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""Napoli" è una di quelle parole chiave della comunicazione, in grado di attivare nel pubblico un'attenzione talmente malevola da congedare ogni senso critico, per cui tutto risulta credibile."

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 25/08/2011 @ 01:32:59, in Commentario 2011, linkato 1775 volte)
La penosa performance di Merkel e Sarkozy della scorsa settimana ha suscitato un commento caustico da parte dell'ex ministro ed ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato, attualmente senior advisor di Deutsche Bank. In un articolo su "Il Sole-24 ore" del 21 agosto, dal titolo "Van Rompuy, batti un colpo", Amato ha sottolineato l'estemporaneità della posizione Merkel-Sarkozy, appellandosi al presidente permanente dell'Unione Europea, Herman Van Rompuy, al fine di un rilancio delle procedure istituzionali dell'UE, ed anche perché venga presa seriamente in considerazione la proposta degli eurobond, già cara al ministro Tremonti.(1)
Se ad Amato è risultato sin troppo facile fustigare il velleitarismo di Merkel e Sarkozy, ivi compresa la boutade di inserire nelle Costituzioni degli Stati il vincolo del pareggio di bilancio, però non è riuscito a sfuggire anche lui alla stessa incapacità di arrivare al dunque. Van Rompuy si è infatti deciso a battere un colpo, ma solo per dare ragione alla Merkel e per rimandare gli eurobond al giorno in cui tutti gli Stati della UE avranno il bilancio in pareggio (o "virtualmente" in pareggio).(2)
Quell'enigmatico avverbio ("virtualmente") conferisce anche alla posizione di Van Rompuy quel tocco di cialtroneria che lo riconsegna alla medesima antropologia servile dei Sarkozy o dei Merkel. Ma bisogna comunque ammettere che la risposta di Van Rompuy può essere agevolmente tradotta. Il suo significato "virtuale" è infatti questo: di eurobond non se ne parla, ma se per caso un giorno dovessero far comodo alle banche, allora ci scorderemo anche dei vincoli di bilancio, tanto sono soltanto feticci per spaventare i gonzi. Quanto sia subdolo e pretestuoso il vincolo di bilancio, è dimostrato proprio dalle "terapie anti-deficit" che vengono imposte, cioè le privatizzazioni. Insomma, dietro la manovra c'è la solita manovra: privatizzare.
La privatizzazione dei servizi pubblici comporta per la spesa pubblica una voragine di costi aggiuntivi e nascosti. Come il nucleare e l'alta velocità, le privatizzazioni hanno anch'esse la caratteristica di comportare costi non preventivabili e sempre crescenti.(3)
Per ciò che concerne poi la privatizzazione dei patrimoni immobiliari dello Stato, essa costituisce quanto di più anti-economico possa concepirsi, dato che il metterli in vendita in blocco ne farebbe crollare il valore permettendo ai compratori di acquisire immobili a prezzi simbolici; ma è proprio ciò che le banche vogliono, dato che qui non si tratta di economia, ma di affari.(4)
La risposta "virtuale" di Van Rompuy ha avuto comunque il merito di ricondurre la questione al problema centrale, e cioè che le banche possono fare il bello ed il cattivo tempo in base all'alibi onnicomprensivo e mitologico del "Mercato", in grado di giustificare tutto ed il contrario di tutto. Il punto è infatti che se Deutsche Bank non avesse deciso di vendere i titoli di Stato di Italia, Spagna, Grecia, Portogallo ed Irlanda, l'attuale tempesta finanziaria non sarebbe proprio iniziata. Amato non era perciò nella condizione migliore per affrontare la questione, data la sua presenza nel gruppo dirigente di Deutsche Bank, e ciò spiega come mai la sua posizione mescolasse elusivamente la nostalgia del passato (appello alle procedure dell'Unione) all'utopismo degli eurobond.
