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"La ricerca scientifica è una attività umana, perciò merita, come ogni attività umana, tutto lo scetticismo possibile; altrimenti cesserebbe di essere ricerca per costituirsi come religione inquisitoria."

Comidad (2005)
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Di comidad (del 04/02/2010 @ 00:45:13, in Commentario 2010, linkato 90 volte)
Dalla fiera della vanità del vertice economico di Davos, è pervenuta una notizia concreta: il Fondo Monetario Internazionale sta allestendo un fondo di cento miliardi di dollari per “assistere” i Paesi nel contrasto ai cambiamenti climatici. Per chi conosce l’effettivo funzionamento delle tecniche di credito del FMI, la notizia è inquietante.
Il recente vertice mondiale di Copenaghen sul clima era stato soltanto una trappola propagandistica tesa dagli Stati Uniti alla Cina, in modo che Sant’Obama potesse presentare i perfidi e irresponsabili Cinesi come indifferenti alle sorti del pianeta minacciato dal riscaldamento globale. Grazie al vertice di Copenaghen, gli Stati Uniti hanno potuto dotarsi dell’aureola di Paese investito della sacra missione di salvare il pianeta dalle velleità di industrializzazione accelerata di Paesi irresponsabili. Il lancio dell’emergenza-riscaldamento globale trova così il suo sbocco “naturale”, cioè giustificare l’ingerenza dell’affarismo privato negli affari interni dei vari Paesi, ciò nel supremo interesse della salvezza della Terra.
Il FMI comincia infatti ad agire come se da Copenaghen fosse uscito un accordo, e non semplicemente una volontà statunitense, poiché la super-banca condizionerà i suoi prestiti ai vari Paesi anche ad una serie di clausole ambientali. Il FMI opera soprattutto con fondi pubblici, ma, a dispetto del suo inquadramento giuridico in ambito ONU, esso costituisce un ente privato a tutti gli effetti, infatti è una propaggine della Federal Reserve statunitense, controllata dai soliti Rothschild e Goldman Sachs.
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Di comidad (del 28/01/2010 @ 01:26:18, in Commentario 2010, linkato 89 volte)
Quando il segretario della CGIL Epifani ha lanciato la proposta di uno sciopero generale per promuovere una riforma fiscale, si è attirato una reprimenda da parte dei segretari di CISL e UIL. Il fatto che i segretari di CISL e UIL si siano profusi nelle consuete manifestazioni di servilismo verso il governo ed il padronato, non implica di per sé che la linea di Epifani abbia un senso.
Il tema della riforma fiscale è un po’ come quello della riforma istituzionale, serve cioè a rimandare il tutto ad una scadenza fittizia, apparentemente urgente, ma in effetti dilazionabile all’infinito, il cui risultato certo consiste soltanto nella delegittimazione delle garanzie esistenti.
Non a caso il Presidente del Consiglio - che ha attuato nel più assoluto silenzio una raffica di privatizzazioni natalizie - ora lancia pubblicamente ed enfaticamente una proposta di riforma fiscale, senza avere alcuna voglia di farla, ma solo per far abboccare la CGIL. In tal modo il sindacato delegittima se stesso e la propria funzione, poiché la difesa del salario viene demandata non ad un aumento dello stesso salario, ma ad una riduzione della pressione fiscale da parte dello Stato.
Un sindacato ha in realtà un modo diretto e semplice per “tassare” il padronato, rivendicando cioè il pagamento di salari più alti. La funzione storica del sindacato era infatti quella di scavalcare la mediazione del governo, non di invocarla. Il sindacato si pone come organizzazione di classe, quindi dovrebbe partire dal presupposto che lo Stato non sia neutrale, ma che, al contrario, costituisca un apparato funzionale al privilegio affaristico.
