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"Il capitalismo non è altro che il rubare ai poveri per dare ai ricchi, e lo scopo della guerra psicologica è quello di far passare il vampiro per un donatore di sangue; perciò il circondarsi di folle di bisognosi da accarezzare, può risultare utile ad alimentare la mistificazione."

Comidad (2009)
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MA SONO DAVVERO POPULISTI?
Di comidad (del 23/07/2026 @ 00:05:30, in Commentario 2026, linkato 20 volte)
Carlo Cottarelli ha lanciato l’idea di una norma anti-populismo, cioè ha proposto di vincolare i programmi elettorali alla contestuale presentazione di un prospetto dei costi di ciascuna promessa fatta agli elettori. Il primo bersaglio di Cottarelli è stata la proposta di remigrazione forzata avanzata dal troll che oggi va per la maggiore, il generale Roberto Vannacci, il quale ha cercato di cavarsela con una risposta davvero infelice: “Non sono un ragioniere”. La risposta è incompatibile con i trascorsi professionali di Vannacci, in quanto ogni ufficiale delle forze armate dovrebbe essere un po’ geometra e un po’ ragioniere, cioè saper calcolare sia lo spazio in cui si muove, sia i costi in termini di mezzi e di uomini di ogni propria scelta. Ciò ovviamente vale in una visione idealizzata delle forze armate, nelle quali si dovrebbe fare carriera in base alle competenze. Neanche gli spin doctor di Vannacci hanno dimostrato grandi capacità, dato che in questo caso la controbiezione era ovvia; cioè perché un tale vincolo debba valere soltanto per i programmi elettorali e non anche per i programmi extra elettorali, come quelli imposti dalla Commissione Europea. In altre parole, le norme anti-demagogiche dovrebbero applicarsi non solo al populismo, ma soprattutto ai programmi che vanno a vantaggio di imprese, banche e fondi di investimento.
Il programma di riarmo europeo presentato nello scorso anno dalla Commissione Europea è appunto una operazione di assistenzialismo per ricchi, non soltanto fatta a debito, ma soprattutto senza precisare l’onere dei costi sugli interessi da pagare sul debito. In base a quanto riferito da una fonte di establishment, il Fondo Monetario Internazionale, gli investimenti in armi si basano su un rapporto a due tra il governo committente e il produttore di armi, quindi determinano un aumento del PIL soltanto se spesi all’interno del paese; e, anche in questo caso, l’aumento del PIL sarebbe strettamente corrispondente alla spesa, cioè non è previsto alcun moltiplicatore economico che possa coinvolgere la domanda ed altri operatori sul mercato. Investire in armi non comporta sviluppo e neppure un generalizzato aumento del reddito, quindi non c’è da attendersi del gettito fiscale in più. Indebitarsi per comprare armi significa perciò doversi poi indebitare ancora per pagare gli interessi sui debiti precedenti. A questo si aggiunge il costo a breve ed a lungo termine delle guerre. Ciò vale anche per le guerre delegate, dato che l’Ucraina distrutta vive sulla spesa pubblica dei paesi UE; poi sul torbido giro di soldi tra UE e Ucraina non potrà indagare nessuno, come dimostrato dal caso von der Leyen-Pfizer. A reggere il giro di soldi sarebbe comunque la spremitura del contribuente; ovviamente del contribuente povero o del ceto medio, visto che alle multinazionali si concede di eludere le tasse.

Certo, sia Cottarelli che Vannacci hanno criticato il piano di riarmo della von der Leyen; ma in queste prese di distanza ciò che manca non sono le coperture finanziarie, bensì le coperture politiche necessarie per sottrarsi alle spese di riarmo. Finché si sta nella Unione Europea, e soprattutto si sta nella NATO, contenere le spese in armamenti non sarà possibile; e l’ostacolo sarà proporzionale al numero di basi militari statunitensi che occupano il territorio italiano. Ma forse Vannacci ha un asso nella manica e progetta segretamente un blitz della Brigata Folgore per espugnare e liberare le basi militari straniere sul nostro territorio. Se ci crede Marco Rizzo, allora siamo a cavallo.
Marco Rizzo si è fissato sul mantra secondo cui destra e sinistra sarebbero concetti superati; il che è vero se riferito alle mercanzie attualmente esposte in vetrina. Il problema però è che l’orgoglio identitario e l’uomofortismo non soltanto sono destra, ma soprattutto sono fumo, cioè consentono di stare con l’establishment e di cavalcare l’anti-establishment, senza chiarire chi paga e chi guadagna. Visto il precedente di Trump, anche la goffaggine dimostrata da Vannacci nella risposta a Cottarelli potrebbe indicare che la remigrazione non è una proposta così “populista” come sembrerebbe; e, grattando, si potrebbe persino scoprire che c’è sotto il solito assistenzialismo per ricchi. L’Immigration and Customs Enforcement, il famigerato ICE, non è soltanto una polizia sanguinaria (a riguardo anche dalle nostre parti non si scherza), ma è soprattutto un’agenzia federale che funziona da ente appaltatore. A beneficiare di questi appalti sono imprese private quotate in Borsa, come il GEO Group. Del resto negli USA quasi tutto il sistema di detenzione è a gestione privata, quindi si parla di affari colossali.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


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