Sul "Corriere della Sera" di qualche giorno fa, il giornalista Sergio Rizzo, fustigatore ufficiale della "casta", improvvisava una sorta di commovente "amarcord" dei bei tempi della crisi finanziaria del '92, quando il governo Amato ci stangava di novantamila miliardi e Deutsche Bank "aiutava" il governo a piazzare i suoi titoli. Quando i mulini erano bianchi e Deutche Bank era buona. Secondo Rizzo sarebbe stato in nome del ricordo di questa cordiale collaborazione tra banchieri e governo italiano che Amato sarebbe stato successivamente invitato a far parte di Deutsche Bank. Bah...(5)
Il problema è che la situazione di conflitto di interessi in cui si trova Amato, riguarda pressoché tutta l'attuale classe dirigente italiana. Se Amato si trova a militare in Deutsche Bank, risultano a loro volta essere in rapporti con un'altra multinazionale del credito, la statunitense Goldman Sachs, sia l'ex Presidente del Consiglio Romano Prodi che, l'attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta; e poi anche l'ex commissario europeo Mario Monti, e l'attuale governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi.(6)
Visto il successo di adesioni della Goldman Sachs nell'establishment italiano, un Amato rischia quasi di fare la figura dell'anticonformista con la sua appartenenza a Deutsche Bank. Questa colonizzazione dell'Italia da parte di Goldman Sachs era già stata segnalata nel 2007, in un articolo pubblicato negli Stati Uniti, curato dal "L. LaRouche Committee", l'associazione che fa capo all'economista rooseveltiano Lyndon LaRouche, che ha guadagnato una notorietà mondiale con la sua circostanziata denuncia dello strapotere delle banche.(7)
Giulio Tremonti ha sfruttato abilmente questa notorietà di LaRouche per creare anche attorno a sé stesso un alone di eresia e di libero pensiero. Nel giugno del 2007 i due parteciparono insieme ad un convegno, nel corso del quale Tremonti ebbe parole di apprezzamento per le tesi di LaRouche. Quanto fossero serie quelle parole, può essere verificato dal primo atto di Giulio Tremonti quando tornò al governo, il Decreto Tremonti, ovvero la Legge 133/2008, detta anche l'Orgia delle Privatizzazioni.(8)
In Germania la situazione di dipendenza del governo dalle banche non è molto diversa, visto che il ministro delle Finanze tedesco, Schauble, ha dovuto cercare di discolparsi pubblicamente dall'accusa documentata di avere adottato le linee di intervento sulla crisi greca in base alle direttive di Deutsche Bank. Una notizia, quest'ultima, che in Italia ci è stata taciuta dai media, sebbene riportata con rilievo dalla stampa tedesca. Si vede che gli Italiani sono autorizzati a disprezzare il proprio governo, ma non quello tedesco. Non sarebbe patriottico.(9)
Oggi ci si interroga molto sulle cause storiche e d economiche di questo strapotere delle banche, che possono permettersi di asservire, ridicolizzare e ricattare gli Stati. Ma ogni volta che si va ad analizzare il potere finanziario in sé stesso si va sempre a scadere nella metafisica. In effetti non esiste alcuna legge "economica" che possa spiegare questo strapotere delle banche, anche perché la storia della finanza risulta troppo intrecciata con quella del militarismo.
