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"Politically correct" è l'etichetta sarcastica che la destra americana riserva a coloro che evitano gli eccessi del razzismo verbale. "Politicamente corretto" è diventata la locuzione spregiativa preferita ovunque dalla destra. In un periodo in cui non c'è più differenza pratica tra destra e "sinistra", la destra rivendica almeno la sguaiataggine come proprio tratto distintivo."

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TRAPPOLA DI TUCIDIDE O TRAPPOLE NARRATIVE?
Di comidad (del 28/05/2026 @ 00:05:03, in Commentario 2026, linkato 37 volte)
Non si sa abbastanza del dibattito interno al gruppo dirigente cinese per stabilire se il riferimento di Xi Jinping alla cosiddetta “trappola di Tucidide” sia stato fatto seriamente oppure in chiave ironica. In effetti il contesto in cui il presidente cinese ha pronunciato quelle parole lascia adito a qualche dubbio, per cui potrebbe essersi trattato di uno sfottò alla leggendaria ignoranza di Trump, oppure di un dileggio nei confronti del vezzo occidentale di applicare pompose etichette storico-retoriche alle proprie teorie delle relazioni internazionali. La tesi secondo cui gli USA, in quanto potenza dominante, possano sentirsi minacciati e indotti a iniziare una guerra contro la emergente potenza cinese, potrebbe apparire realistica; ma, a proposito di trappole, ci sono anche le trappole narrative. Anzi, per essere più precisi, le trappole dell’epica.
La narrazione sulla emergente potenza cinese è inquadrata in una narrazione più ampia, che riguarda la fatidica “sfida multipolare” all’unipolarismo americano. Nel documento costitutivo del 2009 del gruppo dei BRICS (all’epoca ancora BRIC, poiché il Sudafrica si è aggiunto solo l’anno successivo), effettivamente c’è un richiamo esplicito ad un mondo multipolare, con rapporti più equi tra gli Stati. Sta di fatto che i BRICS non si sono mai posti come contrappeso al dominio statunitense. Nel 2014 l’India è entrata nel QUAD, una partnership militare guidata dagli USA in funzione anticinese. Inoltre, due attuali membri dei BRICS, l’Iran e gli Emirati Arabi Uniti, sono addirittura in guerra tra loro. Visto quanto gli USA sono ondivaghi, bizzosi, aggressivi e inaffidabili, è comprensibile che i regimi dei vari paesi cerchino qualche rete di protezione commerciale e finanziaria; ma da qui a raccontarci (o raccontarsi?) di sfida multipolare, ce ne corre.
L’opposto di multipolarismo, cioè il termine “unipolare”, fu coniato nel 1990 dal politologo e psichiatra Charles Krauthammer. Lo stesso Krauthammer avvertì che il momento magico dell’unipolarismo, cioè degli USA come unica potenza egemone globale, non sarebbe durato a lungo. Da alcune affermazioni di Krauthammer viene però il sospetto che questo mondo unipolare sia sempre stato una svista, o una illusione.

Krauthammer presenta la riunificazione tedesca come principale prova del predominio globale degli USA, i quali l’avrebbero imposta ad un Gorbaciov del tutto contrario fino a qualche mese prima. Il ragionamento di Krauthammer dà per scontato che gli attori della scena globale siano gli Stati. Ma potrebbe anche non essere così; e che, nel caso specifico, a piegare la volontà contraria di Gorbaciov, siano stati non gli USA, bensì fattori interni all’URSS. Nell’agosto del 1989 il ministero dell’energia della Unione Sovietica era stato riconvertito in Gazprom, cioè una azienda nominalmente ancora di proprietà pubblica (come da noi ENI ed ENEL), ma a gestione privata e, soprattutto, a profitto dei privati. Nella storia sovietica non c’era mai stata una lobby commerciale e finanziaria così potente e dotata di tante risorse per comprare e corrompere. Che Gazprom sia la principale indiziata, è dimostrato dal fatto che il principale cliente di Gazprom dal 1990 al 2022 è stata proprio la Germania.
La rappresentazione mediatica dei conflitti globali è quella cialtronesca delle democrazie assediate dai dittatori pazzi. Accademici più seri si rifanno invece alla concezione classica delle relazioni internazionali, che si basa sulla idea della inevitabilità della competizione tra gli Stati. Gli Stati sono però astrazioni giuridiche (o finzioni giuridiche), mentre la corruzione (o, per meglio dire, la cleptocrazia) si articola in lobby e cosche specifiche, che possono comprarsi la legge e la giurisprudenza, e tendono a internazionalizzarsi, dato che i capitali si lavano meglio utilizzando sponde estere. Sempre per la serie delle narrazioni epiche, si parla molto di sfida al dominio del dollaro da parte dei soliti BRICS. Ma, in base a quanto riportato da inchieste del Washington Post, sembrerebbe che il caos interno agli USA si esporti nelle relazioni internazionali. La sfida al dollaro non proviene dall’esterno; anzi, pare proprio che il dominio del dollaro si sia sfidato da solo a causa dell’esplodere della pratica delle sanzioni da parte degli USA. L’imposizione di continue sanzioni ha ormai reso precarie tutte le transazioni finanziarie e commerciali a livello globale. Attorno alle sanzioni c’è a Washington un gigantesco lobbying, con tanto di porte girevoli, per cui funzionari pubblici si assicurano lucrose carriere trasferendosi nel settore privato. Il lobbying guadagna sul convincere parlamentari e amministrazioni federali a mettere sanzioni contro paesi nemici o persone sgradite; ma il lobbying guadagna anche per farle alleggerire, o per trovare escamotage, una volta che le sanzioni sono state messe.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


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