"
"L'elettoralismo risulta così euforizzante perché è una forma di pornografia, attiene cioè al desiderio puro, magari con quella dose di squallore che serve a conferire un alone di realismo alla rappresentazione. Ma i desideri, i programmi e le promesse elettorali non sono la realtà, che è invece scandita dalle emergenze. L'emergenza determina un fatto compiuto che azzera ogni impegno precedente, ed a cui ogni altra istanza va sacrificata, come ad un Moloc. Carl Schmitt diceva che è sovrano chi può decidere sullo stato di eccezione. Ma nella democrazia occidentale vige uno stato di emergenza cronica, cioè uno stato di eccezione permanente, l'eccezione diventa la regola."

Comidad
"
 
\\ Home Page : Archivio (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 09/02/2006 @ 17:37:30, in Commentario 2006, linkato 854 volte)
La comunicazione di massa ha ancora una volta dato prova in questi giorni di come si possa spostare la discussione su alternative astratte, facendo perdere di vista quelli che sono i dati di fatto.
Discutere sulla libertà di satira o sui suoi eventuali limiti, non ha nulla a che vedere con le presunte vignette su Maometto, dato che qui la satira non c'entra nulla. Una vignetta satirica, infatti, dovrebbe avere come prima caratteristica l'immediatezza. Ora, perché mai, per un lettore occidentale, l'immagine di un uomo barbuto col turbante dovrebbe rappresentare Maometto e non, ad esempio, Sindbad il marinaio?
In realtà, in mille quattrocento anni di Islam, non s'è mai costruita in Occidente un'iconografia di Maometto, né in positivo, né in negativo. Nel canto XXVIII dell'"Inferno", Dante colloca Maometto fra i seminatori di scismi e di discordie, ma non è certo uno degli episodi più noti della Divina Commedia. Lo stesso Dante, per creare un po' di pathos e interesse attorno al suo incontro, fa parlare Maometto non di sé, ma dei cristiani eretici di fra' Dolcino.
In realtà, ciò che ha reso riconoscibili le rappresentazioni contenute nelle vignette, è stata la campagna mediatica che le ha supportate. La pretestuosità dell'episodio è resa ancora più evidente dal fatto che le vignette sono state commissionate.
Lo scontro di civiltà non c'è mai stato in mille quattrocento anni, e le guerre fra cristiani sono state certamente molte di più di quelle contro i musulmani. Gli stessi Arabi durante la Prima Guerra Mondiale, non hanno esitato ad allearsi con gli Inglesi contro i Turchi, che pure erano loro correligionari.
Allo stesso modo, oggi gli Sciiti irakeni, pur di regolare i conti con i loro quasi correligionari, i Sunniti, non esitano a collaborare con gli Stati Uniti e con la loro invasione.
Lo stesso avviene in Afganistan, dove il regime dei Talebani è stato abbattuto dagli USA grazie all'accordo con le etnie musulmane della cosiddetta "Alleanza del Nord". Persino molti Talebani non hanno esitato ad abbandonare la fede nell'Islam, in cambio della fede nei dollari del traffico d'oppio.
Quindi, in questo caso, non si tratta di satira, ma di provocazione, all'interno di un disegno generale di provocazione. Tutto questo è in funzione della rappresentazione e simulazione di un inesistente scontro di civiltà, che serva a coprire i reali collaborazionismi su cui si fonda il dominio colonialistico.
Comidad, 9 febbraio 2006
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Di comidad (del 02/02/2006 @ 17:35:42, in Commentario 2006, linkato 898 volte)
La vittoria elettorale di Hamas alle prime elezioni palestinesi è stata l'occasione per i commentatori occidentali di esercitarsi nei consueti rituali di falsa autocritica, che in effetti servono soltanto a ribadire quanto già si sosteneva in precedenza. Recriminare sul credito politico e finanziario che l'Occidente avrebbe offerto prima ad Arafat e poi al suo partito uscito oggi sconfitto dalle elezioni, costituisce un falso storico. Arafat non è mai stato rimesso in gioco dall'Occidente e, tantomeno, dagli Stati Uniti, i quali hanno sempre puntato esplicitamente ad un cambio della leadership palestinese. Arafat fu, infatti, riconosciuto come interlocutore direttamente dal primo ministro israeliano Rabin, il quale scavalcò in quella occasione la diplomazia statunitense, cosa che gli sarebbe costata la vita di lì a poco.
Non sono mancati neppure gli scontati commenti razzistici sul fatto che elezioni nei paesi islamici finirebbero per premiare i fondamentalisti religiosi, come era già avvenuto in Algeria. Il razzismo può giustificare sia l'esigenza di esportare con le armi la democrazia, sia la constatazione che con certi popoli tutto ciò è una fatica sprecata. La propaganda ha i suoi giri a vuoto, i suoi finti meccanismi di contrasto che riconducono sempre allo stesso punto.
Quale che sia il Paese o l'etnia impegnati nelle elezioni, il meccanismo elettorale funziona sempre allo stesso modo, cioè vince chi è in grado di spendere di più. Hamas ha potuto mettere in campo in questi anni una quantità esorbitante di mezzi finanziari. La popolazione palestinese è diventata sempre più dipendente dall'assistenza fornita da Hamas, che ha allestito un vero e proprio welfare. La versione che la propaganda occidentale ha offerto di questo dato di fatto, è stata basata sulla corruzione di Al Fatah, la quale avrebbe invece sperperato i mezzi finanziari elargiti dai Paesi occidentali.
La corruzione, però, non è certo un'esclusiva palestinese, e rimane la questione della sproporzione di mezzi finanziari tra i due schieramenti in campo. I governi democratici sanno bene come funziona realmente la democrazia, ed è davvero strano che abbiano fatto mancare ai loro presunti beniamini di Al Fatah i mezzi necessari per vincere le elezioni.
Tutto diventa, però, meno strano se non si accetta di prendere per buono lo scenario propagandistico di un Occidente preoccupato per le sorti del conflitto arabo - israeliano. La vera strategia dell'Occidente - sia degli Stati Uniti che della Unione Europea (ovvero della diarchia franco - tedesca) - è stata, storicamente, quella di destabilizzare l'area arabo-islamica per colonizzarla. Dopo la Prima Guerra Mondiale anche il sionismo è stato usato per operare questa destabilizzazione/colonizzazione. Quando il sionismo ha cercato di sottrarsi a questo uso, vi è stato ricondotto a forza, come la sorte di Rabin insegna.
Comidad, 2 febbraio 2006
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Aforismi (2)
Bollettino (7)
Commentario 2005 (25)
Commentario 2006 (52)
Commentario 2007 (53)
Commentario 2008 (53)
Commentario 2009 (53)
Commentario 2010 (52)
Commentario 2011 (52)
Commentario 2012 (52)
Commentario 2013 (53)
Commentario 2014 (54)
Commentario 2015 (52)
Commentario 2016 (52)
Commentario 2017 (52)
Commentario 2018 (50)
Commenti Flash (61)
Documenti (46)
Falso Movimento (1)
FenÍtre Francophone (6)
Finestra anglofona (1)
In evidenza (6)
Links (1)
Storia (7)
Testi di riferimento (9)



Titolo
Icone (13)


Titolo
FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si ť formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si ť evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


16/12/2018 @ 19:11:48
script eseguito in 72 ms