Se la Deutsche Bank è diventata ciò che è, lo deve al fatto di essere stata lo strumento della NATO durante la Guerra Fredda. Ancora adesso però i rapporti tra Deutsche Bank e NATO sono strettissimi, ed anche se le loro magagne sono avvolte dalla riservatezza, la tendenza del dominio ad istituzionalizzarsi ed autocelebrarsi consente comunque di mettere in evidenza convergenze e percorsi. Di recente infatti, in occasione di una manifestazione-autocelebrazione della NATO, l'amministratore delegato della Deutsche Bank, Josef Ackermann, è stato insignito del premio "Distinguished Business Leadership"; insieme con lui hanno ricevuto premi anche criminali più noti, come Clinton, Kissinger e Powell, e persino il cantante irlandese Bono. La notizia si trova sul sito della stessa NATO.(10)
Visto che Ackermann è il figlio prediletto della NATO, non sorprende che possa fare i suoi comodacci senza che nessuno osi contrastarlo. La politica della NATO è inoltre talmente inestricabilmente legata a quella delle due agenzie finanziarie dell'ONU, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che le tre istituzioni possono essere viste come funzioni distinte, ma non separate, di un'unica organizzazione. Ciò che si chiama colonialismo, o imperialismo, infatti non è altro che un intreccio di militarismo e finanza. Un Paese a noi vicino è da sei mesi sotto un bombardamento incessante da parte della NATO, che ha consentito ora anche l'avvio di un'invasione di terra da parte di truppe britanniche, francesi e del Qatar. In tutto questo, le agenzie di psicoguerra della NATO, come la CNN o Al Jazeera, insieme con gli altri media irreggimentati, ci chiamano quotidianamente a gioire per la giornaliera caduta del dittatore, come se i milioni di tonnellate di bombe democratiche fossero solo un dettaglio. Non è che il governo libico abbia mai sfidato seriamente il FMI o la sua emanazione, il WTO (l'Organizzazione Mondiale per il Commercio), ma ha comunque cercato di fare i propri affari; e già questa è diventata una colpa imperdonabile, che ha giustificato qualsiasi ritorsione contro il popolo libico nel suo insieme.
La "sovranità nazionale", tanto invocata, si rivela un'astrazione giuridica sotto le bombe, perciò l'indipendenza economica richiederebbe il supporto di un'adeguata contraerea.

(1) http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-08-21/rompuy-batti-colpo-144400.shtml?uuid=AaqMdtxD
(2) http://archiviostorico.corriere.it/2011/agosto/21/Eurobond_fronte_del_piu_forte_co_8_110821036.shtml
(3) http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://www.inthepublicinterest.org/node/457
(4) http://www.corriere.it/economia/11_agosto_19/manovra-modifiche_af0df66c-ca88-11e0-9ddb-a6b1d988da8e.shtml?fr=box_primopiano
(5) http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/30/Deutsche_dal_salvataggio_alle_vendite_co_8_110730014.shtml
(6) http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/03/06/prodi-con-goldman-sachs-fara-anche-il.html
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/06/letta-goldman.shtml?uuid=909fc446-1d74-11dc-ab9f-0000e251029&DocRulesView=Libero http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/12/14/mario-monti-advisor-di-goldman-sachs.html
http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www2.goldmansachs.com/our-firm/press/press-releases/archived/2002/2002-01-28.html&ei=8UpNTufwEJTD8QPI3r2nBw&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CB8Q7gEwADgU&prev=/search%3Fq%3Ddraghi%2Bgoldman%2Bsachs%26start%3D20%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D487%26prmd%3Divns
(7) http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=1091
(8) http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:wEe10YTLAjIJ:www.movisol.org/07news100.htm+lyndon+larouche+tremonti&cd=2&hl=it&ct=clnk&gl=it&source=www.google.it
