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"Ridurre l'anarchismo alla nozione di "autogoverno", significa depotenziarlo come critica sociale e come alternativa sociale, che consistono nella demistificazione della funzione di governo, individuata come fattore di disordine."

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LA GUERRA SANTA TRA IL PARADISO ISLAMICO E IL PARADISO FISCALE
Di comidad (del 05/03/2026 @ 00:05:35, in Commentario 2026, linkato 30 volte)
LA GUERRA SANTA TRA IL PARADISO ISLAMICO E IL PARADISO FISCALE Il buffo caso del ministro Guido Crosetto, bloccato a Dubai dai missili iraniani, rischia di essere sottovalutato proprio a causa della sua comicità. Ovviamente non ha alcun senso recriminare sul fatto che il governo italiano non fosse stato preavvertito dell’attacco all’Iran da parte del cosiddetto alleato USA o dal cosiddetto alleato israeliano, poiché questo era un dato scontato. Il punto è che erano di pubblico dominio sia l’eventualità di un imminente attacco, sia il coinvolgimento nel conflitto di tutti i paesi del Golfo che ospitano basi statunitensi, visto che l’Iran lo aveva più volte preannunciato. Era inoltre probabile che, rispetto allo scorso anno, il contrattacco iraniano partisse dopo pochi minuti, e non a molte ore dall’attacco israelo-americano, come invece era accaduto nel giugno scorso. Si deve quindi constatare che il nostro ministro della Difesa ha mancato a qualsiasi norma di prudenza e di buonsenso; tanto più incauto perché a Dubai ci aveva spedito anche la famiglia. Il ministro quindi non può pretendere che questa vicenda passi come una sua questione privata. Se Crosetto non ritiene di dare lui le dovute spiegazioni, starà agli altri cercarle. Crosetto è notoriamente un consulente del maggior appaltatore del ministero della Difesa, Leonardo SpA, che è presente in tutte le edizioni di quella grande vetrina delle armi che è l’Airshow che si svolge a Dubai. In base alle informazioni fornite dal sito della stessa azienda, sappiamo che dal novembre dello scorso anno Leonardo SpA sta allestendo un insediamento industriale negli Emirati Arabi Uniti, insieme con investitori locali. Nulla di strano perciò che il ministro della Difesa Crosetto fosse a Dubai in veste informale per fornire i suoi buoni uffici per la conclusione del mega-affare. Se bisognava poi fornire una copertura al carattere ufficioso e riservato della missione d’affari di Crosetto, non appare tanto strana neppure la presenza della sua famiglia, a conferire l’apparenza di una vacanza.
Chi pensasse che Crosetto stesse a Dubai a gestire il flusso dei soldi, sarebbe fuori strada. In realtà è il flusso di soldi a gestire Crosetto. Se si sta in quel giro, non ci si può tirare indietro. In tutta la vicenda di questa assurda guerra, l’unico elemento costante è il flusso dei soldi. Uno dei maggiori donatori alle campagne elettorali di Donald Trump è Miriam Adelson. Questa signora è un interessante ibrido mitologico, poiché combina le caratteristiche di “imprenditore del gioco d’azzardo” (cioè proprietaria di casinò) e di “filantropo”, in quanto gestisce un giro di donazioni per organizzazioni non profit di “beneficenza” a favore degli insediamenti di coloni israeliani in Cisgiordania. Pare che il missilino iraniano che sabato scorso ha beccato nove coloni israeliani, abbia bruscamente interrotto proprio una riunione di beneficenza; il che confermerebbe ciò che dice Trump sulla malvagità del regime iraniano. Ora, cosa hanno in comune il gioco d’azzardo e la beneficenza? Hanno in comune il fatto di essere strumenti privilegiati di riciclaggio di denaro, in quanto consentono entrambi di spostare grosse somme di denaro senza la pezza d’appoggio della fornitura di una merce o di un servizio a giustificare la transazione. Rispetto al gioco d’azzardo, la beneficenza ha più virtù, infatti si avvantaggia dell’immunità fiscale.

A conferma del fatto che Miriam Adelson non rappresenta un esempio isolato ma, al contrario, è l’esponente di uno schema ricorrente e consolidato, c’è il caso di un altro proprietario di casinò e filantropo, Irving Moskowitz, anche lui benefattore e donatore degli insediamenti dei coloni israeliani in Cisgiordania. Il quotidiano “Times of Israel” ha celebrato con toni accorati e nostalgici la memoria dell’illustre biscazziere/benefattore prematuramente scomparso a soli ottantotto anni. Impressionante come siano commoventi i soldi.
Alcune organizzazioni palestinesi hanno obiettato che questo palese e sfacciato giro di evasione fiscale e di riciclaggio di denaro va a finanziare l’apartheid e il genocidio in Cisgiordania, perciò non potrebbe essere considerato beneficenza. Ma è una questione di punti di vista.
Mentre gli sciiti retrogradi e oscurantisti aspirano al paradiso islamico, i sionisti si fabbricano il loro paradiso fiscale, costituito dalle non profit. In questi giorni una pattuglia di iraniani di mestiere fa la spola tra le città italiane per pregare di bombardare l’Iran in nome della libertà. Insomma, le bombe dovrebbero cadere lì, ma intanto questi “iraniani” se ne starebbero al sicuro qui; solo i nostri media non notano la stranezza della cosa. Ovviamente per la gran parte degli iraniani la vera minaccia è esistenziale, poiché non si tratta della fine del regime clepto-clericale, bensì di quello che è il vero obiettivo israeliano, cioè la balcanizzazione, la dissoluzione dell’Iran in tante entità tribali in perenne conflitto tra loro; insomma, un'altra Siria, un'altra Libia. Ma per Israele preservare il flusso di denaro è altrettanto esistenziale. Qui infatti non si tratta di scelte da ponderare caso per caso in base al grado di consapevolezza e alla volontà: se stai nel giro del denaro, per te la pace rappresenta una minaccia esistenziale, perchè soltanto se la sopravvivenza di Israele è continuamente messa in pericolo da Israele stesso, si riesce a mobilitare una tale quantità di soldi. La narrativa occidentalista ci fa credere che la minaccia alla pace provenga dal mitico dittatore pazzo, e forse invece il problema è il donatore pazzo. Infatti le ONG non profit che veicolano soldi verso Israele, proliferano come metastasi. Sono centinaia e centinaia; e non si riesce nemmeno ad aggiornare il loro numero poiché se ne aggiungono sempre di nuove.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


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