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Di comidad (del 21/01/2010 @ 01:50:48, in Commentario 2010, linkato 184 volte)
Risulta ormai evidente che il terremoto di Haiti è divenuto il pretesto dell’ennesima invasione militare statunitense. Di fronte a questa plateale aggressione militare, ordinata da Sant’Obama con i soliti pretesti umanitari, qualcuno si è spinto ad ipotizzare che lo stesso terremoto sia stato l’effetto di super-armi segrete di cui gli USA sarebbero in possesso. Ma in tal modo ci si spinge nel campo della pura speculazione, dato che l’esistenza di tali armi può essere solo immaginata. Laddove non c’è da immaginare, ma solo da constatare, è invece sul ruolo che ancora una volta stanno svolgendo i media di tutto il mondo, impegnati a fornire giustificazioni alla presenza militare statunitense. I toni con cui i media enfatizzano presunti episodi di banditismo, rappresentano la scontata giustificazione della presenza dei marines per le strade della capitale haitiana; perciò, dietro il paravento del pietismo mediatico, si è immediatamente potuto scorgere l’intento di criminalizzare un intero popolo, presentandolo come vittima e carnefice di se stesso, in base ad uno schema precostituito e ricorrente di psico-guerra colonialistica.
Inoltre nessun commentatore ha neppure provato a spiegare i motivi logistici per i quali è presente di fronte alle coste haitiane anche una portaerei statunitense, che, chiaramente, può servire da supporto solo per velivoli da caccia e non per il trasporto di mezzi di soccorso. Si tratta di un’omissione significativa, ed anch’essa indica un atteggiamento di complicità dei media.
È scomparso inoltre dai mezzi di comunicazione quello che avrebbe dovuto costituire l’ovvio interlocutore di qualsiasi iniziativa di soccorso, e cioè il governo haitiano, come se il crollo delle cupole del palazzo presidenziale avesse cancellato di colpo la presenza di qualsiasi autorità civile sul posto. Non risulta infatti che l’intervento militare statunitense sia stato in nessun modo concordato, e la solita ONU si è soltanto affannata a legittimarlo a posteriori. Una razza subalterna di ex schiavi non ha neanche il diritto di chiedere aiuto, ma altri devono pensarci per loro, perciò oggi i militari statunitensi controllano l'aeroporto di Port-au-Prince, e il criminale Clinton coordina gli "aiuti", tra cui si annoverano le ONG, e persino Bertolaso, il che è una garanzia.
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Di comidad (del 14/01/2010 @ 00:13:30, in Commentario 2010, linkato 197 volte)
Il 17 dicembre ultimo scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto “federalismo demaniale”, cioè il passaggio agli enti locali dei beni immobili attualmente di proprietà dello Stato. Si tratta dell’ennesimo espediente giuridico per consentire la privatizzazione di edifici e terreni del Demanio dello Stato. Il provvedimento porta la firma del ministro Calderoli, ma la “mente” (si fa per dire) del piano speculativo è sempre quella del ministro Tremonti, lo stesso ministro che due legislature fa aveva già provato, inutilmente, ad avviare una gigantesca privatizzazione dei beni demaniali dello Stato.
Il primo tentativo di Tremonti era stato bloccato per la sua evidente illegittimità, quindi il tentativo è stato ripetuto in questa legislatura seguendo strade diverse, cioè distraendo l‘attenzione con il trucco di finte riforme: le fondazioni universitarie, la gestione delle risorse idriche da parte di SPA, la trasformazione in SPA anche della gestione dei ministeri della Difesa e della Protezione Civile, ed ora persino il federalismo demaniale. Il filo conduttore di tutti questi provvedimenti è sempre lo stesso: i beni immobili dello Stato, delle Università, degli acquedotti, della Difesa, della Protezione Civile, passano di mano, non per essere venduti, e neppure svenduti, ma per essere semplicemente regalati ad affaristi privati.
Da quando Giulio Tremonti ha cominciato a vestire le penne del pavone “no global”, è riuscito a mettere a segno, nel silenzio quasi assoluto, la maggiore ondata di privatizzazioni della Storia italiana, strappando così a Giuliano Amato la palma di principe dei privatizzatori. Tremonti, in quest’opera di mistificazione/privatizzazione ha potuto avvalersi della complice omertà dei giornali di opposizione; infatti il lettore medio di “Repubblica” o del “Manifesto” non è a conoscenza della raffica di privatizzazioni attuata dal governo nel periodo natalizio.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


08/02/2010 @ 23.05.47
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