"
"Il Congresso nega nel principio il diritto legislativo" "In nessun caso la maggioranza di qualsiasi Congresso potrà imporre le sue decisioni alla minoranza"

Congresso Antiautoritario Internazionale di Saint Imier, 1872
"
 
\\ Home Page : Archivio (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di comidad (del 17/07/2008 @ 09:00:05, in Commenti Flash, linkato 887 volte)
La settimana scorsa l’esercito si è insediato nel sito di Chiaiano che dovrebbe ospitare la discarica imposta da De Gennaro prima e Berlusconi poi.
Mesi di emergenza pilotata, di propaganda razzistica e di provocazioni poliziesche sono serviti a legittimare questo ricorso alle forze armate, la cui presenza ha ovviamente imposto il segreto militare all’intera zona, con conseguente censura delle immagini. Una volta completata, la discarica sarà sottoposta al segreto di Stato, sancito da uno degli ultimi atti del governo Prodi, il Decreto numero 90 entrato in vigore dal 1° maggio (Gazzetta Ufficiale del 16 aprile 2008).
Cosa hanno trasportato i militari e cosa stanno nascondendo nella discarica?
La verità verrà sepolta sotto tonnellate di immondizia che allo scopo è stata accumulata in questi mesi.
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Di comidad (del 10/07/2008 @ 07:24:05, in Commentario 2008, linkato 876 volte)
Il prossimo 25 luglio scadranno i termini per la raccolta delle firme per i tre referendum che propongono l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti, il finanziamento pubblico ai giornali, ed anche della legge Gasparri sulle televisioni. Ancora non è chiaro se i referendum saranno ritenuti ammissibili o meno, data l’interferenza dello scioglimento anticipato del Parlamento, ma la questione più interessante riguarda piuttosto la validità degli obiettivi che vengono prospettati.
L’idea di una deregulation del giornalismo, affidato semplicemente al “mercato” dei lettori paganti, rappresenta davvero un’ipotesi realistica?
Come al solito la proposta referendaria, nel denunciare l’asservimento del giornalismo in Italia, finisce per configurare un mitico “altrove”, in cui il giornalismo starebbe svolgendo davvero un servizio informativo nei confronti dei cittadini.
Secondo gli schemi razzistici ufficialmente consolidati, questo mitico “altrove” sarebbe, ovviamente, identificabile con i Paesi anglosassoni; dove, al contrario, la libertà di informazione appare o scompare a seconda delle esigenze delle cosche affaristiche, in particolare di quelle del cosiddetto complesso “militare-industriale”. A posteriori si sono talvolta create delle leggende sull’influenza che la stampa avrebbe avuto nello screditare alcune guerre, come quella in Vietnam; in realtà, non soltanto la stampa statunitense, ma anche quella britannica, risultarono allineate al governo USA sino alla fine, prendendo le distanze dalla guerra solo quando il governo stesso decise di ritirare le truppe dal Vietnam. Storicamente, infatti, il giornalismo non nasce per servire la “opinione pubblica”, ma per formarne una compatibile con le esigenze belliche.
La miseria del giornalismo reale stimola il desiderio di un giornalismo ideale, ma questo giornalismo ideale non ha mai avuto nessun aggancio con nessuna realtà. La militarizzazione del giornalismo non è un elemento contingente o accessorio, ma qualcosa di ineliminabile dalla funzione dell’informazione/disinformazione nel quadro della guerra moderna e del colonialismo.
In altre parole, il giornalismo è sempre stato un’arma da guerra, e la sua funzione è incomprensibile al di fuori dell’intreccio militarismo/affarismo/servizi segreti. Giornali e servizi segreti sono nati addirittura insieme per funzionare come strumenti gli uni degli altri. È fuorviante quindi attirare l’attenzione sull’Ordine dei giornalisti, quando l’inquadramento più significativo che riguarda questa categoria, non è certo quello dell’ordine professionale, bensì la dipendenza dai servizi segreti, sia militari che civili.
L’occupazione militare di un territorio si basa su procedure precise, codificate ormai da due secoli. Queste procedure prevedono il reclutamento in loco, da parte delle forze militari occupanti, sia di criminali comuni che di giornalisti, i primi da usare per raccogliere informazioni vere, i secondi per affidargli la diffusione di informazioni false, atte a disorientare il nemico; un nemico nel quale viene inclusa anche, e soprattutto, la popolazione del Paese occupato.
Quando le forze militari USA giunsero a Napoli nel 1943, seguirono anch’ esse questo tipo di prassi: arruolarono sia un criminale comune come Giuseppe Navarra per la gestione dei traffici illeciti con le basi USA, sia un giornalista affermato come Curzio Malaparte per la costruzione dello scenario esotico in cui collocare le imprese di quel tipo di personaggi. Curzio Malaparte aveva già lavorato a Parigi per l’OVRA di Mussolini, e quindi poteva vantare un’esperienza sul campo da mettere al servizio dei suoi nuovi padroni. Malaparte - giornalista, spia e agente provocatore – inoltre usò a Parigi metodi e legami di criminalità comune per perseguitare gli antifascisti in esilio.
L’associare la funzione del giornalismo a quella della criminalità comune, indica perciò da parte dei militari una percezione realistica dei metodi e della psicologia di gran parte dei giornalisti. Il reclutamento dei giornalisti si fonda infatti su una selezione attitudinale che finisce per tagliare fuori tutti i soggetti dotati di scrupoli. La sensazione di trovarci di fronte ad un criminale comune risulta più evidente nel caso di un Vittorio Feltri e meno in altri, ma, se si osserva con attenzione, ci si può accorgere che nell’atteggiamento dei giornalisti vi sono delle costanti riscontrabili in generale.
Quando ci viene puntata contro una pistola, tendiamo tutti a renderci conto di essere oggetto di una minaccia; purtroppo, quando ci viene offerto un giornale - magari uno di quei giornalini quotidiani gratuiti -, la consapevolezza di essere sotto minaccia ci viene a mancare. L’informazione/disinformazione non è percepita come un’arma, e proprio questa è una delle maggiori chiavi della sua micidiale efficacia. Il complesso militare/industriale produce e vende bombe, carri armati, ecc., allo stesso modo in cui produce e vende informazione/disinformazione televisiva o stampata.
10 luglio 2008
Articolo (p)Link   Storico Archivio  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Aforismi (2)
Bollettino (7)
Commentario 2005 (25)
Commentario 2006 (52)
Commentario 2007 (53)
Commentario 2008 (53)
Commentario 2009 (53)
Commentario 2010 (52)
Commentario 2011 (52)
Commentario 2012 (52)
Commentario 2013 (53)
Commentario 2014 (54)
Commentario 2015 (52)
Commentario 2016 (52)
Commentario 2017 (52)
Commentario 2018 (50)
Commenti Flash (61)
Documenti (46)
Falso Movimento (1)
Fenêtre Francophone (6)
Finestra anglofona (1)
In evidenza (6)
Links (1)
Storia (7)
Testi di riferimento (9)



Titolo
Icone (13)


Titolo
FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


13/12/2018 @ 19:25:10
script eseguito in 474 ms