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"Feuerbach aveva in parte ragione quando diceva che l'Uomo proietta nel fantasma divino i suoi propri fantasmi, attribuendogli la sua ansia di dominio, la sua invadenza camuffata di bontà, la sua ondivaga morale. Anche quando dubita dell'esistenza di Dio, in realtà l'Uomo non fa altro che dubitare della propria stessa esistenza."

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Di comidad (del 21/06/2018 @ 00:28:14, in Commentario 2018, linkato 544 volte)
Matteo Salvini ha risolto fortunosamente la sua prima sortita sul tema della migrazione. Se la nave ONG “Aquarius” fosse rimasta in mezzo al mare, Salvini, volente o nolente, avrebbe dovuto far raccogliere i migranti a causa delle norme internazionali che impongono il soccorso in mare. C’è stata però la circostanza favorevole di un nuovo governo spagnolo bisognoso di far punti per risalire nella graduatoria del politicamente corretto dopo il disastro di immagine dei pestaggi polizieschi in Catalogna.
Un’altra circostanza fortunosa è consistita nel fatto che a condurre la polemica anti-italiana sia stato Macron, cioè il capo di una Francia che sul tema migratorio non ha lesinato comportamenti sbrigativi ai propri confini. Per questo motivo anche gran parte dell’opinione pubblica meno favorevole al governo si è compattata con Salvini di fronte agli attacchi francesi.
Il punto interessante è però che persino nelle repliche più accese si è appena sfiorato la questione delle responsabilità francesi nella spinta migratoria. Lo scorso anno un quotidiano dell’establishment come “La Repubblica” riferiva dell’atteggiamento stranamente passivo e complice delle truppe francesi in Niger nei confronti delle carovane dei migranti che si avviano verso la Libia.
L’articolista spiegava l’atteggiamento ambiguo dei militari francesi con le priorità della loro presenza in Niger, che riguarderebbero il contrasto ai jihadisti. In realtà l’interesse della Francia è molto più diretto. La spinta alla migrazione non consiste nella generica “povertà” ma nell’accumulo di indebitamento personale che occorre smaltire con guadagni che sarebbero impossibili in patria. Se si considera la vastità dell’elenco delle ONG francesi che sono coinvolte nel microcredito in Africa, si comprende che le truppe francesi stanno tutelando anche dei precisi interessi finanziari. La lista ufficiale fornisce i nomi di ben diciotto ONG francesi che si occupano di microcredito in Africa e che quindi contribuiscono ad integrare forzosamente (ad “includere”, secondo l’ipocrisia vigente) le masse dei poveri africani nel circuito finanziario.

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Di comidad (del 14/06/2018 @ 00:35:17, in Commentario 2018, linkato 4530 volte)
L’ennesimo “governo del cambiamento” si è andato a scontrare con le normali emergenze”. Se il dibattito sull’ILVA di Taranto continua ad assumere gli stessi toni spesso esasperati ed esasperanti, è perché risulta astratto; risente cioè di un’assoluta mancanza di contestualizzazione. Anzitutto bisogna capire quanto ha inciso, e quanto incide tuttora, nella vicenda il fatto che lo stabilimento ILVA confini con strutture militari, tra cui una base NATO. Quale che sia il governo in Italia, la NATO ha fatto capire chiaramente che non intende mollare la presa sul Sud del Mediterraneo.
La presenza dello stabilimento ILVA a Taranto è per “caso” diventata di troppo? Ostacola con la sua presenza l’espansione delle strutture militari?
Circa tre anni fa l’allora Capo di Stato Maggiore della Marina ventilò l’ipotesi di un assorbimento dei lavoratori dell’ILVA nel personale civile della struttura militare dell’Arsenale di Taranto.
Che si tratti di un progetto abbandonato o di un progetto lasciato in sospeso, oppure di una boutade di pubbliche relazioni per far vedere quanto possono essere buoni e utili i militari, ancora non è chiaro.
Un’altra questione non da poco è cercare di stabilire quanto incida la presenza militare nell’inquinamento dell’area. Un’ILVA capro espiatorio? Certo è che nessun perito di tribunale si sentirebbe di rovinarsi l’esistenza chiamando in causa una fonte di inquinamento di origine militare. E poi col segreto militare ci sarebbe poco da fare persino se la magistratura fosse al di sopra di ogni sospetto.
Oltre la vicenda del sito di Taranto, c’è la questione della siderurgia in genere. Può esistere una siderurgia senza le sovvenzioni statali, una siderurgia di “mercato”, oppure rientra nel novero delle fiabe liberiste?
In nome del mercato si delega la produzione della gran parte dell’acciaio alla Cina, dove però i colossi dell’acciaio sono tutti statali e vanno verso una crescente cartellizzazione, sempre all’ombra della mano pubblica.
Non sarebbe molto meno oneroso per la spesa pubblica italiana una siderurgia nazionalizzata piuttosto che foraggiare il rapinatore privato di turno?

