"
"Feuerbach aveva in parte ragione quando diceva che l'Uomo proietta nel fantasma divino i suoi propri fantasmi, attribuendogli la sua ansia di dominio, la sua invadenza camuffata di bontà, la sua ondivaga morale. Anche quando dubita dell'esistenza di Dio, in realtà l'Uomo non fa altro che dubitare della propria stessa esistenza."

Comidad
"
 
\\ Home Page : Archivio (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 24/01/2021 @ 00:06:38, in Aforismi, linkato 3549 volte)
“Mi viene l’idea di far loro eleggere il capoclasse, e tutti pongono la propria candidatura. Io spiego il sistema, di come debbono concentrare i loro voti, della metà più uno eccetera. Tempo perso. Al primo scrutinio risulta che ciascuno ha votato per sé. Pare si rendano conto che a questo modo non si può. Ma il risultato della seconda votazione differisce dal primo soltanto per il fatto che tre o quattro voti si concentrano su un solo nome. Alla terza i voti concentrati diventano cinque o sei. Dopo mezza giornata di votare vien fuori un capoclasse eletto con appena la metà più uno dei voti.
Dopo qualche giorno tutti a gran voce mi propongono di destituirlo; il ragazzo si riteneva investito dell’incarico di picchiare i compagni, anche fuori della scuola; con minacce e piccole torture chiedeva tributi. Lo dichiariamo decaduto. La destituzione lo abbatte, gli mette dentro rancore.
Non credo mi verrà più l’idea di far eleggere un capoclasse”

(L. Sciascia, Le parrocchie di Regalpetra)


“C’è un tragico difetto nella nostra preziosa Costituzione, e non so come vi si possa rimediare. È questo: solo gli scoppiati vogliono candidarsi alla presidenza. Ed era così già alle superiori. Solo gli alunni più palesemente disturbati si proponevano per fare i rappresentanti di classe. Si potrebbero fare esaminare tutti i candidati da alcuni psichiatri. Ma chi vorrebbe mai fare lo psichiatra, se non uno scoppiato?”

Kurt Vonnegut


"La differenza tra Democrazia e Dittatura è che in Democrazia prima si vota e poi si prendono ordini; in una Dittatura non c'è bisogno di sprecare il tempo andando a votare."

