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SALVINI DAL RAZZISMO ANTIMERIDIONALE ALL'AUTORAZZISMO ITALIANO
Di comidad (del 12/11/2015 @ 00:52:49, in Commentario 2015, linkato 1834 volte)
I facili profeti avevano profetizzato che Matteo Salvini, dopo un anno di furori anti-euro ed anti-Merkel, sarebbe tornato a capo chino al caro vecchio ovile dell'antimeridionalismo, ed infatti la profezia si è immancabilmente avverata. Il ritorno all'ovile di Matteo-bis è stato celebrato attraverso il suo sodalizio con Massimo Giletti, gestore di un affermato ovile mediatico (sia detto con tutto il dovuto rispetto per le pecore, che almeno una dignità ce l'hanno).
La resa patetica di Salvini alla "Troika" è stata sancita da patetici sofismi, del tipo che l'euro è già fallito, perciò non si tratta più di uscire dall'euro, ma di prepararsi per tempo alla sua fine. Che l'euro sia già fallito, e che il suo seppellimento possa avvenire da un momento all'altro, lo si sapeva da almeno due anni, cioè da un po' prima che Matteo-bis si lanciasse nelle sue campagne mediatiche, culminate lo scorso anno con lo slogan del "basta euro". Una cosa però è uscirne con le proprie gambe, altra cosa è subire passivamente il passaggio ad "una prosecuzione dell'euro con altri mezzi", cioè a nuovi espedienti per mantenere l'economia in quella recessione/deflazione così necessaria alle banche per preservare i propri crediti nei confronti degli Stati e dei cittadini.
La doppiezza della Lega Nord è del resto una costante storica. In parlamento la Lega ha recentemente denunciato lo sperpero di denaro pubblico legato al fantomatico Ponte sullo Stretto di Messina. Oggi la Salini Impregilo può infatti permettersi di ricattare il governo, costretto a versarle penali miliardarie per violazione contrattuale, a causa della finta "rinuncia" del governo Monti alla partecipazione statale all'impresa del Ponte (finta perché Monti non ha denunciato i termini truffaldini dell'accordo).
Ma, se è per questo, il solito Monti ha fatto anche di peggio, poiché nel 2012 ha costretto la Regione Campania ad acquistare dalla stessa Impregilo l'inceneritore-bidone di Acerra con i fondi europei Fas, quelli che sarebbero destinati allo "sviluppo" delle aree più povere, lo stesso tipo di fondi in precedenza usati anche per le infrastrutture della base NATO di Giugliano in Campania.
La Salini Impregilo è infatti la stessa multinazionale dell'edilizia che gestisce non solo l'eterna Salerno-Reggio Calabria, ma persino lo smaltimento dei rifiuti in Campania, quindi l'Impregilo è un'idrovora dei fondi falsamente destinati allo "sviluppo" del Sud. Al governo, a gestire in prima persona l'emergenza rifiuti in Campania dal 2008 al 2011, c'era il ministro degli Interni Maroni, perciò la Lega non può raccontarci che non ha niente a che vedere con gli "sprechi" di denaro pubblico per il Sud. Inoltre, sino al 2012, il boss di Impregilo è stato Massimo Ponzellini, però più noto alle cronache come il "banchiere della Lega Nord".
Costretto alle dimissioni da presidente di Impregilo, oggi Ponzellini se la deve vedere con i suoi processi, e quindi il legame indiretto tra Lega e Impregilo si è interrotto, ma certo non per volontà della Lega, e tantomeno di Salvini. Bisogna comunque ringraziare Matteo Salvini, poiché il suo ritorno agli slogan dell'antimeridionalismo ha contribuito ancora una volta a chiarire come lo stesso antimeridionalismo costituisca uno dei fondamenti ideologici della sottomissione dell'Italia all'imperialismo. Dalla finta indipendenza nazionale del 1861 ad oggi, il razzismo antimeridionale è stato il veicolo per un autorazzismo italiano tout-court.
Il quotidiano "Il Foglio" è uno di quei giornali che non legge nessuno, ma che hanno il compito di elaborare materiali e slogan ad uso dei talk-show. Uno di questi temi mediatici, è stata la campagna per portare la Merkel, Schauble e la Troika dalle parti di Pompei. Si tratta della solita invocazione dei castigamatti stranieri che impongano l'ordine e la disciplina ai neghittosi Meridionali.
Peccato che il giornalista de "Il Foglio" sia stato preceduto nientemeno che da "La Repubblica" e dai famosi editoriali di Eugenio Scalfari che auspicavano un commissariamento dell'Italia intera da parte della stessa Troika. Scalfari si è però esposto un po' troppo platealmente, ed ecco che i più dimessi giornalisti (non c'è bisogno di chiamarli pennivendoli: "giornalista" è già un insulto) di quotidiani di seconda fila, tornano a lavorare l'opinione pubblica ai fianchi, veicolando per i talk-show l'autorazzismo italiano attraverso il razzismo antimeridionale.