"
"Propaganda e guerra psicologica sono concetti distinti, anche se non separabili. La funzione della guerra psicologica è di far crollare il morale del nemico, provocargli uno stato confusionale tale da abbassare le sue difese e la sua volontà di resistenza all’aggressione. La guerra psicologica ha raggiunto il suo scopo, quando l’aggressore viene percepito come un salvatore."

Comidad (2009)
"
 
\\ Home Page : Archivio (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 10/06/2021 @ 00:07:48, in Commentario 2021, linkato 6093 volte)
Sarebbe giusto elargire ogni tanto una lode ai media mainstream per l’impegno profuso nel tenere tuttora in piedi la finzione sovranista. Attualmente il demone del sovranismo viene identificato dai media in un personaggio innocuo e puramente decorativo come Giorgia Meloni, che viene così esposta agli attacchi dei soggetti più disinformati e suggestionabili. Basterebbe il dato di fatto dell’adesione entusiastica di Fratelli d’Italia al grande raggiro deflazionista del Recovery Fund per smontare tutta la fasulla mitologia meloniana. Un'opposizione minimamente seria non potrebbe fare a meno di notare l’assurda sproporzione tra la miseria dei finanziamenti del Recovery Fund e la ridondanza delle sue vessatorie condizionalità, riscontrando quindi che il vero problema non è affatto la Germania ma l'odio di classe delle oligarchie nostrane, che usano la sponda tedesca per opprimere i lavoratori. Ma a cos’altro servono i media, se non a nascondere l'evidenza?
Analizzando il contesto, si possono comprendere altre motivazioni per cui la finzione sovranista deve essere perpetuata. Un po’ di inflazione darebbe qualche sollievo ai debitori, perciò dalla lobby dei creditori, cioè le multinazionali finanziarie, già partono messaggi che agitano pretestuosamente lo spauracchio di una grande inflazione che sarebbe alle porte. Nel corso di quest’anno le iniezioni di liquidità e le agevolazioni fiscali da parte dei governi hanno alimentato la domanda di materie prime per la produzione. Ciò ha determinato in Europa una piccola ripresa dell’inflazione, che in media si attesta leggermente al di sotto del fatidico 2%, considerato dalla Banca Centrale Europea come obbiettivo desiderabile.
Nonostante le maggiori importazioni di petrolio, il cui prezzo si sta riavvicinando ai 70 dollari, la bilancia commerciale italiana è ancora in forte attivo; un attivo dovuto non tanto alla vitalità delle esportazioni, ma al fatto che le importazioni di materie prime non hanno toccato livelli significativi. Se vi fosse davvero in vista una grande ripresa produttiva, un piccolo deficit della bilancia commerciale sarebbe inevitabile, proprio per le maggiori importazioni di materie prime. Visto che questo deficit commerciale non c’è, vuol dire che non vi sono nemmeno i segnali di un vero rilancio della produzione e dell’occupazione.

