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"L'elettoralismo risulta così euforizzante perché è una forma di pornografia, attiene cioè al desiderio puro, magari con quella dose di squallore che serve a conferire un alone di realismo alla rappresentazione. Ma i desideri, i programmi e le promesse elettorali non sono la realtà, che è invece scandita dalle emergenze. L'emergenza determina un fatto compiuto che azzera ogni impegno precedente, ed a cui ogni altra istanza va sacrificata, come ad un Moloc. Carl Schmitt diceva che è sovrano chi può decidere sullo stato di eccezione. Ma nella democrazia occidentale vige uno stato di emergenza cronica, cioè uno stato di eccezione permanente, l'eccezione diventa la regola."

Comidad
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Di comidad (del 15/04/2021 @ 00:37:57, in Commentario 2021, linkato 5413 volte)
Draghi ci ha fatto sapere che il presidente turco Erdogan è un “dittatore” ma che comunque un accordo con lui bisogna trovarlo. Si tratta della stessa linea tracciata da Biden nei confronti dell'Unione Europea: Erdogan è “cattivo” ma dovete sciropparvelo lo stesso. I media fanno eco: Erdogan è “dittatore”, è macho, maltratta le donne, ma tiene l’Europa per i cosiddetti, poiché ha sul suo territorio qualche milione di profughi siriani che potrebbe lanciarci contro come migranti.
L’Unione Europea dovrà perciò sganciare ancora qualche miliardo per indurre il “dittatore” a tenersi i profughi. Ecco una situazione ghiotta per allestire un bel dibattito morale, se debba prevalere la difesa dei “diritti umani” oppure la realpolitik. Il presidente USA Harry Truman diceva: “Se non puoi convincerli, confondili”. Truman sarebbe stato molto più sincero se avesse detto: anche se puoi convincerli, confondili lo stesso, perché le convinzioni passano, mentre la confusione rimane.
Se la vera questione fosse quella di bloccare l'eccessivo afflusso di migranti, allora perché i soldi darli ad Erdogan e non direttamente ai migranti per tornarsene a casa? Una parte della Siria è stata pacificata e ci sarebbero ora le condizioni per un ritorno dei profughi, ovviamente se non mandati allo sbaraglio ma con un po’ di capacità di spesa. Il denaro potrebbe essere un ottimo ammortizzatore sociale; invece si preferisce spendere per finanziare la violenza del “dittatore”.
In realtà Erdogan almeno è stato eletto, mentre Draghi sta lì abusivamente per un colpo di mano di Mattarella che ha bloccato le elezioni. Lo strapotere di Erdogan, del tutto sproporzionato rispetto alla consistenza del personaggio, non deriva dal suo “machismo” ma dal fatto che è stato il principale collaboratore del Sacro Occidente nell’aggressione contro la Siria. I profughi siriani non devono essere facilitati a tornarsene a casa, perché depauperare la Siria della sua popolazione e delle sue risorse è parte integrante della guerra imperialistica contro la Siria, che, tra alti e bassi, avanti e indietro, continua.
Confondere le acque per distrarre dal vero obbiettivo: si tratta di uno degli schemi ricorrenti del potere, uno schema attuato più automaticamente che lucidamente, poiché il potere funziona più come una macchina che come una mente pensante. Infatti nella confusione forse anche Draghi si è confuso. Certe insolenze così sfacciate contro i “dittatori” se le possono permettere gli USA, mentre l'Italia si trova in grave condizione di debolezza in Libia nei confronti della Turchia, che si è insediata in Tripolitania con tutti i sentimenti e con tutti i mezzi. E gli interessi dell'ENI e l’incolumità dei suoi dipendenti che fine faranno? Non è che Draghi si è fatto prendere la mano dal desiderio di compiacere Biden? Per il leader di un Paese debole non era più saggio lasciare la retorica sui dittatori ai media ed alle associazioni dei “diritti umani”? In fondo stanno lì per questo.

