"
"Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea."

Oscar Wilde
"
 
\\ Home Page
Benvenuto nel blog del COMIDAD:

Home Page
 
Di comidad (del 19/04/2018 @ 00:17:16, in Commentario 2018, linkato 303 volte)
Le comunicazioni USA sull’ultimo attacco alla Siria sono state un vero e proprio festival del nonsenso. Al solito “briefing” ci è stato spiegato che i comandi statunitensi sarebbero rimasti costantemente in contatto con quelli Russi mettendoli al corrente degli obbiettivi. In un primo tempo il Dipartimento di Stato USA ha detto che erano stati colpiti dei depositi di armi chimiche. E come facevano gli USA ad essere sicuri che un bombardamento su questo genere di armi non ne avrebbe disseminato il letale contenuto? Ed infatti è quello che hanno chiesto alla conferenza. Il generale portavoce del comando USA ha prima farneticato di armi così precise e sofisticate da non produrre effetti chimici collaterali. Poi ha preferito ripiegare sulla tesi di laboratori di produzione di armi chimiche colpiti, perché gli “alambicchi” non si possono spostare così facilmente.
Il tutto infarcito di una retorica surreale sui coraggiosissimi militari USA che avevano difeso l’Occidente, senza neppure avvicinarsi troppo alla Siria, visto che i missili erano a lunga gittata, o forse a causa del temibile potenziale antiaereo della Siria. La Russia, secondo gli USA, sarebbe stata informata persino dei bersagli del bombardamento. Allora Assad, se mai avesse avuto qualcosa in questi depositi, li avrebbe svuotati. Allora cosa hanno bombardato? Dei pollai? O forse sono scuse per giustificare il fallimento del bombardamento? I comandi russi hanno dichiarato infatti che almeno due terzi dei missili sarebbero stati intercettati dalla contraerea siriana con sistemi forniti a suo tempo dall’Unione Sovietica.
La portavoce del Dipartimento di Stato ha ripetuto più volte che non si voleva assolutamente ottenere un crollo del regime siriano, ed anche la premier britannica May ha confermato che lo scopo del bombardamento operato da USA, UK e Francia non era di abbattere il regime di Assad. Queste ultime dichiarazioni costituiscono il più plateale dei tanti nonsensi dell’attuale situazione siriana. La Siria infatti è stata attaccata nel 2011 in modo indiretto da USA, UK e Francia con l’afflusso di truppe esterne, penetrate dal territorio turco. Lo scopo era quello di eliminare un alleato strategico ed anche un socio d’affari della Russia, cioè il regime di Assad. Oggi invece la Russia è insediata saldamente in Siria, perciò non avrebbe più senso sfrattare Assad. Occorrerebbe sfrattare la Russia, ma c’è il piccolo dettaglio della potenza nucleare russa a rendere l’opzione problematica.
A proposito di dettagli, ce n’è un altro ugualmente macroscopico. La guerra in Siria è cominciata nel 2011, mentre i Russi ci sono arrivati solo nel 2015, più di quattro anni dopo. Quando si dice la lentezza di riflessi. Dal canto loro gli USA si erano insediati abusivamente in Siria l’anno precedente con il pretesto di combattere l’ISIS/Daesh. La situazione veniva descritta all’epoca dall’organo iper-occidentalista “Il Post” senza notare queste discrasie nelle date. Gli “Occidentali” hanno avuto quattro anni a disposizione per mettere la Russia fuori del gioco ma non ne hanno saputo approfittare. Per giustificare tutto questo si è giunti a recriminare sui veti posti all’ONU dalla Russia, come se gli USA e la NATO non se ne fossero mai infischiati dell’ONU quando gli faceva comodo.

...

Continua a leggere...

