"
"Gli errori dei poveri sono sempre crimini, mentre i crimini dei ricchi sono al massimo 'contraddizioni'."

Comidad (2010)
"
 
\\ Home Page : Archivio (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 23/04/2026 @ 00:05:26, in Commentario 2026, linkato 5635 volte)
Ci si domanda da più parti se Trump sia davvero stupido o pazzo, oppure se dietro le sue esternazioni vi sia una strategia. Nel suo miglior film, Groucho Marx pronunciò la sua più famosa battuta: “Parla come un idiota e ha la faccia da idiota, ma non lasciatevi ingannare: è veramente idiota”. Insomma, non sempre l’apparenza inganna. Il percorso da seguire non è quello psicologico o psichiatrico; bensì, ancora una volta, il sentiero dei soldi; cioè capire se le condizioni strutturali del finanziamento elettorale consentano che negli USA vi sia effettivamente una direzione politica, qualcosa di simile a una strategia.
Nel 2010 una sentenza della Corte Suprema ha riconfermato la giurisprudenza che si era già consolidata nel corso degli anni. Le sentenze della Corte hanno equiparato le donazioni elettorali da parte delle società e dei privati alla libertà di espressione, sancita dal Primo Emendamento, quello che impedisce al Congresso di promulgare leggi che limitino la libertà di parola o di stampa. Quindi, secondo i giudici della Corte Suprema, corrompere i politici non è soltanto legale, ma deve essere considerato un diritto costituzionale. Una giurisprudenza del genere ovviamente è un ossimoro, in quanto pone una ovvia obiezione: e se anche una tale sentenza fosse l’effetto di “donazioni”, ovvero comprata? D’altra parte i giudici della Corte Suprema potrebbero rispondere che, secondo la loro lettura della Costituzione, convincerti e comprarti sono la stessa cosa.
In base ad una ermeneutica della Costituzione in chiave cleptocratica, la giurisprudenza della Corte Suprema estende anche alle società a fini di lucro tutti i diritti della persona, compreso il diritto all’obiezione per motivi religiosi. Il Quattordicesimo Emendamento fu approvato dopo la guerra civile per impedire la schiavitù; ma anche quell’emendamento è stato utilizzato per ritenere incostituzionale qualsiasi norma che potesse limitare i movimenti delle corporation. La retorica liberista o neoliberista potrà giustificare tutto ciò in base alla mitologia del mercato, per cui le corporation sarebbero le depositarie della facoltà di creare ricchezza; e, di conseguenza, ogni limitazione impoverirebbe la società nel suo complesso. Ovviamente sono tutte fesserie, affermazioni arbitrarie che non hanno alcuna corrispondenza con i fatti.

