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"Per la propaganda del Dominio, nulla può giustificare il terrorismo; in compenso la lotta al terrorismo può giustificare tutto."

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 26/06/2008 @ 10:05:32, in Commentario 2008, linkato 886 volte)
Dopo i commenti trionfali sul risultato del referendum irlandese che negava l’adesione al trattato di Lisbona, la Lega Nord è rientrata disciplinatamente all’ovile, affermando che voterà il trattato in Parlamento.
La più significativa delle marce indietro è stata quella del ministro Calderoli, - ministro di un ministero senza portafoglio e, soprattutto, senza competenze -, che è entrato nel governo in seguito al caso mediatico delle presunte minacce pervenute dalla Libia. La montatura mediatica del caso Libia-Calderoli è stata la ulteriore dimostrazione di come si possa inventare una notizia attraverso l’espediente di traduzioni non verificate, trasformando un personaggio screditato in un simbolo dell’onore italico. Berlusconi, già troppo impegnato a gestire le proprie figuracce, è stato così costretto a imbarcare nel governo un personaggio di cui avrebbe fatto volentieri a meno.
Nessuno degli eroici reporter che vanno per la maggiore si è assunto l’onere di accertare se davvero degli esponenti libici avessero pronunciato quelle dichiarazioni, quindi la cosiddetta “libertà di stampa” non va mai a toccare gli assetti del dominio coloniale. Nessuno dei commentatori ufficiali ha inoltre sottolineato il paradosso per il quale un personaggio che i media trattano come un’icona della degenerazione antropologica, possa poi assumere il ruolo di bandiera dell’orgoglio nazionale.
Nella psicologia relazionale, si definisce “doppio vincolo” il costringere un soggetto ad aderire a due messaggi tra loro incompatibili, e il doppio vincolo costituisce appunto una tecnica per indurre la schizofrenia attraverso un condizionamento ambientale.
Come era scontato, la posizione della Lega non è stata mirata a bloccare effettivamente l’entrata in vigore del trattato, ma unicamente a screditare le ragioni dell’antieuropeismo, identificandole con una fuorviante polemica antimassonica, quasi che il progetto di Unione Europea fosse espressione della massoneria, che invece è solo uno dei tanti strumenti di penetrazione coloniale e corruzione sociale. La questione dell’Unione Europea non potrà essere inquadrata sino a quando non si accetterà l’evidenza del suo legame con la NATO. L’Unione Europea e la NATO sono due facce dello stesso dominio coloniale statunitense e, non a caso, Bruxelles è la sede di entrambe le organizzazioni, dato che, anche nell’epoca delle telecomunicazioni, è ancora la prossimità fisica che consente di far coincidere le leve del comando.
Ma il ruolo provocatorio della Lega Nord va oltre questi compiti contingenti di discredito e di copertura del dominio coloniale, in quanto la Lega, come messaggio, costituisce un intreccio di razzismo ed autorazzismo, un messaggio per il quale la xenofobia e l’antimeridionalismo diventano un veicolo di frantumazione, nei lavoratori settentrionali, di una dignità sociale faticosamente costruita e difesa nei decenni.
Il mito mediatico del voto operaio che sarebbe andato alla Lega Nord, non soltanto non rappresenta la descrizione di un evento reale, ma costituisce il tentativo di indurre negli operai proprio il comportamento che si finge di stigmatizzare. Non è bastato neutralizzare ed asservire le organizzazioni operaie tradizionali fagocitando i loro gruppi dirigenti, ma ora si cerca anche di distruggere la memoria della funzione sociale che queste organizzazioni hanno svolto.
La funzione dei media nel dominio coloniale è quindi più complessa di quanto si creda. Non si tratta soltanto di disinformare, ma anche di determinare, attraverso tecniche di condizionamento psicologico, le condizioni di una schizofrenia di massa, identificando il conformismo con la confusione, secondo il principio della psychological war enunciato dal presidente statunitense Harry Truman: “Se non puoi convincerli, confondili”.
Anche l’illegalità non deve quindi costituire solo una trasgressione di massa, ma un vero obbligo sociale, una sorta di nuovo zelo missionario.
Nei media ogni messaggio contiene in realtà il suo opposto, ogni denuncia implica in effetti un richiamo ad imitare i comportamenti denunciati, ogni indignazione moralistica serve a rappresentare una realtà fittizia dove tutto è concesso.
La perdita di prestigio che ha colpito negli ultimi anni il mito americano, non va quindi a incidere negativamente sugli assetti del dominio coloniale, poiché è compensata da un crescente autorazzismo delle popolazioni sottomesse.
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Di comidad (del 19/06/2008 @ 08:50:11, in Commentario 2008, linkato 896 volte)
Il papa Ratzinger ha ricevuto il presidente USA Bush, non soltanto tributandogli il massimo degli onori, ma anche dando all’udienza un tono amichevole e confidenziale. In tal modo Ratzinger ha fornito un ulteriore esempio del suo relativismo morale, per il quale il presidente iraniano Ahmadinejad è stato tenuto fuori dalla porta, e non perché potesse vantare crimini superiori a quelli di Bush (e chi ci riuscirebbe?), ma soltanto perché viene indicato come un presunto nemico del cosiddetto Occidente.
È chiaro che se il papa decidesse di non avere più a che fare con i criminali, non potrebbe più parlare con nessuno, neppure con se stesso, perciò è altrettanto chiaro che certe pretestuose discriminazioni sono dettate da tutt’altre finalità. In diplomazia, infatti, si parla con tutti, anche con i nemici, anzi, soprattutto con i nemici.
