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"La nozione di imperialismo americano non si deve intendere come dominio tout court degli Stati Uniti, ma come la guerra mondiale dei ricchi contro i poveri, nella quale gli USA costituiscono il riferimento ed il supporto ideologico-militare per gli affaristi e i reazionari di tutto il pianeta."

Comidad (2012)
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Si è svolta lo scorso 8 gennaio a Genova, presso il centro di documentazione Il Grimaldello, in via della Maddalena 81 R, la prima presentazione dell'ultimo libro di Guido Barroero, alla quale ne seguiranno altre, “Cento anni di storia operaia: la Camera del Lavoro di Sestri Ponente e l'Unione Sindacale Italiana”. Questo libro, scritto e curato da Guido Barroero con la consueta passione, esce postumo per sole poche ore. Il libro era stato pensato per il centenario dell'Unione Sindacale del 2012, ma per una serie di circostanze e di eventi, come è spiegato e documentato nella prefazione, i tempi si sono allungati, e il libro uscirà solo il 24 novembre del 2015, a poche ore dalla sua morte. Guido Barroero, proprio per un soffio, non farà in tempo a vederlo.
Perchè Sestri Ponente? Come spiega lo stesso autore: “Questa storia è dunque storia della presenza dell'Unione Sindacale a Sestri, ma è anche storia della sua Camera del Lavoro, è storia del movimento operaio sestrese (e genovese) e delle sue lotte...” Sestri è stata una roccaforte del sindacalismo rivoluzionario, con un'importanza fondamentale non solo nell'ambito genovese, ma anche in quello nazionale.
Quindi storia dell'Unione Sindacale, e della sua espressione nel Genovesato, soprattutto Sestri Ponente, dove notevole e proficua era la presenza dell'USI. Ricordiamo brevemente la nascita dell'Unione Sindacale: nel novembre del 2012 si tiene a Modena il congresso dell'Azione Diretta (così si chiamava il coordinamento dei gruppi sindacalisti-rivoluzionari all'interno della Confederazione Generale del Lavoro, costituita nel 1906, nella quale la parte rivoluzionaria del movimento operaio, dopo una prima scelta di non aderirvi per la sua tendenza riformista, era successivamente confluita), e in quella circostanza viene decisa la costituzione dell'Unione Sindacale Italiana.
A Sestri Ponente la Camera del Lavoro nasce nel 1896, e cresce nonostante le difficoltà iniziali (venne sciolta d'autorità per ben due volte, e altre volte accadrà negli anni a venire). I suoi appartenenti, tra i quali era prevalsa la componente rivoluzionaria, diedero un fondamentale contributo alla costituzione dell'USI.
Il libro racconta quegli anni, intensi e duri, di lotta, il periodo bellico, il dopoguerra, l'occupazione delle fabbriche del 1920, gli anni della clandestinità e dell'esilio con l'avvento del fascismo, le dure persecuzioni, quindi, nella seconda parte, il dopoguerra, il ritorno dell'USI e il suo successivo declino. Il libro si chiude con l'ultimo Convegno nazionale di Carrara del 1970. Il testo è arricchito da una grande quantità di tabelle, documenti e testimonianze, che permettono al lettore di immergersi il più possibile dentro quegli anni gloriosi e difficili, dentro una storia rimasta per troppo tempo nell'oblio, storia che questo lavoro ci riporta, in tutta la sua vitalità.
E' arricchito inoltre dall'ottima introduzione di Mario Spagnoletti, che ripercorre con attenzione gli argomenti trattati nel libro, la “documentata e appassionata “resa dei conti” con l'esperienza e la storia dell'Unione Sindacale” che Barroero ha inteso realizzare, e così conclude: “Il volume, che è corredato ed impreziosito da una cospicua Appendice di tabelle, documenti e schede biografiche dei principali protagonisti della storia dell'Unione Sindacale e della Camera del Lavoro sestrese, merita ogni attenzione e positivo apprezzamento per il grande equilibrio con cui intreccia le analisi rigorosamente scientifiche -proprie della ricerca storica e della sistemazione storiografica- e la robusta “passione militante”, che ne attraversa tutte le pagine e lo immunizza contro i virus di uno storicismo o di un biografismo esangui e falsamente neutrali.”
