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"Il Congresso nega nel principio il diritto legislativo" "In nessun caso la maggioranza di qualsiasi Congresso potrà imporre le sue decisioni alla minoranza"

Congresso Antiautoritario Internazionale di Saint Imier, 1872
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Di comidad (del 04/03/2021 @ 00:00:25, in Commentario 2021, linkato 4166 volte)
Una delle scadenze più significative della società “occidentale” è il cosiddetto “dibattito”, a cui ognuno a modo suo sente di dover partecipare; finché forse un giorno non gli si svela l'orribile segreto, e cioè che di quello che dice, o non dice, non gliene frega niente a nessuno. Il “dibattito” è infatti un rituale che ha una sua viziosa circolarità: sembra partire da determinate premesse, procedere e acquisire nuove posizioni, salvo poi ritrovarsi puntualmente di nuovo al punto di partenza. In “democrazia” il finto ascolto e la fittizia apertura alle critiche sono cerimoniali che servono a ribadire le gerarchie comunicative tra i “superiori” e gli “inferiori”. Attraverso un contorto sentiero dialettico, si arriva persino a denunciare le malefatte dei ricchi e dei potenti, per poi alla fine concludere che è sempre colpa dei poveri e dei deboli. Questo inesorabile paradigma comunicativo può essere verificato anche tutte le volte che si parla di Africa.
L'assassinio dell'ambasciatore italiano, del suo carabiniere di scorta e del suo autista nella Repubblica Democratica del Congo ha riportato all’evidenza il paradosso dell’ex Congo belga, uno dei Paesi più ricchi di materie prime al mondo, ma anche uno di quelli economicamente più poveri. Sulla rivista online dell’Aspen Institute italiano, fondata da Giuliano Amato, si trova un articolo che, in alcuni punti, risulta sorprendente, se si considera che l’Aspen è una filiazione del Dipartimento di Stato USA. Si delinea il percorso del saccheggio delle risorse minerarie del Congo Kinshasa, constatando le responsabilità di compagnie come Volkswagen, Apple, Microsoft e Huawei. Non si risparmiano i dettagli crudi, specialmente per ciò che riguarda l'estrazione della materia prima fondamentale per la tecnologia degli ultimi decenni: il cobalto. L'elenco dei crimini comprende lo sfruttamento della manodopera minorile, i numerosi incidenti sul lavoro e le morti bianche.
Nell'articolo si osserva anche che il saccheggio è stato favorito dal Fondo Monetario Internazionale, il quale ha imposto per decenni al governo congolese di applicare una tassa di solo il 2% sul minerale estratto, una quota troppo piccola per favorire una redistribuzione del reddito alla popolazione. Ma ora che l’aliquota  della tassa è stata portata al 10%, la mancata redistribuzione andrebbe addebitata alla corruzione locale. Quindi, se le cose continuano ad andare male, è dovuto al fatto che i Congolesi sono corrotti.

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Italia
Il periodo in esame è di un mese, dal 27 dicembre 2020 al 26 gennaio 2021, con dati che si riferiscono quasi esclusivamente al vaccino Pfizer (Comirnaty).

A quanto si legge nel rapporto AIFA, "sono pervenute 7.337 segnalazioni su un totale di 1.564.090 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 469 ogni 100.000 dosi), di cui il 92,4% sono riferite a eventi non gravi" mentre "del 7,6% di segnalazioni classificate come “gravi” (corrispondono a 557 casi gravi, NDR) per le quali è in corso la valutazione del nesso causale con i vaccini, tre su quattro non hanno richiesto intervento specifico in ambito ospedaliero. Nel periodo sono stati segnalati anche 13 decessi avvenuti nelle ore successive alla vaccinazione" ...

  Inghilterra
-Vaccino Pfizer: dal 9/12/20 al 30/1/21 ( 39 giorni ) > 143 decessi
-Vaccino AstraZeneca dal 4/1/21 al 30/1/21 ( 26 giorni )  > 90 decessi + 8 aborti

  Dalle fonti governative britanniche:
Pfizer dal 9/12/20 al 07/02/21   reazioni avverse   70.314 di cui 173  decessi
Astra Zeneca dal 4/01/21 al 07/02/21    reazioni avverse  73.883 di cui  150  decessi.
 