La storia dei contatti diplomatici tra gli Stati Uniti e l’Iran è abbastanza lunga, dato che è cominciata negli anni ‘80 con lo scandalo Iran-Contras (in cui un ancor giovane Ahmadinejad risultava essere tra i contatti del colonnello North), e continua tutt’ora, con una serie di accordi sottobanco sia per l’Iraq che per l’Afghanistan, senza i quali gli Stati Uniti non potrebbero proseguire l’occupazione di quei Paesi. Basta non fermarsi ai titoli di prima pagina, perché questo dato risulti persino leggendo la stampa ufficiale.
Il fatto che il governo statunitense conceda a se stesso ciò che vieta agli altri - cioè avere contatti con il mostro -, dimostra che il razzismo verso Ahmadinejad è anche un modo in cui gli USA riconfermano tutte le gerarchie razziali all’interno del cosiddetto Occidente. Il governo statunitense preclude cioè ai Paesi europei di avere una propria politica estera, pretende inoltre una disciplina incondizionata e servile, che si manifesti nel ripetere meccanicamente tutta una serie di slogan.
Con il papato di Ratzinger, persino il Vaticano è stato privato di una sua politica estera, cosa che per un’entità come la Chiesa Cattolica costituisce un nonsenso, che non si era verificato neppure nei periodi più aspri della guerra fredda. Il papa attuale ha appiattito le posizioni della Chiesa sulle formule razzistiche dei neoconservatori americani, prestandosi anche a quella incredibile pagliacciata del battesimo in diretta tv del “neocon” Magdi Allam. È un atto che ha creato un grave imbarazzo a tutte le Chiese orientali fedeli a Roma, esponendole ad un pericoloso discredito. L’aspetto più ridicolo della vicenda è che Allam è stato fatto passare per un musulmano, mentre risulta essere un membro della numerosa comunità cristiano-copta in Egitto. Alla Chiesa Copta, il Vaticano ha sempre riconosciuto una continuità episcopale con il cristianesimo delle origini, cosa che comporta il ritenere validi i suoi sacramenti; perciò l’aver nuovamente battezzato Allam costituisce da parte del papa una violazione delle proprie stesse regole, quindi un atto blasfemo, una sorta di sbattezzo.
Questa pavida acquiescenza del papa ai diktat della psychological war statunitense, è spiegabile con una battuta di “Questi fantasmi!”, di Eduardo De Filippo: “Il coraggio lo dà il denaro”. Da quando infatti la Chiesa Cattolica ha perso la sua autonomia finanziaria e la sua potenza finanziaria, ha anche rinunciato ad avere una sua propria posizione politica. La posizione di dipendenza finanziaria ha fatto diventare il Vaticano un bersaglio fisso della guerra psicologica. Dopo lo scandalo dei preti pedofili, la propaganda ufficiale ha allestito una ulteriore scoperta dell’acqua calda, cioè il parassitismo del Vaticano nei confronti delle casse dello Stato italiano, ed il quotidiano “La Repubblica” ha messo su un’operazione editoriale per imporre un altro best-seller, stavolta sulla casta clericale. Il parassitismo della Chiesa Cattolica nei confronti delle finanze pubbliche costituisce un dato millenario, ma che non era stato contestato prima così in grande stile perché il Vaticano aveva comunque un potere finanziario proprio, con il quale imporre rispetto alla casta giornalistica.
Salutato all’inizio come un “tradizionalista” ed un restauratore, Ratzinger ha adattato il cattolicesimo alle esigenze del calabrachesimo che gli Usa impongono ai propri sudditi, i quali vengono costretti a sempre ulteriori cali di brache, che non servono però ad evitargli nessuno degli attacchi della guerra psicologica. La Chiesa Cattolica è infatti costretta a subire anche un drastico svuotamento di carattere ideologico, che si concretizza nella tesi secondo cui Gesù non avrebbe mai preteso di fondare una nuova religione, ma sarebbe stato soltanto un ebreo devoto. In realtà, in base alle risultanze documentali, non si può stabilire con attendibilità neppure se Gesù sia effettivamente esistito, perciò queste operazioni pseudo-storiche si dimostrano soltanto un tentativo di trasformare il cristianesimo in una sorta di dependance del sionismo. Ma la questione essenziale è un’altra, e cioè che, andando a fondo nella ricerca storica, nessuna religione può rivendicare origini certe. Non solo il Corano è stato trascritto dopo la morte di Maometto, perciò non può essergli attribuito con sicurezza, ma anche l’ebraismo potrebbe costituire una elaborazione religiosa molto meno antica di quanto non pretenda di essere, forse appena di qualche secolo prima della presunta nascita di Cristo.
In questo campo è sempre valsa una sorta di convenzione, per la quale la storiografia accademica si è regolata secondo il criterio del “tu non metti in mostra le mie magagne, ed io non metto in mostra le tue”. È lo stesso criterio che aveva garantito alla Chiesa Cattolica secoli di silenzio sulla questione della pedofilia, dato che questa pratica non è mai stata esclusiva degli ambienti cattolici. Scandali sulla questione della pedofilia, hanno infatti recentemente coinvolto anche ambienti vicini all’Amministrazione statunitense, ma non hanno avuto grande risonanza sui media.
Sino a qualche decennio fa, la Chiesa Cattolica avrebbe fatto valere tutto il suo potenziale editoriale e propagandistico contro un’offensiva di guerra psicologica di questo genere, mentre oggi invece si rassegna a fare da bersaglio fisso; perciò il papa e il clero stanno entrando a far parte del novero dei criminali che vengono discriminati da altri criminali, che gli sono superiori nella gerarchia razziale del cosiddetto Occidente. 19 giugno 2008
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


27/05/2019 @ 01:16:33
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