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Di comidad (del 07/06/2018 @ 00:03:00, in Commentario 2018, linkato 1244 volte)
Scongiurata (per ora) la terrificante eventualità di un governo Cottarelli, cioè di un governo del Fondo Monetario Internazionale, resta comunque da fare i conti con la terrificante prospettiva di un governo. Ogni governo è infatti come un lenzuolo che rischia di essere animato dall’ectoplasma del lobbying. Un governo Cottarelli avrebbe significato essere governati direttamente dalla centrale mondiale del lobbying finanziario, cioè il FMI; ma ciò non vuol dire che il lobbying finanziario non abbia altre strade per farsi valere.
In molti hanno notato che il governo Lega-5 Stelle è nato in “coincidenza” con il dispetto antitedesco dei dazi partito da Washington. Dispetti contro i Tedeschi erano stati fatti già all’epoca di Obama (la multa a Deutsche Bank, lo scandalo Volkswagen), ma ora il litigio tra USA e Germania è plateale; e, quando i due tuoi padroni litigano, per i servi, come l’Italia, c’è un po’ più di spazio di manovra. La politica antitedesca di Washington rimane ancora a livello dei dispetti anche sotto l’Amministrazione del cialtrone Trump; ed il permettere la nascita in Italia di un governo inviso a Berlino può costituire un altro dispetto. Certo che se il padrone A (gli USA) ed il padrone B (la Germania) si rimettessero d’accordo, per Conte le cose si metterebbero male immediatamente.
La formazione del governo Conte ha rappresentato la sconfitta (almeno momentanea) del tentativo tedesco di collocare preventivamente l’Italia sotto i vincoli di bilancio imposti dal FMI, visto che l’anno prossimo, con la fine del “quantitative easing” di Mario Draghi, tutto l’impianto dell’euro rischia di accartocciarsi su se stesso. Un’Italia legata mani e piedi al FMI, non solo non avrebbe potuto giovarsi della fine dell’euro e non avrebbe potuto insidiare l’attivo commerciale germanico, ma soprattutto rimarrebbe per sempre vittima della lobby della speculazione sui debiti pubblici, che non è una lobby solo tedesca. La “sovranità” è un concetto astratto, mentre la capacità di spesa è un dato concreto; perciò porre dei limiti alla spesa vuol dire asservire un Paese.
L’ex Presidente Napolitano non ha rinunciato ad una sortita contro l’attuale governo, esortandolo a “non ingannare l’Europa”. L’Europa è un inganno, quindi sarebbe una strana pretesa quella di poterla ingannare. L’europeismo non esiste, è lo pseudonimo di una macchina del lobbying finanziario.

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Di comidad (del 31/05/2018 @ 01:42:01, in Commentario 2018, linkato 1322 volte)
Sino a qualche settimana fa Sergio Mattarella, con il suo basso profilo, se l’era cavata persino meglio di Napolitano. Poi l’obbedienza pedissequa agli ordini ricevuti lo ha portato a scoprirsi troppo.
Secondo le dichiarazioni di Mattarella il governo Cottarelli sarebbe a termine con il compito di accompagnare a nuove elezioni. Ma a che scopo votare di nuovo se, in base alla riforma costituzionale operata in questi giorni dai media, i ministri ed il programma di governo li decide comunque l’Autocrate del Quirinale?
Secondo le dichiarazioni di Pier Carlo Padoan il vero motivo dello scontro istituzionale non è stato il nome di Paolo Savona al ministero dell’Economia, ma le posizioni di Lega e 5 Stelle sull’Europa. Ma se il problema era la salvezza dell’euro, perché non si è accondisceso a suo tempo ad un governo del PD con i 5 Stelle, in quel momento accontentabili con una legge anticorruzione, l’abolizione dei vitalizi e qualcosa che assomigliasse ad un reddito di cittadinanza? Perché invece si è scelto di condurre alla radicalizzazione un movimento da sempre ambiguo come i 5 Stelle?
I tempi dilatati e la cattiva memoria dei più costituiscono un ottimo paravento contro le contraddizioni, anche le più palesi. Stavolta la concitazione e la condensazione degli eventi hanno condotto invece ad una esibizione di queste contraddizioni che non sono solo di oggi.
Ormai non ci si sorprende più di nulla, nemmeno se il papa ci venisse a dire che Dio non esiste; figuriamoci quindi se può scandalizzare un Presidente della Repubblica che dichiara pubblicamente che comandano i “Mercati” e le agenzie di rating e non gli elettori e il parlamento. La debitocrazia c’è, eccome, perciò si può anche teorizzarla; ciò che Mattarella non può pretendere è che ci beviamo fesserie pure e semplici. Se il problema di Mattarella fosse stato davvero quello di non allarmare i mercati, a che scopo drammatizzare la questione di Savona ministro?
Si può comprendere l’impuntatura di Lega e 5 Stelle su Savona, poiché era l’unico nome che avrebbe potuto dare una parvenza di serietà ad un governo che altrimenti sarebbe diventato un ballo delle debuttanti, una riedizione della Giunta Raggi su scala nazionale. Ciò che non è stato invece spiegato da Mattarella e dai giornalisti suoi cantori, è il motivo per cui si è voluto mettere l’accento sulle posizioni critiche di Savona sull’euro e non sul fatto che sia un uomo di establishment e, come tale, condizionabile da parte dello stesso establishment. O Savona è stato osteggiato proprio per questo, non come avversario dell’euro ma in quanto conoscitore dei meandri del sistema?
E se il problema dei “Mercati” fosse davvero quello di essere “rassicurati”, quanto li potrebbe rassicurare una prossima scadenza elettorale che si trasformerebbe in referendum sull’euro?

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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


24/06/2018 @ 07:04:57
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