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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
In una fintocrazia il compito del governo è fingere di governare. Rientrerebbe in questo schema il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 23 luglio scorso. Si tratta di una modifica dell’articolo 98 del Codice Penale, in base alla quale la capacità di intendere e di volere del minore che abbia compiuto i quattordici anni, non sarà più oggetto di accertamento caso per caso, bensì data per acquisita fino a prova contraria, come avviene per i maggiorenni. Il disegno di legge è stato venduto alla pubblica opinione forcaiola come misura anti-buonista, mentre in effetti è solo una fesseria, un mero nonsenso. C’è un governo fintocratico che non riesce neppure a fingere come si deve; infatti si dà per acquisita la responsabilità penale fino a prova contraria del minore che abbia compiuto i quattordici anni, ma non si fa capire perché questa presunzione di responsabilità non si debba estendere anche all’ambito civile. Se a quattordici anni si è considerati penalmente responsabili fino a prova contraria, allora si sarà anche capaci fino a prova contraria di decidere autonomamente non solo di fare corsi di educazione sessuale, ma persino di avere rapporti sessuali con persone di ogni età, o addirittura di sposarsi; oppure di gestire eventuali proprietà senza passare per la tutela dei genitori. La presunzione di responsabilità non può essere ristretta all’ambito penale senza creare continui paradossi. Le sedicenti opposizioni sono andate in soccorso della Meloni mettendo su il consueto gioco delle parti tra buonisti e cattivisti; ma non tutto potrà essere risolto con le solite pantomime o con la consumata e consunta ciarlataneria dei cosiddetti costituzionalisti, poiché certi paradossi comporteranno ostacoli pratici.
La capacità di intendere e di volere dei quattordicenni viene data per acquisita ad opera di un governo che invece, introducendo questo disegno di legge, dimostra di non possedere quella stessa capacità. Tanto vale quindi sostituire l’attuale governo con una baby gang. Se infatti lo scopo dichiarato dal governo era colpire le baby gang, l’effetto è l’opposto, perché da ora in poi ogni baby gangster potrebbe giustificare la propria devianza denunciando la discriminazione giuridica a cui è sottoposto con l’addebitargli presuntivamente gli oneri penali senza però riconoscergli i pieni diritti civili. Da baby gangster a baby eroe della resistenza alla discriminazione. Questo regime oppressivo-vessatorio nei confronti del minore renderebbe l’Italia uno zimbello internazionale, un provvidenziale distrattore e capro espiatorio per tutti coloro che all’estero hanno bisogno di far dimenticare le proprie magagne. Va bene così, perché lo scopo di un governo fintocratico è quello di distrarre, per cui più è maldestro e inetto, più aumenta l’effetto di distrazione e intrattenimento.
Questi governi più che minorenni (minorati), non hanno bisogno di avere discernimento, poiché hanno comunque il loro tutore: il denaro. Se in un pubblico consesso qualcuno afferma che l’Ucraina è un paese fallito che dipende dagli aiuti finanziari dell’Unione Europea persino per pagare stipendi e pensioni, allora sicuramente si alzerà il solito Pierino ad accusarlo di essere un putiniano che diffonde propaganda del Cremlino. Peccato che la stessa affermazione si trovi in forma esplicita nel documento della Commissione Europea, aggiornato al 15 luglio scorso, sul sostegno finanziario dell’UE all’Ucraina. Nel documento la Commissione Europea si vanta del fatto che, grazie agli aiuti UE, l’Ucraina è in grado di pagare salari e pensioni. Che l’Ucraina sia ridotta ad un esercito mercenario per conto degli USA e dell’UE, rappresenta una ovvietà, ma sembra strano che una Commissione Europea che passa la sua vita a mentire (inventandosi persino la balla sui russi che rubavano i chip dalle lavatrici), dimostri poi di non essere neppure capace di mentire in modo credibile; cioè di capire cosa dire e cosa è opportuno omettere.
Il problema è che il denaro richiama denaro e, nel suo movimento, determina fatti compiuti molto più velocemente di una classe dirigente che volesse pianificare le proprie mosse. Mandando il denaro all’Ucraina, e pubblicizzandolo, si mantiene e alimenta il clima emergenziale che mette tutti in cordata a fare debito ed a convogliare le risorse finanziarie verso il riarmo. L’auto-sputtanamento dei governi è quindi un risvolto inevitabile delle bolle emergenzial-finanziarie. Nessuna delle giustificazioni strategiche dell’escalation NATO-UE nei confronti della Russia può accampare un minimo di consistenza. L’emergenza si autoalimenta con lo stesso giro di denaro che l’emergenza ha innescato. Un documento interessante è il video della conferenza stampa congiunta tenuta quattro anni e mezzo fa dal cancelliere tedesco Scholz e dal presidente USA Biden; proprio quella in cui Biden annunciava la distruzione del gasdotto North Stream in caso di invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Nel video tutti i giornalisti indossano la mascherina, poiché all’inizio del 2022 si era ancora in emergenza Covid; in Italia c’era il green pass per accedere ai mezzi di trasporto ed ai luoghi di lavoro, e sarebbe stato sospeso due mesi dopo l’invasione russa. Per scacciare l’emergenza Covid c’è voluta una nuova emergenza, quella bellica, con il suo nuovo giro di denaro.
