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""Napoli" è una di quelle parole chiave della comunicazione, in grado di attivare nel pubblico un'attenzione talmente malevola da congedare ogni senso critico, per cui tutto risulta credibile."

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 22/01/2026 @ 00:04:57, in Commentario 2026, linkato 18 volte)
Sono dieci anni che ci si impone il mantra secondo il quale Trump sarebbe un outsider avverso ai neoconservatori e a Soros, e soprattutto una deroga, o addirittura un attacco, al politicamente corretto; eppure le smentite a questa falsa tesi sono continue. Di recente Enrico Mentana ha avallato l’operato di Trump, dichiarando che senza la caduta del regime di Maduro non ci sarebbe stata la liberazione di Alberto Trentini, l’operatore umanitario italiano detenuto in Venezuela. Mentana ha anche sfidato i sostenitori del regime di Maduro a spiegare perché Trentini fosse in carcere senza processo e accuse. In realtà la sfida è male indirizzata, dato che qui non si tratta di sostenere nessun regime, ma semplicemente di smascherare dei paralogismi tipici del razzismo e del colonialismo. Anzitutto, Maduro non è “caduto”, ma è stato sequestrato insieme con la moglie. Ora, mentre Maduro viene imprigionato in base ad accuse e forse un processo, altrettanto non si può dire della moglie, che sembra essere diventata un dettaglio secondario per i media. Inoltre il sequestro di Maduro da parte di forze speciali statunitensi è costato circa centoquaranta morti, che evidentemente per Mentana rappresentano un trascurabile prezzo da pagare per ottenere la liberazione di un connazionale.
C’è anche da dire che non possiamo essere certi che Trentini fosse detenuto senza accuse, dato che l’informazione mainstream sul caso è risultata sempre “lacunosa”, per usare un eufemismo. Trentini era un dipendente dell’ONG Humanity & Inclusion, la quale dichiara di essere finanziata dall’USAID, l’agenzia del Dipartimento di Stato USA per interventi “umanitari” all’estero. Trump ha sciolto l’USAID e le competenze di questa agenzia del Dipartimento di Stato sono passate direttamente al Dipartimento di Stato; il che significa che, come si diceva una volta, le competenze sono passate da Ponzio a Pilato. Il fatto che lo stipendio di Trentini fosse pagato, del tutto o in parte, dal Dipartimento di Stato USA non prova nulla contro Trentini, che poteva benissimo stare in Venezuela per motivazioni esclusivamente umanitarie; prova invece moltissimo contro Mentana, il quale non considera minimamente il punto di vista del regime venezuelano, in base al quale è sospetto che gli USA ti sanzionano l’economia mettendo in ginocchio il tuo sistema sanitario, e intanto finanziano una ONG umanitaria che si insedia sul territorio venezuelano con la motivazione di assistere dei disabili, la cui condizione è stata penalizzata proprio dalle sanzioni USA. Ciò ovviamente non prova di per sé che l’ONG Humanity & Inclusion sia un’agenzia di spionaggio e infiltrazione, ma spiega, anche se non giustifica, perché un suo operatore fosse indagato e detenuto. Può darsi che la detenzione fosse una coercizione per estorcere informazioni e confessioni da parte di Trentini, ma questa sarebbe esattamente l’accusa che molti dei nostri politici di governo hanno rivolto alla magistratura italiana, cioè di usare la “custodia cautelare” non per impedire l’inquinamento delle prove, bensì per acquisirle usando la detenzione come strumento di pressione. Si potrebbe dire che tutto il mondo è paese.
Cade quindi la narrazione ufficiale, sostenuta anche da Roberto Saviano, secondo la quale Trentini sarebbe stato preso come ostaggio esclusivamente in quanto italiano e allo scopo di ottenere l’estradizione di un nemico di Maduro. Su un piano retorico Saviano appare come inflessibile critico di Trump, ma sul piano pratico prevalgono invece gli assist. Non è poi così difficile convincerci che il regime di Maduro sia corrotto, brutale, dispotico e incompetente; decisamente più ostico è farci credere che i guai del Venezuela siano cominciati con Chavez e Maduro, come se il massacro operato a Caracas nel 1989 dalla Guardia Nazionale non ci fosse mai stato. Ma se quelle centinaia di morti fossero un crimine ascrivibile a Chavez o Maduro, allora se ne parlerebbe, eccome.

