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"Se la pace fosse un valore in sé, allora chi resistesse all'aggressore, anche opponendosi in modo non violento, sarebbe colpevole di lesa pace quanto l'aggressore stesso. Perciò il pacifismo è impotente contro la prepotenza colonialistica che consiste nel fomentare conflitti locali, per poi presentarsi come pacificatrice."

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Di comidad (del 25/05/2017 @ 01:59:15, in Commentario 2017, linkato 384 volte)
Chi si illudeva che il bombardamento della Siria potesse costituire un episodio circoscritto deve cominciare a ricredersi. Dopo i duecento miliardi di dollari di investimenti sauditi negli USA per i prossimi quattro anni, il viaggio di CialTrump a Riad è diventato l’occasione per l’annuncio di altri contratti giganteschi per la vendita di armi: centodieci miliardi subito e trecentocinquanta miliardi nell’arco di un decennio.
Come si fa a non sostenere uno che ti allunga oltre cinquecento miliardi di dollari?
L’Arabia Saudita, custode dei luoghi santi dell’Islam, ma soprattutto punto di riferimento finanziario del mondo sunnita, ha i suoi avversari strategici nell’Iran e nella Siria, quindi anche nella potenza che li appoggia, la Russia. I margini di manovra della politica imperialistica di CialTrump si riducono quindi al minimo. La coperta corta si è evidenziata particolarmente con la rinuncia ad imporre ad Israele lo Stato Palestinese. Israele è infatti un sicario indispensabile per tenere sotto aggressione la Siria e l’Iran. Il proposito di allentare le tensioni con la Russia per farne il principale fornitore di materie prime a bassissimo costo per la ripresa industriale statunitense, diventa pura retorica. Come era prevedibile, il problema di CialTrump non è più quello di realizzare il suo programma, bensì quello di arrivare giudiziariamente incolume alla fine del suo mandato. A noi Italiani ricorda qualcosa.
Si è detto che gli operai, o ex operai del Michigan, abbiano votato CialTrump nella speranza che mantenesse le sue promesse di reindustrializzazione. Ammesso che sia vero, le speranze sono cadute. Si è detto anche che l’Unione Europea è rimasta una costruzione incompiuta perché non ha realizzato quel sistema di trasferimento di fondi federali che garantirebbe la sopravvivenza agli Stati in difficoltà. Persino in questo caso i fatti hanno portato una smentita, dato che sono decenni che si parla a vuoto di piani di rilancio della ex capitale dell’auto, Detroit. In compenso Detroit è diventata un modello per studi di desertificazione urbana.
Intanto quest’anno in Europa si è celebrato il venticinquennale del Trattato di Maastricht, la croce di quelli che sognano un’altra Europa. Il problema è che l’altra Europa non esiste, come dimostra appunto il fallimento della delizia dei federalisti europei, cioè la federazione USA, dove, quando si tratta di trasferire fondi federali, si apre il salvadanaio e non la cassaforte.

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Di comidad (del 18/05/2017 @ 00:13:33, in Commentario 2017, linkato 1039 volte)
Era irrealistico credere che il sistema bancario francese lasciasse gestire la fine, più o meno prossima, dell’euro a Marine Le Pen. Come pure era irrealistico ritenere che, una volta che il sistema bancario francese avesse confezionato un candidato, non lo conducesse poi alla vittoria con largo margine tramite qualsiasi mezzo. Questi “mezzi” potrebbero rimanere per sempre segreto di Stato, anche se in epoca di software informatici non ci vuole un grande sforzo di immaginazione. Il “sovranismo” sconta quindi il suo vizio di origine, cioè quello di non essersi confrontato con il potere suggestivo e illusionistico del denaro. Il “sovranismo” ha puntato sul movimento delle opinioni pubbliche, senza tener conto del fatto che è il denaro a creare l’opinione pubblica, convincendola magari di aver votato come non ha votato.
Dall’osservatorio italiano questa saldatura tra banche ed apparati dello Stato non può essere del tutto percepibile, perché in Italia il sistema bancario non ha un potere interno ed internazionale paragonabile a quello del sistema bancario britannico, tedesco o francese. Del resto l’Italia è stata per oltre un quarantennio una potenza manifatturiera, ma non è più stata una potenza finanziaria almeno dai tempi dei Medici.
A differenza delle banche italiane, avvolte nel coro del colpanostrismo e prone all’idolo Draghi, le banche francesi hanno aperto un contenzioso giudiziario con la Banca Centrale Europea per contestarne i parametri di solvibilità e di “sofferenza”. La sfida delle banche francesi alla BCE indica chiaramente che sono pronte a cannibalizzare il patrimonio bancario altrui, ma non a farsi cannibalizzare a propria volta.
Che in Francia un “banchiere” venisse chiamato a gestire la fine dell’euro, era quindi scontato. Molte delle sbracate aperture di Macron alla Germania, come pure la rispolverata dell’asse franco-tedesco, appaiono quindi come tattica diplomatica, probabilmente mirata a scaricare interamente sulla controparte il fallimento della trattativa. I media nostrani hanno celebrato il presunto nuovo feeling tra la Merkel e Macron, fantasticando su un rilancio dell’Unione Europea e rinfocolando gli entusiasmi europeistici, peraltro presto spenti dalla nuova procedura d’infrazione che la Commissione Europea ha avviato contro l’Italia per le emissioni illegali dei veicoli FIAT in base al consueto criterio dei due pesi e due misure. Di fatto la cancelliera non ha concesso nulla alla Francia; ed è molto dubbio che i mandanti di Macron queste concessioni se le aspettassero davvero. La finanza francese deve avviare una fittizia trattativa con Berlino per far dimenticare la diretta responsabilità francese sia nella nascita dell’euro che nel massacro della Grecia, facendo apparire la Germania come l’unica colpevole dell’euro-disastro. Cosa che non dovrebbe risultare difficile, poiché storicamente i tedeschi sono specialisti nell’arte di addossarsi tutte le colpe.