Un'altra situazione che coinvolge Draghi, e che ci viene rappresentata in modo incongruente, riguarda la presunta “emergenza microchip”. La guerra imperialistica tra USA e Cina si appunta oggi su un altro oggetto del contendere: i microchip o semiconduttori. Il cialtrone Trump aveva bloccato l'esportazione di semiconduttori verso la Cina, con il proposito di bloccare le forniture a Huawei. Il cialtrone Biden ha continuato sulla stessa linea del predecessore riguardo alla Cina.
Ora i media lanciano l’allarme: la ripresa economica è messa in pericolo da una emergenza persino più grave di quella del Covid: ci sarebbe una grave scarsità di microchip, i semiconduttori che sono ormai una componente essenziale in qualsiasi catena produttiva. Draghi ha fatto ricorso ad una di quelle normative che non si usano quasi mai, il Golden Power, per impedire che un’azienda italiana produttrice di semiconduttori venisse acquisita da una compagnia cinese.
Ma in questa decisione del governo c'entrano davvero i semiconduttori ed il loro ruolo strategico? Qualche settimana fa il ministro dello sviluppo economico, Giorgetti, aveva annunciato di voler bloccare l'acquisizione di Iveco da parte di un'azienda cinese. Iveco produce però veicoli commerciali, che non sono certo un prodotto strategico. Non è che si tratta ancora una volta della solita piaggeria verso gli USA?

Dopo il caso della presunta “talpa sottocosto” al servizio della Russia e il caso degli insulti ad Erdogan, questa mossa anti-cinese sarebbe la terza occasione in cui l’Italia si espone platealmente sull'arena internazionale pur di dimostrarsi zelante alle direttive di Washington. Draghi è un uomo di mondo e dovrebbe aver sperimentato nella sua vita che esporsi troppo per compiacere il padrone non è una politica saggia; poiché il padrone non ci fa caso, o dimentica, oppure non ti considera proprio, e intanto tu ti sei messo in urto con persone che possono approfittare della tua debolezza per fare i bulli.
Andrebbe benissimo che aziende italiane non vengano svendute a multinazionali cinesi, visto come finiscono le acquisizioni estere. Ma non è che saranno svendute a qualche multinazionale di Paesi “alleati”? Tutta la questione dei microchip viene infatti presentata in modo tutt'altro che trasparente, come se si trattasse di una materia prima, come il petrolio. Persino la FIOM è cascata nella confusione dei termini e si riferisce ai semiconduttori come ad una “materia prima”
La guerra dei microchip è cominciata con il blocco delle esportazioni verso la Cina. Non ci viene chiarito il motivo per cui ora i semiconduttori scarseggiano anche negli USA e in Europa. Non pare credibile che con le capacità produttive attuali possa scarseggiare un prodotto. Oltretutto Blackrock, il maggiore fondo di investimento del mondo, aveva presentato i semiconduttori come uno dei settori prioritari su cui convogliare gli investimenti.
L'emergenza e la scarsità sono riflessi condizionati del potere e possono essere state artificiosamente create per far salire i prezzi ed il valore azionario delle principali aziende che li producono. In base alla tendenza alla concentrazione dei capitali, il risultato probabile è che poche aziende alla fine monopolizzino il mercato di un componente strategico della produzione.
 
Di comidad (del 08/04/2021 @ 00:05:48, in Commentario 2021, linkato 5492 volte)
Secondo un luogo comune consolidato, destra e sinistra sarebbero ormai uguali. Se si guarda la questione dal punto di vista dei risultati di governo, la tesi è più che attendibile; ma si tratta in effetti solo di una parte della verità.
A causa dei suoi complessi di superiorità morale e intellettuale la sinistra è facilmente manipolabile dai media; inoltre il suo sforzo di dimostrarsi “credibile” e “responsabile”, la rende più insicura e vulnerabile ai ricatti morali e, in definitiva, più docile alle direttive del mainstream. Anche da parte di molti commentatori di sinistra si avanza, con argomenti spesso solidi, l’idea che oggi il PD sia il partito più organico all’establishment ed agli interessi delle oligarchie sovranazionali, quindi lo stesso PD andrebbe considerato il maggiore nemico nello schieramento politico.
La lucidità dell’establishment però non va sopravvalutata, di conseguenza non vanno sottovalutati i suoi sedimentati pregiudizi nei confronti della sinistra “di governo”, che, per quanto addomesticata, continua ad essere percepita come una minaccia potenziale. Una parte dell'opinione pubblica si ostina a considerare “comunista” il PD; e i pregiudizi dell'opinione pubblica non solo permeano anche le stanze dell’establishment ma trovano lì la loro origine. Il vittimismo padronale ha i suoi incubi e proietta i suoi fantasmi, che finiscono per agitare anche la veglia, ravvivando diffidenze verso la “sinistra” ormai del tutto immotivate.
Al contrario la destra viene percepita come omogenea all’establishment, cosa che consente alla destra delle trasgressioni nel campo della comunicazione che per la sinistra sarebbero inconcepibili. I partiti di destra possono fare tutte le parti in commedia, stare nell’establishment e, al tempo stesso, interpretare la parte dell’anti-establishment. Ciò aumenta il potere contrattuale delle destre nei confronti dell’establishment; perciò, se per tenere al guinzaglio le sinistre bastano i ricatti, la collaborazione delle destre invece deve essere spesso comprata.