Mentana e Saviano non sono i soli campioni del politicamente corretto che si sono esposti per dare una mano alla narrazione di Trump. Paolo Flores d’Arcais ha fatto di più e di meglio, riformulando teoricamente la dottrina del “lavoro sporco” già enunciata dal cancelliere tedesco Merz. Flores d’Arcais la mette in questi termini: Trump è un criminale, ma anche i criminali possono fare un’opera buona; in questo caso bombardare l’Iran per far fuori il regime degli Ayatollah. Anche il politicamente corretto ha bisogno ogni tanto di inviare qualche killer. Si potrebbe dirla alla Sade, secondo il quale anche la Provvidenza ha i suoi sicari. Ma Sade intendeva esplicitamente irridere il concetto di Provvidenza, mentre Flores ci mette su un culto con tanto di sacrifici umani. Flores d’Arcais sembra convinto (o vuole convincerci?) che gli iraniani sono pronti a sacrificare la propria vita sull’altare del Sacro Occidente per avere l’onore di ridiventarne una colonia. Poi dicono che sono gli ayatollah a predicare il martirio.
Il problema è che nella vicenda di quest’ultimo tentativo di “regime change” in Iran i sicari della Provvidenza sarebbero un po’ troppi, tanto da far pensare che la Provvidenza non c’entri per niente. La presenza del Mossad nelle “rivolte” in Iran risulta segnalata non soltanto dall’ex segretario di Stato USA Mike Pompeo; anzi, lo stesso Mossad ha rivendicato il merito di stare al fianco dei “rivoltosi” e di sostenerli “sul campo”. Le dichiarazioni del Mossad sono state rilanciate da un insospettabile organo di informazione sionista come Moked-Pagine Ebraiche. Si potrebbe obiettare che la presenza del Mossad di per sé non prova che le rivolte fossero importate solo dall’esterno. Il punto però è che da parte di Trump e del Mossad c’è stata l’evidente preoccupazione di prendersi il merito dell’operazione, come a chiarire che si trattava di un “regime change” in una colonia e non di una insurrezione interna in un paese indipendente. Prendersi il merito vuol dire per gli USA e Israele prendersi anche i vantaggi, cioè il petrolio e il gas dell’Iran, con tutte le operazioni finanziarie annesse. Razzismo, colonialismo e affarismo fanno un tutt’uno.
Mattarella svolge il ruolo di garante dei vincoli sovranazionali dell’Italia e della loro narrazione mediatica, per cui si può dire che sia il sommo pontefice della religione del politicamente corretto. Molti credono che il fatto di detenere un ruolo di primato nella gerarchia sociale e istituzionale implichi essere delle cime, ma non è affatto così, perché è tipico di ogni dominio spacciare le gerarchie sociali e istituzionali per gerarchie antropologiche. Mattarella ha sposato acriticamente, e quindi imposto mediaticamente, la narrazione secondo cui la repressione delle rivolte in Iran sarebbe stata compiuta dal regime con particolare efferatezza. Se davvero questa efferatezza ci fosse stata così come ci viene narrato, ne sarebbe pienamente corresponsabile chi ha fornito un alibi al regime iraniano per agire così. Le ulteriori sanzioni europee, i pavoneggiamenti del Mossad e le minacce di bombardamento di Trump erano esattamente ciò che serviva al regime iraniano per presentare tutti i rivoltosi come agenti stranieri infiltrati. Il fatto che il politicamente corretto nella vicenda del Venezuela e dell’Iran abbia voluto correre così sfacciatamente in soccorso di Trump, ha finito per avallarne ed esaltarne non solo la criminalità, ma soprattutto la stupidità.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


22/01/2026 @ 03:07:20
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