 
Di comidad (del 12/04/2018 @ 00:05:19, in Commentario 2018, linkato 2762 volte)
Il potenziale mistificatorio dell’elettoralismo non rimane mai inutilizzato ed infatti nelle cronache delle consultazioni per la formazione del governo si continua a parlare di “vincitori” delle elezioni. In realtà nelle ultime elezioni vi sono dei sicuri sconfitti ma non dei veri vincitori; anzi, la portata di questa mancata vittoria è resa più grave proprio dalla rotta degli avversari.
Per queste elezioni la Corte Costituzionale aveva allestito un broglio elettorale preventivo, violando l’aritmetica con l’abbassamento del 10% della soglia per raggiungere la maggioranza. L’unico concorrente diretto dei 5 Stelle per spartirsi le spoglie del PD avrebbe dovuto essere LeU, che però si è messo preventivamente fuori gioco adottando le icone di Grasso e della Boldrini, cioè di due colonne portanti prima del regime monarchico di Napolitano e poi del regime renziano. Pur in queste condizioni ottimali, la soglia del 40% per Di Maio è rimasta un miraggio.
Ma il vero disastro elettorale riguarda il cosiddetto centrodestra, che era l’unica vera coalizione in campo e quindi non avrebbe dovuto incontrare eccessive difficoltà a varcare una soglia così bassa. Il punto è che la destra non ha affascinato l’opinione pubblica proprio con quello che appariva come il cavallo vincente a tutti e tre i partiti della coalizione, cioè la questione migratoria. I terribili fatti di Macerata sono stati strumentalizzati senza alcun pudore. Lo psichiatra forense Alessandro Meluzzi si è messo a denunciare la minaccia della “mafia nigeriana”, cercando di accreditarsi come il Roberto Saviano della destra (ammesso e non concesso che Saviano sia di sinistra). Si è arrivati alla cialtroneria più smaccata chiedendo anche per Meluzzi una scorta, in previsione di eventuali minacce da parte della mafia nigeriana. Nell’operazione propagandistica è rimasto coinvolto anche l’esponente di Fratelli d’Italia Guido Crosetto, che di solito passa per una persona seria.
Ancora una volta si è dimostrato che il vero antidoto al delirio xenofobo non è l’animabellismo degli “accoglienti” ma la prudenza di chi teme le avventure: con la barbarie delle cacce al migrante clandestino, con il velleitarismo dei respingimenti e dei rimpatri forzati si sa come si comincia e si sa benissimo dove si va a finire. Tanto più che rendere il clandestino sempre più clandestino, ottiene il sicuro effetto di renderlo sempre più ricattabile, quindi più appetibile per un mercato del lavoro al ribasso.

...

Continua a leggere...

 
Di comidad (del 05/04/2018 @ 01:55:03, in Commentario 2018, linkato 1211 volte)
Non è di per sé sbagliato affermare che il voto a 5 Stelle e Lega abbia avuto un carattere anti-establishment. Il problema è che un establishment è tale perché dispone anche di una potenza ideologica e quindi condiziona persino le opposizioni. Oggi l’establishment è la finanza e infatti la finanziarizzazione ha assunto il ruolo di senso comune.
Come proposta “alternativa” all’idea del cosiddetto “reddito di cittadinanza” lanciata dai 5 Stelle, la Lega ha parlato di un “prestito d’onore” ai disoccupati, da restituire “comodamente” in venti anni. Si tratta di un’ulteriore spinta all’indebitamento delle masse ed alla finanziarizzazione dei rapporti sociali, cioè la sostituzione dei salari con i prestiti. All’inizio il debito sarebbe nei confronti dello Stato, ma nulla impedisce che un domani un governo in difficoltà finanziarie venda i propri crediti ad agenzie finanziarie private.
“Reddito di cittadinanza” in realtà è uno slogan ingannevole, poiché, per come è stata formulata la proposta dai 5 Stelle, si tratterebbe di un sussidio di disoccupazione un po’ allargato. La proposta economica più “sostanziosa” dei 5 Stelle rimane perciò il microcredito alle piccole imprese. Microcrediti a microimprese che, in quanto strutturalmente sottofinanziate, potrebbero farsi solo concorrenza al ribasso, con ovvi effetti negativi non solo sulla quantità e qualità dell’occupazione ma anche sul tessuto industriale preesistente.
“Prestiti d’onore”, “microcredito alle piccole imprese” e magari anche “microcredito ai poveri”: il tutto “suona bene” ad un orecchio non sospettoso. Il “suonabenismo” costituisce appunto il segnale di un controllo ideologico delle coscienze.
Uno dei luoghi comuni sulla finanza è che alimenti se stessa con pura ricchezza virtuale senza preoccuparsi della ricchezza materiale: l’economia di carta contro l’economia reale. Se si analizza meglio ci si accorge però che lo scopo della finanza è comunque di appropriarsi di ricchezza materiale. I poveri ne hanno poca ciascuno ma miliardi di poveri fanno comunque un bel patrimonio da saccheggiare.
La “società dei consumi” è diventata un mito passatista che si rivela mirato all’indebitamento di massa. I “consumi” diventano esche per l’indebitamento. Il business del prodotto più pubblicizzato, l’automobile, attualmente non consiste più nella vendita in sé della vettura, bensì nel contratto finanziario che assume l’acquirente all’atto della vendita. Gli interessi che gravano su questi contratti finanziari possono pesare dal 6% al 10%. Il consumatore diventa quindi un debitore.