(9) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://economicsnewspaper.com/policy/german/deutsche-bank-presentation-copy-schauble-house-defends-itself-34963.html&ei=3DVRTpnbLZOL4gSb7tDPBw&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CBwQ7gEwAA&prev=/search%3Fq%3Dschauble%2Bdeutsche%2Bbank%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Divns
(10) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.natoinfo.ge/%3Fpage%3D556%26lang%3Dgeo&ei=EJhUTrOuIJKQ4gTfg72LBw&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=2&sqi=2&ved=0CCQQ7gEwAQ&prev=/search%3Fq%3Ddeutsche%2Bbank%2Botan%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D507%26prmd%3Divnsb
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Di comidad (del 18/08/2011 @ 01:53:48, in Commentario 2011, linkato 4344 volte)
Nella Storia vi sono spesso corsi e ricorsi, che hanno però la brutta abitudine di presentarsi in ordine sparso, senza quella linearità che consentirebbe di prevedere e di regolarsi di conseguenza. Ci si aspettava infatti un 25 luglio del berlusconismo, invece ci è arrivato tra capo e collo direttamente un altro 8 settembre, cioè un collasso istituzionale che ha consegnato la sostanza e la forma della funzione di governo a poteri stranieri. Appena tre settimane fa la multinazionale Deutsche Bank si disfaceva di sette miliardi di euro di titoli del debito pubblico italiano, innescando una spirale internazionale di vendite. Oggi la stabilità del debito italiano dipende dagli acquisti di titoli da parte della Banca Centrale Europea, che detiene già ventidue miliardi di BTP. In una situazione analoga si trovano Paesi come la Spagna, il Portogallo, la Grecia e l'Irlanda, anch'essi messi in ginocchio dalle vendite di titoli dei rispettivi debiti da parte di Deutsche Bank, ed ora anch'essi sotto la tutela pelosa della BCE.(1)
Il debito pubblico fu un'invenzione britannica di qualche secolo fa, motivata ufficialmente con l'opportunità per lo Stato di prendere a prestito il denaro che gli occorreva, piuttosto che procurarselo con altre tasse. In realtà il debito pubblico fu creato perché serviva alle banche per potere investire una parte considerevole dei loro liquidi in titoli di Stato; titoli che permettessero alle banche sia di lucrare interessi sicuri, sia di servire da garanzia patrimoniale in caso di necessità.
Negli ultimi anni il debito pubblico degli Stati si è gonfiato a dismisura, poiché i governi avevano bisogno di fondi per soccorrere le banche entrate in crisi per lo scoppio della "bolla" (leggi: truffa legalizzata) dei titoli derivati. Le banche ingrate possono oggi ricattare i governi che si sono tanto indebitati a causa loro, e pensano di cogliere l'occasione per sostituire la cartaccia dei titoli con i patrimoni immobiliari pubblici. Oggi in Europa il Paese che si è più indebitato per salvare le banche è proprio la Germania, ed i guai arriveranno anche lì; ma le multinazionali come la Deutsche Bank cominciano prendendo di mira i Paesi più deboli, usando il governo tedesco come castigamatti.
Ecco perché si insiste tanto sulla privatizzazione dei beni demaniali, ed anche sulla "liberalizzazione" dei servizi pubblici locali, dato che ogni azienda municipalizzata dispone di un notevole patrimonio in edifici e terreni. Il significato, neppure tanto recondito, del chimerico vincolo di pareggio di bilancio imposto dal duo Merkel-Sarkozy, sul piano pratico consiste appunto nel costringere gli Stati a cedere i propri patrimoni immobiliari alle multinazionali creditrici.
In Italia, come altrove, l'opinione pubblica però è stata convinta dai media che il debito pubblico serva a pagare gli stipendi e le pensioni degli statali, perciò risulta agevole agli stessi media lanciare ora un’offensiva ulteriore di psicoguerra nel senso del "colpanostrismo": ben ci sta, perché non abbiamo saputo autogovernarci, abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, perciò adesso ben venga la tutela e la guida tedesca. In realtà in Germania la Deutsche Bank fa molta più paura che in Italia.