Charles Bukowski

Ringraziamo "Cassandre" per la collaborazione
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Di comidad (del 21/01/2021 @ 00:01:37, in Commentario 2021, linkato 29038 volte)
Si è detto che i fatti di Capitol Hill avrebbero messo in crisi il “soft power” statunitense. Può darsi. In compenso agli USA rimane l’hard power, e non c’è potere più “hard” di quello di creare emergenze. Adesso infatti ci sarebbe una nuova emergenza: il “trumpismo”, che non è finito con il tramonto della presidenza del cialtrone Trump. Anzi, saremmo solo all’inizio dell’emergenza “trumpismo”. Minacciosamente ci si ricorda che Trump ha un seguito di settantaquattro milioni di elettori, ovviamente tutti armati, compresi i vecchietti. Lo scorso anno un “futurologo” americano, George Friedman, aveva già previsto che gli USA sarebbero precipitati in una sorta di nuova guerra civile, da cui però l’America risorgerà, per citare Petrolini, “più bella e più superba che pria”.
La nuova emergenza americana ha immediatamente contagiato (o suggestionato?) l’Europa, che sarebbe piena anch’essa di “trumpiani”, i “sovranisti”. Come anche altri “opinion leader”, Massimo Giannini lancia l’allarme ed individua un primo pericolo in Giorgia Meloni, troppo tiepida nel prendere le distanze dall’assalto al Congresso USA. La Meloni è fascista e bulletta, e in più ha lo sguardo cupo, tipico di chi vuole assaltare i parlamenti, perciò è facile da incastrare. Ben pochi però potranno essere considerati immuni dal sospetto di contagio: faranno i tamponi e, se ti troveranno positivo al “trumpismo”, saranno cavoli.
Tutto questo viene spacciato per antifascismo, mentre in realtà è apologia di fascismo (che in Italia sarebbe pure un reato), poiché si accredita l’idea che un movimento di estrema destra possa affermarsi contro l’establishment, per pura spinta dal basso, esclusivamente in base alla relazione del popolo con un leader carismatico. In tal modo non solo si mitizza il fascismo, ma soprattutto si dà un'assoluzione a tutte quelle oligarchie che hanno appoggiato e foraggiato la nascita del fascismo e del nazismo e gli hanno permesso di costituirsi in regimi. In realtà dal basso possono nascere solo rivendicazioni salariali e spinte alla redistribuzione del reddito: esattamente ciò che le oligarchie vogliono evitare; ed è questo uno dei principali motivi per cui si sta sempre in emergenza. Non è affatto vero che le lotte salariali affosserebbero l’economia, ma è invece verissimo che scardinano le gerarchie sociali; ed è questo il motivo per cui nel 1969 si rispose alle rivendicazioni salariali con le bombe e le stragi, cioè con l’emergenzialismo.
Il livello di redistribuzione del reddito (la quota salari) è l’indicatore, la lancetta, del grado di gerarchizzazione di una società. Ma le vere gerarchie non sono quelle istituzionali e statuali, bensì quelle antropologiche: la super-razza eletta di “quelli che contano”. Il razzismo non è una semplice questione di bianchi e di neri.
Il presunto aspirante autocrate Donald Trump si è fatto umiliare e isolare per mesi da Twitter, e nessuno si è chiesto che senso avesse per un presidente in carica andarsi a calare le brache davanti ai social network, invece di comunicare esclusivamente attraverso canali istituzionali, come ad esempio i siti web governativi. In tal modo il cialtrone Trump ha fatto la figura dello sfigato e, con ciò, ha riscosso la simpatia di altri sfigati, a cui però non ha offerto un messaggio di liberazione, semmai di ulteriore frustrazione. Questa massa frustrata, imbevuta di mitologia americana, è andata ad esprimere la sua rabbia impotente di fronte ad un’altra istituzione che non conta più niente, il Congresso; riscuotendo così il disprezzo inorridito delle “sinistre” politicorrette e, soprattutto, facendosi spacciare come una minaccia per la “democrazia”; ed eccoti pronta una nuova “emergenza” ad uso dei media.
In un sistema ormai drogato di emergenza basta il suono del campanello per far salivare tutti gli affaristi, i politici e i giornalisti all’unisono, come i cani di Pavlov; con una compattezza tale che nessuna cospirazione potrebbe mai assicurare. Tutto diventa emergenza, anche e soprattutto i presunti rimedi all’emergenza. La campagna di vaccinazione di massa sta già diventando una nuova emergenza.
Come era prevedibilissimo, la Pfizer non rispetta le consegne ed ora c’è il rischio che non ci siano le dosi per fare il richiamo ai primi vaccinati, sottoponendoli quindi ad una grave condizione di stress e di ansia. In più c’è chi propone che il vaccino sia distribuito prioritariamente alle Regioni più produttive, perciò c’è chi reagisce indignato, protestando che il vaccino debba essere distribuito senza discriminare i poveri. Ci si accapiglia come se in Italia non ci fossero milioni di persone dispostissime a cedere ad altri il privilegio di vaccinarsi per primi: e non perché si tratti di no-vax, ma semplicemente perché va contro il buonsenso fidarsi di un vaccino prodotto a miliardi di dosi. Se Pfizer non è in grado nemmeno di garantire la regolarità delle consegne, perché dovrebbe essere capace di assicurare uno standard qualitativo nella produzione? Quindi il vero messaggio che risulta da tutta questa storia è che vaccinarsi non è una misura sanitaria, bensì un rituale di sottomissione ad un potere bizzoso che ci sovrasta.

