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"L'abolizione dello Stato e del diritto giuridico avrà necessariamente per effetto l'abolizione della proprietà privata e della famiglia giuridica fondata su questa proprietà."

Programma della Federazione Slava, 1872
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Di comidad (del 08/05/2008 @ 10:16:15, in Documenti, linkato 4252 volte)
Franco Lattanzi (Sbancor) è morto il 30 aprile scorso, qui di seguito un breve ricordo di Cosimo Scarinzi.

Conobbi Franco Lattanzi all'inizio degli anni '70 in un'occasione per me singolare, un convegno organizzato dalla rivista "L'Erba Voglio". Nonostante la stima che avevo nei confronti di Lea Melandri, infatti, non era quello un ambiente che, in quella mia fase di operaismo hard, frequentassi molto. Franco veniva dalla Federazione Comunista Libertaria di Roma, uno dei gruppi allora definiti piattaformisti del movimento anarchico. Nonostante i piattaformisti fossero o, almeno, fossero ritenuti una versione bolscevizzante dell'anarchismo, il gruppo piattaformista romano, e Franco in particolare, tendeva ad un superamento del movimento anarchico specifico ed ad un'adesione ad un più ampio movimento di opposizione sociale, quello che, in maniera per la verità imprecisa, venne anche definito come l'autonomia diffusa.

In quell'occasione nacque un sodalizio molto forte. Entrambi, pur venendo da esperienze alquanto diverse, ci proponevamo una ridefinizione di una prassi e di un'elaborazione libertarie che ci sembravano allora, magari con qualche presunzione da parte nostra, inadeguate al livello dello scontro politico e sociale del tempo. In quegli anni tentammo di ripercorrere una serie di elaborazioni teoriche del passato dall'anarchismo classista e comunista al consiliarismo passando per l'unionismo industriale degli IWW e per l'elaborazione della sinistra antiburocratica degli anni '50 e '60 come quella rappresentata dalla rivista "Socialisme ou Barbarie". Questo mentre eravamo impegnati 25 ore al giorno nelle lotte e nel confronto con altre posizioni teoriche e politiche.

Dal nostro incontro, e soprattutto dalla nostra collaborazione con diversi altri compagni, nacque, in particolare, la versione stampata della rivista "Collegamenti per l'organizzazione diretta di classe" che, sino al 1976 era uscita come un bollettino ciclostilato essenzialmente milanese. La redazione della rivista era allora un laboratorio politico per noi appassionante, un luogo di confronto di idee, di ricerche, di esperienze.

Franco in quell'ambiente giocava un ruolo importante. Una solida preparazione, una straordinaria curiosità intellettuale, una qualità notevolissima dell'esposizione e della scrittura ne facevano un redattore di primo piano e, soprattutto, un interlocutore in mille avventure politiche ed esistenziali.

Attraverso di lui e dei compagni del suo milieu romano stringemmo, infatti, rapporti importanti con collettivi di lavoratori di Roma e ci misurammo in una discussione sovente stimolante. La redazione allora era, è opportuno ricordarlo, prima un collettivo politico che un luogo di studio. La definizione "per l'organizzazione diretta di classe" era presa assolutamente sul serio. La redazione di Roma della rivista portava nella discussione un'attitudine parzialmente diversa rispetto a quelle "nordiste", una maggior attenzione al quadro politico e l'ambizione di svolgere un ruolo nelle vicende della sinistra sovversiva del tempo che erano sostanzialmente assenti nella componente classista dura dei compagni del nord.

Ricordo ancora le risate che ci facevamo quando Franco raccontava che diffondeva con altri il primo numero della rivista durante i fatti del '77 romano pubblicizzandola come rivista moralista e fabbrichista. Franco non era solo, in quegli anni, un compagno. Era anche un amico della lunga adolescenza che accompagnava il maggio rampante italiano. Con lui se ne combinavano di tutti i colori dalle mangiate pantagrueliche alcune delle quali meriterebbero una narrazione a parte alle avventure con le signorine che, in più di un'occasione, furono le stesse.

Con lui e con Giovanbattista Carrozza, il terzo membro più stretto del nostro sodalizio, conquistammo sul campo il soprannome di "I tre mandarini" ad opera di un ruspigante gruppo di operai toscani più classisti, almeno nelle intenzioni, di noi e decidemmo di dar vita ad una rivista letteraria dallo stesso titolo, rivista che non vide mai la luce.

Assieme vivemmo la fine del maggio rampante e le prime lotte del precariato sociale, la nascita di "Collegamenti Wobbly", scoprimmo assieme, lo cito, che i colori del tramonto sono simili a quelli dell'alba. Prendemmo poi strade diverse e il mutare stesso del nostro stile di vita portò a diradare i rapporti.

Restò un'amicizia importante e una serie di incontri anche se non frequenti. Mi parlava a volte dei suoi libri e delle sue ricerche, delle sue curiosità e delle sue inquietudini.

Sapevo di suoi problemi di salute e di sue sofferenze interiori e sin da quando lo avevo conosciuto mi era chiaro che il suo vitalismo, come sovente avviene ai vitalismi, era la maschera di tensioni profonde e di un sostanziale male di vivere.

Con lui, è buffo ricordarlo, giocavo a volte la parte del saggio. Ora non potrò più tirargli metaforicamente le orecchie e sentire le sue risposte a volte ironiche a volte ciniche e la cosa mi mancherà molto.