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Di comidad (del 11/05/2017 @ 00:58:16, in Commentario 2017, linkato 1232 volte)
Con crescente compiacimento i media stanno offrendo una rappresentazione catastrofica della situazione venezuelana. Le “analisi” sul fallimento del “socialismo bolivariano” risultano piuttosto omogenee. Secondo il giornale online “Il Primato Nazionale”, la colpa sarebbe della nazionalizzazione del petrolio, una nazionalizzazione che avrebbe potuto essere giusta in teoria, ma che si è rivelata un errore economico. Se a dirci che il problema è la nazionalizzazione arriva addirittura un giornale che si proclama nazionalista e che si chiama “Il Primato Nazionale”, allora verrebbe quasi da crederci. Vatti a fidare dei “nazionalisti”.
Sennonché le proteste di piazza contro il governo di Maduro mostrano un denominatore comune. Sono tutte infatti gestite da Organizzazioni Non Governative. Una rivolta tutta di marca ONG, che è stata lanciata anche a livello mondiale. Le ONG sono infatti delle multinazionali del “non profit”, cioè del non-tax.
Una delle più rilevanti di queste ONG multinazionali, “Un Mundo Sin Mordaza” (Un Mondo Senza Bavaglio) ha nel suo programma la difesa dei diritti umani e vanta come leader un certo Rodrigo Diamanti. Troviamo Rodrigo Diamanti tra i firmatari di un appello per i “diritti umani” in America Latina promosso dalla ONG statunitense “Freedom House”. Manco a dirlo, si tratta di una ONG che ha come proprio obiettivo la difesa dei diritti umani.
Chissà cosa sarebbero capaci di inventarsi i complottisti su questa benemerita “Freedom House”, perciò sarà il caso di andare proprio sul sito della stessa ONG per farci rivelare la verità vera. “Freedom House” ci fa sapere che il suo principale finanziatore è il Dipartimento di Stato USA, anche tramite una sua agenzia, l’USAID. Fu il presidente Kennedy a volere la nascita dell’USAID per promuovere lo sviluppo dei diritti umani nel mondo. Per Freedom House ci sono poi contributi minori di altri governi “insospettabili”, come quello svedese e quello olandese, nonché alcune fondazioni private.
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L’ONU ha proclamato il 2005 l’anno internazionale del microcredito, il mitico capitalismo dal “volto umano” ad uso delle masse dei poveri e dei diseredati. L’anno dopo il bengalese Muhammad Yunus, il “banchiere dei poveri”, il presunto inventore del microcredito, è stato insignito del premio Nobel per la Pace, a dimostrazione del fatto che, se non fosse per i soldi che elargisce, ricevere il premio Nobel equivarrebbe ad uno sputo in faccia.
In questi ultimi trenta anni il microcredito è diventato una presenza capillare ed assillante nei Paesi cosiddetti in via di sviluppo tramite la diffusione da parte di una miriade di Organizzazioni Non Governative, “nonostante” che questo strumento si sia immediatamente dimostrato incapace di determinare sviluppo, se non per le casse di chi lo gestisce.
Il microcredito ha scatenato nuove sofferenze sociali a cominciare dal sovraindebitamento, con tutte le sue conseguenze in termini di disperazione e di aumento della criminalità per poter pagare i debiti. Prima ancora che i “migrations loans” venissero del tutto ufficializzati, centri di ricerca specializzati come il Migration Policy Institute ponevano in evidenza anche il crescente legame tra il microcredito e la spinta alla migrazione. Quindi si emigra a credito e il migrante è un sovraindebitato.
Non ci vuole un grande sforzo di immaginazione per indovinare chi sia uno dei maggiori investitori nel business del microcredito: il solito George Soros. Nel 2010 Soros guidò una cordata di investitori americani verso la nuova terra promessa dei profitti illimitati, acquistando azioni della società indiana SKS Microfinance. Sembrò che gli investimenti del finanziere ungherese-americano non avessero portato fortuna alla SKS, perché l’anno dopo si verificò uno scandalo finanziario, con lo scoppio alla Borsa di Mumbai della bolla speculativa legata al microcredito e con la rivelazione dei metodi di riscossione, che inducevano i contadini indiani al suicidio.

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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


27/05/2017 @ 06:13:37
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