Inchieste giornalistiche della emittente tedesca pubblica Ard TV hanno documentato che il governo Merkel prende ordini direttamente da questa multinazionale del credito. Si è scoperto che il ministro delle Finanze tedesco, Schauble, ha gestito la crisi finanziaria greca in base ai documenti-direttiva elaborati negli uffici della Deutsche Bank, e ciò mentre la stragrande maggioranza dei media e dei commentatori ufficiali ci raccontava invece che la Merkel risultava condizionata dal timore dei risultati delle elezioni amministrative in Assia o in Westfalia.(2)
Il servilismo e la piaggeria del cancelliere Merkel nei confronti della Deutsche Bank hanno assunto anche aspetti grotteschi. Ard TV ha infatti rivelato che nel 2008, in occasione del sessantesimo compleanno dell'amministratore delegato di Deutsche Bank, lo svizzero Josef Ackermann, a questi è stata organizzata una festa, a spese dei contribuenti, nella sede della cancelleria. In Germania vi sono stati i prevedibili commenti indignati per il fatto che un ricco banchiere abbia caricato la sua festa di compleanno sulla spesa pubblica (catalogandola magari come "spesa sociale"); ma si sa che i ricchi non rubano per bisogno: lo fanno per passione.(3)
Un ex economista del Fondo Monetario Internazionale, Simon Johnson, in un'intervista ha anche accusato Ackermann di essere "il banchiere più pericoloso del mondo", poiché la sua pretesa di ottenere un rendimento del capitale di almeno il 25% è talmente rischiosa che può reggersi soltanto a spese dei contribuenti se le cose dovessero andar male. Ma ciò dimostra solo che Ackermann ha capito come funziona davvero il capitalismo: è il contribuente la vera gallina dalle uova d'oro, e sono sempre i poveri a dover versare l'elemosina ai ricchi.(4)
Sebbene le notizie sulla Merkel/Ackermann connection siano state diffuse in Germania da un'emittente pubblica, in Italia i fatti in oggetto sono rimasti confinati nei notiziari di agenzia di stampa o nelle pagine interne dei quotidiani. Ciò vuol dire che i nostri telegiornali e quotidiani hanno ricevuto una consegna precisa a proposito del nascondere o minimizzare le informazioni circa l'effettivo potere di Deutsche Bank in Germania.
Tre giorni prima della ridicola esibizione insieme con Sarkozy sulla proposta di "governo europeo", il cancelliere Merkel ha avuto la suprema faccia tosta di andare a commemorare le vittime del Muro di Berlino, edificato proprio cinquanta anni fa. Il numero delle vittime del Muro rimane incerto: la versione ufficiale dice 100-200 "forse più". Quando si dice la precisione teutonica!
Dalle migliaia di presunte vittime del Muro di cui si parlava sino a qualche decennio fa, si è scesi alle circa novecento ipotizzate nel 1999 ed, attualmente, al numero di centoventicinque. Senza che sia mai nato un "negazionismo" a riguardo, il procedere degli accertamenti rimette però in discussione continuamente singoli casi, poiché, anche dalle lapidi commemorative, alcune persone risulterebbero morte più volte in date diverse. Anche la cifra di centoventicinque riporterebbe comunque il computo dei caduti più vicino a quello compatibile con ventotto anni di attività di infiltrazione e spionaggio in un'area di confine bellico, e molto meno alla statistica delle vittime per tentativi di fuga da un campo di concentramento. Ma sarebbe davvero ingeneroso sospettare che dalla Germania Ovest siano mai potute partire operazioni di attacco e sabotaggio contro la DDR, poiché è noto a tutti che queste brutte cose la NATO non le farebbe mai.(5)
La Merkel avrebbe però potuto parlare un po' anche delle vittime della caduta del Muro di Berlino, perché ce n'è almeno una che dovrebbe interessarle. Nel 1989, appena tre settimane dopo la caduta del Muro, fu assassinato in un attentato l'allora presidente della Deutsche Bank, Alfred Herrhausen, che era stato colui che aveva condotto con Gorbaciov la compravendita della Germania orientale. L'ipertecnologico attentato contro Herrhausen fu dapprima attribuito alla RAF, una pista che negli anni si è estinta per mancanza di indizi; si passò poi ad accusare la polizia segreta orientale, la Stasi, anche in questo caso senza indizi, per prendersela infine con i soliti ignoti.(6)
Su Herrhausen è fiorita tutta una letteratura, che ha ipotizzato che si trattasse di un banchiere umanitario, eliminato per la sua compassione nei confronti dei Paesi poveri e oppressi dal debito, e per le masse dei Paesi dell'Est da condurre per mano e senza traumi allo sviluppo capitalistico. Di chiacchiere umanitarie effettivamente Herrhausen ne ha fatte tante, ma con le dichiarazioni astratte e fumose anche un usciere del Fondo Monetario Internazionale come Giulio Tremonti è riuscito a spacciarsi per un avversario della finanza globale.
