"
"Il denaro gode di una sorta di privilegio morale che lo esenta dalla corvée delle legittimazioni e delle giustificazioni, mentre ogni altra motivazione non venale comporta il diritto/dovere di intasare la comunicazione con i propri dubbi e le proprie angosce esistenziali. Ma il denaro possiede anche un enorme potere illusionistico, per il quale a volte si crede di sostenere delle idee e delle istituzioni, mentre in realtà si sta seguendo il denaro che le foraggia."

Comidad (2013)
"
 
\\ Home Page : Archivio (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 24/07/2022 @ 11:24:26, in In evidenza, linkato 2249 volte)
Con dolore annunciamo che la compagna Lina Antonelli ci ha lasciato il 13 luglio 2022, per un improvviso aggravamento delle patologie di cui soffriva da lungo tempo.
Trasferitasi a Roma negli anni sessanta, è stata fra le animatrici della Federazione Anarchica Giovanile, del convegno giovanile internazionale e del campeggio tenutosi a Marina di Massa. Dopo gli attentati dell’aprile 1969 e la Strage di Stato, fu punto di riferimento per le iniziative a sostegno degli anarchici arrestati e per denunciare l’assassinio di Giuseppe Pinelli, anche all’interno della redazione di Umanità Nova.
Tornata a Livorno Lina non ha mai fatto mancare il suo sostegno, fino all’ultimo, alla Federazione Anarchica sia a livello nazionale che locale.
Č rimasta sempre punto di riferimento per tanti compagni e compagne, molto conosciuta dentro e fuori dal movimento anche per il suo carattere unico.
Federazione Anarchica Livornese
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Di comidad (del 21/07/2022 @ 00:25:23, in Commentario 2022, linkato 6402 volte)
L’esibizione spudorata di cordoglio celebrativo che i media e il mondo politico hanno allestito per le dimissioni di Draghi, rischia di attirare nei confronti del povero Super-Mario più astio ed insofferenza del dovuto. In questa circostanza infatti il banchiere sta svolgendo lo stesso ruolo del mitico figlio dei vicini nel film “Ricomincio da Tre”: una sorta di modello irraggiungibile che non ha altra funzione che quella di pretesto per umiliare il proprio figlio con improbabili confronti. Non è solo questione di fare la tara al castello di lodi verso la persona di Draghi, dato che è ovvio che si tratta di effetti di sponda, di rimbalzo: la stampa straniera ha ripreso e rilanciato pedissequamente la narrativa dei principali giornali italiani, ivi comprese le più spudorate fake news; ed ora quegli stessi giornali nostrani si servono dei commenti dall’estero per auto-confermarsi nelle loro tesi.
La Draghilatria è una bolla mediatica a cui non corrisponde però un’effettiva Draghicrazia. Che Draghi rimanga o meno, è infatti del tutto irrilevante per l’azione di governo. Da Presidente del Consiglio Draghi non ha fatto niente di diverso da ciò che avrebbe potuto fare chiunque altro al suo posto. Tra l’altro i poteri del Presidente del Consiglio italiano non corrispondono affatto a quelli del Primo Ministro britannico, che può scegliersi i ministri, sostituirli in corso d’opera ed anche sciogliere il parlamento. Il Premier britannico è vulnerabile alle congiure di palazzo del suo stesso partito, ma comunque, al suo confronto, il Presidente del Consiglio italiano fa la figura di un passacarte. La  Costituzione italiana del 1948 era stata confezionata dando per scontata l’esistenza di soggetti politici che poi invece sono scomparsi dalla scena, e cioè i grandi partiti di massa che, inoltre, sino a trenta anni fa, controllavano anche le maggiori banche, che erano tutte pubbliche. Per capire quanto sia distratta e superficiale l’opinione che riconosce al nostro Presidente della Repubblica solo una funzione notarile e di rappresentanza, basterebbe considerare che i governi possono cadere e i parlamenti possono essere sciolti prima della scadenza naturale della legislatura, mentre il Presidente della Repubblica, che può sciogliere anticipatamente le Camere, è invece inamovibile per sette anni. Tanto per non farsi mancare niente, il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio Superiore della Magistratura ed il Consiglio Supremo di Difesa, il che vuol dire intrattenere contatti stabili con magistrati e generali. Fa ridere quando si dice che il Presidente della Repubblica è il “Supremo Garante della Costituzione”. Visti i poteri che la Costituzione gli elargisce, sarebbe strano se non la garantisse, ovviamente nella parte che gli interessa, perché i diritti del cittadino sono come il fumo nei concerti delle rockstar.
Il mito draghiano non serve ad altro che a riconfermare le solite gerarchie antropologiche, a rafforzarci nell’idea che siamo un popolo inferiore, un popolo minorenne che ha bisogno del tutore, ma poi non sa dimostrarsi degno di lui. Pregare Draghi di restare è stato un grande atto di contrizione collettiva, con tanto di anatema per i troppi miscredenti in circolazione e di profezie apocalittiche nel caso di sua anticipata dipartita. Sarebbe ora di sostituire l’inno nazionale, adottando come nuovo inno la famosa canzone del Gianni Morandi anni ’60: “Non son degno di te, non ti merito più”. Per fortuna ci rimane l’altro tutore, quello vero, quello del Quirinale, e per altri sette o quattordici anni non ce lo toglie nessuno.