Di comidad (del 25/02/2021 @ 00:11:05, in Commentario 2021, linkato 5353 volte)
Mettere sotto qualcuno per dimostrargli quanto fa schifo, è sin troppo facile; anzi, ogni eccesso di zelo in questo sforzo inutile risulta alquanto sospetto. Il rapporto gerarchico si basa infatti sulla svalutazione del subalterno, il che serve a confermare la sua  dipendenza ed a rafforzarla.
Si tratta del fenomeno dell’aggiotaggio sociale, che può verificarsi in piccola scala all’interno delle famiglie o dei luoghi di lavoro, oppure su grande scala, applicandolo a classi sociali o a interi popoli. L’aggiotaggio è il reato che consiste nell’alterare il valore di una merce o di un titolo attraverso la diffusione di notizie false e tendenziose. Il reato di aggiotaggio viene perseguito molto raramente, non tanto perché sia di difficile individuazione, quanto invece perché il perseguirlo significherebbe togliere agli speculatori di Borsa il loro strumento di lavoro.
Anche in ambito politico l'aggiotaggio è una prassi consueta, e viene attuato attraverso la categoria del “salvataggio”; non per nulla la parola “salvataggio” è inflazionata, quanto la parola “emergenza”. Il Recovery Fund sul piano dell'aiuto finanziario è davvero poca cosa, ma l'enfasi mediatica che lo accompagna, sin dalle sue fasi di preparazione e negoziato, è funzionale ad imprimere nella mente dell'opinione pubblica la parola “salvataggio”: l'Europa e la Germania che correrebbero a “salvarci”.
In Italia di ”Salvatori della Patria” ne abbiamo avuti tanti, troppi; anzi, è diventato una sorta di roleplay. Ma l'esaltazione mediatica dei "Salvatori" è sempre stata funzionale alla rappresentazione di un Paese che affonda, di un Paese sull’orlo dell’abisso, cioè di un Paese che non vale nulla. Questi pseudo-salvataggi sono psicodrammi che rafforzano i vincoli di dipendenza, e questa sensazione di dipendenza può essere molto euforizzante per l'opinione pubblica; di qui la popolarità, per quanto effimera, dei “Salvatori”.

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Di comidad (del 18/02/2021 @ 00:14:59, in Commentario 2021, linkato 5385 volte)
La presidenza Biden è ancora nella fase dell’idillio con gli apparati e con i media. Non ci sarebbe però da stupirsi se, di qui a poco, i conflitti istituzionali si riaccendessero e Joe Biden venisse chiamato a rendere conto di ogni soldo rubato e di ogni fondoschiena palpeggiato, magari anche per fatti di trenta o cinquanta anni fa.
Al contrario di ciò che ci propina il mainstream, le narrazioni cospirative alla Qanon nascono come strumento di comunicazione per i conflitti interni al potere, ed hanno un effetto propagandistico a doppio taglio, cioè efficace per due diverse categorie di pubblico. Le menti “rozze e primitive”, anche se non danno retta ai dettagli più caricaturali della narrazione, sono comunque indotte a pensare che lassù si stia svolgendo un’epica lotta tra un potere trasparente e “buono” (Trump) ed un altro potere subdolo e cattivo (il “Deep State”). Si tratta di una rappresentazione a parti invertite rispetto a quella dei media mainstream, nella quale Trump è il “cattivo” e la cospirazione la fanno i “troll” russi.
Purtroppo però sono le menti “colte e raffinate” quelle più esposte al pericolo, poiché, pur di screditare le narrazioni complottistiche, arrivano a liquidare qualsiasi teoria del conflitto. L'atteggiamento di superiorità intellettuale gioca brutti scherzi e comporta forme di ingenuità anche peggiori di quelle attribuite ai “rozzi”. Si è arrivati infatti a considerare le teorie cospirative come una vera e propria emergenza politico-sociale; tutto ciò ovviamente partendo dalla falsa premessa mainstream secondo cui il complottismo sarebbe un fenomeno irrazionale in cui si esprimerebbe lo scontento popolare. In un colpo solo si vanno perciò ad avallare due mantra della dogmatica oligarchica: l’emergenzialismo, che giustifica qualsiasi abuso di potere; ed il fantasma del “populismo”, questa presunta pretesa del popolaccio ignorante di non lasciar fare alle sedicenti élite.
Il fondatore della scienza delle pubbliche relazioni, l'austriaco Edward Bernays, sosteneva che la base di una propaganda efficace sta nel rendere incerta la fonte di un certo messaggio, in modo da creare un'illusione di spontaneità. Il libro di Bernays “Propaganda”, del 1928, è il testo di riferimento degli attuali “spin doctor”. Bernays ebbe l’astuzia di presentare le sue teorie sulla manipolazione dell’opinione pubblica anch’esse in chiave manipolativa, quindi le avvolse in un’atmosfera di cospirazione. In realtà il “false flag”, l’attribuire ad un altro una cosa che stai facendo tu, è un trucco elementare che usano persino i ragazzini per farsi gli scherzi. L’efficacia del “false flag” quindi sta tutta nei pregiudizi di chi riceve il messaggio. Sono i tuoi pregiudizi elitari (in definitiva, razziali) che ti portano a credere che QAnon sia davvero un fenomeno popolare. Non c’è da stupirsi del fatto che anche gli animabellisti siano affetti da pregiudizi elitari e razziali, poiché il razzismo è un corollario dello stesso umanesimo, cioè dell’idealizzazione dell’Uomo: dato che l’umanità reale con cui abbiamo a che fare, non è mai questo granché, tendiamo allora a favoleggiare di un “altrove” in cui abitino esseri umani all’altezza dell’ideale.   

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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


06/03/2021 @ 03:08:30
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