Nel momento in cui le corporation non trovano alcuna limitazione, per loro la via più breve e più semplice per arrivare alla ricchezza non sarà crearla, bensì prenderla, quindi saccheggiare il denaro pubblico. Come è noto, la maggior parte delle corporation, da Google ad Amazon, da Microsoft a SpaceX, dipende in grande quota dagli appalti pubblici; ma in questo caso vige ancora la finzione di uno scambio tra il cosiddetto privato e la pubblica amministrazione. Dove invece il meccanismo si rileva nella sua oscena crudezza, è nel caso dei sussidi alle imprese. Si sta parlando di ciò che negli Stati Uniti viene chiamato “corporate welfare”, cioè assistenza sociale per benestanti, o assistenzialismo per ricchi. La gran parte del denaro pubblico che scorre verso i privati, non ha un solido sottostante che possa giustificarlo, ma è basata su generici auspici: ti do i soldi in modo che tu (chissà, forse) faccia questo o quello. A questo punto non è nemmeno più credibile la distinzione tra pubblico e privato, e neppure tra uno Stato e l’altro, cioè si sono create delle lobby sovranazionali e trasversali tra amministrazioni federali, o statali, e le multinazionali. Sono ovviamente lobby finalizzate al saccheggio del denaro pubblico, anche se hanno i loro addetti alle pubbliche relazioni come i Neocon, grandi produttori di fiabe imperialistiche. L’assoluta incapacità di elaborare una strategia che vada oltre il semplice saccheggio del denaro pubblico, non riguarda perciò soltanto i politici, parlamentari o presidenti che siano; ma anche e soprattutto gli apparati, il cosiddetto “Deep State”, oppure, più banalmente, burocrazia. Il welfare per ricchi implica anche che ci siano sempre meno tasse per i ricchi, perciò il termine “contribuente” perde la sua connotazione interclassista e si identifica con le classi subalterne.
Con varie argomentazioni è stato sostenuto che Trump non è pazzo, ma indebitato. I debiti possono fare effettivamente impazzire; gli USA hanno un debito al 98% del PIL; ma, grazie agli ultimi sgravi fiscali ai ricchi e all’aumento delle spese militari decisi dall’amministrazione Trump, il debito pubblico è stimato in crescita almeno al 117% nei prossimi anni. Insomma, si è ormai perduta la possibilità di ripagare gli interessi sul debito con le normali entrate fiscali, per cui l’unica prospettiva è ripagare gli interessi sul debito facendo altri debiti. Ma il punto è che il sistema cleptocratico dominato dai “donors” è basato specificamente sulla espansione del debito pubblico e sul saccheggio del denaro pubblico, quindi risulta intrinsecamente non razionale; e, in definitiva, può esprimere solo clown come Trump.
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Di comidad (del 16/04/2026 @ 00:05:10, in Commentario 2026, linkato 5562 volte)
La questione di chi sia effettivamente al comando tra USA e Israele nell’aggressione americano-sionista all’Iran e al Libano, è basata su un presupposto erroneo, cioè credere ancora che siano i governi o gli Stati a guidare le politiche di un paese. In realtà oggi nell’area euro-americana i veri attori in campo sono le lobby d’affari. Attori non vuol dire decisori, poiché le lobby sono dispositivi automatici e unidirezionali, senza sterzo e retromarcia. Le lobby sono trasversali ai governi e agli Stati, e possono così occupare le organizzazioni sovranazionali come la NATO e la UE. Israele stesso non ha le caratteristiche formali per essere considerato uno Stato, ed esiste soltanto in funzione della proiezione lobbistica esterna. Il caso di ELNET (European Leadership Network) è piuttosto istruttivo, dato che si tratta di una organizzazione “non governativa” che persegue specificamente gli interessi di una entità coloniale, quella israeliana, e ne cura i rapporti tra la NATO e la UE; e si tratta di attività che non solo in base al diritto internazionale, ma alla legalità tout court, dovrebbero essere esclusiva delle diplomazie ufficiali. Nel momento in cui la politica estera dei vari paesi viene privatizzata tramite le ONG e le fondazioni, non esiste più un confine che possa indicare ciò che è corruzione e ciò che non lo è. Insomma, un paradiso per cleptocrati.
A rinforzare questa condizione di extra-legalità, c’è infatti il dettaglio che ONG e fondazioni hanno uno status di non profit, quindi i loro giri di denaro sono esentasse; l’ideale per l’evasione fiscale ed il riciclaggio di denaro; ciò che in inglese si chiama “money laundering”. Per favorire i passaggi in lavatrice, ELNET ha un suo doppio, un’altra fondazione non profit, Friends of ELNET, che convoglia fiumi di soldi verso il suo alter ego. A sua volta Friends of ELNET è il collettore di denaro di altre innumerevoli fondazioni non profit. Una volta che il denaro è stato immesso in questo circuito, è impossibile accertarne la provenienza e la destinazione.
In tale contesto capita di sentire ammettere dai governi di non contare nulla. Pochi giorni fa in parlamento il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è esibito in una sorta di “fintocrazia pride”, cioè ha rivendicato orgogliosamente di essersi regolato esattamente come tutti i governi italiani che lo hanno preceduto rispetto alla questione delle basi militari statunitensi. In realtà il fatto che esistano dei trattati internazionali, segreti o riservati, che regolano l’uso delle basi militari statunitensi, di per sé non implica che dal punto di vista giuridico non ci sia adito per una interpretazione del trattato caso per caso. Invece Crosetto sembrava persino vantarsi in parlamento della propria irrilevanza.

