"
"Feuerbach aveva in parte ragione quando diceva che l'Uomo proietta nel fantasma divino i suoi propri fantasmi, attribuendogli la sua ansia di dominio, la sua invadenza camuffata di bontà, la sua ondivaga morale. Anche quando dubita dell'esistenza di Dio, in realtà l'Uomo non fa altro che dubitare della propria stessa esistenza."

Comidad
"
 
\\ Home Page : Articolo
ANTICOMUNISMODIPENDENTI
Di comidad (del 22/11/2007 @ 22:17:07, in Commentario 2007, linkato 864 volte)
Uno degli aforismi meno noti, ma più efficaci, di Georges Clemenceau è quello che egli pronunziò davanti al parlamento francese alla fine della prima guerra mondiale. Parafrasando la famosa formula di Carl Von Clausewitz ("la guerra non è altro che la politica condotta con altri mezzi"), Clemenceau affermò che la pace non è altro che la guerra condotta con altri mezzi.
Quanto questo aforisma colga nel segno, è dimostrato dal fatto che la attuale campagna sulla pacificazione e riconciliazione nazionale per chiudere il capitolo della guerra civile in Italia tra il 1943 ed il 1945, è stata in realtà un modo per riaprire quella guerra civile, anzi per porre le premesse di un nuovo regolamento di conti.
Si potrebbero anche liquidare le operazioni editoriali di Giampaolo Pansa nel senso dello sfruttamento commerciale di una sorta di nostalgia dell'anticomunismo, come a dire che gli anticomunisti, avendo perso il loro storico nemico, dovrebbero accontentarsi oggi di ricordi e recriminazioni che gli facciano rivivere i bei tempi di una volta, in cui tutto risultava per loro semplice e chiaro.
In realtà questo anticomunismo senza comunismo ha vari precedenti storici, perciò si può dire che l'anticomunismo costituisca un meccanismo propagandistico autonomo, che non è puramente funzionale alla lotta contro uno specifico avversario. Ad esempio, il fatto che il regime castrista a Cuba sia sopravvissuto quasi vent'anni alla fine dell'impero sovietico, dimostra che quel regime non era ideologicamente e materialmente dipendente dall'Unione Sovietica, come era stato invece sostenuto per decenni dalla propaganda americana, e come ha proclamato di recente, contro ogni evidenza, anche un film hollywoodiano realizzato dall'attore Andy Garcia, un cubano di idee anticastriste.
Ovviamente qui non si tratta di vedere un modello nella rivoluzione cubana e neppure di appoggiare il regime che ne è derivato, ma semplicemente di constatare che un'eventuale rimozione del castrismo non farebbe per niente cessare l'aggressione colonialistica degli Stati Uniti nei confronti di Cuba. Questa aggressione continuerebbe con nuove tecniche e con nuovi pretesti.
Oggi vediamo infatti che la NATO, da alleanza in funzione antisovietica, è diventata uno strumento di aggressione colonialistica in Asia in nome della lotta al terrorismo islamico o - in base all'ultima trovata propagandistica dei "Neocons" americani - della lotta all' "islamofascismo". Anche la necessità di dislocare nuovi missili in Europa non è più giustificata con la minaccia di missili sovietici, ma di ipotetici missili iraniani. Inoltre la propaganda "occidentale" continua a presentare il capo del Cremlino come un losco personaggio, sebbene questi non sia più comunista.
Ma questa intercambiabilità dei pretesti di aggressione non toglie che l'anticomunismo continui a costituire per il cosiddetto "Occidente" una sorta di quadro di riferimento, di collante ideologico di base. La stessa definizione di democrazia occidentale ormai non ne può più fare a meno, dato che l'anticomunismo costituisce un indispensabile paravento ideologico per giustificare l'odio di classe e l'odio razziale delle oligarchie americane ed europee.
Quel sistema colonialistico che va sotto il nome di "Occidente" continua quindi ad essere ideologicamente dipendente dall'anticomunismo, anzi questa dipendenza aumenta se si considera che da almeno quarant'anni non c'era mai stata tanta propaganda anticomunista come adesso.
22 novembre 2007
Articolo Articolo  Storico Archivio Stampa Stampa

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Aforismi (2)
Bollettino (7)
Commentario 2005 (25)
Commentario 2006 (52)
Commentario 2007 (53)
Commentario 2008 (53)
Commentario 2009 (53)
Commentario 2010 (52)
Commentario 2011 (52)
Commentario 2012 (52)
Commentario 2013 (53)
Commentario 2014 (54)
Commentario 2015 (52)
Commentario 2016 (52)
Commentario 2017 (52)
Commentario 2018 (52)
Commentario 2019 (29)
Commenti Flash (61)
Documenti (44)
Falso Movimento (3)
Fenêtre Francophone (6)
Finestra anglofona (1)
In evidenza (8)
Links (1)
Storia (7)
Testi di riferimento (9)



Titolo
Icone (13)


Titolo
FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


19/07/2019 @ 10:18:41
script eseguito in 44 ms