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"Il vincolo statale funziona come un pastore che tiene unito il gregge, ma solo per metterlo a disposizione del predatore."

Comidad (2014)
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Di comidad (del 23/03/2010 @ 09:23:04, in Documenti, linkato 1556 volte)
NARCOCOLONIALISMO

La cosiddetta lotta al narcotraffico è una vera benedizione per le strategie di dominio degli USA. Com´è noto, il 30 ottobre 2009 è stato firmato un accordo tra Washington e Bogotà che prevede la concessione in Colombia di sette basi militari agli Stati Uniti. In cambio gli USA sborseranno 46 milioni di dollari al governo Uribe a sostegno dell´accordo militare per contrastare il narcotraffico, ma anche in funzione antiguerriglia. In realtà questi soldi serviranno all´allestimento delle basi e all´acquisto di armamenti di produzione statunitense, ma comunque saranno sicuramente ripagati dall´aumento del traffico di droga su cui da sempre mettono le mani le cosche governative USA. Il risultato più importante sembra essere quello del controllo di sette basi militari - tre delle quali sotto la gestione esclusiva degli USA - proprio sul territorio colombiano.
La base più importante, una "infrastruttura operativa avanzata", dovrà essere allestita a Palanquero, dove già esiste una cittadella in grado di alloggiare più di 2000 uomini, una pista di volo di 3500 metri e due hangar in grado di ospitare una sessantina di cacciabombardieri con un sistema di radar molto sofisticato. La posizione strategica della base, consentirebbe ai cacciabombardieri USA di raggiungere qualsiasi punto dell´America Latina ad esclusione della Terra del Fuoco. Gli USA possiedono installazioni militari anche a Puerto Rico, in Salvador, in Honduras, Cuba, Aruba, Curaçao, Perù, Paraguay.
Anche in Messico la "lotta al narcotraffico" (ovvero il controllo e l´incremento dei flussi di traffico degli stupefacenti) comincia a dare i suoi frutti: il governo di Felipe Calderon dovrebbe firmare un piano per sconfiggere il principale cartello di narcotrafficanti. Il piano, manco a dirlo, è stato presentato da una compagnia militare privata statunitense la Jax Desmond Worldwide, una compagnia di killer sul modello della famigerata Blackwater (cfr. mpc n°10). Gli uomini dell´azienda dispongono ovviamente di elicotteri Apache e di altre armi micidiali, e vengono assunti tra gli ex-soldati dell´esercito israeliano e gli ex-membri delle forze speciali statunitensi. Il capo della compagnia ha però precisato di volere dal governo messicano carta bianca sulle sue operazioni: "...quando lavoriamo non collaboriamo con le forze locali né con nessun altro."
In Afghanistan la produzione di oppio - che nel periodo talebano languiva intorno alle 185 tonnellate annue - con la gestione statunitense ha superato ampiamente le 8000 tonnellate ed è stata integrata con la produzione di cannabis. Lo stesso governo Karzai - diretta emanazione degli occupanti USA - è formato quasi esclusivamente da narcotrafficanti, e l´Afghanistan rimane il maggior produttore di oppio a livello mondiale (cfr. mpc n°14)
 
Di comidad (del 14/10/2009 @ 16:22:16, in Documenti, linkato 1222 volte)
Dalla metà degli anni ’70, la Scuola Pubblica è stata il laboratorio della precarizzazione del lavoro, quindi con venti anni di anticipo rispetto alla nascita ufficiale dello slogan della “flessibilità”. Il fatto non fu chiaramente avvertito a suo tempo, poiché la figura del supplente esisteva da sempre, e fu quindi facile, almeno all’inizio, confondere le acque.
L’ultimo corso abilitante per docenti precari degli anni ‘70 fu svolto nel 1974. Dopo quella data, per un intero decennio, fu negata qualsiasi occasione agli insegnanti precari di accedere ad un titolo abilitante, e quindi alla possibilità di assunzione a tempo indeterminato. Si verificò così uno sbilanciamento numerico del personale insegnante, tanto che quello di “ruolo” divenne minoritario in molte realtà (allora esisteva ancora la figura giuridica del ruolo, poi abolita dal governo Amato nel 1993). Infatti la maggioranza delle supplenze non era più attribuita dai Presidi, ma dai Provveditori, a conferma che le supplenze stesse non riguardavano assenze temporanee dei docenti di ruolo, ma posti vacanti.
Non è una coincidenza il fatto che dalla metà degli anni ’70 si verificasse il boom delle scuole private dette “diplomifici”, le quali potevano disporre di una quantità di personale docente costretta a lavorare esclusivamente per acquisire punteggio. Per gli istituti privati la voce di bilancio “costo del lavoro” scendeva praticamente a zero, anche considerando che in quel decennio divennero abituali i provvedimenti governativi di fiscalizzazione degli oneri sociali delle imprese.
Molti Istituti paritari trasformarono addirittura il contributo statale del cinquanta per cento sullo stipendio dei docenti, in un profitto netto, dato che ai docenti stessi, in realtà, non corrispondevano assolutamente nulla.
La proliferazione degli Istituti privati è quindi avvenuta non solo a scapito del funzionamento della Scuola Pubblica, ma soprattutto attraverso il denaro pubblico e la precarizzazione del corpo insegnante pubblico, reso vulnerabile ad ogni genere di ricatto.
Alla fine degli anni ’90 la precarizzazione nella Scuola aveva fatto segnare nuovamente livelli record, anche se, nel 1998, uno dei rarissimi atti limpidi del ministro dell’Istruzione Berlinguer, fu quello di adeguarsi alle sentenze dei TAR e del Consiglio di Stato, che avevano constatato l‘illegalità della prassi dei Provveditori - particolarmente meridionali - di tenere bloccate le assunzioni in presenza di posti vacanti da anni. In particolare, le graduatorie del concorso a cattedre del 1990 erano state tenute in quarantena in attesa della scadenza della loro validità dopo tre anni; un espediente che il Consiglio di Stato ritenne illegale dato che la scadenza avrebbe potuto verificarsi solo in presenza dell’indizione di nuovi concorsi, che invece non erano stati indetti. La accertata illegalità di queste pratiche di precarizzazione forzata sbloccò per un po’ le assunzioni a tempo indeterminato, ma non comportò alcuna sanzione disciplinare per i Provveditori responsabili, poiché si trattava, evidentemente, di una illegalità di Stato pianificata ad alti livelli. Non a caso, la via del ricorso amministrativo è stata resa dai vari governi sempre più ostica e problematica.
Gli odierni pretesti ufficiali per le mancate assunzioni nella Scuola riguardano sempre la indisponibilità di posti, ma, ancora una volta, è proprio il numero esorbitante dei precari a smentire questi pretesti. La precarizzazione, perciò, non è l’effetto di uno stato di necessità, ma costituisce una forzatura illegale e funzionale agli interessi affaristici dell’istruzione privata.
 
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FEDERALISTI ANARCHICI:
il gruppo ed il relativo bollettino di collegamento nazionale si é formato a Napoli nel 1978, nell'ambito di una esperienza anarco-sindacalista.
Successivamente si é evoluto nel senso di gruppo di discussione in una linea di demistificazione ideologica.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana dal 1984.


14/07/2020 @ 21:15:13
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