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AFFARISMO, INFORMAZIONE E GUERRA PSICOLOGICA
Di comidad (del 11/01/2007 @ 20:49:06, in Commentario 2007, linkato 1027 volte)
Quando sono arrivate man mano le varie smentite ufficiali sul presunto genocidio in Kossovo che ha giustificato i bombardamenti della NATO sulla Serbia, i media di rilievo si sono ben guardati dal dare evidenza alla notizia, con un'unica eccezione: il "Wall Street Journal", che addirittura smentì tutta la propaganda sul genocidio con una propria indagine già nel novembre del 1999. In ciò non vi è nessuna contraddizione del sistema, in quanto l'informazione corretta è arrivata così a quei pochi che avrebbero saputo farne un "buon uso", cioè un uso affaristico.
importante per il sistema affaristico che la propaganda non generi meccanismi di auto-disinformazione che potrebbero danneggiare gli investimenti, quindi che il capitalista sappia con certezza che la NATO non si è messa davvero a fare missioni umanitarie nei Balcani, ma che è rimasta fedele alle sue finalità affaristiche, così si possono indirizzare gli investitori verso le operazioni commerciali illegali che avvengono in quell'area. Secondo la Procura di Bari il Montenegro è diventato una base del contrabbando di sigarette americane. Sicuramente avviene altrettanto anche dalla Macedonia.
I rapporti tra le grandi multinazionali e il contrabbando sono stati spesso messi in evidenza sia dalla magistratura italiana che da quella americana, ma tutte le notizie - facilmente reperibili su internet - rimangono senza effetto. Due funzionari italiani - uno dei due addirittura magistrato della Corte dei Conti - sono rimasti cinque anni sotto processo per calunnia per aver segnalato le evasioni fiscali della Philip Morris ed il suo coinvolgimento diretto nel contrabbando di sigarette. Alla fine i due funzionari sono stati completamente scagionati dalla magistratura che ha riconosciuto la fondatezza delle loro accuse alla Philip Morris, eppure ciò non ha comportato l'apertura di un'indagine sulla multinazionale del tabacco, nonostante delle interrogazioni parlamentari a riguardo. Anche se alla fine nel 2000 i due funzionari scrupolosi sono stati riabilitati, comunque la prospettiva di anni di noie giudiziarie è stata ritenuta sufficiente a dissuadere altri dall'imitarli.
Oggi la NATO non ha più la giustificazione della minaccia sovietica ed in effetti il numero di soldati statunitensi non è sufficiente per garantirne la funzionalità militare. L'apertura di nuove basi NATO e di nuovi basi americane ha comportato l'impiego di parte del personale di basi vecchie, così molti hanno ingenuamente pensato che ciò preludesse ad una loro chiusura, cosa che in realtà non sta avvenendo.
Il rapporto tra basi americane e NATO con il contrabbando e l'evasione fiscale organizzata dalle multinazionali, costituisce ormai il "segreto" meno segreto del mondo, ma l'autodisciplina degli organi d'informazione è ferrea, perciò le notizie rimangono confinate su internet, dove possono essere comunque neutralizzate tramite operazioni di discredito del tipo di quelle organizzate dal sito "Informazione corretta".
L'assenza di informazione dei media circa le nuove basi americane e NATO in Italia e le loro vere finalità, non comporta però un semplice vuoto informativo, ma l'impiego di mezzi di guerra psicologica per demoralizzare il Paese occupato. Benedetto Croce teorizzò il carattere anti-italiano del fascismo, e questa sua tesi storica è oggi confermata dal fatto che l'attuale campagna mediatica di riabilitazione del fascismo si risolve in pura e semplice propaganda anti-italiana.
Il vero messaggio di questa offensiva di guerra psicologica riguarda infatti le scarse doti morali del popolo italiano che, dopo aver in maggioranza osannato Mussolini, lo avrebbe abbandonato e ucciso quando le sorti del conflitto gli sono state sfavorevoli.
Sia in patria che all'estero negli anni '30 Mussolini era presentato come il salvatore dell'Italia dopo secoli di errore e miseria, un uomo che l'Italia stessa non si meritava (e in un certo senso era vero). Che Mussolini possa essere stato lui il traditore degli Italiani e non viceversa, è un'ipotesi che non sfiora nemmeno questo tipo di guerra psicologica, perché appunto di guerra psicologica si tratta.
11 gennaio 2007