Lo stesso Recovery Fund, quello che avrebbe dovuto “salvarci”, è diventato anch’esso un’emergenza, innescando addirittura una crisi di governo. Ci avevano raccontato che sarebbe arrivata dall’Europa una massa di soldi incredibile, come non l’abbiamo mai vista. Il bengodi si è invece trasformato in caos: non ci sono i “progetti”, e fate presto a fare i “progetti”, e così via. Fioccano assurdi paragoni tra il Recovery Fund ed il Piano Marshall. Ci si dimentica che nel dopoguerra l’Italia aveva un apparato produttivo semidistrutto, mentre ora è integro e solo sottoutilizzato. L’unica analogia è che oggi, come nel dopoguerra, si vorrebbe utilizzare la parte non a debito dei fondi per metterli in attivo di bilancio, in modo da ridurre il debito pubblico. Nel dopoguerra il ministro del Tesoro di allora, Luigi Einaudi, fu costretto dagli USA a spendere i fondi, perché c’era il pericolo comunista. Oggi che questo pericolo non c’è, l’italica avarizia dovrebbe trionfare.
In realtà l’Italia non avrebbe bisogno né del Recovery Fund, né del MES. L’uno e l’altro sono comunque nuovi debiti, perciò per affrontare la situazione sarebbe sufficiente il normale debito pubblico, che, peraltro, è richiestissimo. In Asia sia la Cina, sia il Giappone, sono compratori di debito pubblico italiano, poiché è noto che l’Italia è ancora una potenza industriale e i debiti potrà ripagarli.

Il meccanismo emergenziale però non si fa scalfire dall’evidenza. L’allarmismo deve trionfare, poiché l’allarmismo genera business e, soprattutto, l’allarmismo rafforza le gerarchie sociali ed internazionali. Ciò significa ulteriore compressione dei salari ed ulteriori spinte autocoloniali, invocando la tutela della Germania, chiamata a far da garante contro le possibili pretese delle classi subalterne.
Altre emergenze si stanno preparando. L’Interpol ci fa sapere che il crimine organizzato sta già partecipando al banchetto dell’emergenza Covid. Milioni di attività imprenditoriali e commerciali stanno passando sotto il controllo delle varie mafie. Secondo l’Interpol ci sarebbe persino il rischio che dosi di vaccino vengano sottratte dalle organizzazioni malavitose. Per farne che? Non importa. L’importante è non fare nulla adesso per impedire che migliaia di attività falliscano, anzi, far di tutto perché siano fagocitate dal circuito delle mafie. Al di là dell’ipocrisia delle denunce e delle condanne ufficiali, il crimine organizzato ha pur sempre un suo ruolo nella “gerarchia reale” della società, in quanto rappresenta un collettore che immette le microimprese nel circuito globale della finanza.

. Ringraziamo Claudio Mazzolani e Mario C. “Passatempo” per la collaborazione.
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Aforismi (5)
Bollettino (7)
Commentario 2005 (25)
Commentario 2006 (52)
Commentario 2007 (53)
Commentario 2008 (53)
Commentario 2009 (53)
Commentario 2010 (52)
Commentario 2011 (52)
Commentario 2012 (52)
Commentario 2013 (53)
Commentario 2014 (54)
Commentario 2015 (52)
Commentario 2016 (52)
Commentario 2017 (52)
Commentario 2018 (52)
Commentario 2019 (52)
Commentario 2020 (54)
Commentario 2021 (38)
Commenti Flash (61)
Documenti (29)
Emergenze Morali (1)
Falso Movimento (10)
Fenêtre Francophone (6)
Finestra anglofona (1)
In evidenza (23)
Links (1)
Manuale del piccolo colonialista (18)
Storia (9)
Testi di riferimento (9)



Titolo
Icone (13)


Titolo
FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


27/09/2021 @ 03:50:35
script eseguito in 79 ms