Carlo Cottarelli ha lanciato l’idea di una norma anti-populismo, cioè ha proposto di vincolare i programmi elettorali alla contestuale presentazione di un prospetto dei costi di ciascuna promessa fatta agli elettori. Il primo bersaglio di Cottarelli è stata la proposta di remigrazione forzata avanzata dal troll che oggi va per la maggiore, il generale Roberto Vannacci, il quale ha cercato di cavarsela con una risposta davvero infelice: “Non sono un ragioniere”. La risposta è incompatibile con i trascorsi professionali di Vannacci, in quanto ogni ufficiale delle forze armate dovrebbe essere un po’ geometra e un po’ ragioniere, cioè saper calcolare sia lo spazio in cui si muove, sia i costi in termini di mezzi e di uomini di ogni propria scelta. Ciò ovviamente vale in una visione idealizzata delle forze armate, nelle quali si dovrebbe fare carriera in base alle competenze. Neanche gli spin doctor di Vannacci hanno dimostrato grandi capacità, dato che in questo caso la controbiezione era ovvia; cioè perché un tale vincolo debba valere soltanto per i programmi elettorali e non anche per i programmi extra elettorali, come quelli imposti dalla Commissione Europea. In altre parole, le norme anti-demagogiche dovrebbero applicarsi non solo al populismo, ma soprattutto ai programmi che vanno a vantaggio di imprese, banche e fondi di investimento.
Il programma di riarmo europeo presentato nello scorso anno dalla Commissione Europea è appunto una operazione di assistenzialismo per ricchi, non soltanto fatta a debito, ma soprattutto senza precisare l’onere dei costi sugli interessi da pagare sul debito. In base a quanto riferito da una fonte di establishment, il Fondo Monetario Internazionale, gli investimenti in armi si basano su un rapporto a due tra il governo committente e il produttore di armi, quindi determinano un aumento del PIL soltanto se spesi all’interno del paese; e, anche in questo caso, l’aumento del PIL sarebbe strettamente corrispondente alla spesa, cioè non è previsto alcun moltiplicatore economico che possa coinvolgere la domanda ed altri operatori sul mercato. Investire in armi non comporta sviluppo e neppure un generalizzato aumento del reddito, quindi non c’è da attendersi del gettito fiscale in più. Indebitarsi per comprare armi significa perciò doversi poi indebitare ancora per pagare gli interessi sui debiti precedenti. A questo si aggiunge il costo a breve ed a lungo termine delle guerre. Ciò vale anche per le guerre delegate, dato che l’Ucraina distrutta vive sulla spesa pubblica dei paesi UE; poi sul torbido giro di soldi tra UE e Ucraina non potrà indagare nessuno, come dimostrato dal caso von der Leyen-Pfizer. A reggere il giro di soldi sarebbe comunque la spremitura del contribuente; ovviamente del contribuente povero o del ceto medio, visto che alle multinazionali si concede di eludere le tasse.
Certo, sia Cottarelli che Vannacci hanno criticato il piano di riarmo della von der Leyen; ma in queste prese di distanza ciò che manca non sono le coperture finanziarie, bensì le coperture politiche necessarie per sottrarsi alle spese di riarmo. Finché si sta nella Unione Europea, e soprattutto si sta nella NATO, contenere le spese in armamenti non sarà possibile; e l’ostacolo sarà proporzionale al numero di basi militari statunitensi che occupano il territorio italiano. Ma forse Vannacci ha un asso nella manica e progetta segretamente un blitz della Brigata Folgore per espugnare e liberare le basi militari straniere sul nostro territorio. Se ci crede Marco Rizzo, allora siamo a cavallo.
Marco Rizzo si è fissato sul mantra secondo cui destra e sinistra sarebbero concetti superati; il che è vero se riferito alle mercanzie attualmente esposte in vetrina. Il problema però è che l’orgoglio identitario e l’uomofortismo non soltanto sono destra, ma soprattutto sono fumo, cioè consentono di stare con l’establishment e di cavalcare l’anti-establishment, senza chiarire chi paga e chi guadagna. Visto il precedente di Trump, anche la goffaggine dimostrata da Vannacci nella risposta a Cottarelli potrebbe indicare che la remigrazione non è una proposta così “populista” come sembrerebbe; e, grattando, si potrebbe persino scoprire che c’è sotto il solito assistenzialismo per ricchi. L’Immigration and Customs Enforcement, il famigerato ICE, non è soltanto una polizia sanguinaria (a riguardo anche dalle nostre parti non si scherza), ma è soprattutto un’agenzia federale che funziona da ente appaltatore. A beneficiare di questi appalti sono imprese private quotate in Borsa, come il GEO Group. Del resto negli USA quasi tutto il sistema di detenzione è a gestione privata, quindi si parla di affari colossali.
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