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"L'abolizione dello Stato e del diritto giuridico avrà necessariamente per effetto l'abolizione della proprietà privata e della famiglia giuridica fondata su questa proprietà."

Programma della Federazione Slava, 1872
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 08/01/2026 @ 00:04:13, in Commentario 2026, linkato 1759 volte)
C’è voluto qualche giorno perché il lessico si adeguasse a quanto effettivamente accaduto a Caracas. Nelle prime ore era toccato di udire la parola “cattura” persino da parte di insospettabili voci di opposizione; solo dopo si è passati a termini più appropriati come rapimento o sequestro. Del resto siamo nell’epoca della neolingua; non a caso i colpi di Stato ora vengono chiamati “regime change”.
Acclarato che Maduro e sua moglie sono stati oggetto di un sequestro di persona, bisognerà capire che fine possano fare le accuse di narcotraffico nei loro confronti, dato che la difesa sarebbe fin troppo facile. Nel 1993 la CBS riportò la notizia secondo cui la CIA aveva spedito negli USA tonnellate di cocaina dal Venezuela; ciò nell’ambito di una “operazione antidroga” (sic!). Era stata proprio la CIA a convincere il personale delle unità antidroga venezuelane a partecipare al traffico. Il caso finì complessivamente a tarallucci e vino; ci fu una volata di stracci per cui qualche dirigente della CIA fu costretto a dimettersi per andare a ricoprire posti più remunerati in aziende private, ed anche agenti di polizia venezuelani vennero indagati nel loro paese. Con questi precedenti è molto difficile che Maduro possa subire un processo pubblico, per cui l’amministrazione Trump dovrà inventarsi qualcosa. Questo è probabilmente il motivo per cui viene tenuta in ostaggio anche la moglie di Maduro, in modo da poter costringere il marito a rispettare il copione.
Se non ricattato sui sentimenti, Maduro potrebbe facilmente tirarsi fuori anche dal contenzioso per il petrolio, ricordando che già nel 1977, più di venti anni prima di Chavez, vi furono tentativi di nazionalizzazione del petrolio venezuelano e di allineamento ai prezzi OPEC. La solita CIA cercò a suo tempo di screditare i politici venezuelani che avevano osato contrariare le multinazionali statunitensi, affermando che negli anni ‘60 era la stessa CIA a pagarne i servizi. La notizia di fonte CIA era plausibile; ma non rilevante: può darsi che i politici venezuelani si fossero prima venduti e poi ravveduti; oppure, più probabilmente, che avessero trovato chi li pagava meglio. Sta di fatto che la crescente difficoltà degli USA di gestire il petrolio venezuelano era evidente dagli anni ’70, e quindi non è stata dovuta a cause ideologiche come il neo-bolivarismo di Chavez. L’ossessione anglo-americana per i “regime change” è un autoinganno per aggirare problemi oggettivi come l’insufficienza di capitali da investire nei paesi che si vorrebbe colonizzare. Il regime più filo-statunitense dell’America Latina è in Argentina, dove è stato insediato il motosegaiolo Milei, un fantoccio della CIA confezionato a tavolino e lanciato tramite manipolazioni elettorali e mediatiche. Eppure per l’estrazione e raffinazione delle sue materie prime, l’Argentina dipende molto più dagli investimenti cinesi che da quelli statunitensi; ed è questo il motivo oggettivo per cui il dollaro perde terreno nei confronti dello yuan. Trump ripete spesso che vuole prendersi il petrolio e le terre rare; in tanti si suggestionano e poi lo ripetono appresso a lui, dimenticando che tra il dire e il fare c’è di mezzo una cosa che si chiama investimenti. Nonostante le aggressioni militari, le manipolazioni e le infiltrazioni della CIA, gli USA non riescono ad ovviare al fatto di non avere più un apparato industriale in grado di assorbire l’offerta di materie prime e di trasformarle prima in prodotti e poi in capitali da reinvestire. I sogni porno-affaristici di Trump trovano un insormontabile ostacolo nell’eccessiva dipendenza degli USA dai capitali altrui.

La vera novità non consiste nel banditismo statunitense, bensì nel ruolo della sedicente Europa, che è l’ideologa e l’istigatrice di Trump. La criminalizzazione di Chavez e Maduro è un prodotto originale europeo, con delle vette non trascurabili. Nel 2019 Mattarella pronunciò una reprimenda verso il governo Conte, colpevole di essere rimasto neutrale nella vicenda del tentato golpe contro Maduro. Il discorso di Mattarella non consisteva in un mero allineamento alla posizione dell’amministrazione Trump di allora, bensì in una vera e propria apologia del golpismo, in quel caso identificato tout court con la “democrazia”, mentre il governo di Maduro era considerato “violenza”. Trump è considerato un sociopatico narcisista e va incontro al disprezzo perché esegue ciò che persone come Mattarella sanno teorizzare con tale sagacia da riscuotere la generale ammirazione. Per Mattarella è sempre Capodanno, una perenne occasione per una pedagogia democratica che si concretizza immancabilmente in iniziative facinorose di vendetta sociale e razziale contro le classi e i popoli inferiori. L’europeismo non ha nulla di cooperativo e costruttivo, è una rivendicazione suprematista che non accetta mediazioni, al punto di essere disposti a umiliarsi nei confronti degli USA pur di non scendere a compromessi con i popoli inferiori. Le oligarchie europee hanno riscontrato una identità politica comune nella rancorosa nostalgia del colonialismo ottocentesco e, come ha detto Merz, hanno trovato in personaggi screditati come Trump o Netanyahu i sicari per compiere il “lavoro sporco” di restaurare la supremazia bianca. Ma mentre Merz e la von der Leyen ancora indulgono in velleitarismi porno-affaristici alla Trump, il messaggio di Mattarella si concentra sull’aspetto punitivo, e ciò lo rende molto più cupo e inquietante.
Mattarella riserva a se stesso il ruolo del maestro spirituale, mentre ad altri spetta invece di andare incontro alle brutte figure. Il governo Meloni si è spinto a definire “legittimo” l’attacco di Trump al Venezuela, poiché sarebbe lecito difendersi dalla “guerra ibrida”, nella quale andrebbe annoverato appunto il narcotraffico attribuito a Maduro.
Questa trovata della difesa dalla minaccia ibrida è un espediente retorico con il quale si può giustificare qualsiasi aggressione; ma, ancora una volta, non è farina del sacco della Meloni, bensì di Mattarella, che ce l’ha spiegato nel novembre scorso. Colpevole di fare ciò che Mattarella ha ordinato e teorizzato, alla Meloni spetta il vituperio, mentre invece Mattarella viene celebrato dai media per la sua “sapienza”e persino visto come l’argine ad un governo a lui allineato.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


09/01/2026 @ 01:52:05
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