Tanta umiliazione nei confronti del popolo italiano, che non ha saputo meritarsi Draghi, risulta fin troppo facile, visto che, in fin dei conti apparteniamo tutti ad una specie che abusivamente si autodefinisce “Sapiens”, e quindi è condannata a rimanere drammaticamente al di sotto delle aspettative. Draghi non è riuscito a salvarci perché facciamo troppo schifo, il che dimostra che poi neanche Draghi è in grado di fare niente di eccezionale. Tutta la relazione di potere si risolve in un gioco elementare, in questo giro vizioso del ricondurci continuamente al bisogno di dipendenza, salvo poi accorgerci che dalla dipendenza non ci deriva alcun vantaggio. Il “tutore” serve solo a umiliarci, mai a tutelarci.
Quando Draghi si è fatto latore presso i “partner” europei della richiesta degli industriali italiani di istituire un tetto al prezzo del gas, è stato liquidato anche lui col classico “poi vedremo” che si riserva ai postulanti. Come di consueto, i media nostrani ci hanno raccontato che la colpa è dei soliti cattivissimi “falchi”, i Paesi “frugali” del Nord Europa. Peccato che quei “falchi” si servano contro le richieste italiane proprio degli argomenti che trovano sulla stampa italiana. Pare poi che l’appellativo di “frugali” sia una trovata partorita nel 2020 dal Financial Times (una garanzia!). Inizialmente la definizione riguardava solo Olanda, Austria, Danimarca e Svezia, cioè la vecchia area del marco. Successivamente il circolo degli ariani puri si è allargato a Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania; perciò a rivendicare la nomea di spendaccione e “cicala” è rimasto solo un Paese di razza mediterranea come il nostro.
L’oligarchia nostrana è riuscita a convincere tutti che il Paese più avaro del mondo, cioè l’Italia, da quasi quaranta anni in avanzo primario di bilancio (cioè di prelievo fiscale maggiore della spesa), avrebbe espanso il debito pubblico per finanziare il bengodi nazionale. In realtà in Italia il debito pubblico è stato un’arma dello scontro di classe, uno strumento per distruggere la forza delle concentrazioni operaie attraverso la deindustrializzazione. La Fiat ha potuto finanziare i licenziamenti degli anni ’80 grazie ai fondi statali, poi reinvestiti dalla famiglia Agnelli in titoli del Tesoro. Nel contempo l’Olanda, paradiso fiscale ed hub mondiale del narcotraffico di droghe tradizionali e di droghe sintetiche, passa da “rigoroso”, tanto la colpa può essere scaricata su mafie d’importazione come quella marocchina. Nel frattempo l’oligarchia olandese ha imparato qualcosa dagli oligarchi nostrani, visto che ha cominciato a trattare i suoi contadini come immondizia, tanto da suscitare rivolte.
Visto che l’Olanda è questo paradiso fiscale (pardon, paradiso della legalità), la Borsa del gas giustamente si trova lì. La cosa strana è che il mercato virtuale del gas TTF (Title Transfer Facility), con sede in Olanda, viene presentato come un “mercato libero”, sennonché, la libera contrattazione ha come base un prezzo indicizzato del gas. Se è indicizzato non è libero, perciò siamo di fronte alla classica presa per i fondelli. D’altra parte cosa ci si poteva aspettare dalla mitica Europa? A confronto dell’Unione Europea, Cosa Nostra sembra un modello di trasparenza.
La presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, fa terrorismo sull’imminente taglio definitivo del gas russo e annuncia drastici razionamenti, esattamente quello che ci vuole per favorire un ulteriore aumento dei prezzi. Meno male che la Von Der Leyen, come tutti i funzionari europei, si giova dell’immunità giudiziaria, altrimenti rischierebbe l’incriminazione per aggiotaggio e manipolazione del mercato. La Von Der Leyen è stata eletta dal parlamento europeo grazie ai voti determinanti dei deputati 5 Stelle, che devono aver considerato il suo curriculum, in particolare la sua esperienza di ministro della Difesa tedesco. La gestione della Von Der Leyen si era infatti distinta per malversazione e per la macroscopica lievitazione dei costi degli appalti. Con questi illustri precedenti criminali, nessuno si è sorpreso quando la stessa Von Der Leyen ha blindato il business dei vaccini segretando i contratti di fornitura.
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Aforismi (5)
Bollettino (7)
Commentario 2005 (25)
Commentario 2006 (52)
Commentario 2007 (53)
Commentario 2008 (53)
Commentario 2009 (53)
Commentario 2010 (52)
Commentario 2011 (52)
Commentario 2012 (52)
Commentario 2013 (53)
Commentario 2014 (54)
Commentario 2015 (52)
Commentario 2016 (52)
Commentario 2017 (52)
Commentario 2018 (52)
Commentario 2019 (52)
Commentario 2020 (54)
Commentario 2021 (52)
Commentario 2022 (50)
Commenti Flash (61)
Documenti (30)
Emergenze Morali (1)
Falso Movimento (10)
Fenętre Francophone (6)
Finestra anglofona (1)
In evidenza (28)
Links (1)
Manuale del piccolo colonialista (18)
Riceviamo e pubblichiamo (1)
Storia (9)
Testi di riferimento (9)



Titolo
Icone (13)


Titolo
FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


08/12/2022 @ 07:52:49
script eseguito in 117 ms