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"Il vincolo statale funziona come un pastore che tiene unito il gregge, ma solo per metterlo a disposizione del predatore."

Comidad (2014)
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 11/11/2006 @ 00:00:00, in Documenti, linkato 960 volte)

Il colonialismo è una tecnica di dominio che si riproduce con precise costanti nel corso della Storia. Queste prime voci costituiscono l'avvio della stesura di un manuale a riguardo. Chi fosse interessato, può anche fornire il suo contributo. Comidad

4 - Colonialismo e libero mercato

Uno dei miti capitalistici più resistenti è quello del libero mercato. » un mito caro al dominio perché offre a chi lo difende argomenti di concretezza darwiniana, mentre lascia ai suoi critici gli argomenti di un moralismo pauperistico. In realtà il libero mercato non è mai esistito.

Un esempio piuttosto interessante è quello dell'avvio della rivoluzione industriale negli Stati Uniti. Questa rivoluzione è cominciata nel settore tessile, e in particolare nella produzione di cotone che veniva prodotto a basso costo; e questo non certo a causa di "dinamiche di mercato", ma perché era stata sterminata la popolazione indigena ed erano stati introdotti gli schiavi. Genocidio e schiavitù sono quindi alla base del "libero mercato". Anche altri paesi che avevano tra le loro risorse il cotone provarono ad avviare la loro rivoluzione industriale, ma non andarono lontano perché l'Inghilterra aveva le armi e li bloccò con la forza.

L'Egitto, per esempio, aveva il cotone e aveva avviato la propria rivoluzione industriale intorno al 1820, circa all'epoca in cui l'avevano iniziata gli Stati Uniti. Ma la Gran Bretagna non tollerava concorrenti nel Mediterraneo orientale, così lo fermò con la forza.

Il Bengala è stato uno dei primi territori colonizzati dalla Gran Bretagna nel XVIII secolo, descritto dal colonizzatore Robert Clive come un vero paradiso. Dacca, diceva, è come Londra, e infatti era chiamata "La Manchester dell'India". Era ricca e popolosa, aveva cotone di alta qualità, agricoltura, industria avanzata e molte altre risorse. Il livello produttivo era paragonabile a quello inglese; sembrava proprio avviata verso un grande sviluppo. Guardiamo cos'è Dacca oggi: "la Manchester dell'India" è la capitale del Bangladesh, il simbolo del disastro totale. E questo perché gli inglesi hanno depredato e distrutto quel paese, esattamente come fanno oggi le "riforme strutturali" [le politiche della Banca mondiale e del Fondo Monetario Internazionale che espongono il Terzo Mondo alla penetrazione e al controllo stranieri].

L'India era nei fatti un vero concorrente della Gran Bretagna. Nel decennio che va dal 1820 al 1830, gli inglesi impararono dagli indiani tecniche avanzate per produrre acciaio e, all'epoca delle guerre napoleoniche, in India si costruivano navi per la flotta inglese. Gli indiani avevano un'industria tessile ben avviata e producevano più ferro di tutta l'Europa messa insieme. Ma gli inglesi deindustrializzarono il paese con la forza e lo ridussero a una povera società rurale. Ecco in cosa consisteva la competizione del "libero mercato".

Nel 1845, gli Stati Uniti hanno annesso il Texas, e una delle ragioni principali era che volevano assicurarsi il monopolio del cotone, il petrolio del XIX secolo, che era il vero combustibile dell'economia industriale. Per questo motivo la leadership americana pensò che annettendo il Texas, che era il maggior produttore di cotone della zona, sarebbe stato possibile strangolare economicamente la Gran Bretagna.

[da N.Chomsky Capire il Potere, Tropea ed. 2002, Milano]

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Di comidad (del 09/11/2006 @ 22:34:17, in Commentario 2006, linkato 881 volte)
Secondo quanto riportato dai media, Saddam Hussein, udita la sentenza che lo condannava a morte, avrebbe gridato "Allah è grande!". Alla fine degli anni '70, Saddam Hussein era a capo di un regime più che laico, addirittura ateo, che si vantava di aver svuotato le moschee, e cercava di imporre una identità comune ai suoi cittadini in nome del nazionalismo iracheno. Sennonché la nazione irachena era soltanto un'invenzione del colonialismo britannico, che aveva preso tre province dell'ex Impero Ottomano e le aveva tagliate e ricucite assieme a colpi di riga sulla carta geografica.
In un modo o nell'altro, quindi, il colonialismo riesce a segnare punti nella sua guerra psicologica, dato che costringe Saddam a rivendicare un'inesistente identità islamica, ciò in un Paese in cui Sciiti e Sunniti si scannano inneggiando allo stesso Dio - anche se la vera contrapposizione è etnica e non religiosa -, ma i primi collaborando con gli occupanti statunitensi e i secondi combattendoli. In tal modo il pubblico "occidentale" potrà continuare ad avere l'illusione che esista uno scontro di civiltà tra cristianesimo e islamismo.
» caratteristico del colonialismo ricondurre i suoi avversari a false identità e false alternative, ed anche riuscire ad imporre una sorta di complicità pur nel conflitto. In questi giorni sia la propaganda americana che quella iraniana hanno espresso soddisfazione per la condanna a morte di Saddam, e in questo c'è una logica, perché gli Stati Uniti non potrebbero continuare l'occupazione dell'Iraq senza la collaborazione dell'Iran, tutore degli Sciiti iracheni. Negli stessi giorni sono avvenute però anche le manovre navali statunitensi nel Golfo Persico in funzione anti-iraniana.
Del resto il presidente iraniano Ahmadinejad, che oggi la propaganda americana dipinge come il nuovo Hitler, è colui che a metà degli anni '80 collaborava con il presidente americano Reagan nell'affare Iran-Contras. Ciò non vuol dire necessariamente che Ahamadinejad sia un agente degli Stati Uniti, ma forse solo che, oggi come allora, egli dimostra di non avere una sensibilità anticolonialistica. Negli anni '80 Ahmadinejad non dimostrava nessuna solidarietà per il Nicaragua aggredito dagli Stati Uniti attraverso la guerriglia dei Contras; colui che poi sarebbe diventato l'attuale presidente dell'Iran sembrava preoccuparsi solo degli interessi iraniani, eppure era stato il governo americano a favorire ed armare nel 1980 l'aggressione di Saddam Hussein nei confronti dello stesso Iran.
Il colonialismo si fonda quindi su intrecci con le proprie vittime: Saddam e Ahmadinejad sono stati sempre nemici tra loro, ma entrambi sono stati, se non amici, almeno alleati degli Stati Uniti.
L'anticolonialismo sembra perdente perché troppo complicato: stordisce con i suoi troppi riferimenti, richiede troppo senso delle distinzioni e troppa memoria storica. Ma per certi versi è anche molto semplice, perché il denominatore comune di tante situazioni apparentemente diverse di oppressione, sia esterne che interne al cosiddetto Occidente, in realtà è proprio il colonialismo.
Comidad, 9 novembre 2006
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si ť formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si ť evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


24/07/2019 @ 02:03:15
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