Nell’area dell’euro quindi l’Italia sta ancora svolgendo il ruolo di colonia deflazionistica. Quando occorre “raffreddare” l'inflazione, la prima domanda da colpire non è quella di beni di consumo, bensì quella di materie prime. Esistono a questo scopo le colonie deflazionistiche, che sono un po’ come delle valvole per diminuire la pressione: queste aree vengono deindustrializzate in modo che l'inflazione rimanga bassa, permettendo così ad altre aree privilegiate di svilupparsi. La presenza di aree “in via di sottosviluppo” quindi non è un “problema” ma una funzione fisiologica del capitalismo, anche se l’ipocrisia istituzionale ovviamente non lo ammetterebbe mai. In Italia il ruolo storico di colonia deflazionistica è stato svolto dal Meridione, con lo schermo dei fumi e delle liturgie della menzognera “Questione Meridionale”. Nell'ambito dell'area euro, il ruolo di colonia deflazionistica spetta adesso all'Italia, con la parziale eccezione della Lombardia.
Il giornalista contorsionista Ezio Mauro ha cercato di spiegarci come la nascita del governo Draghi sia l’effetto di un fallimento della “politica”. In realtà ciò che è saltato, e non da oggi, è l'equilibrio dei poteri tra il parlamento e la presidenza della Repubblica. Ad avvantaggiarsi di questo ennesimo colpo di mano presidenziale, è stato un partito politico che, con questo nuovo governo, ha assunto un ruolo preminente: la Lega.
Con le sue capacità mistificatorie e camaleontiche la Lega è riuscita persino ad accreditarsi per un certo periodo come partito “sovranista”, mentre invece rimane quello che è sempre stata, un partito separatista ed anche europeista, poiché solo l’Unione Europea potrebbe fornire un ombrello “giuridico” a forme di secessione virtuale. L'anno scorso il presidente della Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana, è stato il grande inventore dell’emergenza Covid in funzione del protagonismo lombardo. Nello stesso periodo Fontana annunciava che il suo obbiettivo era di rilanciare la “autonomia differenziata”, conferendo alla Lombardia anche la possibilità di farsi una propria politica estera.
Uno dei primi atti del governo Draghi è stato appunto quello di rilanciare l’autonomia differenziata, promulgandone i decreti attuativi. A dispetto delle gradassate e delle annesse figuracce rimediate dalla Regione Lombardia durante l’emergenza Covid, la questione della autonomia lombarda è ancora al centro della politica italiana. Solo che l'opinione pubblica non ne va messa al corrente, perciò è bene che si balocchi ancora con l’inesistente minaccia sovranista.
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Di comidad (del 03/06/2021 @ 00:07:39, in Commentario 2021, linkato 6353 volte)
Il povero Alessandro Di Battista aveva scritto addirittura un libro contro il politicamente corretto. Quando però il politicamente corretto gli si è presentato in forma di emergenza, non lo ha saputo riconoscere. Eppure l’emergenzialismo è il figlio prediletto del politicamente corretto, o viceversa.
Negare un’emergenza è politicamente scorretto, si passa da ignoranti, egoisti e irresponsabili, da “negazionisti”. Non conta nulla che non si nega affatto l’esistenza della malattia ma appunto l’approccio emergenziale, che non fa altro che peggiorare le cose. Il politicamente corretto ha già pronta un’altra definizione per chi cerca di fare queste precisazioni: “riduzionista”. Per il politicamente corretto non esiste dogma o “valore” che non possa finire nel tritacarne della critica più corrosiva, a patto però di non dubitare mai del telegiornale. L’atteggiamento politicamente corretto è quello dell’eretico con le brache calate.
Le libertà degli Italiani sono state sacrificate al bene supremo della Vita. Ci avevano raccontato che milioni di persone erano morte in passato per darci le libertà che abbiamo oggi. Queste libertà sono state cancellate con il pretesto di difendere le nostre vite. Non eravamo degni di dare la nostra vita per la libertà. Per sperimentare un vaccino, invece sì. Non è più tempo di eroi, ma di cavie.
A livello sovranazionale l’emergenza Covid è un mega-business della lobby del digitale e della lobby dei vaccini, che hanno trovato un loro compromesso per non pestarsi i piedi a vicenda e per passarsi la palla all’occorrenza. L’emergenza ha consentito di approvare i nuovi vaccini in sette otto mesi, contro i sette otto anni, e anche più, che occorrevano prima. La digitalizzazione a sua volta ha bruciato i tempi, risparmiando dieci anni di tempo per affermarsi a tappeto. L’emergenza è anche politica di potenza e gli USA ora se ne servono per mettere sotto processo la Cina. Gli "scienziati" si adeguano alla corrente: l’origine artificiale del virus, considerata impossibile l’anno scorso, oggi diventa plausibile.