In realtà può capitare che il boss dei boss venga eliminato dalla sua stessa cosca mafiosa proprio nel momento in cui le sue vittorie hanno permesso di conquistare nuovi territori da spartirsi. A Strauss Kahn, conquistatore della Grecia, è andata molto meglio, visto che la sua reputazione di satiro ha consentito agli avversari interni al Fondo Monetario Internazionale di eliminarlo con uno scandalo incruento.
Nel 1961 il governo tedesco aveva battezzato la sua nuova creatura architettonica come "Muro di Resistenza Antifascista", ed in effetti gli eventi successivi hanno messo in evidenza che qualcosa da cui difendersi c'era, eccome. Ma i governanti della DDR di allora non potevano immaginare che il Muro sarebbe stato comprato dalla Deutsche Bank; anzi, neppure comprato, poiché il prezzo pattuito con Gorbaciov non gli fu mai versato, cosa che ha fatto anche pensare ad alcuni che Herrhausen sia stato ucciso poiché avrebbe voluto derogare dalla sua etica truffaldina di banchiere, pagando a Gorbaciov quanto promesso.
Visto che la Deutsche Bank è riuscita a truffare Gorbaciov, non sarà una sorpresa scoprire che tra le sue vittime c'era anche il sindaco di Milano, Moratti, oltre ad altri Comuni italiani, tra cui quello di Firenze. L'oggetto della frode erano i soliti titoli derivati, ed insieme con la Deutsche Bank risulta indagata anche quell'altra associazione di beneficenza che è la Jp Morgan, la più grande banca del mondo.(7)
Le inchieste giudiziarie hanno potuto rintracciare tutti i termini della frode, anche perché oggi gli affari viaggiano sull'informatica, nei telefonini e nei computer, lasciandosi dietro tracce precise del proprio passaggio, anche più vistose delle briciole di Pollicino. I crimini finanziari rischiano perciò di diventare un libro aperto, il che spiegherebbe molte cose a proposito di leggi anti-intercettazioni, di "processi lunghi" e "processi brevi". Con le sue aggressioni verbali Berlusconi ha indirettamente alimentato un alone positivo ed eroico attorno alla magistratura; in realtà nella vicenda di Berlusconi risultano molto più numerosi i magistrati corrotti o arruolati nella sua corte che quelli che gli hanno dato realmente la caccia. Il punto è che anche pochi magistrati intenzionati a fare il loro lavoro, oggi hanno a disposizione molte più possibilità di reperire prove. Forse questa circostanza dovrebbe far sospettare che certi provvedimenti non siano esclusivamente leggi ad personam pro Berlusconi, ma anche regalini per multinazionali come Deutsche Bank e Jp Morgan. Queste due multinazionali del credito, dopo aver turlupinato i Comuni italiani, ora si candidano pure a rilevarne i patrimoni immobiliari.
