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"La ricerca scientifica è una attività umana, perciò merita, come ogni attività umana, tutto lo scetticismo possibile; altrimenti cesserebbe di essere ricerca per costituirsi come religione inquisitoria."

Comidad (2005)
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LINDSEY GRAHAM E LA TECNICA DI METTERE DAVANTI AL FATTO COMPIUTO
Di comidad (del 16/07/2026 @ 00:05:14, in Commentario 2026, linkato 18 volte)
Le biografie sul senatore Lindsey Graham diffuse dopo la sua morte, concordano nel presentarlo come un oppositore di Trump successivamente diventato suo alleato, collaboratore o, addirittura, tutore. Se si analizza questa vicenda in termini oggettivi, senza fare processi alle intenzioni, si nota uno schema. Un senatore è noto come guerrafondaio e come esponente della lobby delle armi e, per questo motivo, diventa impopolare ed ineleggibile al di fuori dei distretti in cui si è potuto creare una clientela piazzando fabbriche di armi. Di conseguenza, chi riceve l’ostilità di un personaggio del genere ottiene immediatamente credito presso l’opinione pubblica esasperata dal pagare tasse allo scopo di finanziare appalti alle multinazionali delle armi; una esasperazione accentuata dal fatto che ormai la nozione di “contribuente” si identifica con i ceti subalterni, dato che ai ricchi e alle multinazionali si concedono varie forme di immunità fiscale. Un Trump appoggiato da Lindsey Graham non sarebbe mai stato un candidato vendibile; ma, una volta che Trump è stato eletto, Graham lo ha potuto gestire e indirizzare.
Gestirlo come? Anche qui non c’è da fare psicologismi, bensì guardare allo schema, che è quello del mettere davanti al fatto compiuto. Graham non si limitava a dettare la politica estera, ma la faceva direttamente lui, e senza alcun titolo o alcun mandato; poiché, in quanto lobbista  delle armi (in particolare della Boeing) aveva un suo specifico potere contrattuale quando si recava all’estero. La sua posizione di lobbista era rafforzata dal conflitto di interessi con la sua carica di presidente della sottocommissione senatoriale al bilancio, cioè dove si decidono gli stanziamenti per appaltare la costruzione di armi. A proposito dell’attivismo di Graham, sono stati ricordati i suoi dieci viaggi a Kiev; l’ultimo viaggio due giorni prima di morire, per visitare una fabbrica di droni. Il fatto che la fabbrica sia stata colpita da missili russi ed alcune incongruenze negli orari dichiarati a proposito del ritorno di Graham a Washington, hanno alimentato l’ipotesi che Graham sia stato ucciso in quell’attacco missilistico.
Il mentore di Graham, il senatore John McCain, esercitava lo stesso attivismo fuori dai confini statunitensi; infatti era a Kiev nel 2014 nei giorni precedenti il colpo di Stato, e dal palco istigava la folla a pretendere l’ingresso nell’Unione Europea. Non sappiamo se l’Unione Europea abbia partecipato alla pianificazione del colpo di Stato di Maidan; il dato di fatto è che McCain, senza averne alcun titolo, ha coinvolto la UE. Del resto McCain, in quanto semplice senatore, non aveva alcuna legittimità neppure per fare la politica estera degli USA; però l’ha fatta. Non sappiamo se il presidente in carica nel 2014, Barack Obama, fosse d’accordo o meno con McCain; ma la linea politica era quella di McCain.

Il noto guerrafondaio McCain era stato il candidato avversario di Obama nel 2008, e quindi contribuì indirettamente ad accreditarlo come uomo di pace; tanto è vero che Obama fu insignito del premio Nobel per la pace per il solo fatto di essere stato eletto. Anche se sconfitto elettoralmente, McCain non si è fatto mancare nulla. Nel 2011 accusava Obama di non essere determinato e incisivo nella guerra contro la Libia; e infatti, insieme con il suo discepolo Lindsey Graham, andò a Bengasi a prendere direttamente contatto con i “ribelli” anti-Gheddafi. Lo stesso Gheddafi a cui McCain e Graham nel 2009 avevano cercato di vendere armi. Nel 2012 l’ambasciatore statunitense in Libia, Christopher Stevens, fu ucciso a Bengasi da quegli stessi ribelli. Nonostante i loro contatti con le milizie di Bengasi, McCain e Graham non hanno mai dovuto rendere conto di nulla per quel fattaccio; anzi, hanno potuto ergersi a giudici e censori della vicenda, dato che i responsabili ufficialmente erano solo Obama e la Clinton.
Pare irrimediabile il vantaggio che conferisce la tecnica del fatto compiuto, del procedere per abusi di potere, rispetto al percorso istituzionale. Una volta che si è determinato un nuovo dato di fatto, lo scenario e i relativi interessi in campo risultano cambiati, per cui chi ne avrebbe la competenza istituzionale non può ripristinare la situazione precedente. John McCain e Lindsey Graham erano dei mercanti d’armi, dei cleptocrati e dei criminali di guerra, impopolari in patria proprio per questo; ma anche una nostra icona nazionale, l’uomo a cui si deve gran parte dello sviluppo industriale italiano, Enrico Mattei, ha gestito per un quindicennio la politica estera italiana senza averne la legittimità, e con la stessa tecnica del mettere i governi davanti al fatto compiuto. Ciò che faceva Mattei poteva legittimarsi a posteriori come atto rivoluzionario per aggirare la sottomissione coloniale dell’Italia, dovuta sia alla sconfitta bellica, sia all’autocolonialismo degli oligarchi nostrani, sempre in cerca di “vincoli esterni” con cui ricattare le proprie classi subalterne. Oggi invece la tecnica del fatto compiuto corrisponde all’interesse della cleptocrazia ed è funzionale non all’aumento generale del reddito disponibile, bensì soltanto al trasferimento di reddito dalle classi subalterne alle multinazionali finanziarie.
Se uno agisce senza mandato, mettendo tutti davanti al fatto compiuto, non può essere neutralizzato rimuovendolo dalla sua carica, visto che opera al di fuori di quella carica, cioè con colpi di Stato striscianti. L’unico modo diventa quello di eliminarlo fisicamente: un delitto di Stato per impedire i colpi di Stato striscianti. Ciò rende plausibile anche un’altra ipotesi, secondo la quale Lindsey Graham sarebbe stato bersaglio di un regolamento di conti interno. Ma si tratta appunto di ipotesi. Ciò che invece emerge come evidenza, è che la concezione di un potere legale-razionale, cioè basato su soggetti istituzionali precisi e su procedure definite, non ha alcun riscontro nella pratica.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


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