Con attori così importanti in gioco ci si dimentica del ruolo determinante svolto all’inizio dello scorso anno dalla bistrattata Italietta. L’emergenza Covid in ambito “occidentale” è stata infatti avviata dalla Regione Lombardia come prova tecnica in grande stile della “autonomia differenziata”, in funzione dei sogni mitteleuropei del Nord Italia. Purtroppo l’emergenzialismo funziona un po’ come le corse ciclistiche. Un corridore avvia la fuga dal gruppo, ma un altro corridore sfrutta la sua scia per sopravanzarlo. Dapprima riottoso ad accettare l’emergenza Covid, Giuseppe Conte si è poi inserito nella scia della Regione Lombardia enfatizzando l’emergenza al massimo, tanto da instaurare una sorta di dittatura personale.
Forse però Conte era solo un gregario mandato avanti dal capitano della squadra, Mattarella, il quale, mettendosi a sua volta nella scia di Conte, ad un certo punto ha fatto fuori il suo gregario instaurando un governo del Presidente della Repubblica. In Italia la Repubblica presidenziale è già un fatto compiuto. Oggi persino Draghi, con tutto il suo apparente strapotere personale, sta forse tirando la volata a Mattarella per un secondo mandato presidenziale, già invocato da molti. Il commentatore che si è esposto di più nel celebrare il presidenzialismo di Mattarella è stato Massimo Cacciari, che auspica esplicitamente una sua rielezione. Mattarella si schermisce, perché lui è umile, e sta agli altri insistere per vincere le sue ritrosie. Sembra il Caligola del romanzo “I, Claudius” di Robert Graves.

Se le emergenze derivassero da cospirazioni, sarebbe possibile circoscriverne i tempi e gli obbiettivi. Al contrario, l’emergenza è un segno del comando che vari competitori si strappano a vicenda. Non si può mai sapere chi altro possa inserirsi nella corsa e come, e quando, l’emergenza finirà. Ne “Il Signore degli Anelli” di Tolkien, c’è un anello del potere bramato da vari contendenti, e adesso si è potuto accertare che questo anello esiste realmente, ed è appunto l’emergenza, che consente di scavalcare ogni ordinamento ed ogni equilibrio istituzionale creando nuovi percorsi di “leadership” o, per dirla più prosaicamente, di fare colpi di Stato. Attualmente in Italia l’anello del potere sembra sul dito di Draghi, ma in effetti è ancora su quello di Mattarella. Si vedrà.
Ci sono anche gli Hobbit, quei mezzi uomini che fanno da servitori alle razze superiori. Nella vicenda dell’emergenza Covid, a Conte ed ai 5 Stelle è toccato il ruolo degli Hobbit al servizio dei signori delle emergenze di turno. I 5 Stelle non sono stati soli in questo ruolo di Hobbit, nel quale si sono cimentati anche settori della sinistra “antagonista”. Può apparire stridente la contraddizione di chi avalla acriticamente un emergenzialismo che consente ai vari potentati di diventare ancora più potenti ed ancora più criminali. Ma il politicamente corretto non esiste invano, sta lì proprio per svuotare le altre ideologie e soppiantarle.
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Aforismi (5)
Bollettino (7)
Commentario 2005 (25)
Commentario 2006 (52)
Commentario 2007 (53)
Commentario 2008 (53)
Commentario 2009 (53)
Commentario 2010 (52)
Commentario 2011 (52)
Commentario 2012 (52)
Commentario 2013 (53)
Commentario 2014 (54)
Commentario 2015 (52)
Commentario 2016 (52)
Commentario 2017 (52)
Commentario 2018 (52)
Commentario 2019 (52)
Commentario 2020 (54)
Commentario 2021 (38)
Commenti Flash (61)
Documenti (29)
Emergenze Morali (1)
Falso Movimento (10)
Fenêtre Francophone (6)
Finestra anglofona (1)
In evidenza (23)
Links (1)
Manuale del piccolo colonialista (18)
Storia (9)
Testi di riferimento (9)



Titolo
Icone (13)


Titolo
FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


27/09/2021 @ 03:29:52
script eseguito in 95 ms