Nelle settimane scorse abbiamo visto come l'appoggio della Lega al governo Draghi sia stato acquistato ad un prezzo molto più alto di quello pagato al PD o ai 5 Stelle. Il ministero dello Sviluppo Economico, accordato al leghista Giorgetti, rappresenta infatti uno svincolo importante della spesa pubblica e dell’aggregazione delle cordate affaristiche. Questo risultato la Lega ha potuto ottenerlo vendendo la sua opposizione, basata spesso sulla denuncia di temi cruciali come la dispotica spilorceria dell'Unione Europea ed i massacri sociali determinati dai lockdown.
Il paradosso è che la gestione emergenziale dell'epidemia di Covid è stata avviata proprio da una Regione leghista, la Lombardia, che nel febbraio dello scorso anno scavalcò il governo, e impose persino un protocollo di cura irrealistico, basato sulla terapia intensiva, nella convinzione di poter essere l’unica Regione in grado di portarlo avanti: un esperimento di “autonomia differenziata” applicato all’epidemia. Ecco un tipico caso in cui l’establishment ha dimostrato mancanza di lucidità ed ha finito per credere alla propria stessa propaganda.

La Lombardia, la “Regione modello”, ha fatto una figura barbina nella gestione dell’emergenza, compiendo massacri di pazienti assolutamente incomparabili con quelli delle altre Regioni. L'abuso della terapia intensiva ha permesso di mettere in scena un altro psicodramma della scarsità, per cui mancavano i posti-letto, mancavano i ventilatori polmonari, e così via; perciò ci è stato raccontato che occorreva scegliere tra quali pazienti “salvare” e quali no. A quel punto l’emergenzialismo ha potuto tracimare e tanti altri vagoni si sono agganciati alla cordata affaristica che ogni emergenza porta con sé.
Da questa tragedia sociale, la Lega è uscita fuori pura e innocente; anzi, dal parlamento ha potuto persino punzecchiare il governo su parecchi nervi scoperti. Mentre il PD è un partito troppo servile e troppo sputtanato, adattissimo a fare da parafulmine, la Lega invece possiede capacità camaleontiche che le consentono di combinare guai e, contemporaneamente, di denunciarli come se fossero opera d’altri. La capacità mistificatoria della destra si rivela molto più significativa degli scontati tradimenti della “sinistra”.
Grazie all'opposizione abbastanza puntuale dello scorso anno, la Lega ha potuto ora alzare il prezzo della sua collaborazione. Salvini non è il vero capo della Lega, e si è trovato spesso spiazzato dalle manovre interne al suo partito. In questo momento però Salvini vive un altro momento magico, ed è forse l’unico degli “alleati” di governo a poter alzare la voce, poiché l’omertà della Lega risulta preziosa, anzi, indispensabile. La Lega sta infatti fornendo il suo interessato avallo al nuovo mantra della politica ufficiale, cioè la fiaba secondo cui l’austerità sarebbe alle nostre spalle, non soltanto superata, ma persino esposta al pubblico ludibrio, per essere additata come supremo errore.

La differenza rispetto a dieci anni fa è che l’austerità evita di proclamarsi, ma continua in incognito, sotto mentite spoglie. Questo è il motivo per cui in parlamento non ci deve essere nessuno a demistificare il Recovery Fund e le sue nefande illusioni di disponibilità finanziaria. Allo stesso modo occorre avallare la narrazione mediatica secondo cui l’ostacolo alla pioggia di miliardi del Recovery Fund sarebbe oggi rappresentato dalla Corte Costituzionale tedesca. In realtà la Corte Costituzionale tedesca sta allestendo la messinscena di assassinare un cadavere fingendo che sia vivo, anzi, fingendo che sia nato.
Ciò che l'opinione pubblica non deve sapere è che il Recovery Fund, già di per sé inconsistente sul piano delle risorse annunciate, si stiracchia su tempi talmente lunghi da risultare del tutto inutile per le esigenze di tamponare i danni economici causati dalla gestione emergenziale della pandemia.
Il gioco delle parti comunque deve continuare. Ancora pochi giorni fa la nostra Corte dei Conti ha esortato il governo a “non sprecare” i 209 miliardi del Recovery Fund, cioè a non sprecare fondi che non ci sono.
 
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


21/04/2021 @ 00:03:19
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