Attualmente è persino difficile trovare vicende di corruzione in cui Deutsche Bank non risulti in qualche modo implicata. Persino nello scandalo della sanità in Abruzzo, che ha travolto il governatore Ottaviano Del Turco, la Deutsche Bank non poteva mancare. Anzi, dobbiamo ad un volo a Londra di Ottaviano del Turco nel 2006, per incontrarvi i vertici di Deutsche Bank, il fatto di poter sapere che i vertici decisionali della stessa Deutsche Bank non operano neppure più in Germania, ma appunto a Londra.(8)
Su una cosa il primo ministro David Cameron pare abbia davvero ragione: Londra pullula di criminali. Ma poi invece di mandare la polizia a stanare i criminali nella City, Cameron la spedisce nelle periferie a pestare la povera gente. Nulla di strano, poiché lo scorso anno Cameron fu il candidato premier sponsorizzato ufficialmente da Deutsche Bank, in termini persino imbarazzanti per la sfacciataggine di tale appoggio.(9)

(1) http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:NTbyMxKwQnsJ:www.wallstreetitalia.com/article/1176905/deutsche-bank-riduce-esposizione-sui-piigs-del-70-su-italia-88-ft.aspx+deutsche+bank+berlusconi&cd=20&hl=it&ct=clnk&gl=it&source=www.google.it http://www.repubblica.it/economia/2011/08/15/news/bce_acquista_bond_per_22_miliardi_somma_record_per_allentare_la_tensione-20474767/
(2) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=
http://birdflu666.wordpress.com/2011/06/17/deutsche-bank-writes-german-finance-ministrys-greek-debt-policy-ard-documentary-reveals/&ei=5SZKTqjFJIfqOa7ovLAI&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CB4Q7gEwADgK&prev=/search%3Fq%3Dmerkel%2Bdeutsche%2Bbank%26start%3D10%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D487%26prmd%3Divns
http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://economicsnewspaper.com/policy/spain/merkel-now-wants-to-toughen-the-voluntary-participation-of-banking-35239.html&ei=C3VLTo7IIuja4QTM9ZGsCg&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=10&ved=0CGcQ7gEwCTgK&prev=/search%3Fq%3Dsarkozy%2Bdeutsche%2Bbank%26start%3D10%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D487%26prmd%3Divns
(3) http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/?id=3.0.3693152778 http://www.corriere.it/esteri/09_agosto_25/merkel_festa_bufera_tv_8742e76a-914a-11de-b01b-00144f02aabc.shtml
(4) http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&prev=/search%3Fq%3Dimf%2Bdeutsche%2Bbank%26start%3D10%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D487%26prmd%3Divns&rurl=translate.google.it&sl=en&u=
http://www.spiegel.de/international/business/0,1518,757028,00.html&usg=ALkJrhj3xSQTvgmNFhcoN94ceBy0UbTTRg
(5) http://www.repubblica.it/online/fatti/muro/muro/muro.html
http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://www.dw-world.de/dw/article/0,,2125882,00.html
(6) http://archiviostorico.corriere.it/1994/novembre/28/Herrhausen_delitto_nome_della_Storia_co_0_94112811931.shtml
(7) http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=
http://www.business-standard.com/india/news/deutsche-bank-jpmorgan-ubs-chargedderivatives-fraud/388981/
http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:ii3vMf2YnmkJ:www.lanazione.it/firenze/cronaca/2011/04/11/488685-swap_chiuse_inchieste.shtml+deutsche+bank+truffa+derivati+firenze&cd=5&hl=it&ct=clnk&gl=it&source=www.google.it
(8) http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:o3I9Ga1o_SUJ:www.marketpress.info/notiziario_det.php%3Fart%3D12586+del+turco+deutsche+bank&cd=8&hl=it&ct=clnk&gl=it&source=www.google.it
(9) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://blogs.telegraph.co.uk/news/maryriddell/100033519/with-bankers-as-his-friends-david-cameron-needs-no-enemies/&ei=iW5LTubLDKiK4gSB14zbCg&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=5&ved=0CE0Q7gEwBA&prev=/search%3Fq%3Dcameron%2Bdeutsche%2Bbank%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1R2ACAW_it%26prmd%3Divns
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


16/12/2018 @ 09:04:41
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