Cosimo Scarinzi
 
Di comidad (del 27/04/2008 @ 16:02:23, in Documenti, linkato 1050 volte)

8 - CONTROLLO MILITARE E CONTROLLO CRIMINALE DEL TERRITORIO: BONDSTEEL, UN HUB PER IL TRAFFICO MILITARE E CRIMINALE

La dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo arriva al culmine di una strategia di occupazione USA-NATO, che presenta molti punti di interesse per come è stata in grado di utilizzare propaganda, soldi, criminalità, forza militare, droga, complicità politiche e mafiose.
Fin dall'invasione della NATO del 1999, il Kosovo è diventato un territorio sottoposto a governo militare straniero. L'amministrazione delle Nazioni Unite è, come si sa, un paravento per il controllo NATO. Il progetto dello "Stato multietnico" per il futuro Kosovo, non è molto diverso dalla griglia che, in base agli accordi di Dayton 1995, è stata imposta alla Bosnia-Herzegovina. Questo schema garantisce che, dietro una parvenza di amministrazione indipendente, venga mantenuta una sostanziale occupazione militare, per cui tutte le decisioni importanti vengono prese dalla forza d'occupazione NATO-ONU.
L'Esercito di Liberazione del Kosovo UCK (Ushtria «lirimtare e KosovŽs) è fin dalla sua creazione un'organizzazione dedita al traffico internazionale degli stupefacenti e della prostituzione. L'ex leader dell'UCK Hashim Thaci, attuale primo ministro del Kosovo, è noto da tempo come uno dei capi della criminalità albanese. Durante l'amministrazione Clinton godeva della protezione di Madeleine Albright. Negli anni Novanta Thaci fondò il cosiddetto "Gruppo di Drenica", un cartello criminale con base in Kosovo e collegamenti con la mafia albanese, macedone e italiana.
La CIA, con la collaborazione attiva dei servizi segreti tedeschi BND (Bundes Nachrichten Dienst), ha sempre sostenuto l'UCK fin dalla sua creazione, a metà degli anni Novanta. Durante la guerra del 1999, l'UCK era direttamente appoggiato dalla NATO. Già alla fine del 1998, persino osservatori "ufficiali" confermavano il numero impressionante di atrocità ed atti terroristici compiuti dall'UCK sia contro civili serbi e albanesi, sia contro le minoranze kosovare.
In Serbia, il Partito Democratico di Boris Tadic prende ordini direttamente da Washington. Il Partito Democratico del Kosovo è composto da ex membri di una organizzazione criminale e, comunque, gran parte dello spettro politico kosovaro è dominato da membri dell'UCK. A questo punto vi sono tutte le condizioni per la creazione di un grande centro di controllo militare dell'area e di smistamento di tutti i traffici criminali possibili.

Bondsteel
Camp Bondsteel è la più grande base militare degli Stati Uniti costruita all'estero dai tempi del Vietnam. Subito dopo il bombardamento della Jugoslavia, le forze statunitensi confiscarono 400 ettari di terreno agricolo a Urosevac, nel Sud-est del Kosovo, vicino al confine con la Macedonia e cominciarono a costruirvi un campo. Attualmente Bondsteel ospita 7000 uomini, nella base sono presenti 25 chilometri di strade e più di 300 edifici, circondati da 14 chilometri di barriere di terra e cemento, 84 chilometri di filo spinato e 11 torri di guardia; sono presenti 55 elicotteri Black Hawk e Apache. La base USA di Bondsteel è la più impenetrabile e la meglio attrezzata in Europa. » probabilmente l'unico luogo di tutto il Kosovo dove non manca mai l'elettricità, in quanto fornita da una centrale autonoma. Vi sono tra l'altro cinema, palestre, piscine e quanto serve al personale militare; nella vicina cittadina di Ferizaj è stato aperto un bordello per soldati.
Anche se gli USA hanno portato a termine la loro "missione di pace", non sembra proprio che siano intenzionati a togliere il disturbo. E le ragioni sono molto convincenti.
- Bondsteel si trova nelle vicinanze di oleodotti e corridoi energetici molto importanti; dovrebbe infatti proteggere il progetto dell'oleodotto albanese-macedone-bulgaro (AMBO) che porterebbe il petrolio del Mar Caspio dal porto bulgaro di Burgas fino all'Adriatico, con le connesse possibilità di contrabbando di petrolio. Non è un caso che il progetto di costruzione di Bondsteel sia stato affidato, con un appalto multimiliardario concesso dal dipartimento della difesa, alla sussidiaria texana della Halliburton di Dick Cheney.
- Bondsteel è in grado di gestire e controllare tutto il traffico di eroina in arrivo dall'Afghanistan e che usa il Kosovo e l'Albania come zone di transito della droga verso l'Europa Occidentale.
- Intorno alle attività della base si tende a mantenere il segreto, ma si sa che gli albanesi che riescono a farsi assumere ottengono la cittadinanza USA dopo soli due anni di "anzianità". Non è improbabile che questa generosità sia la ricompensa del silenzio intorno alle attività della base, tra cui vi sarebbe il traffico d'armi convenzionali e chimiche, e altro ancora.
Il governo jugoslavo fu accusato, senza prove, della crisi umanitaria in Kosovo. La presunta violazione dei diritti umani dei cittadini di origine albanese fu usata come pretesto per un massiccio bombardamento della Jugoslavia. Come spesso accade, i bombardamenti più intensi colpirono e fecero più vittime proprio tra i civili albanesi del Kosovo. La guerra "umanitaria" era quindi stata organizzata prima della crisi in Kosovo. Gli USA avevano progettato il bombardamento della Jugoslavia molto prima del 1999 proprio con l'obiettivo di costruire Bondsteel, vero hub militar-criminale.
La Jugoslavia, l'Afghanistan e l'Iraq sono tre guerre condotte su pretesti umanitari e che come risultato, senza eccezioni, hanno visto l'installazione nei tre Paesi di importanti basi militar-criminali statunitensi.

27 aprile 2008
 
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si ť formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si ť evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


14/07/2020 @ 20:40:35
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