario, pur sapendo che non potrà condurla a compimento: un’impotenza della Commissione che porrà ulteriormente in evidenza lo status privilegiato della Polonia in quanto “prima linea” nei confronti della Russia.
Il fatto che a Bruxelles ci sia la sede della NATO, e da molto prima di quella dell’UE, è uno di quei dettagli che i media tendono a non mettere in evidenza perché potrebbero far scattare qualche piccola luce nella mente delle persone. Va anche detto però che, se dieci anni fa osservare che l’Unione Europea è solo un’appendice della NATO costituiva il discorso di “nicchia”, oggi invece lo dicono persino quelli della rivista “Limes”, quindi è strano che al dibattito elettorale certe cose non arrivino proprio.

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Di comidad (del 04/01/2018 @ 00:13:35, in Commentario 2018, linkato 3405 volte)
La narrazione ufficiale sulle manifestazioni in Iran sta seguendo il protocollo obbligato in questi casi. Non manca ovviamente la solita ragazza che si ribella al regime rifiutando di mettersi il velo. Secondo le regole ferree dell’istupidimento propagandistico, niente di meglio che propinare una fiaba edificante e piena di buoni sentimenti. Il tutto viene narrato in modo abbastanza vago e impreciso, tanto da risultare inverificabile.
Il presidente iraniano Rohani ha dunque chiuso con una rogna un 2017 che era stato per lui pieno di trionfi. Rohani, capo dell’ala clepto-clericale e affaristica del regime iraniano, era stato rieletto nel maggio scorso e la sua vittoria elettorale fu salutata da un balzo della Borsa di Teheran. Appena un paio di mesi fa Rohani aveva anche annunciato e celebrato, insieme con Assad, la vittoria militare in Siria sul cosiddetto “Isis-Daesh”, cioè sui mercenari americo-sauditi.
Uno dei maggiori problemi che ha dovuto affrontare Assad in Siria è stata la presenza ostile delle ONG, tra l’altro sempre pronte ad accusare il regime di ogni nefandezza. In particolare, due anni fa Assad, in sede ONU, ha accusato esplicitamente l’ONG “Medici senza Frontiere” di essere gestita dai servizi segreti francesi.
Sembrerebbe che la notizia sia sfuggita a Rohani, visto che “Medici senza Frontiere” è una delle ONG maggiormente presenti ed attive in Iran, soprattutto nella capitale Teheran.
È oggi ampiamente documentato il nesso tra le ONG e le “rivoluzioni colorate”. Ci sarebbero motivi per rivoltarsi ovunque e, infatti, negli anni scorsi ci sono state rivolte anche in Inghilterra e USA. Ma le "rivoluzioni colorate" non sono rivolte, in quanto la piazza fa da vetrina, mentre nel retrobottega vengono comprati pezzi ben scelti dell'apparato dello Stato. Le ONG significano soldi a palate; e il denaro non solo corrompe ma riesce a farti vedere le cose come vuole lui. Oltre ad organizzare queste rivoluzioni”, le ONG rappresentano infatti per i media “occidentali” anche la principale fonte di “notizie” a riguardo. Insomma, se la fanno e se la raccontano.

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Di comidad (del 28/12/2017 @ 00:30:23, in Commentario 2017, linkato 3272 volte)
Nell’epoca nella quale la metà degli elettori non va a votare, la prossima scadenza elettorale non manca ugualmente di suscitare attese e trepidazioni. Per ridimensionare l’effettiva portata della scadenza elettorale, occorre ricordare che poco più di un anno fa una significativa maggioranza di elettori aveva respinto il progetto renziano di riforma costituzionale. Eppure, a distanza di pochi mesi, nel febbraio di quest’anno, di fatto è passata, in modo surrettizio, una vera e propria riforma costituzionale camuffata da sentenza della Consulta. Praticamente un colpo di Stato. Un altro colpo di Stato dopo i tanti a cui ci aveva abituato Giorgio Napolitano.
Alcuni hanno salutato la sentenza con entusiasmo, come una restaurazione dei principi costituzionali; altri ne hanno invece sottolineato elusioni ed ambiguità. I più però non hanno notato che una sedicente “giurisprudenza” costituzionale si è in effetti trasformata, del tutto abusivamente, in una nuova legiferazione costituzionale.
La sentenza della Corte Costituzionale ha sì smantellato gran parte dell’impianto della legge elettorale renziana detta “Italicum”, ma, nel farlo, ha introdotto modifiche sostanziali dell’ordinamento. La prima modifica riguarda l’accettazione della cosiddetta “governabilità”.
La Corte infatti indica la “stabilità del governo del Paese” e la “rapidità del processo decisionale” come “obbiettivi di rilevanza costituzionale”. La Carta Costituzionale non offrirebbe alcun appiglio a tale affermazione ma, comunque, si tratterebbe pur sempre di obbiettivi “di rilevanza” costituzionale che, in quanto tali, dovrebbero soccombere di fronte ad un principio costituzionale tout court come la rappresentanza. “Ubi maior minor cessat” dicevano i giuristi romani. Invece no, dato che la Corte ha introdotto arbitrariamente l’esigenza di un “equilibrio” tra questi due principi, come se fossero di pari grado.
In nome di questo “equilibrio” tra rappresentanza e governabilità, i giudici costituzionali fanno il vero colpo gobbo, cioè portano al 40% la soglia per accedere al premio di maggioranza. In altri termini “maggioranza” non significa più il 50% più uno, ma c’è uno sconto del 10%. Non viene riformata soltanto la Costituzione ma anche l’aritmetica.

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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


19/01/2018 @ 23:54:52
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