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"Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea."

Oscar Wilde
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LA LEZIONE DI DAVOS: PIRATI, LADRI, MA ANCHE TRUFFATORI
Di comidad (del 29/01/2026 @ 00:07:41, in Commentario 2026, linkato 28 volte)
La giornalista americana Jill Abramson, ex direttrice del “New York Times”, ha definito il Forum di Davos un “circolo di segaioli”; e infatti all’appuntamento annuale di Davos ormai non può mancare Javier Milei, resosi famoso appunto per le sue gesta di motosegaiolo nella campagna elettorale presidenziale. Una settimana fa il presidente argentino Milei ha pronunciato un altro discorso a Davos, citando l’economista di “scuola austriaca” Israel Kirzner, secondo il quale i socialisti non contestano al capitalismo di essere più efficiente in termini di produttività, bensì lo accusano solo di non essere giusto. C’è un sistema infallibile per prevalere in qualsiasi discussione, ed è quello di attribuire agli altri cose che non hanno mai detto. Tutto il castello di elucubrazioni messo in campo dai ghost writer di Milei si basa infatti su questa affermazione palesemente falsa. Non è affatto vero che la critica del capitalismo (o sedicente tale) si sia limitata all’aspetto etico; semmai il disastro etico del cosiddetto capitalismo viene evidenziato proprio dal carattere mistificatorio della sua narrativa efficientista. Uno degli innumerevoli esempi di fallimento in termini di efficienza del cosiddetto capitalismo, è lo stesso Milei, dato che, dopo due anni di trionfalismo “liberista”, è stato salvato da un prestito americano; in altri termini, Milei ha contratto un altro debito, che gli consente per qualche tempo di ripagare gli interessi sui debiti che ha col Fondo Monetario Internazionale.
Un’altra affermazione del tutto arbitraria di Milei è quella di presentare il Venezuela come prova del fallimento del socialismo. Se il Venezuela fosse davvero così disastrato come dice Milei, non ci sarebbe stato modo di derubarlo. I fatti dicono che è il Venezuela ad essere bersaglio della pirateria. I sequestri arbitrari delle petroliere da parte statunitense non sono l’unico esempio; infatti un altro atto di pirateria è stato commesso dalla Banca d’Inghilterra che ha sequestrato l’oro venezuelano col pretesto di un contenzioso tra il governo Maduro ed un presunto governo Guaidò; sennonché Guaidò ha rinunciato a qualsiasi ruolo politico, eppure l’oro venezuelano non è stato restituito. Fa quindi ridere che Milei dichiari che il cosiddetto capitalismo sia fondato sulla proprietà privata; in realtà è fondato anche (o soprattutto) sulla pirateria. Lo stesso sequestro di Maduro è stato commesso dagli USA in funzione dell’estorsione delle risorse venezuelane. Col pretesto dei diritti umani gli USA hanno sequestrato nove miliardi di dollari dell’Afghanistan, quindi non c’è paese così povero da non essere derubato. Il problema è che il termine “capitalismo” indica un mero principio giuridico riguardo all’assetto proprietario di un’impresa, che però non spiega nulla sul funzionamento reale del sistema; per quanto riguarda il “liberismo”, è una categoria mitologica, un libro di fiabe autocelebrative che fa da alone fumogeno e da alibi per comportamenti molto più prosaici, come l’assistenzialismo per ricchi e la pirateria.

Un riferimento al caso di Maduro era presente anche nell’intervento di Zelensky, il quale ha lamentato che mentre Maduro è oggi sotto processo negli USA, non altrettanto si è fatto con Putin. Il discorso di Zelensky si è basato sugli stessi criteri di autoreferenzialità applicati da Milei; in altri termini, anche Zelensky se la canta e se la suona da solo. La premessa del tutto arbitraria del discorso di Zelensky è che l’Europa disponga di un enorme potenziale che non riesce ad esprimere appieno per una sorta di timidezza o pusillanimità. Se le mirabolanti risorse europee favoleggiate da Zelensky esistessero davvero, non starebbe ad invocare l’esproprio dei beni russi depositati nelle banche europee. Se questo ennesimo atto di pirateria non è stato ancora commesso dall’Unione Europea, non è dovuto a scrupoli di onestà, bensì al fatto che anche la parte russa era nelle condizioni di espropriare per ritorsione dei beni europei quasi per lo stesso valore. Il ladro è stato frenato soltanto dalla prospettiva di essere derubato a sua volta. Esattamente come è accaduto con l’altra grande messinscena emergenziale, la psicopandemia, le oligarchie eurocratiche hanno sacrificato all’inesistente minaccia russa molto di più di quanto era nella effettiva disponibilità dei contribuenti europei; perciò l’accusa sensata nei confronti delle oligarchie europee sarebbe quella di avventurismo irresponsabile.
Sarebbe però ingeneroso affermare che il tutto si riduca alla pirateria; infatti ci sono anche le truffe; in questo caso truffe all’americana. A Davos Trump ha presentato il suo “Board of Peace”, e immediatamente gli ingenui hanno pensato che questa iniziativa rappresenti un tentativo di soppiantare l’ONU. In realtà in questa storia del “Board of Peace” non c’è altro elemento concreto che il miliardo di dollari che ciascun paese deve versare per farne parte. La Meloni ha dovuto tirarsi indietro, almeno per ora, poiché in questo periodo referendario non può permettersi di fornire ai suoi avversari un assist come il buttare quasi un miliardo di euro di soldi del contribuente per andare a farsi bella con Trump. Putin sembra invece aver capito appieno il senso del “Board of Peace”, infatti ha ritenuto di condizionare la sua partecipazione alla questione dei beni russi trattenuti illegalmente negli USA. Insomma, Putin ha fatto capire a Trump che se gli restituisce i beni russi trattenuti illegalmente negli USA, potrebbe lasciargli un miliardo come tangente per la transazione.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


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