Alla presentazione dell'8 gennaio sono intervenuti alcune decine di compagni, che hanno seguito con attenzione e interesse l'introduzione, precisa e dettagliata, di Marco Genzone (che dopo aver ripercorso quell'intenso periodo di storia che è narrato nel libro, ha ricordato anche con altrettanta precisione due precedenti libri a cui Guido Barroero si era dedicato, uno su Maurizio Garino, Il sogno nelle mani – Torino 1909-1922 e uno sul sindacalismo rivoluzionario e Alibrando Giovannetti).
Sono seguiti alcuni interventi, sulla genesi di questo ultimo libro, sul tema del libro, sulle problematiche attuali del sindacalismo, e, inevitabili, alcuni ricordi personali, da parte di compagni e compagne che hanno condiviso chi una parte, chi un'altra, del percorso politico dell'autore, e con il quale hanno avuto anche forti legami di amicizia.
Per quanto riguarda la storia del libro, come abbiamo detto all'inizio, l'idea nasce per il centenario dell'Unione Sindacale. Guido Barroero nel 2010 era stato eletto segretario dell'attuale Unione Sindacale Italiana, e si era gettato subito con impegno in questo compito, per lui particolarmente importante, proprio per la sua conoscenza di una storia tanto gloriosa, e per il suo desiderio, oltre alla “resa dei conti” cui si accennava in precedenza, di contribuire il più possibile a una rivitalizzazione dell'USI odierna.
Purtroppo il suo impegno venne fermato. Ancora oggi questa vicenda è tenuta nascosta, confinata nell'oblio. Una gran brutta vicenda, caratterizzata da gravi attacchi personali, calunnie, inizialmente dirette ad un compagno, Gino Ancona, quindi verso lo stesso Guido Barroero, che non aveva potuto tacere di fronte a tale campagna diffamatoria, quindi Barroero decise di dare le dimissioni dall'Unione Sindacale Italiana, in attesa di tentare di risolvere la questione in sede di Congresso, ma in quel Congresso, nel 2012, si arrivò invece addirittura ad un assurdo e vergognoso processo di stampo ben poco libertario, e infine all'espulsione dall'Unione Sindacale, di Guido Barroero e dell'altro compagno, e dell’intero sindacato USI- Arti e Mestieri, parte fondamentale della stessa USI.
Questi fatti hanno contribuito al ritardo nell'uscita del libro, anche perché Guido volle una prefazione scritta da Gino Ancona, prefazione corredata in fondo al testo da alcuni documenti relativi proprio agli accadimenti di questi ultimi anni, e ci fu chi avrebbe finanziato in parte il libro ma senza tale prefazione, ritenendo, a torto, si trattasse solo di una polemica interna, di una vicenda dei nostri giorni e quindi incoerente con l'impianto storico del libro, e non di un fatto tanto grave quale invece è stato, e di fronte al quale appare impensabile non prendere una posizione. Guido Barroero fu irremovibile su questo punto. La prefazione rimase e la raccolta dei fondi si allungò nel tempo. Solo grazie all'impegno di compagni onesti e determinati si è giunti infine alla pubblicazione. Gli avvenimenti di cui sopra sono stati anche una grande delusione, una grave ferita, possiamo dire, per Guido Barroero, e, forse, sono stati addirittura determinanti per l'insorgere e l'evoluzione della sua malattia.
Anche di queste vicende si è parlato e discusso alla presentazione dello scorso 8 gennaio.
Ma qui per ora ci fermiamo. La priorità attuale, riteniamo, è quella di far conoscere questo lavoro, per il suo grande spessore e per la sua rilevanza storica. A suo tempo, questa parte poco nobile della storia dell'Unione Sindacale Italiana verrà alla luce, perché è un compito che ci spetta, è un dovere che abbiamo nei confronti dell'autore di questo libro e della storia.
Oggi invitiamo calorosamente tutti gli interessati a partecipare alle prossime presentazioni e iniziative, e a dare ciascuno il proprio contributo al dibattito, un dibattito appena iniziato in occasione di questa prima presentazione, e che ci auguriamo si andrà ulteriormente a sviluppare.

Silvia Ferbri
 
Di comidad (del 28/11/2015 @ 00:04:59, in Storia, linkato 1156 volte)
Č morto il compagno genovese Guido Barroero, militante anarco-sindacalista e storico dell’anarchismo. Per la sua competenza e per la sua onestà intellettuale, Guido è stato uno dei principali punti di riferimento del dibattito interno al movimento anarchico degli ultimi decenni.
 
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


23/03/2019 @ 07:21:57
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