...

Continua a leggere...

 
Di comidad (del 29/03/2018 @ 01:13:58, in Commentario 2018, linkato 1338 volte)
La serietà non è più di questo mondo, ammesso che lo sia mai stata. A conclusione dell’ultimo Consiglio Europeo, che ha deciso una raffica di sanzioni diplomatiche contro la Russia per il presunto tentato omicidio al gas nervino, il Presidente del Consiglio Gentiloni ha dichiarato che le decisioni del vertice sono condivise ma che non bisogna chiudere la porta al “dialogo”. In linguaggio diplomatico “dialogo” significa “affari”, business. Come a dire: se la NATO vuol continuare a criminalizzare Putin, si accomodi e noi ci accodiamo, ma lasciateci fare qualche affaruccio sulle forniture di gas.
Questa schizofrenia non è soltanto italiana. Il giornalista Bernard Guetta, voce informale ma “autorevole” della politica estera francese, spinge la sindrome dissociativa sino al delirio in fase acuta. Guetta propone infatti una politica della “mano tesa” alla Russia, rimanendo però negli schemi della narrazione euro-americana, cioè contestando alla Russia le ingerenze in Ucraina (ma lì il colpo di Stato nazista chi lo ha organizzato se non la NATO?), l’occupazione della Crimea (ma una Russia senza basi in Crimea quanto durerebbe?) e l’appoggio al “criminale” Assad (e i galantuomini jihadisti in Siria chi li arma?). Il punto di vista francese quindi non è diverso da quello italiano, anzi la dicotomia risulta persino più stridente dato che il governo francese è uno di quelli che hanno spinto maggiormente per la destabilizzazione della Siria. Ma Guetta propone comunque la “mano tesa” per continuare a raccogliere in Russia gas, petrolio ed altre materie prime.
Nel gennaio scorso il finanziere ungherese americano George Soros ha dichiarato al “Financial Times” che l’Unione Europea è al collasso e che la potenza emergente è la Russia. Al collasso europeo Soros ha dato la sua manina poiché ha contribuito ad esasperare l’elettorato italiano inventando una lista “Più Europa” affidata alla sua fida Emma Bonino. Soros non è più al centro della ribalta perché troppo esposto e sputtanato, perciò anche il suo margine di manovra si restringe. Soros però continua a parlare e straparlare in base alle direttive della sua agenzia di riferimento, cioè la NATO.
La NATO è un’agenzia di affari e quindi non è che ce l’abbia con Putin per le fiabe degli attacchi al gas nervino o delle ingerenze nelle campagne elettorali. Se la NATO criminalizza la Russia è proprio per questioni di affari, soprattutto per i gasdotti. Pochi giorni fa vi è stato un incontro dell’ambasciatore italiano in Russia, Pasquale Terracciano, con la multinazionale russa Gazprom per trattare l’aumento e la diversificazione delle rotte dei gasdotti che collegano Russia ed Europa. Si pensa in particolare ad una rotta Sud che attraversi il Mar Nero.

...

Continua a leggere...

 

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Aforismi (2)
Bollettino (7)
Commentario 2005 (25)
Commentario 2006 (52)
Commentario 2007 (53)
Commentario 2008 (53)
Commentario 2009 (53)
Commentario 2010 (52)
Commentario 2011 (52)
Commentario 2012 (52)
Commentario 2013 (53)
Commentario 2014 (54)
Commentario 2015 (52)
Commentario 2016 (52)
Commentario 2017 (52)
Commentario 2018 (16)
Commenti Flash (61)
Documenti (46)
Fenêtre Francophone (6)
Finestra anglofona (1)
In evidenza (5)
Links (1)
Storia (6)
Testi di riferimento (9)



Titolo
Icone (13)


Titolo
FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


20/04/2018 @ 19:59:18
script eseguito in 77 ms