Il problema è che i paesi che vengono invece indicati come esempi di gelosa custodia delle propria sovranità e dei propri interessi, non esprimono performance molto più brillanti di Crosetto o Meloni. Qualche giorno fa il presidente turco Erdogan, insieme con il presidente francese Macron, ha ribadito che il cessate il fuoco debba riguardare anche il Libano, che è da decenni sotto i bombardamenti israeliani; bombardamenti che però negli ultimi giorni hanno raggiunto livelli parossistici, tali da determinare circa un milione di profughi. Le aggressioni israeliane al Libano, con i più vari pretesti, sono cominciate negli anni ’70, ma non si erano mai spinte fino a configurare una pulizia etnica dei libanesi, prospettando loro la scelta tra sfollare o andare incontro al genocidio.
A consentire la pulizia etnica da parte di Israele in Libano, è stata la scomparsa del paese che faceva da contrappeso e da fattore di stabilizzazione nell’area, cioè la Siria degli Assad. L’atteggiamento di Erdogan riguardo alla Siria è sempre stato all’insegna della doppiezza: da un lato il presidente turco ha armato le milizie ribelli di Al Qaeda e Al Nusra (e ha condotto anche lucrosi traffici di contrabbando con loro); dall’altro lato Erdogan ha continuamente intorbidato le acque con finte offerte di dialogo e collaborazione verso Assad.
Una volta caduto Assad e insediato in Siria un governo fantoccio di Ankara, Erdogan è diventato oggettivamente il responsabile dell’equilibrio dell’area; una responsabilità dalla quale si è sistematicamente sottratto, consentendo a Israele di occupare senza ostacoli il sud della Siria fino alle porte di Damasco. Le milizie jihadiste (o pseudo tali) agli ordini di Erdogan non si sono mai difese da Israele, ma hanno costantemente rivolto la propria ostilità verso Hezbollah, che si è trovato tra due fuochi. I media ci avevano raccontato che Israele aveva praticamente stroncato Hezbollah; ora invece scopriamo che Hezbollah è vivo e vegeto. Oggi infatti sono le milizie filo-turche al governo a Damasco a temere di essere prese alle spalle dagli sciiti iracheni.
Il ministro degli Esteri turco ha scoperto improvvisamente che, nonostante tutti i favori elargiti a Israele, anche la Turchia è finita nella lista nera degli obiettivi da eliminare; e non soltanto nella lista nera di Netanyahu, ma dell’intera classe politica israeliana, sia maggioranza che opposizione. A questo punto sorge il sospetto che il velleitarismo imperiale di Erdogan, ed anche il suo compulsivo doppiogiochismo, non siano una strategia, bensì il mero riflesso della confusione mentale di un mitomane.
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Aforismi (5)
Bollettino (7)
Commentario 2005 (25)
Commentario 2006 (52)
Commentario 2007 (53)
Commentario 2008 (53)
Commentario 2009 (53)
Commentario 2010 (52)
Commentario 2011 (52)
Commentario 2012 (52)
Commentario 2013 (53)
Commentario 2014 (54)
Commentario 2015 (52)
Commentario 2016 (52)
Commentario 2017 (52)
Commentario 2018 (52)
Commentario 2019 (52)
Commentario 2020 (54)
Commentario 2021 (52)
Commentario 2022 (53)
Commentario 2023 (53)
Commentario 2024 (51)
Commentario 2025 (53)
Commentario 2026 (16)
Commenti Flash (62)
Documenti (32)
Emergenze Morali (1)
Falso Movimento (12)
Fenêtre Francophone (6)
Finestra anglofona (1)
In evidenza (35)
Links (1)
Manuale del piccolo colonialista (19)
Riceviamo e pubblichiamo (1)
Storia (9)
Testi di riferimento (9)



Titolo
Icone (13)


Titolo
FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


29/04/2026 @ 02:31:11
script eseguito in 54 ms