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LA MERKEL CI DIMOSTRA L'INESISTENZA DELL'EUROPA
Di comidad (del 11/06/2014 @ 08:26:15, in Commentario 2014, linkato 1654 volte)
Poco più di una settimana fa è arrivata una di quelle notizie che i giornali confinano nelle pagine interne, ma che sarebbero invece utili per farsi un quadro realistico dei rapporti di potere in Europa, al di là dei rumori di fondo determinati dalla sedicente "politica" e dal festival degli scandali. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha infatti lanciato la candidatura dell'attuale direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, la francese Christine Lagarde, per la presidenza della Commissione Europea.
La Merkel in tal modo non si è fatta scrupolo di mettere da parte il candidato ufficiale del Partito Popolare Europeo, Juncker, ed ha riaffermato quella propria dipendenza dal FMI che era risultata evidente già dal 2010, nella gestione della crisi finanziaria della Grecia. Fu infatti la Merkel ad insistere ed ottenere che il FMI venisse coinvolto nel "salvataggio" della Grecia, ovvero nella gestione del suo debito. In quella occasione la Merkel operò da vera agente e procuratrice d'affari del FMI.
Nacque così la famosa "Troika" composta dalla UE, dalla BCE e, appunto, dal FMI, il quale ufficializzò così il suo ruolo di attore principale sulla scena europea. Tale ruolo dominante del FMI venne poi sancito definitivamente dal trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità, ai punti 8,12 e 13 della dichiarazione introduttiva ed all'articolo 38. Al punto 8 (otto) della dichiarazione introduttiva si afferma esplicitamente che la partecipazione del FMI è prevista per ogni aspetto tecnico e finanziario della gestione del MES.
La mitica autonomia della politica economico-finanziaria della Germania nei confronti di Washington si rivelava una fiaba già quattro anni fa. Soltanto una tambureggiante campagna mediatica ha potuto perpetuare l'equivoco del predominio tedesco in Europa. L'atto di piaggeria della Merkel verso il suo vero padrone, il FMI, però non ha riscosso gli entusiasmi del presidente francese Hollande, il quale ha dichiarato sfacciatamente che non vi è nessun vantaggio per la Francia a perdere una posizione di potere nel FMI, per andare ad occupare una funzione di mera rappresentanza alla presidenza della Commissione Europea. Insomma, meglio secondi a Washington (dove ha sede il FMI) che primi a Bruxelles. Se Bruxelles conta ancora qualcosa, è solo perché vi si trova la sede della NATO. Non a caso, qualche giorno dopo, la stessa Christine Lagarde ha risposto all'atto di piaggeria della Merkel declinando bruscamente l'offerta di candidatura alla presidenza della Commissione Europea.
Per risolvere l'impasse determinato dalla rinuncia della Lagarde, è spuntato poi nella trattativa il nome di Pascal Lamy, anche lui francese, ed ex direttore del WTO, l'Organizzazione Mondiale per il Commercio. Ancora una volta, per dare prestigio alla carica di presidente della Commissione Europea, viene proposto un personaggio legato alle organizzazioni internazionali di marca statunitense, come a ribadire che l'Europa non può fare da sola.
Si discute all'infinito di un'Europa "cattiva" della finanza e del "rigore" e di un'Europa "altra", quella "buona", quella della crescita e degli investimenti, di cui Matteo Renzi dovrebbe diventare il leader. Visto che la Merkel ci ha dimostrato in modo così efficace che l'Europa non è né buona né cattiva, ma semplicemente non esiste, allora una nullità come Renzi ne sarebbe davvero il leader ideale.
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


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